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Rischio tumori da fritti e cibi troppo cotti

Ecco i consigli per limitare i pericoli da acrilamide, segnalato dall’Oms come potenziale cancerogeno

Meglio una crosticina dorata, piuttosto che bruna, intorno a fritti e arrosti. Parola di esperti europei, che invitano a evitare di cuocere troppo gli alimenti e a cercare di ridurre l’assunzione di patatine fritte, croccanti, biscotti caramellati e altri cibi ricchi di acrilamide. Le raccomandazioni arrivano da un progetto europeo da 5 milioni di sterline, che ha cercato di fare il punto sui rischi per la salute legati all’acrilamide, composto chimico presente in un gran numero di cibi fritti o arrostiti, dal pane, al caffè, ai cereali per la prima colazione. Già l’Organizzazione mondiale della sanità aveva classificato l’acrilamide come un potenziale cancerogeno.

Il fatto è che, “rispetto ad altri cancerogeni alimentari, l’esposizione all’acrilamide espone a maggiori rischi, secondo le stime, i consumatori europei”, avvertono gli autori del rapporto Heatox. Il progetto conclude che questa sostanza non è la sola da dover temere. Di oltre 800 composti indotti dal calore nel cibo, circa 50 sono potenzialmente cancerogeni in base alla struttura chimica. Il progetto, durato 3 anni e condotto da 24 istituzioni di 14 Paesi, ha studiato i livelli di acrilamide in una serie di cibi a diverse cotture, arrivando a indicare alcune misure precauzionali per ridurre il rischio potenziale legato a questa sostanza, come ha spiegato Kerstin Skog della Lund University (Svezia).

 

ING