
Le vacanze sono sinonimo di libertà e anche a tavola si tende a uscire dagli schemi, qualche precauzione però è sempre opportuna: se poi si opta per un viaggio l’attenzione dev’essere ancora maggiore, per non trasformare l’avventura in disavventura.
Questo non significa che occorrono rinunce o misure particolari, bastano poche regole di buon senso, che tengano conto sia delle destinazioni, sia delle caratteristiche del viaggio, sia del profilo del viaggiatore.
Sì, perché oggi tutto il mondo è meta di visitatori e girano un po’ tutti, adulti e bambini, anziani e persone con patologie: perciò quando si programma un viaggio, specie in paesi molto diversi per clima, alimentazione e condizioni di vita, bisogna tenere conto di vari fattori. Li ha ricordati la SIMVIM (Società Italiana per la Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni), in un incontro a Milano in cui si è parlato anche di profilassi contro i rischi infettivi, alimentari e non solo.
Consigli che si possono ricevere anche nei numerosi Centri predisposti dalla Società in tutt’Italia o attraverso il suo sito www.simvim.it.
Dalla disidratazione ai cibi pericolosiCon la voglia di conoscere il mondo, e per alcuni la necessità di spostarsi per lavoro, i viaggi in paesi con possibili rischi per la salute legati all’alimentazione aumentano. “Il primo fattore da considerare è il clima: zone calde secche o umide, ma oggi si va anche in quelle fredde” distingue Emanuela Zamparo, presidente SIMVIM. “Nei paesi caldi il rischio principale è la disidratazione, in quelli secchi con perdite di 200-400 ml di acqua per ciascuna delle 16 ore di veglia cioè 4-7 litri (ma il fabbisogno può arrivare a 10), che ha un segno tipico nello scarso volume urinario. Si compensa nelle zone caldo-secche con acqua e compresse saline, bevendo frazionato per causare emodiluizione e senza esagerare durante i pasti per non diluire i succhi gastrici; bene cibi salati e un po’ di zuccheri per reintegrare le calorie perse con il sudore (circa 400 per litro) anche nelle zone tropicali; ridurre al minimo in entrambi i casi l’alcol, solo dopo il tramonto e preferendo la meno alcolica birra, diffidando però di quelle indigene non garantite igienicamente. Per i cibi ricordarsi che aglio, peperoncino e spezie non bastano a garantire l’igiene. Nei paesi freddi meglio cibi calorici (energia più rapida dai carboidrati), bevande calde, evitare l’alcol”. Le dieci regole d’oro SIMVIM specificano
acqua purificata,
cibi ben cotti e caldi,
frutta sbucciata da sé,
no alle verdure crude né ghiaccio,
latte e derivati solo pastorizzati,
no ai molluschi e pesce crudo,
lattine asciugate se nel ghiaccio,
acqua purificata anche per lavarsi i denti,
meglio evitare piatti su bancarelle o in situazioni poco raccomandabili.
“Giusta la curiosità alimentare, ma con cautela perché ci sono anche pericoli da cibi animali e vegetali” esemplifica poi Zamparo “come la ciguatera (da pesci intossicati con ciguatossina in acque corallifere), l’avvelenamento da fugu (piatto di pesce palla da cui va tolta la tossina), l’allergia da tonni e sgombri in certi periodi carichi d’istamina, l’intossicazione da molluschi contaminati da alghe o uova di stelle di mare. Per i vegetali, attenti per esempio ad arachidi crude con possibili muffe pericolose, ad altri legumi e alle farine, a frutti sconosciuti”.
Elettra Vecchia
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Fonte. Conferenza stampa SIMVIM, Milano 25 giugno 2007

Luisa Maria Carretta








