Secondo l'Istat sette pensionati su dieci vivono con meno di mille euro

Il 71,9% delle pensioni nel 2008 non ha superato i 1.000 euro mensili.

È quanto emerge dal rapporto su ‘trattamenti pensionistici e beneficiarì elaborato dall’Istat in collaborazione con l’Inps. Il 45,9% delle pensioni ha, infatti, importi mensili inferiori a 500 euro - precisa l’Istat - e il 26% ha importi mensili compresi tra 500 e mille euro. Dal rapporto Istat emerge che il 32,4% dei pensionati ha più di una pensione. In particolare, il 24,6% è titolare di due pensioni, mentre il 7,8% almeno di tre. Chi gode di una sola pensione è, invece, il 67,6%.
30% IN MENO PER LE DONNE: In Italia la pensione media è pari a circa 1.105 euro. È quanto emerge dal rapporto su ‘trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2008′, elaborato dall’Istat in collaborazione con l’Inps. L’Istituto di statistica, precisando che il dato potrebbe essere leggermente sottostimato (lievemente ridotto il peso delle indennità di accompagnamento), aggiunge che le donne rispetto agli uomini ricevono un assegno più basso di circa il 30,5%. Infatti, l’importo medio percepito dagli uomini è di 17.137 euro all’anno, quello delle donne è invece pari a 11.906 euro.
IN PENSIONE A 65 ANNI: A partire dal 2012 le lavoratrici del pubblico impiego dovranno aver compiuto 65 anni per accedere alla pensione di vecchiaia. È questa la decisione presa dal governo per ottemperare alla richiesta della Corte di Giustizia europea che ha chiesto all’Italia l’equiparazione dell’età pensionabile fra uomo e donna. La novità è contenuta in un emendamento che ha appena riceuto il via libera del consiglio dei ministri e che sarà inserito nel ‘decreto conti pubblicì ora all’attenzione del Senato.
SACCONI: RIGUARDERA’ 25.000 DONNE : «L’impatto di questa norma è molto modesto, si parla di una platea stimata in circa 25mila donne nell’arco temporale da qui al 2012». Così il ministro del Lavoro, Guglielmo Sacconi, sull’aumento dell’età pensionabile per le donne nel pubblico impiego. «L’impatto effettivo è molto molto contenuto», dice Il problema con l’Ue «è l’equiparazione» con gli uomini, ha ricordato Sacconi, ma non era percorribile una strada diversa: «Immaginate come verrebbe accolta dai mercati finanziari una riduzione per l’età degli uomini», rileva.

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