Troppo magra per avere un figlio

L’ammissione di Milla Jovovich che riapre la piaga della tendenza all'anoressia delle star

Troppo belle….

Troppo stressate….

E, soprattutto, troppo magre….

Il tema dell’anoressia - o comunque l’eccessivo desiderio di mantenere la taglia 38 - è ricorrente, ciclico, nel mondo delle celebrità. E non solo a Hollywood. Ma mai come in queste ultime settimane, sull’argomento giungono segnali allarmanti. L’ultimo, in ordine di tempo, è la confessione di Milla Jovovich: “Non riesco a rimanere incinta - ha ammesso - perché non ho abbastanza peso per farlo”.

E dire che lei, Milla - trentenne, top model già dall’adolescenza, testimonial di una nota casa cosmetica, bellissima interprete di film come Il quinto elemento, la saga Resident Evil - non sembra una delle più esili, tra le donne copertina dei nostri anni. Almeno è questa l’impressione che si ricava guardando le sue foto. Invece no. Invece anche una donna così affascinante, per il solo fatto di dover stare sempre alla ribalta, ha coltivato l’ossessione della magrezza. Risultato: lei e il suo attuale compagno, il regista inglese Paul Anderson, non riescono ad avere figli. Per un unico motivo: la massa corporea dell’aspirante mamma non è sufficiente. A rivelarlo, il quotidiano londinese Evening Standard.

Questo perché il cosiddetto indice di massa corporea, che in una donna sana è tra 18,5 e 24, nelle cosiddette “taglie zero” - in primo luogo, le modelle ingaggiate per le sfilate - è sotto i 18. Milla compresa.

Ecco perché l’attrice ha deciso di ammettere la sua infertilità: “Desidero tanto avere un bambino - ha confessato - ma l’unico modo per farlo è abbandonare il mio attuale stile di vita”. Cioè quello che la costringe a stare sempre sotto i riflettori, a incarnare quel modello irrangiugibile, sottilissimo, di bellezza. Conseguenza: “Lascerò la ribalta per un anno e mi dedicherò a diete ricche di sostanze nutritive”, ha assicurato.

Ovviamente, non si tratta solo delle questioni personali, privatissime, di questa o quella star. Il problema è che si tratta dei modelli di bellezza che vengono imposti, attraverso la moda e i media, alle ragazzine di tutto il mondo.

Anche per questo, ciclicamente, nelle sfilate vengono bandite le modelle eccessivamente magre. Ma poi si torna alle vecchie abitudini: come dimostra un film brillante e attualissimo come Il diavolo veste Prada. Dove la coprotagonista (insieme a Meryl Streep) Anne Hathaway, segretaria una rivista fashion che assomiglia molto a Vogue, viene considerata una grassona perché indossa la taglia 42.

Di Claudia Morgoglione

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