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Disturbi alimentari, i 12 passi dell'auto-aiuto

Come per gli Alcolisti Anonimi, una ricerca Usa segnala l'efficacia di questa terapia di gruppo

I disturbi del del comportamento alimentare colpiscono in forme diverse dal 20% al 50% di soggetti di sesso femminile anche se il numero di uomini affetti da questi disturbi è in forte crescita.

La bulimia è caratterizzata dall’ingestione di grosse quantità di cibo in poco tempo, seguita da vomito auto-indotto. Spesso la bulimia è frammista all‘anoressia in cui l’aspetto più tipico è rappresentato dall’alterazione dell’immagine del sé e del proprio corpo, unito a una grande paura di aumentare di peso.
Da ciò deriva l’aspetto comportamentale disfunzionale più eclatante: diete rigidissime accompagnate da vomito auto-indotto e uso di lassativi o diuretici nel tentativo di non prendere peso.

Negli ultimi tempi si è d’accordo nel ritenere che esista uno “spettro” dei disturbi del comportamento alimentare, per il quale nello stesso soggetto possono coesistere aspetti anoressici e bulimici insieme.
Il “Binge Eating” è, infatti, un disturbo caratterizzato dall’alternarsi di periodi prolungati di astinenza o regime ipercontrollato nel rapporto con il cibo, e periodi, più o meno lunghi di trasgressione, in cui la persona si abbandona completamente al piacere delle abbuffate. All’abbuffata, generalmente, concentrata in un periodo limitato di tempo, segue poi un più o meno lungo periodo punitivo di digiuno e il ciclo ricomincia
Una volta instaurata una sindrome di questo tipo dunque il problema non è più il controllo del peso ma la compulsione al mangiare e disfarsi del cibo che assume le caratteristiche proprie di uno stato di dipendenza.

Arrestare il ciclo, e cioé la ricerca del piacere, diventa impossibile con le note conseguenze fisiche e psicologiche.

È su queste basi che si fonda l’approccio motivazionale dei “12 Passi” basato sul modello degli Alcolisti Anonimi, una fratellanza che affronta il problema dell’alcolismo nel mondo dal 1935 e che è stato adattato ad altri comportamenti con le caratteristiche tipiche della dipendenza.

La validità scientifica di questo approccio è stata testata in un grosso progetto di ricerca dell’Università del Connecticut il cosidetto “project MAT­CH” in cui sono stati comparati tre tipi diversi di terapie e a cui hanno partecipato 9 istituti di ricerca su tutto il territorio statunitense.
Il progetto sponsorizzato dalla NIAAA ( National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism) ha chiaramente dimostrato l’efficacia di questa terapia e la sua superiorità a terapie comportamentali nelle sindromi da dipendenza.
Un recente studio publicato sul “The Journal of Treatment & Prevention” (Wasson & Jackson 2004) conferma l’efficacia di questa terapia nei Binge Eaters.

Il principio si basa sul modello del disturbo alimentare come malattia, e che la bulimia o l’anoressia è una malattia che colpisce il corpo, la mente e lo spirito.

Il compito dello psicologo è di identificare

1) se esiste un problema con il cibo;
2) se è quello il problema che il cliente vuole affrontare.

E infine di aiutare il paziente a riconoscere da solo i meccanismi che possono portare al recupero totale e alla guarigione.

 

I “12 Passi” sono un percorso di crescita individuale che avviene durante e dopo la terapia attraverso la frequenza a riunioni di recupero, l’uso di uno sponsor, cioè un membro della fratellanza che sia in recupero da più tempo e svolga il ruolo di guida nel lavoro dei Passi, l’identificazione con altri “overeaters” in recupero, e la pratica quotidiana (”Solo Per Oggi”) di alcune semplici azioni (”non abbuffarsi nelle prossime 24 ore, chiedere aiuto e accettarlo”) e di alcuni principi “spirituali” (onestà, apertura mentale, buona volontà, disponibilità, ecc).

Negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, inclusa l’Italia, questa pratica è una valida risorsa: in alcuni casi è sufficiente dare al cliente gli indirizzi delle riunioni, in altri e necessario un intenso lavoro di sostegno e facilitazione, per permettere al cliente di porsi nella condizione di astenersi dal comportamento un giorno alla volta.

 

di Alessia Ciani
Consultant in Adult Psychiatry - Charing Cross Hospital, London

 

 

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