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Il Segreto Brucia Calorie

Potrebbe nascondersi in una proteina il segreto per non accumulare peso bruciando calorie e riducendo la massa grassa.

A identificare e a isolare la proteina è stato un gruppo di ricerca italiano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e il lavoro è pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, PNAS, introdotto da una presentazione del Nobel Rita Levi Montalcini. C’é ancora tanta strada da fare prima di trasformare la scoperta in una possibile cura anti-obesità, ma la scoperta “ci fa guardare con curiosità e interesse alla possibilità di individuare in futuro nuovi bersagli farmacologici”, ha detto Anna Moles, dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, che ha coordinato la ricerca con Alessandro Bartolomucci, dello stesso istituto, e con Andrea Levi e Roberta Possenti, dell’Istituto di Neurobiologia e medicina molecolare, sempre del CNR.

 

La proteina brucia-calorie per ora ha soltanto una sigla (TLQP-21) ed è una piccola proteina composta da 21 aminoacidi. E’ stata individuata nel ratto, ma il gene che la produce, chiamato VGF, è presente anche nell’uomo. Una volta isolata (cosa più facile in un cervello grande come quello di un ratto), la proteina è stata iniettata nei topi in due diversi esperimenti: nel primo esperimento è stata somministrata in tutti gli animali e sono state osservate modifiche che facevano pensare a un effetto della proteina; quindi la proteina è stata somministrata sia a topi sottoposti a una dieta ricca di grassi, e quindi particolarmente calorica, sia a topi che seguivano un’alimentazione normale, utilizzati come controllo.

 

“Abbiamo osservato che il gruppo di controllo ingrassava, mentre quello che aveva ricevuto la proteina aveva meno massa grassa”, ha osservato Anna Moles. Inoltre, ha aggiunto, “negli animali nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi la somministrazione per due settimane di questo peptide previene lo sviluppo dell’obesità indotta dalla dieta, limitando la deposizione di tessuto adiposo e il conseguente aumento di leptina, un ormone tipicamente associato all’obesità”.

 

La proteina agisce favorendo il rilascio di adrenalina e inoltre fa aumentare sia la temperatura corporea che il dispendio energetico. Favorisce inoltre la reazione di ossidazione dei grassi nel tessuto adiposo bianco, ha proseguito Moles. Non sembra invece avere alcun legame con altre funzioni legate al dispendio energetico, come l’attività della tiroide, l’esercizio fisico. L’ipotesi dei ricercatori è che la proteina ha messo in movimento un processo che coinvolge numerosi recettori (fra i quali quelli dell’adrenalina) e proteine che hanno un’azione diretta sul tessuto adiposo bianco, facendo aumentare il dispendio energetico, vale a dire le calorie bruciate.

Il prossimo passo da fare, ha detto la ricercatrice, è capire il meccanismo d’azione della proteina brucia-grassi e individuare il suo recettore. Un lavoro non facile, per il quale il gruppo del CNR è in contatto con banche di recettori. Ma in primo luogo ha concluso la ricercatrice, sarà necessario trovare i finanziamenti necessari. Si è infatti esaurito il finanziamento dal Fondo per la ricerca di base (FIRB) del ministero dell’università e della ricerca che ha finora permesso di raggiungere questo risultato.

fonte: ansa