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Linee guida sul diabete mellito

L’aumento progressivo del numero di diabetici non è ineludibile. È stato dimostrato che l’esercizio fisico adeguato e una alimentazione a basso contenuto calorico possono prevenire, o quantomeno ritardare, l’insorgenza del diabete di tipo 2

Il diabete mellito è una patologia cronica a larghissima diffusione in tutto il mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ritiene che nei Paesi ricchi, a causa dell’incremento dell’attesa di vita, nonché dell’aumento della frequenza nella popolazione di sovrappeso e obesità e dello stile di vita sedentario, la prevalenza della malattia sia destinata ad aumentare nel prossimo futuro.

In Italia si stima che la prevalenza del diabete noto sia di circa il 3%: quindi oltre 2 milioni di persone sono affette dalla malattia. Il 90% è rappresentato dal tipo 2 e il 10% dal tipo 1. La percentuale aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età, e dopo i 65 anni circa il 12% della popolazione è diabetica.

La patologia è particolarmente rilevante per le complicanze a carico di numerosi organi e apparati (complicanze micro e macrovascolari, neuropatia ecc).

L’impatto sulla qualità della vita dei pazienti e, in generale, sulla salute pubblica è enorme:

· i diabetici hanno un rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari da 2 a 4 volte superiore rispetto alla popolazione non diabetica

· il tasso di malformazioni congenite nei figli di donne diabetiche può raggiungere il 10% e si può avere mortalità fetale nel 3-5% delle gravidanze

· il diabete è la principale causa di cecità nella popolazione con età compresa tra 25 e 74 anni

· è la principale causa di malattie renali che richiedono dialisi

· è la principale causa di amputazione degli arti inferiori a causa di problemi neurologici e vascolari periferici.

Ogni anno, ci sono in Italia più di 70 mila ricoveri per diabete, causati principalmente da complicanze quali ictus cerebrale e infarto del miocardio, retinopatia diabetica, insufficienza renale e amputazioni degli arti inferiori. È stato stimato che in Italia, nel 1998, il 6,7% dell’intera spesa sanitaria nazionale (pubblica e privata) sia stata assorbita dalla popolazione diabetica. I costi diretti e indiretti legati alla malattia nel 2004 ammonterebbero a circa 5,5 miliardi di euro. A questo si deve aggiungere la perdita di qualità della vita dei diabetici.

L’aumento progressivo del numero di diabetici non è ineludibile. È stato dimostrato che l’esercizio fisico adeguato e una alimentazione a basso contenuto calorico possono prevenire, o quantomeno ritardare, l’insorgenza del diabete di tipo 2. Una volta che il diabete sia insorto, è stato dimostrato come le complicanze siano ampiamente prevenibili, o quantomeno sia possibile ridurne l’incidenza e soprattutto la gravità, attraverso uno stretto controllo del compenso metabolico e contemporaneamente dei parametri di rischio cardiovascolare associati.

Esistono numerose linee guida, come quelle proposte congiuntamente dalle associazioni italiane dei diabetologi e dei medici di medicina generale nel 2004, che raccomandano gli esami cui i diabetici devono sottoporsi periodicamente: la concentrazione dell’emoglobina glicosilata, la misura della pressione arteriosa e dei lipidi, l’esame del fondo oculare e dei piedi, la valutazione della presenza della nefropatia.

Per i diabetici è poi raccomandata la vaccinazione antinfluenzale, l’assunzione di aspirina quando sussistano condizioni di rischio, l’attività fisica e la cessazione del fumo di sigarette.

IGEA

Per contatti: igea@iss.it

Il Progetto IGEA è coordinato dal reparto di Farmacoepidemiologia del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS) dell’Istituto superiore di sanità (ISS), in collaborazione con il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute.

Marina Maggini (responsabile)

Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute, Istituto superiore di sanità, Roma

Tel. +39 06 4990 4251 - E-mail: marina.maggini@iss.it

Roberto Raschetti

Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute, Istituto superiore di sanità, Roma

Tel. +39 06 4990 4242 - E-mail: roberto.raschetti@iss.it

Paolo D’Argenio

Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, ministero della Salute, Roma

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Roberto D’Elia

Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, ministero della Salute, Roma

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