Questo sito contribuisce alla audience di

Risarcimento ridotto a lavoratore albanese

Una sentenza del Tribunale di Torino riconosce il risarcimento danni in misura ridotta alla famiglia di un operaio albanese vittima sul lavoro.

Si parla sempre più spesso purtroppo di incidenti mortali sul posto di lavoro e di mancate misure di prevenzione in tema di sicurezza. In questo contesto si colloca una notizia rimbalzata su diversi quotidiani in questi giorni: la sentenza del Tribunale di Torino, che riprendendo una precedente sentenza della Corte di Cassazione, riconosce sì il diritto al risarcimento dei danni alla famiglia di un operaio albanese morto durante l’attività lavorativa, ma ribadisce altresì la necessità di equiparare tale risarcimento “al reale valore del denaro nell’economia del Paese dove risiedono i danneggiati”

L’azienda italiana è stata ritenuta responsabile della morte del cittadino albanese, eppure la sentenza sancisce:

l’esigenza di riconoscere a tutti i danneggiati un risarcimento uguale non può ritenersi soddisfatta dalla mera attribuzione di un uguale valore monetario che sia indipendente dal contesto economico in cui vive il singolo danneggiato, perché in tal modo si creerebbe un ingiustificato arricchimento in capo a coloro che vivano in Stati ad economia depressa con prezzi medi del costo della vita inferiori a quelli dell’Italia o di altri Paesi, come é notoriamente per l’Albania.”

Liquidare, perciò, lo stesso importo a soggetti che risiedano in nazioni diverse, con potere d’acquisto della moneta differenziato, può costituire una violazione del principio di uguaglianza “sostanziale”.
Se l’operaio fosse stato italiano, sarebbero state applicate le nuove tabelle in uso presso il Tribunale di Torino dal giugno 2009 in base alle quali a ogni congiunto dell’operaio morto sarebbero stati riconosciute somme fino a dieci volte superiori (fra 150 e 300 mila euro).
Viene giustamente da chiedersi: la vita di un operaio albanese vale meno di quella di un operaio italiano?