Questo sito contribuisce alla audience di

Frutta ai pasti: si può?

In soggetti predisposti con gastriti croniche o lievi, la frutta a pasto, può creare senso di pesantezza e maggiore fermentazione. Il tutto però è prettamente personale

Sulla frutta mangiata durante i pasti ci sarebbe molto da dire.

Mi collego volentieri a un bell’articolo “La Frutta nei Sogni ” di Mani, gentile amica, per rispondere ad una domanda che spesso ascoltiamo.

La frutta, così come la verdura, andrebbe mangiata ogni giorno, ma la domanda in questo caso, è se la frutta, possa creare problemi di fermentazione.

I casi sono sempre variabili ed anche qui dipende molto dal tipo di frutta che desideriamo mangiare.

La papaia, ad esempio, è ricca di papaina ed aiuta la digestione proteica, la frutta secca invece apporta molte calorie ed è di più difficile digestione.

La banana invece è molto digeribile tanto che viene somministrata ai bambini per l’apporto zuccherino e per gli elementi nutritivi che contiene.

Molto digeribili anche le mele, le pere e l’ananas; mangiati a fine pasto, in quantità non eccessiva, non incidono in modo negativo sulla digestione.

Anche gli agrumi, seppur ricchi di acido ascorbico e citrico, non apportano troppe calorie.

E’ importante fare attenzione ai glucidi contenuti nella frutta ( vedi fichi, uva datteri etcc.. ) per le calorie ad essi annesse.

In soggetti predisposti con gastriti croniche o lievi, la frutta a pasto, può creare senso di pesantezza e maggiore fermentazione.

Il tutto però è prettamente personale. In linea generale la frutta è consigliata ai pasti e anche da sola in sostituzione di un pasto, se necessario.

luisa maria

Quando digerire diventa più facile

Argomenti