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L’Equilibrio delle Diete

Perché l'organismo conservi il suo equilibrio biologico, occorre dunque che anche le diete siano equilibrate nei costituenti; ma con un certo margine di variazione in più o in meno, dato che ogni individuo ha una propria "equazione biologica" che determina il suo fabbisogno alimentare secondo la costituzione metabolica, le condizioni fisiologiche (età, sesso, tipo di lavoro, gravidanza, allattamento, malattia, convalescenza), le condizioni psicologiche e ambientali.

L’organismo umano ha una grande capacità di adattare al propria equilibrio biologico le sostanze alimentari di varia provenienza.

Si comporta cioè in modo che tutti i componenti nutritivi vengano opportunamente distribuiti così da essere disponibili, sempre in proporzioni ben definite, secondo il fabbisogno delle cellule. Tuttavia, questa capacità di adattamento non può superare certi limiti, sia in caso di apporto alimentare carente sia in caso di apporto alimentare eccedente, altrimenti affatica i meccanismi regolari e si traduce in sintomi di malnutrizione.

Perché l’organismo conservi il suo equilibrio biologico, occorre dunque che anche le diete siano equilibrate nei costituenti; ma con un certo margine di variazione in più o in meno, dato che ogni individuo ha una propria “equazione biologica” che determina il suo fabbisogno alimentare secondo la costituzione metabolica, le condizioni fisiologiche (età, sesso, tipo di lavoro, gravidanza, allattamento, malattia, convalescenza), le condizioni psicologiche e ambientali.

Di primaria importanza è l’equilibrio fra proteine, glicidi e lipidi.

Come orientamento generico, si può dire che la razione giornaliera per un adulto di 76 kg deve comprendere: circa

- 80 g di proteine per metà di origine animale e per metà di origine vegetale;
- 350 g di glicidi;
- 70 g di lipidi.

Le vitamine (circa 200 milligrammi), i sali minerali (circa 30 g) e l’acqua (circa 2 kg) sono contenuti in proporzioni equilibrate in una alimentazione varia, comprendente anche ortaggi e frutta mista. In pratica, l’equilibrio nutritivo quotidiano è assicurato dai seguenti alimenti di uso più comune:

latte, due o più bicchieri; pane, pasta, riso, due porzioni;
carne, pesce, formaggio, una o più porzioni;
uova, tre alla settimana;
olio e burro, due cucchiai;
ortaggi, due porzioni, di cui una di foglie verdi; frutta, due o più porzioni.

Una costante dell’organismo è anche l’equilibrio fra le sostanze acide e quelle alcaline presenti nei suoi liquidi; equilibrio che può venire turbato da un eccesso di

alimenti acidificanti (carni, formaggi, tuorlo d’uovo, pane, pasta)

oppure alcalinizzanti (ortaggi e frutta in genere) che costringe i processi metabolici a un faticoso lavoro di eliminazione.

Tuttavia è preferibile un’alimentazione più ricca di alcalinizzanti perché controbatte la formazione di acidi, consente un minore fabbisogno di proteine e ostacola la formazione di acido urico.

Occorre infine tenere presente che è necessario mantenere costante il rapporto fra le sostanze nutritive assimilabili e la sostanze zavorra cioè la cellulosa, la quale indigeribile e tuttavia esercita un’azione fisiologica (principalmente meccanica) sulla regolarità delle funzioni intestinali.

Da qui l’utilità degli alimenti ricchi di fibre vegetali (ortaggi, frutta, pane e pasta di farina integrale).