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a h1n1 10 cose da non fare

A h1n1. Prevenire l’influenza a h1n1 attraverso dieci cose da non fare. Piccolo vademecum in questa fase della diffusione.

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a h1n1. Prevenire l’influenza a h1n1 attraverso dieci cose da non fare. Piccolo vademecum in questa fase della diffusione.

    1. Non aspettate la vaccinazione per l’influenza stagionale per prevenire l’influenza suina.
    Il vaccino per l’influenza stagionale non protegge contro quella suina. Le direttive seguite in molti stati raccomandano, qualora sia possibile, la somministrazione di entrambi i vaccini. In ogni caso sarà il medico di base o l’ASS di riferimento a darvi le indicazioni.

    2. Non prendere antibiotici. Se non vi sono complicazioni batteriche gli antibiotici non servono perché non sono in grado di contrastare e uccidere i virus.

    3. Non contare sulle mascherine per prevenire l’infezione: ad oggi non è ancora chiaro quanto le maschere siano efficaci nella non trasmissione del virus a h1n1 o del’influenza stagionale. Le maschere sono invece raccomandate solo qualora la malattia sia in atto.

    4. Non frequentare luoghi affollati

    5. Non trascurare l’alimentazione. La dieta è fondamentale per rafforzare le difese immunitarie.

    6. Non trascurare la pianificazione. La probabilità di contrarre l’ a h1n1, secondo le recenti stime, è per 1 italiano su 7, quasi una famiglia su due. Per non trovarsi impreparati sarà bene cercare di avere in casa gli antipiretici ed eventualmente anche anti flogistici o comunque tutto il necessario per restare a casa qualche giorno.

    7. Non dimenticare di pulire. I virus si annidano su libri, giocattoli, controsoffitti, maniglie, telefoni, lenzuola, posate e altri oggetti. Utilizzare un disinfettante di famiglia, seguendo le indicazioni sull’etichetta del prodotto.

    8. Non essere superficiali. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo che si tossisce o starnutisce. Evitare di toccare il naso o la bocca. Rimanere a casa. Usare e gettare dopo l’uso i fazzoletti di carta.

    9. Niente panico. Non affollate il pronto soccorso ai primi sintomi influenzal. Il tampone non sarà fatto se non nei casi più gravi. E’ disponibile il call center 1500 del Ministero della Salute cui rivolgersi ed in tutte le aziende sanitarie sono stati avviati altri numeri cui telefonare. Recarsi al PS solo in caso di : problemi respiratori, dispnea, disidratazione, grave o persistente vomito e febbre elevata persistente da oltre 3 giorni.

    10. Non abusare di farmaci. I farmaci devono essere assunti sotto prescrizione e consiglio medico e solo qualora i sintomi li richiedano.

Ci sono opinioni diverse, anche scientifiche, spesso discordanti tra loro, sull’efficacia o meno del vaccino. E sulla scia della confusione generale che si è avvertita, è stato scritto l’articolo A H1N1 l’influenza delle bufale che riporta il punto di vista di Franco Pepe, un sanitario. Per intenderci, di qualcuno che vive in prima linea. L’articolo è importante e và letto perchè riporta le stesse sensazioni che anche noi sentiamo.

Al di là dei casi particolari và infatti ricordato che, al di là dei protocolli, purtroppo ogni regione stabilisce in maniera autonoma come comportarsi.

Non a caso, in Friuli Venezia Giulia, il personale ospedaliero è già stato vaccinato ed in questi giorni le Ass sono aperte per tutti gli altri. L’auspicio è che si rivedano i protocolli e, dal punto di vista personale, in situazioni di pandemia ( siamo in fase 5 su una scala di 6, stillata dall’OMS ) come questa, ci sia maggiore unione nelle risposte regionali.
Arrivare prima può essere un vantaggio.
Arrivare insieme è un vantaggio per tutti.
lmc

Luisa Maria Carretta
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