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Carta Europea per la lotta all’Obesità

Per chi come me ha tanto a cuore la salute ed i benessere un motivo in più per essere felice. Dalla Conferenza ministeriale europea il testo tradotto della “Carta Europea per la lotta all’obesità” firmata ad Istambul , T u r c h i a , 1 5 - 1 7 n o v e m b r e 2 0 0 6, da tutti gli stati membri dell’Oms.

Per chi come me ha tanto a cuore la salute ed i benessere un motivo in più per essere felice. Dalla Conferenza ministeriale europea il testo tradotto della “Carta Europea per la lotta all’obesità” firmata ad Istambul , T u r c h i a , 1 5 - 1 7 n o v e m b r e 2 0 0 6, da tutti gli stati membri dell’Oms.

Tra le linee guida presenti nel sito del Ministero della Salute: diete, attività fisica, riduzione del contenuto di grassi, zucchero e sale nei prodotti alimentari, anche attraverso accordi con le industrie produttrici.

10 cose da sapere sull’obesità:

( da 1 a 5 )

1) L’obesità in Europa ha raggiunto proporzioni epidemiche. La prevalenza è triplicata negli ultimi venti anni e si prevede che nel 2010 gli obesi nell’Oms Europa saranno 150 milioni di adulti e 15 milioni di bambini e adolescenti (rispettivamente il 20% e il 10% della popolazione mondiale). Oggi, in molti Paesi è in sovrappeso tra il 30 e l’80% degli adulti. I dati disponibili indicano un range negli uomini variabile tra il 28% dell’Uzbekistan e il 66% dell’Irlanda. Riguardo all’obesità, i livelli variano tra il 13% del Portogallo e il 23% della Finlandia. Esistono differenze significative non solo tra i vari Paesi, ma anche all’interno della stesso Stato, tra le diverse regioni, gruppi sociali, tra uomini e donne e fasce d’età differenti. Non si può negare, comunque, che i tassi stiano aumentando praticamente ovunque nella Regione europea dell’Oms.

2) I bambini sono particolarmente a rischio di obesità. Il sovrappeso è il disturbo infantile più comune nella Regione europea dell’Oms, se si considera che circa il 20% dei bambini è in sovrappeso e, di questi, un terzo è obeso. Entro il 2010 un bambino su dieci sarà obeso e quindi più a rischio di sviluppare diabete di tipo 2, ipertensione e insonnia, disagi psicologici e sociali. L’aspetto più preoccupante è che questi bambini rimangano obesi anche da adulti, sviluppando così malattie più gravi che porteranno a una riduzione di lunghezza e qualità di vita. Secondo proiezioni del ministero della Salute del Regno Unito, si può prevedere che in media l’aspettativa di vita per gli uomini diminuirà di cinque anni entro il 2050 se persisteranno gli attuali livelli di obesità.

Le abitudini acquisite nell’infanzia per quanto riguarda diete e attività fisica, infatti, non cambiano facilmente lungo il corso della vita.

3)L’obesità è il risultato di un eccessivo aumento di peso che si verifica quando una persona mangia più di quanto non riesca a bruciare con l’attività fisica. Gli obesi hanno un rischio maggiore di sviluppare malattie gravi, come il diabete di tipo 2, cardiopatie e ictus, malattie della cistifellea, tumori a carico di diversi organi (endometrio, ovaio, mammella, collo dell’utero, prostata, colon retto, cistifellea, pancreas, fegato e reni), oltre che problemi psicosociali. L’obesità si misura attraverso l’indice di massa corporea (in inglese Body Mass Index, Bmi), calcolato dividendo il peso in chilogrammi di una persona per la sua altezza in centimetri al quadrato. Negli adulti un Bmi tra 18,5 e 24,9 è nella norma, un valore di 25 e oltre indica sovrappeso, mentre se supera il valore di 30 si parla di obesità.

Ogni anno il soprappeso causa un milione di decessi nella Regione.

4)Il costo sociale dell’obesità è enorme: fino al 6% delle spese sanitarie nella Regione europea dell’Oms è legato all’obesità tra gli adulti. C’è anche un altro costo indiretto, quasi il doppio, dovuto alla perdita di vite, produttività e reddito. In Spagna, per esempio, si stima che il costo attribuibile all’obesità è di 2,5 miliardi l’anno. Negli Stati Uniti le spese sanitarie annuali per una persona obesa sono superiori

del 36% rispetto a quelle il cui Bmi rientra nella norma. Inoltre è molto più probabile che una persona obesa si debba assentare dal lavoro per motivi di salute. Infine è necessario prendere in considerazione altri costi, tra cui lo scarso rendimento scolastico e la discriminazione sul luogo di lavoro.

5)In quasi tutti i paesi della Regione,l’obesità è più diffusa tra le categorie sociali svantaggiate che hanno minor reddito e istruzione, oltre che maggiori difficoltà di accesso alle cure. L’obesità riflette si accompagna dunque alle diseguaglianze,favorendo un vero e proprio circolo vizioso.

Gli individui che vivono in condizioni disagiate devono far fronte a limitazioni strutturali, sociali,organizzative, finanziarie e di altro genere che rendono difficile compiere scelte adeguate sulla propria dieta e attività fisica. Per esempio, in Francia una porzione da 100 calorie di frutta e verdura, che contiene una quantità di elementi nutritivi superiore di cinque volte (dal punto di vista energetico) rispetto ad altri alimenti, può costare anche cinque volte di più. I gruppi a basso reddito, di solito, hanno meno accesso a palestre e centri benessere, oltre a vivere in zone che tendenzialmente incoraggiano meno l’attività fisica. A livello nazionale, gli studi indicano che nei Paesi più poveri ma con uno sviluppo rapido si riscontra un veloce aumento dell’obesità, mentre nei Paesi più avanzati con le maggiori disparità di reddito tra ricchi e poveri si misurano in genere livelli più alti di obesità.

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