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Legge 185/1992

untitled Legge 14 febbraio 1992, n. 185 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 2 marzo, n. 51). Nuova disciplina del Fondo di solidarietà nazionale. Art. 1. Dotazione del Fondo di solidarietà nazionale.[...]

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Legge 14 febbraio 1992, n. 185

(in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 2 marzo, n. 51).

Nuova disciplina del Fondo di solidarietà nazionale.

Art. 1. Dotazione del Fondo di solidarietà nazionale.

1. La dotazione del conto corrente infruttifero denominato <>,
di cui all’art. 1 della legge 15 ottobre 1981, n. 590 e successive modificazioni, aperto presso la tesoreria centrale
ed intestato al Ministero dell’agricoltura e delle foreste, è incrementata di lire 170 miliardi per ciascuno
degli anni 1992, 1993 e 1994.

2. Al maggior onere di lire 170 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994 si provvede mediante utilizzo
dell’accantonamento < nazionale>>, iscritto ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione
del Ministero del tesoro per l’anno 1992.

3. Per gli anni successivi al triennio 1992-1994 si provvede ai sensi dell’art. 11, comma 3, lettera d), della
legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituito dalla legge 23 agosto 1988, n. 362.

4. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.

Art. 2. Procedure di trasferimento alle regioni di disponibilità del Fondo di solidarietà nazionale.

1. Per far fronte ai danni derivanti da calamità naturali o da avversità atmosferiche di carattere
eccezionale alle infrastrutture, alle strutture aziendali o alla produzione agricola delle zone interessate, con
esclusione di quella zootecnica, le regioni competenti, attuata la procedura di delimitazione del territorio colpito
e di accertamento dei danni conseguenti, deliberano, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla cessazione
dell’evento dannoso, la proposta di declaratoria della eccezionalità dell’evento stesso, nonchè,
tenendo conto della natura dell’evento e dei danni, l’individuazione delle provvidenze da concedere fra quelle
previste dall’art. 3 e la relativa richiesta di spesa.

2. Il Ministro dell’agricoltura e delle foreste previo accertamento degli effetti degli eventi calamitosi dichiara
entro trenta giorni dalla richiesta delle regioni interessate l’esistenza di eccezionale calamità o avversità
atmosferica ai sensi dell’art. 70, quarto comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616, individuando i territori danneggiati e le provvidenze sulla base della richiesta di cui al comma
1 del presente articolo.

3. Il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome, di cui all’art. 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, tenuto conto dei
fabbisogni di spesa, dispone trimestralmente, con proprio decreto, il piano di riparto, distinto per oggetto di
spesa, delle somme da prelevarsi dal Fondo e da trasferire alle regioni. Al trasferimento sui conti correnti regionali
delle somme assegnate si provvede mediante giro conto. Il decreto di cui all’art. 3, terzo comma, della legge 15
ottobre 1981, n. 590, deve essere emanato, con le modalità ivi previste, entro il 28 febbraio di ogni anno.

4. Le regioni sono tenute a rispettare la destinazione e la ripartizione tra i diversi tipi di intervento,
stabilite col decreto di cui al comma 3, delle somme ad esse trasferite. Alle modifiche di destinazione che si
rendessero necessarie nel corso della procedura di erogazione si provvede, d’intesa con la regione interessata,
con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste.

Art. 3. Interventi per favorire la ripresa dell’attività produttiva.

1. Hanno titolo agli interventi di cui al presente articolo e agli articoli 4 e 5, le aziende agricole, singole
ed associate, ricadenti nelle zone delimitate, che abbiano subìto danni non inferiori al 35 per cento della
produzione lorda vendibile, esclusa quella zootecnica. Sono esclusi altresì dal computo del 35 per cento
e dalle agevolazioni predette i danni alle produzioni ammissibili all’assicurazione agevolata, relativamente agli
eventi determinati dal decreto di cui all’art. 9, comma 2. Nel calcolo della percentuale dei danni sono comprese
le perdite derivanti da precedenti eventi calamitosi, subìti dalla stessa azienda, a carico della medesima
coltura, nel corso dell’annata agraria.

2. Le aziende agricole di cui al comma 1, hanno titolo ai seguenti interventi:

a) misure di pronto intervento previste dall’art. 1 della legge 15 ottobre 1981, n. 590 e successive modificazioni;

b) contributi in conto capitale ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale fino
a 3 milioni di lire, elevabili a 10 milioni per le aziende che abbiano subìto danni a impianti di colture
specializzate protette, per la ricostituzione dei capitali di conduzione, da erogarsi con le modalità di
cui all’art. 2 del decreto-legge 30 agosto 1968, n. 917, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre
1968, n. 1088;

c) prestiti, a tasso agevolato ed ammortamento quinquennale, per la ricostituzione dei capitali di conduzione,
compreso il lavoro del coltivatore, che non trovino reintegrazione o compenso per effetto della perdita della produzione,
riferita a qualsiasi ordinamento colturale, mediante abbuono di quota parte del capitale mutuato, nei limiti e
con le modalità dell’art. 2 del decreto-legge 30 agosto 1968, n. 917, convertito, con modificazioni, dalla
legge 21 ottobre 1968, n. 1088. Alla determinazione dei parametri provvede il Ministro dell’agricoltura e delle
foreste, con proprio decreto, sentite le regioni e le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative
a livello nazionale;

d) prestiti quinquennali di esercizio, da erogare con le modalità previste dall’art. 2 della legge 14
febbraio 1964, n. 38, al tasso agevolato previsto dall’articolo unico, numero 5), lettere a) e b), del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 3 dicembre
1985. I prestiti possono essere finalizzati anche al consolidamento delle rate delle operazioni di credito agrario,
prorogate ai sensi dell’art. 4 della presente legge;

e) concessione di mutui decennali, a tasso agevolato, con preammortamento triennale a tasso agevolato, per il
ripristino, la ricostruzione e la riconversione delle strutture fondiarie aziendali danneggiate, ivi compresi impianti
arborei, vivai, serre e opere di viabilità aziendale. I mutui anzidetti vengono considerati operazioni di
credito agrario di miglioramento. In alternativa, possono essere concessi contributi in conto capitale, secondo
le modalità e le misure previste dall’art. 1, quarto comma, della legge 21 luglio 1960, n. 739 e successive
modificazioni;

f) prestiti quinquennali di esercizio a tasso agevolato, a favore delle cooperative di commercializzazione
e trasformazione dei prodotti agricoli e associazioni riconosciute dei produttori agricoli che abbiano subìto
danni finanziari a causa delle minori entrate conseguenti alle riduzioni dei conferimenti dei soci, titolari di
aziende danneggiate dagli eventi di cui all’art. 2, comma 2, riduzioni pari almeno al 35 per cento della media
dei conferimenti e della produzione commercializzata negli ultimi due anni. L’entità del prestito dovrà
essere contenuta nei limiti percentuali delle predette minori entrate. L’intervento è concesso a condizioni
che le cooperative soddisfino i requisiti di cui all’art. 7, comma 3, della legge 8 novembre 1986, n. 752;

g) concessione a favore delle associazioni riconosciute dei produttori ortofrutticoli e delle cooperative frutticole,
singole o consorziate, del contributo di cui all’art. 9 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, nonchè per
la produzione agrumicola, concessione di contributi per l’ammasso degli agrumi non commercializzabili a seguito
di avversità atmosferiche, secondo parametri e con le modalità stabiliti con decreto del Ministro
dell’agricoltura e delle foreste.

3. Le regioni, compatibilmente con le finalità primarie della presente legge, possono adottare misure
volte:

a) al ripristino delle strade interpoderali, delle opere di approvvigionamento idrico nonchè delle reti
idrauliche e degli impianti irrigui, ancorchè non ricadenti in comprensori di bonifica, con onere di spesa
a totale carico del Fondo;

b) al ripristino delle opere pubbliche di bonifica e di bonifica montana, ivi compresi i lavori diretti alla
migliore efficienza delle opere da ripristinare, con onere di spesa a totale carico del Fondo.

4. Le domande di intervento debbono essere presentate alle autorità regionali competenti entro il termine
perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria e di individuazione
delle zone interessate, di cui all’art. 2, comma 2.

5. Nel caso che le aziende di cui al comma 1 abbiano subìto danni non inferiori al 70 per cento, i contributi
in conto capitale sono aumentati del 10 per cento e il tasso degli interessi passivi a carico del beneficiario
sui prestiti e mutui agevolati viene ridotto di un punto. Le stesse misure si applicano nel caso in cui la stessa
azienda sia colpita dagli eventi di cui all’art. 2 per due o più anni consecutivi, a partire dagli interventi
riguardanti il secondo anno.

Art. 4. Disposizioni particolari relative alle operazioni di credito agrario.

1. Nelle zone delimitate ai sensi dell’art. 2, sono prorogate, fino all’erogazione del prestito di esercizio
di cui all’art. 3, comma 2, lettera d), per una sola volta e per non più di 24 mesi, con i privilegi previsti
dagli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 del regio decreto-legge 29 luglio 1927, n. 1509, convertito, con modificazioni,
dalla legge 5 luglio 1928, n. 1760 e successive modificazioni, le scadenze delle rate delle operazioni di credito
agrario di esercizio e di miglioramento effettuate con le aziende agricole di cui all’art. 3, comma 1, della presente
legge. Le rate prorogate sono assistite dal concorso del pagamento degli interessi.

2. Gli istituti ed enti abilitati all’esercizio del credito agrario sono autorizzati ad anticipare, anche in
assenza di preventivo nulla osta, le provvidenze di cui all’art. 3, a richiesta degli interessati, previa presentazione
della dichiarazione resa ai sensi e per gli effetti della legge 4 gennaio 1968, n. 15, applicando, a norma della
delibera del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio del 27 ottobre 1983, il tasso di riferimento
delle operazioni di credito agrario. La eventuale concessione dell’agevolazione del concorso nel pagamento degli
interessi su detti prestiti e mutui da parte delle regioni può intervenire entro il termine di un anno dalla
data della delibera di concessione del prestito o mutuo. L’agevolazione deve riferirsi all’intera durata del finanziamento
e avviene per il tramite dell’istituto concedente in forma attualizzata.

3. In caso di mancato riconoscimento della agevolazione entro i termini prescritti, alle operazioni di cui
al comma 1 si applica il tasso di riferimento delle operazioni di credito agrario.

Art. 5. Disposizioni previdenziali.

1. Alle aziende, singole o associate, condotte da coltivatori diretti, mezzadri o coloni, o da imprenditori agricoli
a titolo principale, iscritti nella relativa gestione previdenziale, in possesso dei requisiti previsti dall’art.
3, comma 1, è concesso, a domanda, l’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali
propri e per i lavoratori dipendenti, in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato
l’evento. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale è autorizzato, con proprio decreto, a determinare
la percentuale dell’esonero tra un minimo del 20 per cento e un massimo del 50 per cento.

2. La misura dell’esonero è aumentata del 10 per cento nel secondo anno e per gli anni successivi, qualora
le condizioni di cui all’art. 3, comma 1, si verifichino a carico della stessa azienda per due o più anni
consecutivi.

3. L’esonero è accordato dall’ente impositore su presentazione di apposita domanda degli interessati,
corredata da dichiarazione resa ai sensi e per gli effetti della legge 4 gennaio 1968, n. 15.

Art. 6. Epizoozie.

1. I consorzi di produttori agricoli di cui all’art. 10 possono deliberare di concorrere al sostegno dei redditi
delle aziende zootecniche colpite da infezioni epizootiche che determinino l’abbattimento del bestiame ai sensi
della legge 2 giugno 1988, n. 218.

2. Le iniziative di cui al comma 1 sono a carico della cassa sociale dei consorzi e tengono conto, secondo parametri
e modalità fissati con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, delle mancate produzioni per
un determinato periodo di fermo dell’allevamento.

3. Lo Stato concorre fino alla metà della spesa sostenuta dalla cassa sociale, accertata sulla base del
relativo conto consuntivo.

Art. 7. Pubblicità degli interventi.

1. Gli elenchi nominativi dei danneggiati, nonchè gli atti contenenti la valutazione dei danni e le provvidenze
concesse, ai sensi degli articoli 3, 4, 5 e 6, sono accessibili ai cittadini ed esposti per quindici giorni nell’albo
pretorio dei comuni interessati, ai sensi dell’art. 7 della legge 8 giugno 1990, n. 142.

Art. 8. Iniziative di difesa attiva contro le avversità atmosferiche.

1. Può essere riconosciuta a carico del Fondo di cui all’art. 1 una aliquota fino all’80 per cento della
spesa ritenuta ammissibile per investimenti relativi ad iniziative, anche pilota, di difesa attiva, comprese le
reti antigrandine, assunte anche in forma associata dai consorzi di difesa di cui alla legge 25 maggio 1970, n.
364, nonchè dai soggett di cui all’art. 10 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, quando le iniziative stesse
interessino almeno il 75 per cento dei produttori aderenti.

2. Per la gestione e manutenzione delle attrezzature finanziate ai sensi del comma 1 del presente articolo può
essere riconosciuta a carico del Fondo di cui all’art. 1 una aliquota fino al 50 per cento della spesa ritenuta
ammissibile.

3. I consorzi di difesa, anche associati, possono provvedere alle iniziative di cui ai commi 1 e 2 anche attraverso
convenzioni con enti, consorzi e società, preferibilmente a partecipazione statale o di cui gli organismi
a carattere agricolo detengono la maggioranza degli interessi sociali; forniti di accertata esperienza nelle specifiche
materie.

4. All’approvazione dei progetti di cui al presente articolo ed alla concessione dei relativi contributi provvede
il Ministro dell’agricoltura e delle foreste.

5. I risultati delle iniziative di cui al presente articolo, aventi carattere pilota, sono sottoposti a verifica
del Ministero dell’agricoltura e delle foreste.

6. Le regioni possono finanziare la realizzazione dei progetti, presentati dai consorzi di difesa nonchè
dai soggetti di cui all’art. 10 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, di impianti a carattere aziendale di difesa
contro le avversità atmosferiche.

7. I progetti di reti antigrandine o di impianti di difesa contro le avversità atmosferiche possono essere
finanziati dalle regioni solo nel caso in cui l’iniziativa risulti economicamente vantaggiosa rispetto alla corrispondente
spesa di difesa passiva. Il Ministro dell’agricoltura e delle foreste stabilisce periodicamente, con proprio decreto,
sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di cui all’art.
12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, le soglie minime dei tassi assicurativi, con riguardo alle singole regioni,
al di sotto delle quali, non può considerarsi economicamente conveniente l’installazione di impianti di
difesa attiva.

Art. 9. Contratti di assicurazione.

1. I consorzi di difesa di cui alla legge 25 maggio 1970, n. 364, ed alla legge 15 ottobre 1981, n. 590, come
modificate ed integrate dalla presente legge, possono, per il raggiungimento delle finalità associative,
deliberare di far ricorso a forme assicurative mediante contratti da stipulare anche dagli stessi consorzi in nome
e per conto dei soci, con società di assicurazione autorizzate all’esercizio del ramo grandine. Tali contratti
possono riguardare, a scelta dei soci dei consorzi:

a) il risarcimento dei danni subìti da determinate colture a causa della grandine, della brina, del gelo
o di altre avversità atmosferiche;

b) il risarcimento dei danni subìti da strutture aziendali e da determinate colture a causa dell’insieme
delle avversità atmosferiche in grado di incidere in maniera superiore all’ordinario sul valore della produzione
aziendale. I contratti possono riguardare anche i danni causati da fitopatie qualora siano strettamente collegate
al verificarsi di avversità atmosferiche, i danni alla qualità nonchè quelli causati da epizoozie;

c) il risarcimento dei danni subìti dalle colture prevalenti negli ordinamenti produttivi aziendali a
causa dell’insieme delle avversità atmosferiche, in grado di incidere in misura superiore all’ordinario
sulla produzione.

2. Con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, da emanarsi, sentite le regioni e le province
autonome nonchè i soggetti di cui all’art. 21, primo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 364, e all’art.
11 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, entro il 30 novembre di ogni anno per l’anno successivo, sono stabiliti,
con riferimento a territori agricoli omogenei, gli eventi, le colture e le fitopatie che possono essere oggetto
dei contratti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1.

3. I contratti di cui al comma 1 possono essere stipulati da società di assicurazione aderenti ad uno
dei consorzi costituiti ed operanti con le modalità previste dall’art. 21 della legge 25 maggio 1970, n.
364.

4. I rischi che le società di assicurazione, aderenti ai consorzi di cui al comma 3, assumono con la
stipulazione dei contratti di cui al comma 1 del presente articolo debbono essere ceduti ai consorzi stessi ai
sensi del citato art. 21, quarto e quinto comma, della legge 25 maggio 1970, n. 364.

5. Sono raddoppiate, con riferimento alle singole percentuali del rapporto sinistri-premi, le aliquote di accantonamento
stabilite, dall’art. 2 del decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 29 ottobre
1981, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 341 del 12 dicembre 1981, in base alle quali le società di
assicurazione autorizzate a termini del comma 3 del presente articolo sono tenute ad integrare, alla fine di ciascun
esercizio, la riserva dei premi per i rischi in corso. é elevata al 50 per cento la percentuale dell’ammontare
dei premi lordi dell’esercizio, dedotte le imposte a carico degli assicurati, al di sopra della quale cessa l’obbligo
dell’accantonamento integrativo. Sono del pari raddoppiate, per ciascuna percentuale del rapporto sinistri-premi,
le aliquote di utilizzo in base alle quali le imprese devono utilizzare l’accantonamento integrativo. L’importo
dell’integrazione della riserva dei premi non costituisce imponibile ai fini fiscali. Con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste,
le suindicate aliquote possono essere modificate.

6. Nel caso in cui per due anni consecutivi gli indennizzi complessivi pagati dalle società di assicurazione
aderenti ai consorzi di cui al comma 3 superino l’importo dei premi percepiti, esclusi gli oneri di caricamento
e compresa la percentuale di utilizzo, di cui all’art. 2 del decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato di cui al comma 5, dell’ammontare dell’accantonamento integrativo stabilito dal medesimo comma
5, lo Stato interviene per il tramite del Fondo di cui all’art. 1, nei limiti del 5 per cento delle disponibilità
dello stesso, quale riassicuratore in eccesso dei sinistri globali al 30 per cento del disavanzo dichiarato ed
accertato con riferimento all’ultimo anno. Alla relativa assegnazione all’Istituto nazionale delle assicurazioni
(INA) provvede con proprio decreto il Ministro dell’agricoltura e delle foreste. L’INA retrocede il relativo importo
fra le società partecipanti ai consorzi secondo un piano di riparto formato in base alla partecipazione
di ciascuna società alla formazione del disavanzo globale.

7. Le tariffe dei premi, distinte per prodotti e per comune, nella loro articolazione in premi puri e caricamenti,
analiticamente documentati in rapporto agli effettivi costi di gestione, le modalità per la valutazione
dei danni, l’entità della franchigia, che non potrà in nessun caso essere superiore al 10 per cento,
nonchè le condizioni generali di polizza e l’impiego del corpo peritale, sono concordati annualmente, entro
il 30 novembre dell’anno precedente a quello cui i contratti si riferiscono, fra i consorzi delle società
di assicurazione costituiti ai sensi dell’art. 21 della legge 25 maggio 1970, n. 364, e l’organismo nazionale di
rappresentanza dei consorzi di difesa di cui all’art. 11 della legge 15 ottobre 1981, n. 590. L’accordo è
approvato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro
dell’agricoltura e delle foreste, entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

8. Ove entro la data del 30 novembre di cui al comma 7 l’accordo non sia stato raggiunto, il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, d’intesa con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, convoca le parti su
richiesta di una di esse, per favorirne la stipula. In caso di mancato accordo si provvede, entro il 31 gennaio
dell’anno a cui le tariffe e le condizioni di polizza si riferiscono, a stabilire le tariffe e le condizioni medesime
con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’agricoltura
e delle foreste.

9. Restano ferme le disposizioni di cui all’art. 21, sesto e settimo comma, della legge 25 gennaio 1970, n.
364.

10. é costituito un Fondo per la gestione del corpo peritale, alimentato con una percentuale delle somme
dovute a titolo di caricamento, concordata fra i soggetti di cui al comma 7 e approvata, con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste.
Il Fondo, gestito pariteticamente dai predetti soggetti, provvede al pagamento delle spese peritali nonchè
alla formazione e aggiornamento del corpo peritale. Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
di concerto con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, è attribuita al Fondo la personalità giuridica e sono stabilite le
norme per la gestione ed il finanziamento del Fondo medesimo.

Art. 10. Consorzi di difesa.

1. Il riconoscimento di idoneità allo svolgimento delle attività dei consorzi per la difesa attiva
e passiva delle produzioni agricole di cui all’art. 10 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, attribuisce la personalità
giuridica di diritto privato. Agli acquisti immobiliari effettuati dai consorzi di difesa per il raggiungimento
degli scopi sociali non si applica l’art. 17 del codice civile. I consorzi già riconosciuti potranno presentare
la domanda per l’attribuzione della personalità giuridica alla regione competente, entro centoventi giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. I consorzi di produttori agricoli costituiti ai sensi dell’art.
15 della legge 25 maggio 1970, n. 364, e dell’art. 10 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, possono accedere al
credito agrario di esercizio a tasso agevolato.

2. Non possono essere attribuite funzioni proprie dei consorzi di difesa a nuovi organismi o ad organismi già
operanti con finalità statutarie diverse, quando nella provincia interessata sia già riconosciuto
ed operante un organismo abilitato a svolgere tali funzioni.

3. Ove in una provincia non sia già riconosciuto ed operante un consorzio di difesa, lo svolgimento delle
funzioni relative può essere affidato ad un nuovo organismo che si costituisca ed abbia i requisiti richiesti
o ad un consorzio di una provincia limitrofa, che ne faccia domanda alla regione.

4. Il riconoscimento è revocato ai consorzi di difesa e ad altri organismi già riconosciuti quando
questi, per un triennio consecutivo, abbiano provveduto alla difesa delle produzioni dei soci con quantitativi
inferiori a quelli ritenuti congrui in base alla normativa vigente. In questo caso i soci potranno confluire in
analoghi organismi operanti nella stessa provincia se esistenti o, in caso contrario, in province limitrofe.

5. Le regioni provvedono a controllare con periodicità almeno biennale il rispetto, da parte dei soci
del consorzio, del diritto di opzione previsto dall’art. 17, quarto comma, lettera a), della legge 25 maggio 1970,
n. 364.

6. All’art. 17, quarto comma, della legge 25 maggio 1970, n. 364, la lettera f) è sostituita dalle seguenti:

< e delle foreste;

g) la costituzione dell'assemblea, nei consorzi con più di mille soci, con delegati eletti da assemblee
parziali, disciplinate dagli statuti. Le assemblee parziali per la nomina dei delegati sono indette dal consorzio,
recano all'ordine del giorno le materie oggetto dell'assemblea generale e sono convocate in tempo utile perchè
delegati da esse eletti possano partecipare all'assemblea. I delegati devono essere soci>>.

7. L’art. 19 della legge 25 maggio 1970, n. 364 e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

<

1. Per essere ammessi alle provvidenze previste dalla presente legge i consorzi, oltre a possedere i requisiti
di cui all'art. 15, dovranno costituire una cassa per l'attuazione degli scopi sociali.

2. La cassa è alimentata annualmente:

a) da contributi dei consorzi nella misura stabilita annualmente dall'assemblea ordinaria dei soci in relazione
alle tariffe assicurative stabilite per l'annata, distinte per singoli tipi di contratto, prodotto e comuni;

b) dal concorso dello Stato commisurato alla metà della spesa complessiva sostenuta per la gestione della
cassa sociale, accertata in via definitiva sulla base del relativo conto consuntivo; nelle zone ad alto rischio
climatico, determinate con decreto del Ministro dell'agricoltura e delle foreste, tale percentuale può raggiungere
il 65 per cento, tenuto conto di eventuali altri contributi di cui alla lettera c);

c) dai contributi concessi dalla regione o dalla provincia autonoma competente per territorio;

d) da eventuali contributi di altri enti pubblici o privati.

3. I contributi di cui al comma 2, lettere c) e d), vanno a riduzione dei contributi gravanti sui consorziati.

4. La dotazione finanziaria della cassa non può essere destinata a scopi diversi da quelli indicati nella
presente legge e deve formare oggetto di gestione separata.

5. Alla riscossione dei contributi associativi e delle spese per la difesa attiva e passiva, posti dai consorzi
a carico dei loro associati, si provvede applicando le disposizioni che regolano l'esazione delle imposte dirette;
la riscossione dei contributi gode di privilegio generale. I ruoli consortili dovranno essere annualmente sottoposti
al visto di esecutorietà dell'intendente di finanza competente per territorio.

6. Con decreto del Ministro dell'agricoltura e delle foreste è attribuita all'organismo di rappresentanza
nazionale dei consorzi di difesa, di cui all'art. 11 della legge 15 ottobre 1981, n. 590, la personalità
giuridica di diritto privato. Tale organismo è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'agricoltura
e delle foreste. Agli acquisti immobiliari da esso effettuati per il raggiungimento degli scopi sociali non si
applica l'art. 17 del codice civile>>.

Art. 11. Abrogazione di norme.

1. Sono abrogate tutte le norme incompatibili con quelle della presente legge.

Art. 12. Gestione del Fondo di solidarietà nazionale.

1. Nell’ambito della dotazione organica del Ministero dell’agricoltura e delle foreste, presso la Direzione generale
della produzione agricola, è istituita una divisione con compiti relativi alla gestione del Fondo di solidarietà
nazionale.

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