La maternità obbligatoria

Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro.

Se il parto avviene in data anticipata rispetto a quella prevista, i giorni non goduti di astensione obbligatoria prima del parto vengono aggiunti al periodo obbligatorio successivo al parto, cosicchè la lavoratrice possa usufruire globalmente di 5 mesi. La lavoratrice ha l’obbligo di presentare entro 30 giorni il certificato di nascita.
Flessibilità: la lavoratrice ha facoltà di astenersi a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei 4 mesi successivi allo stesso, a condizione che detta scelta non comporti pregiudizi sia alla salute del bambino che della madre. Pertanto tale scelta deve essere debitamente certificata dal medico ginecologo e medico competente aziendale.
Astensione anticipata: a tutela della salute della lavoratrice e del nascituro, il datore di lavoro deve valutare i rischi specifici esistenti per le lavoratrici interessate, dalla data in cui è venuto a conoscenza dello stato di gravidanza fino a 7 mesi di vita del bambino, derivanti dall’esposizione ad agenti fisici, chimici e bioligici. Qualora dovesse sussistere un rischio il datore di lavoro è tenuto a predisporre le misure necessarie affinchè questo sia evitato. Di conseguenza deve modificare le condizioni e l’orario di lavoro, qualora ragioni tecnico-organizzative non lo permettano deve adibire la lavoratrice a lavorazioni diverse dandone informazione scritta al servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio.
Inoltre fino a sette mesi di vita del bambino è fatto divieto alle lavoratrici: il trasporto e il sollevamento di pesi, i lavori pericolosi, faticosi ed insalubri. Se fosse impossibile variare le mansioni il servizio ispettivo del Ministero del lavoro dispone l’interdizione dall’inizio della gravidanza fino a sette mesi di vita del bambino.
Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro. Le lavoratrici devono presentare al datore di lavoro apposita istanza e successivamente la documentazione giustificativa attestante la data e l’ora di effettuazione della prestazione.

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