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Il Popolo dei Supermercati

Sughi pronti, prodotti precotti e surgelati, insalata già lavata e solo da condire. Anche in Italia trionfa la generazione dei cibi pronti, che si affida alle offerte del supermercato e sempre più spesso, per lavoro o studio, consuma i pasti tra mense e ristoranti...

Sughi pronti, prodotti precotti e surgelati, insalata già lavata e solo da condire.

Anche in Italia trionfa la generazione dei cibi pronti, che si affida alle offerte del supermercato e sempre più spesso, per lavoro o studio, consuma i pasti tra mense e ristoranti.

La conseguenza è che, anche per una pessima dieta, l’abbondanza di cibo rischia di trasformarsi in un’insidia per la salute, un boomerang per il popolo dei supermercati.

Lo sottolinea Agostino Macrì direttore del Dipartimento sanità alimentare e animale dellIstituto superiore di sanità, intervenuto a Piacenza al Convegno Dal campo alla tavola: qualità, sicurezza e comunicazione del rischio, presso luniversità Cattolica della cittadina emiliana.

L’alimentazione tradizionale, basata sul consumo di frutta, verdura, carne, latte e uova è stata in gran parte soppiantata dallintroduzione di alimenti elaborati dallindustria. Cibi sicuri, perché rispettano regole ben precise. Ma lampia disponibilità di prodotti a costi contenuti, e lattrazione del consumatore con spot e pubblicità - dice lesperto - favoriscono abbinamenti errati, poca varietà e soprattutto un consumo eccessivo, tutte anticamere dell’obesità. L’esperto se la prende con labnorme uso delle merendine fra i piccoli o il consumo esagerato di bevande analcoliche. Dimenticando che un litro di queste bibite può contenere anche 7 cucchiai di zucchero. Insomma, se non è il caso di criminalizzare i supermercati che invece hanno unimportante funzione sociale, Macrì ammonisce gli italiani a non farsi conquistare sempre da offerte e sconti. Si finisce per mettere nel carrello della spesa alimenti che magari non servono, o trascurare abbinamenti salutari. Dunque se da un lato cè più offerta e gli alimenti sono più sicuri, è il momento di imparare a scegliere. I problemi più importanti sono rappresentati proprio dalle abitudini alimentari e dal consumo esagerato - prosegue Macrì - Ma vanno tenute sotto controllo anche le modalità di cottura del cibo e la sua conservazione.

Daccordo anche Giorgio Calabrese, nutrizionista e componente del Management Board dellEfsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Da uno a dieci possiamo dire che la sicurezza degli alimenti italiani è intorno a nove e mezzo - assicura lesperto all’ADNKRONOS SALUTE - Certo, qualche rischio cè, ma spesso è dovuto proprio alla scarsa cultura del consumatore, che ancora oggi commette errori nella preparazione, e soprattutto nella conservazione degli alimenti.

Citando l’indagine del WWF, che ha evidenziato la presenza di residui chimici in alcuni alimenti, Calabrese dice che si fa bene a tenere alta la guardia, ma in Italia esistono regole precise e controlli. Alcuni residui ci sono sempre, entro limiti tollerati, ma questo non ha impedito, ad esempio, lallungamento della vita media. Dunque ribadiamo che nel nostro Paese cè un controllo stringente dal campo alla tavola. Come scegliere, allora, tra le tante offerte? Il cibo più ricco di nutrienti spesso costa un po di più. Al contempo, però, ne basta meno per fare il pieno delle sostanze preziose per la nostra salute. Dunque a volte - conclude - sarebbe meglio comprare meno ma meglio.

(Mal/Adnkronos Salute)