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Riserve del Garante sul nuovo modello di tessera elettorale

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Il nuovo modello di tessera elettorale viola la privacy dei cittadini e lede il principio della segretezza del
voto.

In riferimento alle polemiche sorte in questi giorni e alle segnalazioni provenienti da numerosi cittadini, l’Autorità
Garante (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) ritiene opportuno ribadire le
riserve già espresse in diverse occasioni riguardo al nuovo modello di tessera elettorale. La tessera sarà
valida per 18 votazioni (politiche, amministrative, referendum) e presenta altrettanti spazi per l’apposizione
di un timbro che certificherà l’avvenuta partecipazione al voto.

Il Garante era intervenuto per manifestare le sue perplessità già nel novembre 1999 quando, nel parere
fornito al Ministero dell’interno , aveva richiamato l’attenzione sui problemi che la nuova tessera avrebbe potuto
porre per quanto riguarda la privacy dei cittadini e per la libertà e la segretezza del voto.

Ad avviso del Garante il nuovo modello di tessera elettorale rende nota una sequenza di dati relativi a tutte le
consultazioni elettorali precedenti che, a causa di eventuali smarrimenti, visione della tessera da parte di altri
soggetti o di componenti dei seggi elettorali, richieste improprie da parte di uffici o persone, espongono il cittadino
al rischio che la scelta di partecipare o meno alla consultazione elettorale sia facilmente conoscibile anche fuori
della sezione elettorale.

Inoltre, viene a determinarsi la possibilità di dedurre, attraverso la tessera, l’orientamento politico
degli elettori, violando in tal modo la segretezza del voto tutelata dalla Costituzione. Alcune consultazioni elettorali,
infatti, possono assumere particolare significato per l’oggetto (si pensi a determinati referendum o a votazioni
di ballottaggio) o per il contesto in cui cadono (alcune forze politiche possono esprimere specifici orientamenti
invitando gli elettori di tipo al voto o all’astensione), tanto che anche il solo dato dell’avvenuta partecipazione
alle operazioni di voto può risultare molto indicativo.

Va peraltro evidenziato che la prevista timbratura della tessera con il bollo della sezione di voto può,
in determinati casi (degenza in ospedale, detenzione in carcere), rendere conoscibile la particolare condizione
dell’elettore.

Nel suo parere del 1999, l’Autorità aveva anche suggerito, tra le possibili soluzioni alternative al modello
cartaceo, la più rapida introduzione di una tessera elettorale elettronica che avrebbe efficacemente garantito
la necessaria riservatezza di informazioni così delicate.

Infine, il Garante ha inviato al Ministro dell’interno una nota con la quale ha auspicato un riesame urgente dell’intera
questione dopo la prossima tornata elettorale e ha segnalato l’urgenza di dare direttive che evitino, comunque,
già da subito ogni possibilità di individuazione della sezione presso la quale viene esercitato il
diritto di voto.