Legge 599/1954

untitled Legge 31 luglio 1954, n. 599 (in Suppl. Gazz. Uff., 10 agosto, n. 181). Stato dei sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica. Art. 1. Lo stato di sottufficiale è[...]

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Legge 31 luglio 1954, n. 599

(in Suppl. Gazz. Uff., 10 agosto, n. 181).

Stato dei sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica.

Art. 1.

Lo stato di sottufficiale è costituito dal complesso dei doveri e dei diritti inerenti al grado. Lo
stato di sottufficiale sorge col legittimo conferimento del grado e cessa con la perdita del grado.

Art. 2.

Il sottufficiale, prima di assumere servizio, è tenuto a prestare giuramento secondo le vigenti disposizioni.
Per il sottufficiale che non presti giuramento si fa luogo alla revoca della nomina con effetto dalla data di
decorrenza della nomina stessa.

Art. 3.

I sottufficiali si distinguono in: sottufficiali in servizio permanente; sottufficiali in ferma volontaria
o in rafferma; sottufficiali in congedo; sottufficiali in congedo assoluto. I sottufficiali in congedo
sono ripartiti in due categorie: sottufficiali di complemento e sottufficiali della riserva.

Art. 4.

Il grado è conferito secondo le norme contenute nelle leggi di reclutamento e di avanzamento. Il provvedimento
relativo è adottato con determinazione ministeriale per il grado di sergente, con decreto ministeriale per
gli altri gradi.

Art. 5.

L’anzianità di grado è assoluta e relativa. Per anzianità assoluta si intende il tempo
trascorso dal sottufficiale nel proprio grado, salvo gli eventuali aumenti o detrazioni apportati a termini di
legge. Per anzianità relativa si intende l’ordine di precedenza del sottufficiale fra i pari grado dello
stesso ruolo.

Art. 6.

L’anzianità assoluta è determinata dalla data del provvedimento di nomina o di promozione, quando
non sia altrimenti disposto dal provvedimento stesso. Nei trasferimenti da ruolo a ruolo si conserva l’anzianità
posseduta prima del trasferimento, salvo i casi diversamente regolati dalle leggi. A parità di anzianità
assoluta, nei trasferimenti di cui al comma precedente, l’anzianità relativa è determinata dall’età,
salvo il caso di sottufficiali provenienti da uno stesso ruolo per i quali si osserva l’ordine di precedenza acquisito
nel comune ruolo di provenienza. A parità anche di età si raffrontano le anzianità assolute
successivamente nei gradi inferiori fino a quello in cui non si riscontra parità di anzianità. Qualora
si riscontri parità anche nell’anzianità di nomina a sottufficiale è considerato più
anziano colui che ha maggior servizio effettivo da sottufficiale.

Art. 7.

Il sottufficiale in servizio permanente subisce nel ruolo una detrazione di anzianità quando sia stato
detenuto per condanna a pena restrittiva della libertà personale di durata non inferiore a un mese, o sospeso
dall’impiego per motivi disciplinari, o in aspettativa per motivi 20privati. Subisce del pari una detrazione di
anzianità il sottufficiale in servizio permanente che sia stato in aspettativa per infermità non
proveniente da causa di servizio, qualora in un triennio in una o più volte e rimanendo nello stesso grado,
abbia trascorso non meno di un anno in detta posizione. La detrazione di anzianità consiste nella perdita
di un determinato numero di posti nel ruolo ed è commisurata a tanti dodicesimi della media numerica annuale
delle promozioni al grado superiore a quello rivestito dal sottufficiale, effettuate nel quinquennio precedente
all’anno della ripresa del servizio, quanti sono i mesi o le frazioni di mese superiori a quindici giorni trascorsi
in una delle situazioni sopraindicate. Per i sottufficiali del grado massimo la detrazione di anzianità
è pari al tempo trascorso in una delle anzidette situazioni.

Art. 8.

Il sottufficiale delle categorie in congedo detenuto per condanna a pena restrittiva della libertà personale
di durata non inferiore ad un mese o sospeso dalle attribuzioni del grado per motivi disciplinari subisce nel ruolo
una detrazione di anzianità pari alla durata della detenzione o della sospensione.

Art. 9.

L’anzianità assoluta del sottufficiale, che dopo aver cessato di essere iscritto nei ruoli vi sia riammesso,
è ridotta di un periodo di tempo pari alla interruzione, salvo che per speciali disposizioni di legge non
debba conservarsi al sottufficiale, in tutto o in parte, l’anzianità posseduta.

Art. 10.

Nessuna rettifica di anzianità per errata assegnazione di posto nel ruolo può disporsi d’ufficio
oltre il termine di sei mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento, tranne il caso di accoglimento in via
amministrativa di ricorso giurisdizionale o di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Art. 11.

I sottufficiali, ad eccezione di quelli in congedo assoluto, sono iscritti, in ordine di grado e di anzianità,
in ruoli distinti secondo le leggi di ordinamento. Per i sottufficiali in servizio permanente non sono ammessi
trasferimenti da ruolo a ruolo, con o senza promozione, salvo i casi specificati dalle leggi.

Art. 12.

Il sottufficiale in servizio permanente è vincolato da rapporto di impiego di carattere stabile e continuativo.
Il sottufficiale in servizio permanente non può esercitare alcuna professione, mestiere, industria o commercio,
né comunque attendere ad occupazioni o assumere incarichi incompatibili con l’adempimento del suoi doveri.

Art. 13.

Il sottufficiale in servizio permanente può trovarsi in una delle seguenti posizioni: servizio effettivo;
aspettativa; sospensione dall’impiego.

Art. 14.

Il sottufficiale in servizio effettivo, salvo quanto disposto dal quarto comma dell’art. 24, deve possedere
l’idoneità fisica al servizio incondizionato per essere impiegato dovunque, presso reparti, comandi, uffici,
e a bordo per i sottufficiali della Marina. Per il sottufficiale del ruolo naviganti dell’Arma aeronautica la
temporanea inidoneità al solo servizio di volo non costituisce impedimento alla permanenza nel servizio
effettivo.

Art. 15.

Il sottufficiale può essere collocato in aspettativa per una delle seguenti cause: a) prigionia
di guerra; b) infermità temporanea proveniente da causa di servizio; c) infermità temporanea
non proveniente da causa di servizio; d) motivi privati. La prigionia di guerra importa di diritto il collocamento
in aspettativa. L’aspettativa per infermità proveniente o non da causa di servizio è disposta a
domanda o di autorità, previ gli accertamenti sanitari stabiliti dal regolamento. Prima del collocamento
in aspettativa al sottufficiale sono concessi i periodi di licenza ammessi dai relativi regolamenti 20e non ancora
fruiti. L’aspettativa per motivi privati è disposta a domanda; i motivi devono essere giustificati dal
sottufficiale. La concessione dell’aspettativa è subordinata alle esigenze del servizio. L’aspettativa
è disposta con decreto ministeriale e decorre dalla data fissata nel decreto; nell’aspettativa per prigionia
di guerra tale data corrisponde a quella della cattura.

Art. 16.

L’aspettativa non può superare due anni in un quinquennio, tranne che per prigionia di guerra, e termina
col cessare della causa che l’ha determinata, salvo i casi previsti dalla legge. Verificandosi una causa diversa
da quella che determinò l’aspettativa, il sottufficiale può essere trasferito in altra aspettativa
per questa nuova causa, ma la durata complessiva dell’aspettativa non può superare i due anni nel quinquennio,
escluso l’eventuale periodo di prigionia di guerra. Fermo il disposto del primo comma, l’aspettativa per motivi
privati non può eccedere il periodo continuativo di un anno. Il sottufficiale che sia già stato in
aspettativa per motivi privati non può esservi ricollocato se non siano trascorsi almeno due anni dal suo
rientro in servizio.

Art. 17.

Il sottufficiale in aspettativa può, in caso di mobilitazione o di eccezionali esigenze, essere richiamato
in servizio effettivo, purché idoneo a servizio incondizionato. Il sottufficiale in aspettativa per infermità,
compreso nelle aliquote di ruolo per l’avanzamento o che debba frequentare corsi o sostenere esami prescritti ai
fini dell’avanzamento, qualora ne faccia domanda, è sottoposto ad accertamenti sanitari; se riconosciuto
idoneo è richiamato in servizio. Il sottufficiale in aspettativa per motivi privati, che venga a trovarsi
nelle condizioni indicate nel comma precedente, qualora ne faccia domanda, è richiamato in servizio.

Art. 18.

Al sottufficiale in aspettativa per infermità non proveniente da causa di servizio competono soltanto
i tre quinti dello stipendio e degli altri assegni di carattere fisso e continuativo. Al sottufficiale in aspettativa
per motivi privati non compete lo stipendio né altro assegno. Agli effetti della pensione, il tempo trascorso
dal sottufficiale in aspettativa per prigionia di guerra o per infermità proveniente da causa di servizio
è computato per intero; il tempo trascorso in aspettativa per infermità non proveniente da causa
di servizio è computato per metà; il tempo trascorso in aspettativa per motivi privati non è
computato.

Art. 19.

La sospensione dall’impiego può avere carattere precauzionale, disciplinare, o penale. La sospensione
dall’impiego può essere applicata anche al sottufficiale in aspettativa, trasferendolo dall’una all’altra
posizione. La sospensione dall’impiego è disposta con decreto ministeriale, nel quale sono indicati i
motivi che l’hanno determinata e, quando si tratti di sospensione disciplinare, anche la durata.

Art. 20.

Il sottufficiale che sia sottoposto a procedimento penale per imputazione da cui possa derivare la perdita del
grado, o che sia sottoposto a procedimento disciplinare per fatti di notevole gravità, può essere
sospeso precauzionalmente dall’impiego a tempo indeterminato, fino all’esito del procedimento penale o disciplinare.
Tale provvedimento è sempre adottato nei confronti del sottufficiale 20a carico del quale sia stato emesso
ordine o mandato di cattura o che si trovi comunque in stato di carcerazione preventiva. Se il procedimento penale
ha termine con sentenza definitiva che 20dichiari che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso,
la sospensione è revocata a tutti gli effetti. In ogni altro caso di proscioglimento, 20se il sottufficiale
non venga sottoposto a procedimento disciplinare, la sospensione è ugualmente revocata a tutti gli effetti.
Oltre che nei casi di cui al comma precedente, la sospensione è ad ogni effetto revocata quando il procedimento
disciplinare si esaurisce senza dar luogo a provvedimento disciplinare di stato. Quando sia inflitta al sottufficiale
la sospensione dall’impiego di carattere disciplinare, nel periodo di tempo di tale sospensione viene computato
il periodo della sospensione precauzionale sofferta, revocandosi l’eventuale eccedenza.

Art. 21.

La sospensione disciplinare dall’impiego è inflitta previa inchiesta formale; la sua durata non può
essere inferiore a due mesi né superiore a dodici.

Art. 22.

Salvo i casi in cui la condanna a pena detentiva importi la pena accessoria della sospensione dal grado ai sensi
della legge penale militare, la condanna all’arresto per tempo non inferiore ad un mese ha per effetto la sospensione
dall’impiego durante l’espiazione della pena.

Art. 23.

Al sottufficiale sospeso dall’impiego compete soltanto la metà dello stipendio e degli altri assegni
di carattere fisso e continuativo. Agli effetti della pensione, il tempo trascorso dal sottufficiale in sospensione
dall’impiego è computato per metà.

Art. 24.

Il sottufficiale, che nel grado massimo raggiunge l’età indicata nella tabella A annessa alla presente
legge, è trasferito, ove ne faccia domanda e ne sia riconosciuto meritevole, in un ruolo speciale continuando
a rimanere in servizio permanente. L’organico del ruolo speciale per mansioni di ufficio, finché non siano
determinati i nuovi organici dei sottufficiali delle Forze armate, è stabilito annualmente per ciascuna
di esse, e separatamente per l’Arma dei carabinieri, dal Ministro per la difesa. Di un numero corrispondente alla
consistenza del predetto organico saranno ridotti gli organici dei sottufficiali dell’Esercito e dell’Aeronautica
e, per la Marina, il numero complessivo dei sergenti e dei militari raffermati. Qualora nell’organico del ruolo
speciale non esista la vacanza occorrente, la vacanza è formata facendo cessare dal servizio permanente
il sottufficiale del predetto ruolo più anziano di età e, a parità di età, colui che
abbia maggiore anzianità di servizio da sottufficiale. Il sottufficiale del ruolo speciale è impiegato
in mansioni di ufficio; egli deve possedere la idoneità fisica occorrente per tale impiego. In tempo di
guerra o per eccezionali esigenze, il sottufficiale del ruolo speciale che sia riconosciuto fisicamente idoneo
al servizio incondizionato può essere impiegato anche nelle altre mansioni proprie del suo grado nel ruolo
di provenienza.

Art. 25.

Sulle domande di trasferimento nel ruolo speciale decide il Ministro, sentito il parere: per l’Esercito,
di una Commissione composta di un ufficiale generale, presidente, e di quattro ufficiali superiori, tutti in servizio
permanente; per la Marina, della Commissione di avanzamento per i sottufficiali; per l’Aeronautica, della
Commissione centrale di avanzamento per i sottufficiali.

Art. 26.

Il sottufficiale cessa dal servizio permanente per una delle seguenti cause: a) età; b) infermità;
c) non idoneità alle attribuzioni del grado o scarso rendimento; d) domanda; e) inosservanza
delle disposizioni sul matrimonio dei sottufficiali; f) nomina all’impiego civile; g) perdita del grado.
Il provvedimento di cessazione dal servizio permanente è adottato con decreto ministeriale.

Art. 27.

Il sottufficiale cessa dal servizio permanente al raggiungimento del limite di età indicato nella tabella
A annessa alla presente legge, salvo che, rivestendo il grado massimo, non sia transitato nel ruolo speciale per
mansioni di ufficio ai sensi del primo comma dell’art. 24. Per il sottufficiale del ruolo speciale il limite
di età è di anni sessanta, tranne che egli non debba cessare dal servizio permanente con anticipo
rispetto all’età predetta in applicazione del disposto del terzo comma dell’art. 24, nel qual caso la cessazione
dal servizio permanente si considera egualmente avvenuta per età ad ogni effetto, salvo quanto disposto
nel comma secondo dell’art. 32. Il sottufficiale che cessa dal servizio permanente per età è collocato
nella riserva.

Art. 28.

Il sottufficiale che cessa dal servizio permanente ai sensi dell’articolo precedente: a) se ha venti o più
anni di servizio effettivo, consegue la pensione a norma delle vigenti disposizioni; b) se ha meno di venti
anni di servizio effettivo, ma quindici o più anni di servizio utile per la pensione dei quali dodici di
servizio effettivo, consegue la pensione considerando come se avesse compiuto venti anni di servizio effettivo;
c) se ha meno di quindici anni di servizio utile per la pensione, ovvero quindici o più anni di servizio
utile ma meno di dodici anni di servizio effettivo, consegue una indennità, per una volta tanto, pari a
tanti ottavi degli assegni pensionabili quanti sono gli anni di servizio utile per la pensione.

Art. 29.

Il sottufficiale che sia divenuto permanentemente inabile 20al servizio o che non abbia riacquistato l’idoneità
fisica allo scadere del periodo massimo di aspettativa o che, nel quinquennio, sia stato giudicato non idoneo al
servizio dopo che abbia fruito del periodo massimo di aspettativa e gli siano state concesse le licenze eventualmente
spettantigli, cessa dal servizio permanente ed è collocato nella riserva o in congedo assoluto, a seconda
dell’idoneità. Se trattisi di infermità provenienti da cause di servizio o riportate o aggravate
per causa di servizio di guerra o attinente alla guerra, il sottufficiale consegue la pensione privilegiata o di
guerra o l’assegno rinnovabile ai sensi delle disposizioni in vigore. Se trattisi di infermità non proveniente
da causa di servizio al sottufficiale si applicano le disposizioni delle lettere a), b) e c) dell’art. 28, a seconda
della durata del servizio. Dalla data di cessazione dal servizio permanente, e per un periodo di tre mesi, sono
corrisposti al sottufficiale gli interi assegni spettanti al pari grado in servizio effettivo; tali assegni non
sono cumulabili con quelli di quiescenza.

Art. 30.

Al sottufficiale in servizio permanente, che cessi o abbia cessato da tale servizio per ferite, lesioni o infermità
riportate o aggravate a causa di guerra, ed abbia conseguito una pensione vitalizia o un assegno rinnovabile da
ascriversi ad una delle otto categorie previste dalla tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, è
concesso, dalla data di cessazione dal servizio, il cumulo della pensione o dell’assegno rinnovabile di guerra
con il trattamento ordinario di quiescenza che gli spetta, per il quale, in aggiunta al numero degli anni di servizio
utile, è computato un periodo di sei anni, sia ai fini del compimento della necessaria anzianità
per conseguire il diritto a tale trattamento ordinario di quiescenza sia ai fini della liquidazione del trattamento
stesso. Al sottufficiale suddetto, che all’atto della cessazione dal servizio permanente non abbia raggiunto
neppure con l’aumento di cui al comma precedente, il limite di anzianità per conseguire il trattamento ordinario
di quiescenza, è corrisposta, dalla data in cui cessi o abbia cessato dal servizio, in misura intera la
pensione vitalizia o l’assegno rinnovabile di guerra nonché un assegno integratore del trattamento di guerra,
liquidato dal Ministero del tesoro, corrispondente a tanti ventesimi della pensione minima ordinaria calcolata
sull’ultimo stipendio percepito, quanti sono gli anni di servizio utile aumentati di sei anni. Il beneficio di
cui al presente articolo compete anche al sottufficiale che consegua o abbia conseguito la pensione vitalizia o
l’assegno rinnovabile di guerra dopo aver cessato dal servizio permanente; in tal caso, però, resta escluso
l’aumento di sei anni.

Art. 31.

Il sottufficiale in servizio permanente che, per effetto di ferite, lesioni o infermità riportate o aggravate
per causa di servizio di guerra o attinente alla guerra, abbia conseguito una pensione vitalizia o un assegno rinnovabile
da ascriversi ad una delle otto categorie previste dalla tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, cessa
20dal servizio permanente, salvo il disposto del comma successivo, ed è collocato, a seconda della idoneità,
nella riserva o in congedo assoluto dal giorno in cui gli è concessa la pensione o l’assegno. Il sottufficiale
può, a domanda, continuare a rimanere in servizio 20permanente qualora conservi la idoneità al servizio
incondizionato, o, se si tratti di sottufficiale del ruolo speciale, la idoneità ai servizi del ruolo stesso.
La domanda deve essere presentata entro un mese dalla data della concessione della pensione o assegno rinnovabile.
L’idoneità è accertata dal collegio medico legale. Il sottufficiale che sia cessato dal servizio
permanente ai sensi del primo comma del presente articolo ed al quale venga in seguito soppressa la pensione vitalizia
o non sia rinnovato l’assegno, sarà riammesso in servizio permanente se, alla data del relativo accertamento
sanitario seguito dal giudizio positivo, non siano trascorsi più di due anni dalla cessazione dal servizio
permanente o dal collocamento in aspettativa seguito dalla cessazione dal servizio permanente, e sempre che non
sia stato raggiunto dal limite di età. Per il periodo trascorso fuori dai ruoli del servizio permanente
il sottufficiale sarà considerato, ai soli effetti della posizione di stato e senza diritto ad alcun assegno
o indennità, in aspettativa per infermità proveniente da causa di servizio. Al sottufficiale che,
per avere superato i limiti di cui al precedente comma, non possa ottenere la riammissione si applicano, a seconda
della durata del servizio, le disposizioni delle lettere a), b) e c) dell’art. 28 della presente legge, a decorrere
dal giorno successivo alla soppressione della pensione vitalizia o alla scadenza dell’assegno rinnovabile.

Art. 32.

Al sottufficiale che cessa dal servizio permanente per aver raggiunto il limite di età indicato nella
tabella A annessa alla presente legge o per infermità proveniente da causa di servizio nonché al
sottufficiale che cessa dal servizio permanente in applicazione del terzo comma dell’art. 24 spetta, in aggiunta
al trattamento di quiescenza, la seguente indennità speciale annua lorda, non riversibile:

aiutante di battaglia, maresciallo maggiore e gradi corrispondenti . . . . . . . . . . . . . . L. 120.000

maresciallo capo e gradi corrispondenti . . . … …… >> 100.000

maresciallo ordinario e gradi corrispondenti ……. .. >> 85.000

sergente maggiore e gradi corrispondenti . . …….. >> 60.000

L’indennità è corrisposta in relazione al grado rivestito dal sottufficiale all’atto della cessazione
dal servizio e compete fino al compimento degli anni sessantacinque al sottufficiale che cessa dal servizio permanente
per aver raggiunto il limite di età indicato nella tabella A annessa alla presente legge o per infermità
proveniente da causa di servizio, fino al compimento degli anni sessanta al sottufficiale che cessa dal servizio
permanente in applicazione del terzo comma dell’art. 24. L’indennità stabilita dal presente articolo compete,
fino al compimento degli anni sessantacinque, al sottufficiale che si trovi nelle condizioni di cui al primo e
secondo comma dell’art. 30 in aggiunta alla pensione o assegno rinnovabile di guerra e al trattamento ordinario
di quiescenza o assegno integratore, previsti dai commi suddetti. Per il sottufficiale che si trovi nelle condizioni
di cui al secondo comma dell’art. 30 l’indennità è ragguagliata a tanti ventesimi della somma annua
prevista dal primo comma del presente articolo quanti sono gli anni di servizio utile a pensione aumentati di sei
anni; essa non può, però, in alcun caso superare tale somma.

Art. 33.

Il sottufficiale non idoneo a disimpegnare le attribuzioni del proprio grado per insufficienza delle qualità
necessarie è dispensato dal servizio permanente ed è collocato nella riserva o in congedo assoluto.
é del pari dispensato dal servizio permanente, ed è collocato nella riserva, il sottufficiale che
dia scarso rendimento. Il provvedimento di dispensa dal servizio è adottato in seguito a proposta delle
autorità gerarchiche da cui il sottufficiale dipende e previo parere delle Commissioni o autorità
competenti ad esprimere giudizi sull’avanzamento. Al sottufficiale che cessa dal servizio a norma del presente
articolo si applicano le disposizioni delle lettere a), b) e c) dell’articolo 28, a seconda della durata del servizio.
Dalla data di cessazione dal servizio e per un periodo di tre mesi sono corrisposti al sottufficiale gli interi
assegni spettanti al pari grado del servizio permanente; tali assegni non sono cumulabili con quelli di quiescenza.

Art. 34.

Il sottufficiale che ha compiuto venti anni di servizio effettivo può, a domanda, cessare dal servizio
permanente per anzianità di servizio, con diritto al normale trattamento di quiescenza. Il sottufficiale
che non abbia raggiunto il periodo di servizio anzidetto può egualmente cessare, a domanda, dal servizio
permanente, ma non consegue alcun trattamento di quiescenza. Il Ministro ha facoltà di non accogliere
la domanda per motivi penali 20o disciplinari, o ritardarne l’accoglimento per gravi motivi di servizio. Il sottufficiale
che cessa dal servizio permanente a domanda è collocato nella riserva o nel complemento, a seconda che si
trovi nelle condizioni di cui al primo o al secondo comma del presente articolo. L’applicazione del presente
articolo è sospesa in tempo di guerra.

Art. 35.

Il sottufficiale che non osservi le disposizioni di legge sul matrimonio dei sottufficiali cessa dal servizio
permanente. Al sottufficiale che cessa dal servizio ai sensi del comma precedente si applicano, a seconda della
durata del servizio, le disposizioni delle lettere a) b) e c) dell’articolo 28. Il sottufficiale è collocato
nella riserva se abbia raggiunto i limiti di servizio previsti dalla lettera b) dello stesso articolo 28; altrimenti
è collocato nella categoria dei sottufficiali di complemento. L’applicazione del presente articolo è
sospesa in tempo di guerra.

Art. 36.

Il sottufficiale che consegue la nomina all’impiego civile, ai sensi delle disposizioni contenute nel titolo
VI della presente legge, cessa dal servizio permanente ed è collocato nella categoria dei sottufficiali
20di complemento.

Art. 37.

Il sottufficiale, nei cui riguardi si verifichi una delle cause di cessazione dal servizio permanente previsto
dal presente capo, cessa dal servizio anche se si trovi sottoposto a procedimento penale o disciplinare. Qualora
il procedimento si concluda con una sentenza o con un giudizio di Commissione di disciplina che importi la perdita
del grado, la cessazione del sottufficiale dal servizio permanente si considera avvenuta, ad ogni effetto, per
tale causa e con la medesima decorrenza con la quale era stata disposta.

Art. 38.

Il sottufficiale in ferma volontaria o in rafferma è vincolato, 20per obbligo assunto, a prestare servizio
per periodo di tempo determinato. La durata delle ferme volontarie e delle rafferme è stabilita dalle leggi
di reclutamento.

Art. 39.

Il sottufficiale in ferma volontaria o in rafferma può essere 20sospeso dal servizio per motivi precauzionali.
La sospensione precauzionale dal servizio è regolata dalle stesse norme stabilite per la sospensione precauzionale
dall’impiego, in quanto applicabili.

Art. 40.

Il sottufficiale può cessare dalla ferma volontaria o dalla rafferma anche prima del termine stabilito,
per una delle seguenti cause: a) infermità, quando sia riconosciuto non idoneo al servizio incondizionato.
Se trattisi di non idoneità temporanea, la cessazione dalla ferma o dalla rafferma è disposta qualora
il sottufficiale non abbia riacquistato l’idoneità fisica dopo aver fruito delle licenze eventualmente spettantigli;
b) inettitudine a disimpegnare le attribuzioni del grado, scarso rendimento, ovvero cattiva condotta in servizio
o in privato; c) motivi disciplinari, sempre che i fatti non siano di tale gravità da importare il deferimento
a Commissione di disciplina per l’eventuale perdita del grado; d) condanna penale per la quale il sottufficiale
deve espiare una pena restrittiva della libertà personale; e) domanda, per gravi comprovati motivi;
la domanda può non essere accolta per ragioni di servizio; f) inosservanza delle disposizioni di legge
sul matrimonio dei sottufficiali; g) applicazione delle disposizioni di legge sull’avanzamento; h) nomina
all’impiego civile; i) perdita del grado. La cessazione dalla ferma volontaria o dalla rafferma per le cause
di cui alla lettera b) è disposta previo parere delle Commissioni o autorità competenti ad esprimere
giudizi sull’avanzamento. La cessazione dalla ferma volontaria o dalla rafferma per la causa di cui alla lettera
c) è disposta previa inchiesta formale.

Art. 41.

Il sottufficiale che cessa dal servizio al termine della ferma volontaria o della rafferma, o prima di tale
termine per una delle cause previste dall’articolo 40, eccettuata la perdita del grado, è collocato nella
categoria dei sottufficiali di complemento. Nel caso di cessazione dal servizio per infermità, se trattisi
di non idoneità permanente al servizio incondizionato, il sottufficiale è collocato in congedo assoluto.

Art. 42.

Il sottufficiale che cessa dal servizio al termine della ferma volontaria o della rafferma ha diritto ad un
premio di congedamento nella misura stabilita dalle apposite disposizioni di legge, salvo che non abbia acquisito
titolo a pensione vitalizia per anzianità di servizio. Se il sottufficiale cessa dal servizio prima del
termine della ferma volontaria o della rafferma per una delle cause previste dalle lettere a), b), e), f), g) dell’art.
40, il premio di congedamento è corrisposto in proporzione degli anni di servizio compiuti, calcolandosi
per anno intero la frazione di anno superiore a sei mesi. Nessun premio compete al sottufficiale che cessa dalla
ferma volontaria o dalla rafferma per una delle cause previste dalle lettere c), d), h), i) del predetto art. 40.
Qualora la cessazione dal servizio sia determinata da infermità proveniente da causa di servizio o riportata
o aggravata per causa di servizio di guerra o attinente alla guerra, il sottufficiale consegue la pensione privilegiata
o di guerra o l’assegno rinnovabile ai sensi delle disposizioni in vigore. La concessione della pensione o assegno
rinnovabile di guerra non fa perdere il diritto al premio di congedamento.

Art. 43.

Il sottufficiale che al termine della ferma volontaria o della rafferma contrae una rafferma ha diritto ad un
premio nella misura stabilita dalle apposite disposizioni di legge.

Art. 44.

I sottufficiali in congedo non sono vincolati da alcun rapporto di impiego. Essi sono soggetti agli obblighi
di servizio previsti dalla presente legge.

Art. 45.

Il sottufficiale in congedo può trovarsi: in servizio temporaneo; in congedo illimitato;
sospeso dalle attribuzioni del grado.

Art. 46.

Il sottufficiale in congedo quando si trovi in servizio temporaneo è soggetto alle leggi e ai regolamenti
vigenti per i sottufficiali in servizio permanente, in quanto gli siano applicabili. Il sottufficiale in congedo
illimitato è soggetto alle disposizioni di legge riflettenti il grado, la disciplina e il controllo della
Forza in congedo.

Art. 47.

Il sottufficiale in congedo può essere richiamato in servizio temporaneo d’autorità, nei casi
previsti dalla presente legge. Il sottufficiale può, col suo consenso, essere richiamato in servizio anche
oltre i casi predetti, per qualsiasi occorrenza. I richiami d’autorità sono disposti con decreto del Presidente
della Repubblica; il sottufficiale, se invitato con precetto personale, è tenuto a presentarsi anche se
non sia intervenuta la pubblicazione del decreto di richiamo. I richiami col consenso del sottufficiale sono
disposti con decreto ministeriale e, salvo che vengano effettuati per sopperire a deficienze organiche di carattere
transitorio, previa intesa col Ministero del tesoro. Il sottufficiale in congedo, richiamato in servizio temporaneo,
è impiegato in relazione all’età e alle condizioni fisiche.

Art. 48.

Il sottufficiale in congedo può essere sospeso dalle attribuzioni del grado per motivi precauzionali,
disciplinari, penali. La sospensione dalle attribuzioni del grado, precauzionale e disciplinare, è regolata
dalle stesse norme stabilite per la sospensione dall’impiego, in quanto applicabili. La condanna a pena detentiva
per tempo non inferiore a un mese, salvo i casi in cui importi la pena accessoria della sospensione dal grado ai
sensi della legge penale militare, ha per effetto la sospensione dalle attribuzioni del grado durante l’espiazione
della pena.

Art. 49.

Il sottufficiale in congedo dell’Esercito può essere trasferito, conservando il proprio grado e la propria
anzianità, da un’arma ad altra arma o ad un servizio e da un servizio ad un’arma o ad altro servizio, quando
sia riconosciuto più utilmente impiegabile nella diversa arma o servizio, e sempre che sia in possesso dei
requisiti per l’appartenenza a detta arma o servizio. Analogamente può essere trasferito da categoria
a categoria e da specialità a specialità il sottufficiale in congedo della Marina, da ruolo a ruolo
e da categoria a categoria il sottufficiale in congedo dell’Aeronautica.

Art. 50.

La categoria di complemento, destinata a completare i quadri dei sottufficiali di ciascuna Forza armata, comprende
i sottufficiali 20direttamente nominati in tale categoria, nonché i sottufficiali che dal servizio permanente
ovvero dalla ferma volontaria o dalla rafferma vengono collocati nella categoria stessa in applicazione delle disposizioni
della presente legge.

Art. 51.

Il sottufficiale di complemento ha, in tempo di pace, obblighi di servizio fino all’età indicata nella
tabella B annessa alla presente legge. Tali obblighi sono: prestare, dopo conseguita la nomina, il periodo
iniziale di servizio eventualmente richiesto dalle leggi di reclutamento; rispondere ai richiami in servizio
per speciali esigenze e per istruzione; frequentare i corsi di addestramento e di allenamento prescritti 20per
le singole Forze armate; rispondere alle chiamate di controllo. In tempo di guerra, il sottufficiale di complemento,
ancorché abbia superato l’età prevista nel primo comma, è costantemente a disposizione del
Governo per essere, all’occorrenza, richiamato in servizio.

Art. 52.

Il sottufficiale cessa di appartenere alla categoria di complemento ed è collocato in congedo assoluto
al raggiungimento del sessantesimo anno di età. Il sottufficiale è collocato in congedo assoluto
anche prima dell’età indicata nel comma precedente, quando sia riconosciuto permanentemente inabile al servizio
militare. Il sottufficiale di complemento del ruolo naviganti dell’Arma aeronautica, al compimento degli anni
trentacinque, è trasferito, con il grado e l’anzianità posseduti, nel ruolo servizi o in altro ruolo
dei sottufficiali di complemento dell’Aeronautica, su indicazione della competente Commissione di avanzamento,
tenute all’uopo presenti la capacità, l’attitudine e l’attività svolta nella vita civile. Il sottufficiale,
però, che all’età predetta ne faccia domanda e si impegni ad effettuare annualmente i prescritti
allenamenti ed addestramenti fino all’età di quarantacinque anni nonché il sottufficiale che svolga
nella vita civile attività di volo a carattere continuativo possono, per determinazione del Ministro, rimanere
nel ruolo naviganti fino al compimento del cinquantaduesimo anno; raggiunta tale età, il sottufficiale è
trasferito nel ruolo servizi o in altro ruolo con le modalità innanzi indicate e con le stesse modalità
sono trasferiti nel ruolo servizi o in altro ruolo il sottufficiale che non faccia domanda di rimanere nel ruolo
naviganti o non ottenga di rimanervi, nonché il sottufficiale che non adempia l’obbligo degli allenamenti
e addestramenti.

Art. 53.

La categoria della riserva comprende i sottufficiali che dal servizio permanente vengono collocati nella categoria
stessa in applicazione delle disposizioni della presente legge.

Art. 54.

Il sottufficiale della riserva può, in tempo di pace, essere richiamato in servizio temporaneo per speciali
esigenze. In tempo di guerra, il sottufficiale della riserva è costantemente a disposizione del Governo
per essere, all’occorrenza, richiamato in servizio.

Art. 55.

Il sottufficiale cessa di appartenere alla categoria della riserva ed è collocato in congedo assoluto
al raggiungimento del sessantaduesimo 20anno di età. Il sottufficiale è collocato in congedo assoluto
anche prima dell’età indicata nel comma precedente, quando sia riconosciuto permanentemente inabile al servizio
militare.

Art. 56.

Il sottufficiale in congedo assoluto non ha obblighi di servizio. Il sottufficiale in congedo assoluto conserva
il grado e l’onore dell’uniforme ed è soggetto alle disposizioni di legge riflettenti il grado e la disciplina.

Art. 57.

Il sottufficiale che abbia compiuto dodici anni di effettivo servizio sia nella posizione di servizio permanente
che in quella di ferma volontaria o di rafferma può, entro un anno dal compimento del periodo di servizio
anzidetto, fare domanda di impiego civile e, se riconosciuto idoneo e meritevole, acquista titolo a conseguirlo
nel limite dei posti vacanti negli impieghi prescelti. L’ordine di precedenza per la nomina all’impiego civile
è determinato dalla data di presentazione delle domande.

Art. 58.

Il sottufficiale che abbia cessato dal servizio permanente o dalla ferma volontaria o dalla rafferma per una
delle cause previste, rispettivamente, dall’art. 26, lettere c), d), e) e dall’art. 40, lettere b), c), d), e),
f), non può fare domanda di impiego civile. Perde titolo a conseguire l’impiego civile il sottufficiale
che abbia acquisito diritto a pensione vitalizia per anzianità di servizio, che abbia cessato dal servizio
per una delle cause indicate al comma precedente o comunque da più di cinque anni o che sia incorso nella
perdita del grado.

Art. 59.

Gli impieghi civili, che i sottufficiali possono conseguire ai sensi dell’art. 57, sono i seguenti: a)
nell’Amministrazione della Difesa: per i sottufficiali dell’Esercito, tutti i posti di assistente aggiunto
nel ruolo degli assistenti del genio militare e tutti i posti di applicato nel ruolo degli impiegati d’ordine presso
l’Amministrazione centrale, servizi dell’Esercito; per i sottufficiali della Marina, tutti i posti di applicato
nel ruolo del personale d’ordine per i servizi della Marina; per i sottufficiali dell’Aeronautica, i posti
di applicato nel ruolo del personale d’ordine per i servizi dell’Aeronautica; b) in tutte le altre Amministrazioni
dello Stato, compresa quella delle Ferrovie ed esclusa l’Amministrazione della pubblica sicurezza, un terzo dei
posti di applicato o equiparato nel personale di gruppo C. I posti di assistente aggiunto nel ruolo degli assistenti
del genio militare rimasti vacanti per mancanza di aspiranti sono coperti mediante pubblico concorso. Qualora rimangano
vacanti posti di applicato nel ruolo degli impiegati d’ordine per i servizi dell’Esercito e nel ruolo del personale
d’ordine per i servizi della Marina, si provvede ai sensi dell’articolo 20 del regio decreto 11 novembre 1923,
n. 2395. I posti di applicato o equiparato di cui alla lettera b) sono ripartiti dall’Amministrazione della Difesa
tra i sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica in proporzione al numero delle domande rispettivamente
presentate. I sottufficiali nominati all’impiego nei posti anzidetti sono collocati in ruolo intercalandoli, nella
misura di uno a due, con gli impiegati di altra provenienza promossi o nominati al grado di applicato o equiparato.

Art. 60.

Il grado si perde per una delle seguenti cause: 1) perdita della cittadinanza; 2) assunzione di servizio,
non autorizzata, in Forze armate di Stati esteri; 3) assunzione di servizio con qualsiasi grado in una Forza
armata diversa da quella cui il sottufficiale appartiene o nella Guardia di finanza o nel Corpo delle guardie di
pubblica sicurezza o nel Corpo degli agenti di custodia delle carceri, ovvero, con grado inferiore a quello di
sottufficiale, nella Forza armata di appartenenza; 4) interdizione civile o inabilitazione civile; 5) irreperibilità
accertata; 6) rimozione, per violazione del giuramento o per altri motivi disciplinari, previo giudizio di
una Commissione di disciplina; 7) condanna: a) nei casi in cui, ai sensi della legge penale militare,
importi la pena accessoria della rimozione; b) per delitto non colposo, tranne che si tratti dei delitti
di cui agli articoli 396 e 399 del Codice penale comune, quando la condanna importi l’interdizione temporanea dai
pubblici uffici, oppure una delle altre pene accessorie previste ai nn. 2 e 5 del primo comma dell’art. 19 di detto
Codice penale. Il grado si perde altresì per decisione del Ministro, sentito il parere del Tribunale supremo
militare, quando il sottufficiale prosciolto dal giudice penale sia stato sottoposto ad una delle misure di sicurezza
personali prevedute dall’art. 215 del Codice penale comune, ovvero quando il sottufficiale, condannato, sia stato
ricoverato a cagione di infermità psichica, in una casa di cura o di custodia. Nel caso che il sottufficiale,
prosciolto, sia stato ricoverato in un manicomio giudiziario ai sensi dell’art. 222 del Codice penale comune, e
nel caso che il sottufficiale, condannato, sia stato ricoverato per infermità psichica in una casa di cura
o di custodia ai sensi dell’art. 219 di detto codice, la decisione del Ministro è presa quando il sottufficiale
ne viene dimesso.

Art. 61.

La perdita del grado è disposta con decreto ministeriale. La perdita del grado decorre dalla data del
decreto nei casi di cui ai commi primo, nn. 1, 5 e 6, e secondo dell’art. 60, dalla data di assunzione del servizio
nei casi di cui al predetto primo comma, nn. 2 e 3, e dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza nei
casi di cui allo stesso primo comma, nn. 4 e 7, dell’articolo 60. Qualora ricorra l’applicazione del secondo
comma dell’art. 37, la perdita del grado per le cause indicate al primo comma, numeri 6 e 7, dell’art. 60 decorre
dalla data in cui il sottufficiale ha cessato dal servizio permanente.

Art. 62.

Può essere reintegrato nel grado: 1) a domanda, il sottufficiale che sia incorso nella perdita del
grado per una delle cause indicate al comma primo, nn. 1, 4 e 5, dell’articolo 60, quando le cause stesse siano
venute a mancare; 2) a domanda o d’ufficio, il sottufficiale delle categorie in congedo incorso nella perdita
del grado ai sensi del primo comma, n. 3, dell’art. 60, quando cessi di appartenere alla Forza armata diversa da
quella di provenienza o alla Guardia di finanza o al Corpo delle guardie di pubblica sicurezza o al Corpo degli
agenti di custodia delle carceri; 3) a domanda, e previo parere favorevole del Tribunale supremo 20militare,
il sottufficiale rimosso dal grado per motivi disciplinari ai sensi del primo comma, n. 6, dell’art. 60, quando
abbia conservato ottima condotta morale e civile per almeno cinque anni dalla data della rimozione. Tale periodo
è ridotto alla metà per il sottufficiale che, per atti di valore compiuti dopo la rimozione dal grado,
abbia conseguito una promozione per merito di guerra o altra ricompensa al valor militare. Colui che abbia conseguito
più di una di dette promozioni o ricompense può ottenere la reintegrazione nel grado in qualsiasi
tempo. Ove la rimozione dal grado sia stata disposta in via disciplinare in conseguenza di una condanna penale
che non comporta di diritto la perdita del grado, la reintegrazione non può aver luogo se non sia prima
intervenuta sentenza di riabilitazione; 4) a domanda, e previo parere favorevole del Tribunale supremo militare,
il sottufficiale che sia incorso nella perdita del grado per condanna ai sensi del primo comma, numero 7, dell’articolo
60, quando sia intervenuta sentenza di riabilitazione a norma della legge penale comune e, nel caso di perdita
del grado ai sensi della lettera a) di detto numero 7, anche a norma della legge penale militare. La reintegrazione
nel grado è disposta con decreto ministeriale e decorre dalla data del decreto. La reintegrazione nel
grado del sottufficiale già in servizio permanente non importa di diritto la reiscrizione del sottufficiale
stesso nei ruoli del servizio permanente.

Art. 63.

Le sanzioni disciplinari di stato sono: a) la sospensione disciplinare dall’impiego, di cui all’articolo
21; b) la cessazione dalla ferma volontaria o dalla rafferma per motivi disciplinari, di cui all’articolo 40,
lettera c); c) la sospensione disciplinare dalle attribuzioni del grado, prevista dall’articolo 48; d)
la perdita del grado per rimozione, di cui al primo comma, numero 6, dell’articolo 60.

Art. 64.

L’accertamento di un illecito disciplinare, per il quale il sottufficiale può essere passibile di una
delle sanzioni indicate all’articolo 63, è effettuato mediante formale inchiesta. L’inchiesta formale
comporta la contestazione degli addebiti, con facoltà al sottufficiale di presentare le sue discolpe.

Art. 65.

L’inchiesta formale è disposta dal comandante di corpo d’armata o dal comandante di squadra navale o
dal comandante di unità corrispondente dell’Aeronautica o dal comandante militare territoriale o dal comandante
in capo del dipartimento militare marittimo o comandante militare marittimo autonomo dell’Alto Adriatico o dal
comandante della zona aerea territoriale o comandante di Aeronautica da cui il sottufficiale dipende per ragioni
di impiego. Qualora manchi tale dipendenza, la inchiesta formale è disposta dal comandante militare territoriale
o dal comandante in capo del dipartimento militare marittimo o comandante militare marittimo autonomo dell’Alto
Adriatico o dal comandante della zona aerea territoriale o comandante di Aeronautica nella cui giurisdizione il
sottufficiale risiede. Per i sottufficiali in servizio dell’Arma dei carabinieri l’inchiesta è disposta
dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri o dal comandante della divisione carabinieri dal quale il sottufficiale
dipende per ragioni di impiego. Qualora siavi corresponsabilità tra sottufficiali della stessa Forza armata
dipendenti per l’impiego da comandanti militari diversi o residenti in giurisdizioni di comandanti militari diversi,
l’inchiesta è disposta dal comandante militare competente a provvedere per il sottufficiale più elevato
in grado o più anziano. Se il più elevato in grado o più anziano sia sottufficiale in servizio
dell’Arma dei carabinieri l’inchiesta è disposta dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri. Quando
il sottufficiale sia assegnato per l’impiego ad enti, comando o reparti di altra Forza armata, e quando siavi corresponsabilità
tra sottufficiali di Forze armate diverse o connessione tra i fatti ad essi ascritti, l’inchiesta formale è
disposta dal Ministro. Il Ministro può, in ogni caso, per qualsiasi sottufficiale ordinare direttamente
un’inchiesta formale.

Art. 66.

L’autorità militare che ha disposto l’inchiesta formale, qualora, in base alle risultanze dell’inchiesta,
ritenga che al sottufficiale sia da infliggere una delle sanzioni indicate alle lettere a), b), c) dell’articolo
63, ne fa proposta al Ministro, il quale può anche disporre il deferimento a Commissione di disciplina;
l’autorità predetta, qualora ritenga il sottufficiale passibile di perdita del grado, ne ordina il deferimento
a Commissione di disciplina. Nei casi preveduti dal quarto e dal quinto comma dell’articolo 65 ogni decisione
è adottata dal Ministro.

Art. 67.

é sottoposto a Commissione di disciplina il sottufficiale che, in seguito alle risultanze dell’inchiesta
formale, sia ritenuto responsabile di atti incompatibili con lo stato di sottufficiale.

Art. 68.

La Commissione di disciplina per i giudizi a carico di uno o più sottufficiali di una stessa Forza armata
si compone di tre ufficiali in servizio permanente, dei quali almeno due ufficiali superiori e l’altro di grado
non inferiore a capitano o corrispondente, tutti della Forza armata cui il giudicando o i giudicandi appartengono.
Per i giudizi a carico di più sottufficiali di Forze armate diverse, la Commissione di disciplina si compone
di cinque ufficiali in servizio permanente, dei quali almeno tre ufficiali superiori e due di grado non inferiore
a capitano o corrispondente. Il presidente è tratto dalla Forza armata cui appartiene il più elevato
in grado o più anziano dei giudicandi. Gli altri membri, se i giudicandi appartengono a due Forze armate,
sono tratti uno dalla stessa Forza armata del presidente, tre dall’altra Forza armata; se i giudicandi appartengono
alle tre Forze armate, i membri stessi sono tratti due da ciascuna Forza armata diversa da quella del presidente.
Il presidente della Commissione di disciplina non può avere grado inferiore a tenente colonnello o corrispondente;
funziona da segretario il membro meno elevato in grado o meno anziano.

Art. 69.

La Commissione di disciplina è formata, di volta in volta, dal comandante di corpo d’armata o dal comandante
di squadra navale o dal comandante di unità corrispondente dell’Aeronautica o dal comandante militare territoriale
o dal comandante in capo del dipartimento militare marittimo o comandante militare marittimo autonomo dell’Alto
Adriatico o dal comandante della zona aerea territoriale o comandante di Aeronautica da cui il giudicando dipende
per ragioni di impiego. Qualora manchi tale dipendenza, la Commissione di disciplina è formata dal comandante
militare territoriale o dal comandante in capo del dipartimento militare marittimo o comandante militare marittimo
autonomo dell’Alto Adriatico o dal comandante della zona aerea territoriale o comandante di Aeronautica nella cui
giurisdizione il giudicando risiede. Nel caso di sottufficiale assegnato per l’impiego ad enti, comandi o reparti
di altra Forza armata, la Commissione di disciplina è formata dal comandante militare della stessa Forza
armata del giudicando, nella cui giurisdizione questi presta servizio. Per i sottufficiali in servizio dell’Arma
dei carabinieri la Commissione di disciplina è formata dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri
o dal comandante della divisione carabinieri dal quale il giudicando dipende per ragioni di impiego. Se trattasi
di più giudicandi della stessa Forza armata dipendenti per l’impiego da comandanti militari diversi o residenti
in giurisdizioni di comandanti militari diversi, ovvero di più giudicandi di Forze armate diverse, la Commissione
di disciplina è formata dal comandante militare competente a provvedere per il più elevato in grado
o più anziano dei giudicandi. Qualora il più elevato in grado o più anziano dei giudicandi
sia sottufficiale in servizio dell’Arma dei carabinieri la commissione di disciplina è formata dal comandante
generale dell’Arma dei carabinieri. Quando il deferimento del sottufficiale a Commissione di disciplina sia stato
disposto dal Ministro in seguito ad inchiesta formale ordinata ai sensi del quinto comma dell’articolo 65 o in
applicazione di quanto stabilito nel primo comma dell’articolo 66, la Commissione di disciplina è formata
da uno dei comandanti militari indicati nel primo e nel terzo comma del presente articolo designato dal Ministro.

Art. 70.

Non possono far parte della Commissione di disciplina: a) i superiori gerarchici alle cui dipendenze il
sottufficiale prestava servizio allorché commise i fatti che determinarono il procedimento disciplinare,
o alle cui dipendenze il giudicando si trovi alla data di convocazione della Commissione di disciplina; b)
l’ufficiale che abbia presentato rapporti o eseguito indagini sui fatti che determinarono il procedimento disciplinare
o che per ufficio abbia dato parere in merito o che per ufficio tratti questioni inerenti alla disciplina dei sottufficiali.
c) l’ufficiale che in qualsiasi modo abbia avuto parte in un precedente giudizio penale o Commissione di disciplina
per lo stesso fatto, ovvero sia stato sentito come testimone nella questione disciplinare di cui si tratti;
d) i parenti e gli affini tra loro, sino al terzo grado incluso; e) l’offeso o il danneggiato e i parenti
o affini del giudicando, dell’offeso o danneggiato, sino al quarto grado incluso; f) gli ufficiali addetti
alla Presidenza della Repubblica, al gabinetto del Ministro, alle segreterie particolari del Ministro e dei Sottosegretari
di Stato per la Difesa, e gli ufficiali alle dirette dipendenze dei Segretari generali; g) gli ufficiali frequentatori
dei corsi presso gli Istituti militari; h) l’ufficiale sottoposto a procedimento penale o a procedimento disciplinare.

Art. 71.

Il sottufficiale sottoposto a Commissione di disciplina ha diritto a ricusare per una sola volta un componente
della Commissione. La ricusazione non deve essere motivata e deve essere presentata entro due giorni dalla data
in cui il sottufficiale ha ricevuto comunicazione della convocazione della Commissione di disciplina. Il componente
ricusato è sostituito.

Art. 72.

La Commissione di disciplina è convocata dal comandante militare dal quale è stata formata ai
sensi dell’articolo 69. L’ordine di convocazione è trasmesso ai componenti della Commissione. Dell’avvenuta
convocazione è data comunicazione al sottufficiale deferito a Commissione di disciplina.

Art. 73.

Il sottufficiale può farsi assistere da un ufficiale difensore, da lui scelto o designato dal presidente
della Commissione di disciplina. L’ufficiale designato dal presidente non può rifiutarsi. Il difensore
deve essere ufficiale in servizio, di grado inferiore a quello rivestito dal presidente della Commissione di disciplina,
e non deve trovarsi in alcuna delle condizioni di cui all’articolo 70. L’ufficiale difensore è vincolato
al segreto d’ufficio.

Art. 74.

La Commissione di disciplina si riunisce nel luogo indicato nell’ordine di convocazione. Il giorno e l’ora sono
fissati dal presidente e comunicati al sottufficiale deferito a Commissione di disciplina. Se il sottufficiale
non si presenta né fa constare di essere legittimamente impedito, si procede in sua assenza; in tal caso
l’ufficiale difensore che eventualmente assista il sottufficiale non è ammesso ad intervenire. Aperta
la seduta, il presidente richiama l’attenzione dei membri della Commissione sulla importanza del giudizio che sono
chiamati ad esprimere e invita ciascuno di essi a dichiarare di avere esaminato gli atti dell’inchiesta formale.
Fatto, quindi, introdurre il sottufficiale, il presidente: legge l’ordine di convocazione; fa leggere
dal segretario la relazione riepilogativa dell’inchiesta; chiede se i membri della Commissione, il giudicando
e l’ufficiale difensore vogliano che sia letto qualsiasi atto dell’inchiesta e, se lo ritiene necessario, ne autorizza
la lettura. Il presidente, anche su richiesta del difensore, e i membri della Commissione previa autorizzazione
del presidente possono chiedere al sottufficiale chiarimenti sui fatti a lui addebitati. Il giudicando può
presentare una memoria difensiva preparata in precedenza, da lui firmata, e produrre eventuali nuovi documenti;
la memoria e i documenti sono letti dal segretario e allegati agli atti. Il giudicando è ammesso a esporre,
anche a mezzo dell’ufficiale difensore, le ragioni a difesa. Il presidente chiede al sottufficiale se ha altro
da aggiungere e quindi lo fa ritirare. Qualora la Commissione ritenga di non poter esprimere il proprio giudizio
senza un supplemento di istruttoria, il presidente sospende il procedimento e rinvia gli atti al comandante militare
che ha ordinato la convocazione, indicando i punti sui quali si ravvisano necessarie ulteriori indagini. Se la
commissione ritiene di poter deliberare, il presidente pone ai voti il seguente quesito: < meritevole di conservare il grado?>> La votazione è segreta. Il giudizio della Commissione è
espresso a maggioranza assoluta. Il segretario compila subito il verbale della seduta riportando in esso il giudizio
della Commissione; il verbale viene letto e firmato dai componenti della Commissione. Il presidente scioglie
la Commissione e trasmette gli atti direttamente al Ministero. I componenti della Commissione di disciplina sono
vincolati al segreto d’ufficio.

Art. 75.

Il Ministro può discostarsi dal giudizio della Commissione di disciplina a favore del sottufficiale e,
soltanto in casi di particolare gravità, anche a sfavore.

Art. 76.

In caso di corresponsabilità tra ufficiali e sottufficiali per fatti che configurino un illecito disciplinare
il procedimento disciplinare è unico e si svolge secondo le norme stabilite per il procedimento a carico
degli ufficiali. Il Ministro, fino a quando non sia convocato il Consiglio di disciplina, può ordinare
per ragioni di convenienza la separazione dei procedimenti.

Art. 77.

Agli effetti degli articoli 65 e 69, per il sottufficiale residente all’estero si considera come residenza l’ultima
da lui avuta nel territorio della Repubblica. Il sottufficiale deferito a Commissione di disciplina, che sia
residente all’estero, qualora ritenga di non potersi presentare alla Commissione e ne dia partecipazione al presidente,
può far pervenire la memoria difensiva di cui all’art. 74.

Art. 78.

In tempo di guerra: la Commissione di disciplina può essere composta anche con ufficiali dell’ausiliaria
o della riserva, richiamati in servizio; per il sottufficiale dipendente per ragioni di impiego da comandante
di divisione autonoma o da comandante di unità corrispondenti dellaMarina e della Aeronautica, la competenza
a disporre l’inchiesta formale, le decisioni da adottare in seguito all’inchiesta stessa, la competenza a formare
e a convocare la Commissione di disciplina spettano ai comandanti suddetti. Nei casi indicati nell’ultimo comma
dell’art. 69 il Ministro, per la formazione della Commissione di disciplina, può designare anche uno dei
comandanti predetti.

Art. 79.

Alla data di entrata in vigore della presente legge assumono la posizione di stato di sottufficiale in servizio
permanente i sottufficiali aventi grado da sergente maggiore a maresciallo maggiore e aiutante di battaglia, e
gradi corrispondenti, che si trovino nelle seguenti condizioni: per l’Esercito, i sottufficiali, esclusi quelli
dell’Arma dei carabinieri, in carriera continuativa, e i sottufficiali dell’Arma predetta vincolati a rafferma;
per la Marina, i sottufficiali di carriera e i sottufficiali del ruolo riassunti; per l’Aeronautica, i
sottufficiali vincolati a ferma di durata non inferiore a quattro anni o vincolati a rafferma e i sottufficiali
conservati in carriera dopo avere ultimato la rafferma.

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Commenti dei lettori

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  • domenico a

    11 Jul 2010 - 12:07 - #1
    0 punti
    Up Down

    Un Sottufficiale che è in aspettativa per 10 mesi causa incidente stradale non da causa di servizio a cosa va in contro per quanto riguarda la carriera? Quale articolo consultare ciao Grazie

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