In tal modo, il lavoratore trasferisce i contributi versati in varie gestioni presso una sola, creandosi una sola posizione assicurativa: la gestione accentrante provvederà poi a liquidare la pensione, calcolata sulla base di tutta la contribuzione versata in tale posizione. Infatti, la contribuzione ricongiunta è valida sia ai fini del raggiungimento del diritto a pensione, che ai fini della misura della stessa.
Quali sono le norme che regolano l’istituto della ricongiunzione?
La L.29/79 regola il trasferimento di contributi tra Inps, Inpdap, Inpdai, Enpals, Inpgi, Gestioni Speciali Inps per i lavoratori autonomi, fondi aziendali.
La L.45/90 regola il trasferimento di contributi tra Casse dei liberi professionisti e le gestioni di previdenza obbligatorie.
Dette norme, ricordiamo, operano soltanto nel sistema retributivo o misto. E’ importante sapere che, con la ricongiunzione, si chiede il trasferimento dell’intera posizione assicurativa da una gestione previdenziale all’altra: non è possibile quindi trasferire solo una parte dei contributi (ad esempio, solo quelli che servono a raggiungere il diritto a pensione).
Il lavoratore deve presentare la domanda all’Ente di previdenza presso il quale intende trasferire la posizione assicurativa, indicando nella domanda stessa quali sono le gestioni dove sono versati i vari spezzoni assicurativi: il predetto Ente si attiverà, chiedendo alle diverse gestioni il trasferimento delle posizioni assicurative.
Ma quanto costa al lavoratore la ricongiunzione?
In certi casi niente: infatti la ricongiunzione ex art.1 della L.29/79 (trasferimento della posizione, ad esempio, dall’Inpdap all’Inps) non prevede oneri per il lavoratore. In altri casi, può avere anche un costo elevato: la ricongiunzione ex art.2 della L.29/79 (ad esempio, dall’Inps all’Inpdap) ha un onere calcolato in base alla quantità dei contributi da ricongiungere, all’età ed alla retribuzione del lavoratore alla data della domanda. Dall’importo così calcolato viene detratto il valore dei contributi trasferiti, e la somma che resta rappresenta l’onere della ricongiunzione: la metà di tale somma è a carico del lavoratore. Quindi, maggiore è la quantità di contributi da ricongiungere, e più sono elevati l’età ed il reddito del lavoratore, maggiore sarà l’onere della ricongiunzione, a meno che l’importo da portare in detrazione sia molto alto.
Nel provvedimento dell’Ente previdenziale sono indicate le modalità di pagamento. Questo può avvenire in unica soluzione, oppure ratealmente.

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