Questo sito contribuisce alla audience di

La leggerezza che non è lieve

Dopo la morte recente di due giovani modelle in Brasile le Istituzioni si mobilitano in tutto il mondo, e ora concretamente anche in Italia, sui temi della prevenzione e del trattamento dei disordini del comportamento alimentare (DAP).

Dopo la morte recente di due giovani modelle in Brasile le Istituzioni si mobilitano in tutto il mondo, e ora concretamente anche in Italia, sui temi della prevenzione e del trattamento dei disordini del comportamento alimentare (DAP).

Tali patologie (anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbi della alimentazione non altrimenti specificati o atipici) costituiscono, oggi, un problema di rilevanza sociale minacciando la salute mentale e fisica sin dall’età dell’infanzia.

Secondo le statistiche dell’ISS che si riferiscono al 1999, i disturbi alimentari psicogeni si possono, infatti, manifestare in persone di diverse età, sesso, estrazione sociale, ma sono solitamente più comuni in giovani donne in età compresa tra i 15 e i 25 anni.

Ma secondo dati più recenti, l’anoressia e la bulimia compaiono tra i 12 e i 18 anni, anche se proprio negli ultimi mesi l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sta accogliendo casi ad esordio sempre più precoce, già dagli 8 anni.
E lo stesso avviene anche per Milano, secondo quanto ha riferito in una recente intervista la professoressa Gabriella Gentile direttore dell’Unità di Dietetica dell’Ospedale di Niguarda.
Comunque, ogni anno 65.000 giovani tra i 12 e i 25 anni necessitano di cure intensive in quanto affetti da forme gravi di anoressia nervosa e bulimia nervosa.

Si manifestano circa 8.500 nuovi casi all’anno.
Il tasso di prevalenza medio tra le ragazze adolescenti è 8-10%;il tasso di prevalenza medio tra i ragazzi adolescenti è 0,5-1 %.
Nell’anoressia la mortalità è 5-20% (25-30% del totale è per suicidio). Nella bulimia la mortalità è 3% (25-30% del totale è per suicidio).

In ogni caso, gli effetti dei disordini alimentari sono molto pesanti, sia sotto il profilo fisico che quello psicologico.

Da un lato si tratta degli effetti della malnutrizione che comportano danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, disidratazione, danneggiamento di gengive e denti, seri danni cardiaci, epatici e renali, problemi neurologici (difficoltà di concentrazione), danni all’apparato scheletrico (ipodensità ossea, osteoporosi e rischio elevato di fratture spontanee), ipotermia, varie disendocrinopatie e amenorrea.

Le ripercussioni psicologiche, invece, comportano depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa, difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, tendenza a comportamenti manichei e maniacali, propensione al perfezionismo.
Sta di fatto che secondo l’ultima stima, in Italia, le giovani malate di anoressia sono circa 2 milioni.

Un numero veramente impressionante!


ISS epicentro
Ospedale Bambino Gesù Roma