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Come si legge la busta paga

In sintesi le voci più significative che compongono la busta paga

Innanzitutto, come già evidenziato in altri interventi, la busta paga rappresenta il prospetto che descrive in dettaglio la retribuzione e le trattenute di un lavoratore in un determinato periodo. La differenza tra la retribuzione lorda corrisposta e le trattenute effettuate corrisponde alla retribuzione netta.

Vediamo quindi in sintesi le principali voci presenti in busta paga: si distingue in primis tra voci che vanno in competenza (rappresentano quindi un “avere” per il lavoratore) e voci che vanno in trattenuta (che rappresentano il “dare”).
Alcune voci, che vanno in competenza e che fanno parte della retribuzione lorda, sono presenti ogni mese ad esempio gli scatti di anzianità, altre soltanto in alcuni periodi, come straordinari, festività, maggiorazioni per lavoro notturno, ore domenicali, eccetera.
La retribuzione lorda a sua volta rientra nel cosiddetto imponibile contributivo, su cui vengono calcolati e tolti i contributi a carico del dipendente (solitamente l’aliquota applicata è il 9,19% oppure il 9,49%, secondo quanto stabilito dai vari contratti).
La retribuzione lorda/imponibile contributivo meno i contributi carico dipendente ci dà l’imponibile Irpef, ossia l’imponibile sul quale vengono calcolate le imposte da pagare. Le aliquote applicate sono diverse a seconda dell’importo (si va dall’aliquota più bassa del 23% in poi).
Imponibile Irpef o imponibile fiscale per l’aliquota ci dà l’imposta lorda da trattenere, alla quale a sua volta vanno sottratte le detrazioni spettanti (per lavoro dipendente e se si ha diritto detrazioni per carichi familiari).
L’imposta lorda meno le detrazioni come risultato ci dà l’imposta netta, che il dipendente deve pagare.