
Diete, la lista della spesa:
LA PUBBLICITÀ E LE ETICHETTE
Nella cultura attuale c’è la tendenza a considerare tutto ciò che esce dalla televisione come veritiero e assolutamente valido, ma è necessario ricordare che i produttori utilizzano questo canale per pubblicizzare e aumentare le vendite in barba alla salute e così spuntano merendine che si spacciano per salutari ma che, al di là delle apparenze, sane non sono.
Nell’acquisto degli alimenti, soprattutto quelli trasformati è bene porre attenzione alle etichette, evitare di acquistare tutto ciò che riporta additivi (coloranti, conservanti, addensanti, gelificanti, aromi naturali .), grassi vegetali (emulsionati o non), grassi animali, esaltatori di sapidità, e tutto ciò che non è espressamente compreso tra gli ingredienti di una preparazione. È bene evitare di acquistare cibi troppo elaborati, meglio scegliere ricette semplici.
ALIMENTI “BUONI” E ALIMENTI “CATTIVI”
È bene che i cibi per il bambino provengano da produttori seri, che riducano al minimo indispensabile l’utilizzo di pesticidi, fertilizzanti chimici, anticrittogamici e qualsiasi tipo di veleno, meglio se produttori biologici; sulla tavola non dovrebbero mancare
frutta e verdura di stagione e acquistate fresche (mai conservarle per più di 4 giorni in frigo);
latte e latticini interi;
la carne preferibilmente di pollo, vitello, coniglio, manzo, cavallo (il maiale è meglio utilizzarlo sotto forma di prosciutto crudo);
pesce fresco o congelato (soprattutto azzurro);
cereali, anche integrali (pasta, riso, orzo, farro, mais, miglio);
legumi variati (non devono mancare le lenticchie) e associati ai cereali;
cioccolato, gelati artigianali alla crema e alla frutta, caramelle di succo d’uva o di mela (da fornire con moderazione) frutta secca e semi oleosi.
È meglio evitare: insaccati, fritti da ristorante, cibi in scatola, dadi da brodo, birra, vino, alimenti dolci confezionati, tutti gli alimenti light (con aspartame), caffè, the, bevande gasate e zuccherate.
Una menzione particolare la merita il sale: è opportuno aumentare l’apporto di iodio, utilizzando un sale naturalmente iodato (sale marino integrale, meglio ancora gomasio).
Dott.ssa Chiara Mezzetti

Luisa Maria Carretta









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