
In alcuni ristoranti italiani accade già: a fianco di ogni pietanza viene indicato l’apporto calorico complessivo. Quello che accade qui o negli Usa comincia ad espandersi anche in Gran Bretagna con l’invito più che esplicito di informare il consumatore di quanto sta per mangiare.
La Food Standard Agency (FSA)combatte da tempo a fianco del governo per una maggiore chiarezza e completezza di informazioni nelle etichette ma ora Tim Smith, direttore esecutivo dell’ente britannico, dichiara: ‘Siamo abituati a vedere informazioni nutrizionali quando facciamo shopping e non vi è motivo per cui non dovremmo avere più informazioni coerenti circa l’alimentazione quando si mangia fuori”.
E così, dopo l’incontro del 15 gennaio, con più di 50 dei più importanti gestori di ristoranti, pub, caffè e catene alimentari anche la Gran Bretagna adotta un provvedimento che anche New York ha riscosso molto successo. La Fsa ha precisato di voler adottare il ‘modello Usa’ dopo aver letto i risultati di un’inchiesta condotta su 2.000 consumatori. Un’indagine che ha messo in luce l’esigenza, per l’85% degli intervistati, di avere maggiori informazioni su ciò che mangiano.
L’orientamento della Fsa è quello di scrivere l’apporto calorico complessivo, con qualche informazione in più sulle quantità di grassi, sale e zuccheri.

Luisa Maria Carretta








