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Diete? Basta seguirle

La popolarità delle diete è in costante aumento ma di pari passo aumentano anche le controversie che le riguardano. Dai libri alle riviste popolari, dai dibattiti televisivi ai documenti delle autorità sanitarie è tutto un rincorrersi di argomentazioni a favore di una dieta piuttosto che un'altra o a proposito della sicurezza delle diete stesse

La popolarità delle diete è in costante aumento ma di pari passo aumentano anche le controversie che le riguardano. Dai libri alle riviste popolari, dai dibattiti televisivi ai documenti delle autorità sanitarie è tutto un rincorrersi di argomentazioni a favore di una dieta piuttosto che un’altra o a proposito della sicurezza delle diete stesse.

Dai primi modelli dietetici come la Weight Watchers, effettuati sotto rigoroso controllo medico e basati sulla riduzione di porzioni e calorie, si sono sviluppate molte alternative.

Del resto l’obesità è definita un’emergenza sanitaria e urgono riscontri sia per il medico sia per il paziente su benefici, rischi, efficacia e sostenibilità delle diete più popolari. Riscontri che per ora mancano. La rivista statunitense JAMA pubblicato una ricerca nella quale differenti regimi dietetici sono stati confrontati per un anno. Due i parametri presi in considerazione perdita di peso e riduzione del rischio cardiaco. I risultati? Il problema principale non è la dieta ma la costanza nel seguirla.
Secondo i ricercatori il problema non è tanto rappresentato dal valore intrinseco delle diete.

Circa il 25% dei partecipanti allo studio ha perso in un anno circa il 5% del peso corporeo iniziale e

circa il 10% dei partecipanti ha perso più del 10% del peso corporeo
si tratta così di diete che possono ridurre il peso corporeo e i fattori di rischio cardiovascolare. Il problema riguarda, invece, l’aderenza alla dieta.

Ossia le diete funzionano ma solo per i soggetti che le seguono in modo corretto.

Urgono perciò - concludono i ricercatori - tecniche pratiche per aumentare la percentuale di aderenza alla dieta. Una modalità - suggeriscono - potrebbe essere presentare un ventaglio più ampio di opzioni dietetiche, per centrare meglio le preferenze alimentari dei singoli pazienti ma anche il loro stile di vita e i profili di rischio cardiovascolare.

L’ipotesi dei ricercatori è che se i pazienti esaminati avessero potuto scegliere la loro dieta, probabilmente i risultati sarebbero stati migliori. Allo stesso modo sono necessari studi nei quali l’associazione tra fattori di rischio cardiovascolare e dieta siano prese in esame in modo più specifico.

Marco Malagutti

Fonte
Dansinger ML et al. Comparison of the Atkins, Ornish, Weight Watchers, and Zone Diets for Weight Loss and Heart Disease Risk Reduction: A Randomized Trial. JAMA. 2005;293:43-53.

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