Questo sito contribuisce alla audience di

Legge 741/1959

untitled Legge 14 luglio 1959, n. 741 (in Gazz. Uff., 18 settembre, n. 225). Norme transitorie per garantire minimi di trattamento economico e normativo ai lavoratori. Preambolo La Camera dei deputati ed[...]

untitled

Legge 14 luglio 1959, n. 741

(in Gazz. Uff., 18 settembre, n. 225).

Norme transitorie per garantire minimi di trattamento economico e normativo ai lavoratori.

Preambolo

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga
la seguente legge:

Art. 1.

Il Governo è delegato ad emanare norme giuridiche, aventi forza di legge, al fine di assicurare minimi
inderogabili di trattamento economico e normativo nei confronti di tutti gli appartenenti ad una medesima categoria.
Nella emanazione delle norme il Governo dovrà uniformarsi a tutte le clausole dei singoli accordi economici
e contratti collettivi, anche intercategoriali, stipulati dalle associazioni sindacali anteriormente alla data
di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2.

Le norme di cui all’art. 1 dovranno essere emanate per tutte le categorie per le quali risultino stipulati accordi
economici e contratti collettivi riguardanti una o più categorie per la disciplina dei rapporti di lavoro,
dei rapporti di associazione agraria, di affitto a coltivatore diretto e dei rapporti di collaborazione che si
concretino in prestazione d’opera continuativa e coordinata.

Art. 3.

Gli accordi economici ed i contratti collettivi, ai quali il Governo deve uniformarsi nella emanazione delle
norme predette, sono quelli preventivamente depositati, a cura di una delle associazioni stipulanti, presso il
Ministero del lavoro e della previdenza sociale che ne accerta l’autenticità.

L’accordo o il contratto depositati debbono essere pubblicati in apposito bollettino.

Le norme previste dall’art. 1 non possono essere emanate prima che sia trascorso un mese da tale pubblicazione.

Art. 4.

Si considerano associazioni stipulanti quelle che hanno sottoscritto gli accordi ed i contratti collettivi o
che abbiano ad essi aderito.

Nell’emanare le norme di cui all’art. 1 della presente legge il Governo dovrà uniformarsi anche ai contratti
integrativi provinciali, cui abbiano fatto rinvio contratti collettivi nazionali od a quei contratti collettivi
stipulati in sede provinciale da associazioni affiliate ad associazioni aventi carattere nazionale che non prevedano,
nel caso di esistenza di norme nazionali, condizioni inferiori per i lavoratori.

Art. 5.

Le norme di cui all’art. 1 della presente legge non potranno essere in contrasto con norme imperative di legge.

Art. 6.

Le norme di cui all’art. 1 della presente legge saranno emanate con decreto legislativo, su proposta del Ministro
per il lavoro e la previdenza sociale, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge o nel
minor termine in caso di entrata in vigore della legge applicativa dell’art. 39 della Costituzione.

Art. 7.

I trattamenti economici e normativi minimi, contenuti nelle leggi delegate, si sostituiscono di diritto a quelli
in atto, salvo le condizioni, anche di carattere aziendale, più favorevoli ai lavoratori.

Essi conservano piena efficacia anche dopo la scadenza o il rinnovo dell’accordo o contratto collettivo cui
il Governo si è uniformato sino a quando non intervengano successive modifiche di legge o di accordi e contratti
collettivi aventi efficacia verso tutti gli appartenenti alla categoria.

Alle norme che stabiliscono il trattamento di cui sopra si può derogare, sia con accordi o contratti
collettivi che con contratti individuali, soltanto a favore dei lavoratori.

Art. 8.

Il datore di lavoro che non adempie agli obblighi derivanti dalle norme di cui all’art. 1 della presente legge
è punito con una ammenda da lire 5000 a lire 100.000 per ogni lavoratore cui si riferisce la violazione.

Art. 9.

La vigilanza per l’applicazione della presente legge è affidata al Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, che la esercita a mezzo dell’Ispettorato del lavoro, ed al Ministero della marina mercantile per il settore
di propria competenza, salvi i poteri di vigilanza spettanti agli altri Ministeri.