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Bimbi a tavola!

Qualità, varietà e semplicità. Ecco i comandamenti a cui le mense scolastiche devono attenersi per assicurare ai bambini di tutte le classi diete sane ed equilibrate.

Qualità… varietà e semplicità.

Ecco i comandamenti a cui le mense scolastiche devono attenersi

per assicurare ai bambini di tutte le classi diete sane ed equilibrate.

Al momento del pranzo in scuole pubbliche e private, bando dunque a cibi elaborati, sperimentali o di seconda scelta. Parola di Carlo Cannella, ordinario di Scienze dell’alimentazione all’università La Sapienza di Roma, che all’ADNKRONOS SALUTE assicura che nella maggior parte degli istituti si tratta di regole già seguite con premura. L’unico sbaglio che ancora si fa nelle cucine di elementari e medie - fa notare il nutrizionista - è quello di non fare bene attenzione alla quantità di cibo che si serve ai piccoli.E spesso non solo per scarsa accuratezza.

Questi comportamenti sono da evitare:

Mettere in tavola il pane prima di servire primi e secondi piatti ai bambini - sottolinea infatti Cannella - fa riempire le loro pance più velocemente e con un notevole risparmio economico.

Oppure servire una porzione troppo abbondante di pasta asciutta, pari ad esempio a quella di un adulto (80-100 grammi), permette di evitare la carne, sicuramente più costosa.,

come sono da scartare gli alimenti di scarsa qualità: spesso nelle mense scolastiche ho visto frutta troppo piccola e poco succosa. Un errore che va a discapito della salute degli alunni.

No anche ai cibi alternativi che in alcune occasioni vengono offerti agli scolari: Il bambino, giustamente - spiega l‘esperto - rifiuta ciò che non conosce. I risultati di questi esperimenti culinari finora sono stati solo piatti mezzi pieni e pance mezze vuote. La soluzione potrebbe essere quella di far assistere i bambini alla preparazione di questi pasti particolari, stimolando la loro curiosità e mostrando loro che si tratta di alimenti del tutto normali, solo mixati, conditi o scelti con criteri diversi.

Naturalmente deve esserci una certa differenza fra menù scolastici estivi e invernali. Vale sempre la regola del primo, del secondo leggero e del contorno, e più che di aumentare o diminuire le calorie si tratta di preferire i cibi tipici della stagione che si sta vivendo: questo principio - specifica Cannella - vale soprattutto per la frutta e la verdura.

Altra regola importante è quella di creare una sorta di continuità fra alimentazione all’interno della scuola e in casa: I genitori - suggerisce il nutrizionista - devono essere informati su tutto ciò che i figli mangiano a scuola. Questo consente innanzitutto di intervenire nel caso si presentasse qualsiasi tipo di problema (il bambino rifiuta il cibo o si abboffa quando torna dalle lezioni), ma soprattutto di strutturare meglio l’alimentazione giornaliera del piccolo e di renderla equilibrata:

se ha mangiato la pasta la mattina, ad esempio, di sera sarà compito della mamma preparare pesce o carne bianca leggeri, digeribili e ricchi di proteine.
Infine, gli spuntini di metà mattina o pomeriggio: Addio alle fette enormi di pizza bianca o rossa, comperate dalle madri preoccupate che il bimbo possa non mangiare abbastanza a pranzo - consiglia Cannella - e via libera a iniziative come quella attivata nel Comune di Roma. Qui le merende vengono selezionate e servite dalla scuola stessa, a seconda di ciò che viene cucinato a pranzo. Latte e biscotti, merendine non grasse, yogurt o frutta sono le scelte migliori.

(Bdc/Adnkronos Salute)

vedi anche La scuola di Sapori