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Piccole insidie nella bolletta

Non sono dovute le spese di spedizione della bolletta telefonica

Vi è un dettaglio delle bollette telefoniche al quale finora non abbiamo prestato molta attenzione. La voce “spedizione della bolletta” viene addebitata all’utente.

Forse qualcuno ci ha fatto caso, ma non si è posto interrogativi sulla legittimità o meno di tale addebito, che peraltro è di importo modesto.

Però… questa cifra, moltiplicata per milioni di utenti, diventa enorme. Qualche esempio?

La Telecom  impone 0,20 euro per spese di spedizione ad ogni bolletta. Le bollette sono bimestrali, quindi ogni utenza pagherà in un anno 0,20 euro x 6= 1,2 euro.
1,2 x 21.000.000 (utenti telecom 2003)= 25.200.000 euro all’anno.

Wind Infostrada richiede per spese di spedizione  0,50 euro iva esclusa.Quindi 0,50 x 6= 3
3 x 7.500.000 (utenti rete fissa)= 22.500.000 euro all’anno.

Vodafone fa pagare per la spedizione della bolletta euro 0,75 iva esclusa : 0,75 x 6= 4,5 euro
4,5 x 20.500.000 (utenti Vodafone)= 92.250.000 euro all’anno.

Interviene, a questo punto, un’importante sentenza del Giudice di Pace di Catanzaro. Il Giudice non solo ha ritenuto che l’utente non dovesse pagare le spese di spedizione della bolletta; ma ha anche condannato la Telecom a risarcirgli i danni, nella misura di 60 euro.

Morale della favola: possiamo richiedere alla Telecom,  la restituzione delle spese di spedizione finora indebitamente pagate, oltre al risarcimento del danno. Occorrerà proporre un ricorso al Giudice di Pace del proprio luogo di residenza, citando il precedente della sentenza resa dal Giudice di Pace di Catanzaro.

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