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Stress da lavoro, nuove indicazioni ministeriali

I datori di lavoro saranno presto obbligati a effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato.

Dal prossimo 1 gennaio 2010, i datori di lavoro saranno obbligati ad effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato. Per farlo, dovranno, per prima cosa, esaminare le fonti di rischio presenti nell’ambiente di lavoro e poi inserirle in un apposito Documento di valutazione del rischio, contenente la programmazione delle varie fasi.

Il D.lgs. 81/08 attribuisce alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, istituita presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il compito di formulare indicazioni metodologiche in ordine al corretto adempimento dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato.

Carichi e ritmi di lavoro, orario e turni, percorsi di carriera e perfino i conflitti con i colleghi. Sono alcuni dei fattori di stress che dovranno essere valutati in ogni luogo di lavoro, pubblico e privato, piccolo o grande che sia, per mettere in atto, dove sia necessario, misure per eliminare o ridurre al massimo lo stress.

Per quanto riguarda le definizioni ele indicazioni generali la lettera circolare afferma che lo

stress lavoro-correlato viene descritto all’articolo 3 dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004 – così come recepito dall’Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 – quale “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro” (art. 3 comma 1).

Ma come si fa a valutare oggettivamente i rischi da stress? Il documento della commissione ci dice anche quali sono gli indicatori da considerare.

Un primo gruppo è quello degli “eventi sentinella”, quali ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni e segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori.

Poi ci sono i “fattori di contenuto del lavoro”, quali ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.

Infine i “fattori di contesto del lavoro”, quali ad esempio: ruolo nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).

Solo nelle imprese che occupano «fino a 5 lavoratori» la procedura può essere più semplice, per esempio «riunioni» tra datore di lavoro e dipendenti. Le procedure definite nella circolare partono dal prossimo 31 dicembre.