
“La nostra società scientifica - ha dichiarato Renato Fellin, presidente SISA e ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Ferrara - da anni studia la relazione tra fattori di rischio cardiovascolare e aterosclerosi, ed è proprio per questo motivo che riteniamo che una corretta prevenzione cardiovascolare inizi con il controllo dell’alimentazione. In una dieta equilibrata non deve mai mancare il pesce e l’apporto degli acidi grassi omega-3 da esso derivati”. Gli Omega-3 sono noti soprattutto per essere dei protettori del cuore dato che riescono a ridurre i trigliceridi e ad aumentare il colesterolo HDL.
Sono presenti in tutti i pesci in quantità variabili: il salmone è quello che ne è più ricco, la sogliola la più povera. ”
Secondo le ultime evidenze scientifiche - conferma Lucio Capurso, primario di Gastroenterologia al San Filippo Neri di Roma - c’è un rapporto diretto tra la quantità di pesce che viene assunta e la riduzione del rischio di andare incontro a ictus o malattie coronariche.
Sappiamo, infatti, che
- mangiare pesce almeno un paio di volte al mese garantisce una diminuzione del rischio di ictus pari al 10%,
- se si passa a più di 3-4 volte al mese si può arrivare fino ad una riduzione del rischio pari al 30%”.
Secondo gli esperti una buona ricetta salvacuore prevede per le persone sane l’assunzione di pesce almeno due volte la settimana per assicurarsi circa mezzo grammo al giorno di omega-3, mentre per chi ha già avuto incidenti cardiovascolari è necessario aggiungere al pesce degli integratori farmacologici.
Proprio in questo settore potrebbe presto esserci una gradita novità: sembra infatti che le microalghe di cui si nutrono i pesci siano responsabili della produzione degli omega-3. trattandosi di organismi monocellulari che vivono sia in ambienti marini che in acque dolci si pensa che a breve l’industria farmaceutica produrrà gli integratori estraendoli dalle alghe e non più dai pesci, migliorando quindi sia la qualità delle compresse sia il loro sapore.
c.s. SISA

Luisa Maria Carretta









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