Menù Estivo, star bene mangiando meglio

Occhio al menu durante l'estate. Un corretto comportamento a tavola, infatti, rappresenta uno dei fattori più importanti per mantenersi in salute. Occorre però che questo sia adeguato alle abitudini di vita, al clima e alle condizione dell'organismo. “In realtà - sostiene Marcello Ticca, dell’Istituto di nutrizione di Roma - in un clima come quello italiano non occorre fare grandi differenze tra l'alimentazione estiva e quella invernale. È vero però che il caldo, inducendo apatia e pigrizia, porta a diminuire il consumo di energie, provoca talvolta scarso appetito e rende più faticosa e lenta la digestione”.

Le giornate sono sempre più calde: cosa è preferibile mangiare?

Occhio al menu durante l’estate. Un corretto comportamento a tavola, infatti, rappresenta uno dei fattori più importanti per mantenersi in salute. Occorre però che questo sia adeguato alle abitudini di vita, al clima e alle condizione dell’organismo.
“In realtà - sostiene Marcello Ticca, dell’Istituto di nutrizione di Roma - in un clima come quello italiano non occorre fare grandi differenze tra l’alimentazione estiva e quella invernale. È vero però che il caldo, inducendo apatia e pigrizia, porta a diminuire il consumo di energie, provoca talvolta scarso appetito e rende più faticosa e lenta la digestione”.

Quindi è consigliabile mangiare meno e preferire cibi leggeri?

Il consiglio di mangiare sano è sempre valido, sia in estate sia in inverno. Come regola generale è consigliabile dare largo spazio a cibi a ridotto contenuto calorico e ad elevato potere saziante, come la frutta e la verdura. Questo accorgimento favorisce anche il mantenimento del proprio peso entro limiti ragionevoli.

Per la stagione calda è bene diminuire la carne a favore di pesce, di prosciutto magro e di formaggi poco grassi eliminando gli insaccati, i fritti, gli alimenti conservati e in genere i condimenti elaborati. Vanno poi evitati i primi piatti troppo abbondanti o troppo conditi, a favore di passati di legumi e minestre di verdure, anche fredde, e di riso o pasta (anche come piatti unici) con condimenti leggeri, a base di pomodoro e olio d’oliva. Sarà bene evitare di bere alcolici e non mangiare troppi dolci, mentre i gelati, soprattutto quelli alla frutta, possono essere consumati liberamente sia come spuntino che come dessert.

Come combattere il sudore e il senso di sete?

Il sudore serve a mantenere costante la temperatura del corpo, ma quando è abbondante comporta anche una perdita di acqua e di importanti sali minerali, come il ferro, che vanno reintegrati. L’acqua da sola non è sufficiente. Ottime bevande sono invece le spremute di agrumi, i frullati di latte e di frutta, il tè poco zuccherato, il latte, i succhi di frutta; sono sconsigliabili invece le bevande gassate e troppo fredde. Meglio sarebbe ingerire le bevande a una temperatura non inferiore ai 15-16 gradi e bere lentamente. Si può combattere la sete e recuperare i sali minerali anche mangiando frutta, ortaggi e verdura, alimenti che assicurano un buon introito di acqua, zuccheri e vitamina C.

Quanto conta la temperatura esterna per il proprio benessere fisico?

Una temperatura ambientale più alta favorisce nella maggior parte dei casi la moltiplicazione dei germi e quindi facilita l’inquinamento dei cibi e le tossinfezioni alimentari. Per ridurre questi pericoli è bene adottare alcune precauzioni:

cuocere sempre i frutti di mare;
lavare a lungo le verdure;
ricordare che a temperatura ambiente il latte è un terreno di coltura ideale per i microrganismi.
E ancora: se si apre una scatola di cibo conservato o se ne consuma subito il contenuto o si travasa ciò che rimane in un vasetto di vetro a chiusura ermetica da riportare nel frigorifero.

Quali sono dunque i principali rischi che si corrono a tavola in estate?

Oltre ai “rischi” legati a un maggior consumo di cibi crudi e all’azione del calore sulla moltiplicazione dei germi, sono da ricordare anche quelli derivanti dal consumo frequente di cibi freddi, all’azione di ostacolo esercitata dal caldo sulla digestione e il mutare delle abitudini: consumare i pasti a orari inusuali può dare disturbi digestivi, perché altera il ritmo di funzionamento del nostro apparato digerente.

In generale, per il proprio benessere fisico e mentale, sarebbe bene seguire alcune regole:

mantenere regolari gli orari dei pasti;
mangiare poco e di tutto;
consumare cibi genuini e semplici;
distribuire razionalmente i pasti durante la giornata;
assicurarsi che nell’alimentazione giornaliera siano sempre ben rappresentati alcuni principi nutritivi (per esempio i sali minerali, le vitamine, i carboidrati, le proteine e i grassi);
preparare con cura la tavola: procura benessere e aumenta il piacere del cibo;
mangiare lentamente.

Il gelato può sostituire un pasto?
La data ufficiale della sua nascita risale al 1565, alla corte di Cosimo De’ Medici. Suo creatore fu Bernardo Buontalenti, architetto di fama, noto anche per le sue capacità nell’organizzare feste e spettacoli. Si dice che la ricetta provenisse da antichi testi della Roma imperiale. Il successo fu enorme, allora come oggi. È il gelato, un piacere da sempre legato all’immagine dell’estate che non ha età. Ma farà bene? È veramente un alimento completo?

Senz’altro. Ai gelati, soprattutto a quelli artigianali, più ricchi di prodotti quali latte, uova e frutta, va riconosciuto un certo valore nutritivo. Sotto questa luce il gelato può essere considerato un integratore, un modo per far consumare il latte anche a chi non ama questo alimento in forma liquida, un completamento dell’alimentazione per chi ha problemi di masticazione, un prodotto dolce che non ha un valore calorico tale da renderne pericoloso un consumo ragionevole.

È importante però distinguere tra gelato e gelato. Ci sono infatti i gelati cremosi, composti essenzialmente da latte e uova, e i sorbetti, i cui costituenti fondamentali sono gli zuccheri e la frutta.
“Per l’elevato contenuto di proteine e sali minerali - sostiene Carlo Cantoni, dell’Università degli studi di Milano - i gelati cremosi sono particolarmente indicati nell’alimentazione dei bambini e degli adolescenti, delle donne in gravidanza e di quelle che allattano e sono un valido sostegno nutritivo nel caso di patologie caratterizzate da un aumentato fabbisogno di sali minerali. Il gelato può essere infatti considerato un alimento le cui proprietà riflettono quelle del latte, di cui è composto. I sorbetti, al contrario, non hanno un elevato potere nutritivo, avendo un basso valore proteico”.

A cura di Monica Di Dionisio

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