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Diritto e maturazione delle ferie

Il periodo annuale di ferie retribuite, non si può "convertire" in denaro.

Il diritto al riposo (minimo 4 settimane consecutive all’anno) nel nostro paese nasce da una serie di fonti: l’articolo 36 della Costituzione, il 2109 del Codice civile e il numero 10 dei Dlgs 66/2003 e 213/2004, i quali hanno dato attuazione a quanto previsto da una convenzione Oil del 1970 e da una direttiva europea del 1993.

Per quanto riguarda il periodo di ferie dovuto al lavoratore, rientra l’impossibilità per i lavoratori dipendenti di ricevere un indennizzo sostitutivo per le ferie non godute. Il periodo annuale di ferie retribuite, non si può “convertire” in denaro. La disposizione, tuttavia, non interessa i casi di cessazione dal lavoro per i quali le ferie non sfruttate vengono liquidate nel trattamento di fine rapporto.

I contratti collettivi di lavoro possono stabilire condizioni di miglior favore. Il decreto ha modificato quanto precedentemente disposto dalla legge 159 del 1981, di ratifica della convenzione Oil 146/1976, che aveva previsto che il lavoratore aveva diritto a minimo tre settimane di riposo.

Quello alle ferie retribuite dicevamo è un diritto riconosciuto dal Codice Civile e dalla Costituzione che, all’art. 36, stabilisce che il lavoratore “ha diritto a ferie annuali retribuite e non può rinunciarvi”.

Quello che quindi, indiscutibilmente, è un diritto per tutti, non opera però per tutti allo stesso modo. Per alcune particolari categorie di lavoratori o in alcune fasi del rapporto lavorativo ci sono, infatti, delle eccezioni.
I dirigenti sono gli unici lavoratori dipendenti che possono rinunciare volontariamente alle ferie.
Considerando inoltre le lavoratrici in maternità, bisogna distinguere il periodo di congedo obbligatorio in cui si matura il diritto alle ferie e il periodo di congedo facoltativo, in cui invece questo diritto non matura.

Vanno esclusi agli effetti della maturazione delle ferie, anche i congedi parentali, ottenuti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre per accudire il bambino nei suoi primi anni di vita. Il periodo trascorso in cassa integrazione guadagni, sia ordinaria che straordinaria, non dà diritto alle ferie se è a zero ore. Se invece è a orario ridotto, matura il diritto alle ferie e alla relativa retribuzione.