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Imparare a mangiare

Gli studi scientifici come quelli citati potrebbero indurre qualcuno a pensare che seguire una dieta non serva, tanto poi si finisce con l'ingrassare di nuovo e piu' di prima. Ma non e' cosi'.

Ancora una volta gli americani ci provocano e lo fanno dicendo delle parziali verita’ scientifiche.

Non e’ vero che chi fa una dieta debba sempre riprendere i chili persi. Bisogna spiegare al paziente che dopo aver raggiunto l’obiettivo occorre seguire prima una dieta di mantenimento, poi regole generali di buona alimentazione.

Gli americani non seguono metodi equilibrati ne’ prima, quando mangiano tutto il giorno e in copiosa quantita’, ne’ dopo, quando vogliono dimagrire affidandosi a metodi poco leciti o a diete iperproteiche che danni benefici di breve durata. Negli Stati Uniti ritengono che la dieta non sia un metodo valido per dimagrire e che da sola non riesca a rimettere in sesto il loro peso. Per loro, la dieta mediterranea e’ solo una possibilita’ per mangiare tanti spaghetti.

Gli studi scientifici come quelli citati potrebbero indurre qualcuno a pensare che seguire una dieta non serva, tanto poi si finisce con l’ingrassare di nuovo e piu’ di prima. Ma non e’ cosi’.

Con il Ministero della Salute e delle Politiche Agricole da anni monitoriamo questo problema ed abbiamo fornito linee-guida per i pazienti e per le loro famiglie.

Lo scopo e’ quello di ottenere prima un equilibrato dimagrimento (grazie a una giusta percorso alimentare e sotto la guida di dietologi specialisti «non pillolari») poi un modello di vita che preveda attivita’ fisica e un sano regime mediterraneo. In Italia i pazienti che riprendono i chili sono quelli che seguono le diete di moda o assumono farmaci dimagranti.

 
Chi segue la dieta mediterranea impara a mangiare, anche alternando momenti di abbondanza ad altri di rigore. Cio’ consente di non ricorrere a regimi dietetici estremi, mantenendosi sempre in forma.

Prof. Giorgio Calabrese

Nutrizionista

lastampa.it