La retribuzione in natura

La retribuzione può essere costituita anzichè da denaro da prestazioni in natura.

L’articolo 2099 del codice civile prevede che il datore di lavoro e il lavoratore possono stabilire che la retribuzione sia costituita, anzichè da denaro, da prestazioni in natura, quale la concessione del vitto e dell’alloggio o prevedere l’attribuzione di una quota dei prodotti raccolti o trasformati.

Nella retribuzione in natura rientrano anche altri benefici attribuiti dalle aziende ai loro dipendenti o solo a taluni di essi.
La casistica a riguardo è vastissima e va dagli omaggi alla possibilità di utilizzare mezzi di trasporto aziendali, dalla predisposizione del servizio mensa alla partecipazione a convegni o viaggi premio, all’attribuzione di prestazioni previdenziali o assistenziali integrative delle forma obbligatorie, all’offerta di beni o servizi aziendali a condizioni agevolate, all’iscrizione a corsi di aggiornamento professionale.

Ricordiamo che sulla natura retributiva o meno di tali attribuzioni è in atto da tempo un vasto contenzioso soprattutto sotto il profilo dell’adempimento degli obblighi contributivi e fiscali.

Ovviamente una valutazione in questo senso non può prescindere da un esame caso per caso in ordine alla finalità dell’attribuzione, alla sua rilevanza economica, alla funzionalità dell’attribuzione stessa rispetto alle mansioni esplicate o esplicabili dal lavoratore, nonchè alla regolamentazione specifica legale e/o contrattuale eventualmente applicabile nelle singole fattispecie.

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