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Prima Conferenza Nazionale sull' Informatica Giudiziaria Pag. 2

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Con questa circolare si è richiamata l’ attenzione degli uffici giudiziari sulla necessità di
osservare alcune disposizioni relative alla modalità di tenuta del fascicolo processuale e alla necessità
che , nel caso di fascicoli processuali molto voluminosi , vengano trasmessi alla Corte solo gli atti e documenti
necessari , specificamente indicati . La seconda novità , in via di attuazione , è rappresentata
da un “modulo di iscrizione del ricorso” , redatto dal gruppo di lavoro per l’ informatizzazione del
ruolo , che dovrà essere riempito nei campi previsti. Rilevanti , in questo modulo , sono le indicazioni
del reato più grave e di quello più vicino alla prescrizione , il primo per l’ attribuzione automatica
alla sezione di competenza , l’altro quale indicazione di sollecito ,e ancora l’ indicazione della data di scadenza
della custodia cautelare .

Altri dati molto importanti richiesti dal modulo , sono quelli relativi alla sospensione della prescrizione e alle
proroghe o sospensioni della custodia cautelare.

Questo modulo di iscrizione del ricorso sarà l’anello di collegamento del sistema informativo della Cassazione
con quello dei giudici di merito : il RE.GE. . Quest’ultimo è in corso di attuazione e contempla uno scambio
delle informazioni dei registri generali , tra i giudici di primo e di secondo grado.

In questo contesto si inserisce il sistema “DAEDALUS-CASSAZIONE” , che si ispira al programma informatico
“DAEDALUS - P.M. ASSISTANT” , programma concepito per l’ufficio del Pubblico Ministero , ora in fase
di sperimentazione in vari uffici , posto a base dell’ omonimo progetto del Ministero della Giustizia , nell’ ambito
del piano triennale 1999-2001 per l’ informatizzazione dell’ attività del Pubblico Ministero e del giudice
. Il programma è stato ideato dal Consigliere Carmelo Asaro , appartenente al gruppo di lavoro per l’ informatizzazione
del ruolo. Il nucleo del sistema Daedalus-Cassazione è rappresentato dal reato , del quale devono essere
individuate le informazioni che permettono al sistema informatico di costruire le regole di calcolo del termine
di scadenza della prescrizione e della custodia cautelare. E’ quindi predisposta una “carta di identità”
per ogni reato ( tavola dei reati ) e per ogni circostanza specifica ( tavola delle circostanze ) . La carta di
identità del reato è costituita da una scheda con vari campi , corrispondenti alle proprietà
di tutti i reati . L’ intento è quello di raccogliere per ogni reato , il maggior numero di informazioni
possibili . Campi specifici sono previsti per le pene accessorie , le misure di sicurezza e le sanzioni amministrative
accessorie . In conclusione il sistema Daedalus-Cassazione rappresenta una iniziativa con la quale la Corte di
Cassazione intende fornire un contributo nell’ ambito di progetti di interscambio di dati tra uffici giudiziari
. Anche se è stato concepito per calcolare i termini di prescrizione e di custodia cautelare per i ricorsi
che giungono alla Corte di Cassazione , può essere adoperato , per gli stessi calcoli , da ogni ufficio
giudiziario .

Carmelo Asaro , Giudice del Tribunale di Lucca e componente del gruppo di lavoro per l ‘informatizzazione del ruolo
, ha affidato ad una registrazione il suo intervento , consistito in una dimostrazione pratica del programma Daedalus.
Il manuale e la demo del programma sono disponibili on-line nel sito di Daedalus .

In ambito internazionale si segnala Euro-Daedalus , si tratta di un consorzio fra istituti delle Università
di Londra , Greenwich , Nottingham , Amsterdam , Montpellier e Pisa , avente ad oggetto l’adattamento del modello
Daedalus a contesti giudiziari internazionali.

Stefano Aprile, Sostituto Procura Milano , “Progetto Minerv@ : organizzare la complessità giudiziaria”
. L’ informatica è stata considerata a lungo come lo strumento per agevolare il lavoro del giudice , consentendogli
la disponibilità di materiale poi riutilizzabile per la risoluzione di casi analoghi . Questa prima fase
è stata definita della “automazione giudiziaria” , in quanto limitata alla gestione delle informazioni
in modo automatizzato. Nella seconda fase , che stiamo attraversando , l’ informatica giuridica ha consentito e
consente attività prima insperate , tali da poter concretamente influire sul sistema giudiziario ( v. relazione
Dott.ssa Romei Pasetti ) intervenendo a potenziarlo . Oggi sono disponibile database in grado di contenere una
mole di dati enorme rispetto al recente passato .

Questi dati giuridici sono disponibili per effettuare ricerche , statistiche , interrogazioni.

Il Dott. Aprile ha evidenziato come il settore più suscettibile di innovazioni e sviluppo da parte della
Information Thecnology , basata sulla preminenza del valore delle informazioni , sia proprio quello del diritto.

L’ attività del magistrato è infatti basata sulla informazione.

Minerv@ è la denominazione di un progetto che si propone di gestire le informazioni indispensabili alla
attività giurisdizionale penale.

Si tratta di uno strumento conoscitivo e descrittivo che ha lo scopo di riassumere il processo penale nella sua
generalità.

La nascita di questo progetto ha reso evidente la complessità del sistema.

Scopo della Information Technology applicata al diritto è di fornire ausilio al giudice , che rimane autonomo
nel suo agire , potendo disporre però di un valido strumento che gestisce le decisioni prese e le informazioni
acquisite.

Minerv@ si propone di essere : “uno strumento di gestione della fase delle indagini preliminari , che consenta
al PM di tenere traccia logica e temporale delle sue azioni e delle informazioni che via via vanno a costituire
il fascicolo processuale” ; non si vuole che sia Minerv@ a prendere le decisioni o a indurle in maniera subdola
con la forza della propria struttura logica : essa deve solo registrare il lavoro del PM e dei suoi collaboratori
per consentire agli stessi di orientarsi in maniera efficiente nella complessità dell’ indagine.

F.Brugaletta , Direttore della rivista elettronica Diritto&Diritti , ( ” Nel 2001 anche in Italia leggi
e sentenze gratis su Internet” ) ha affermato che la produzione legislativa italiana è allarmante se
rapportata ad altri vicini paesi europei. L’ obiettivo di trovare urgenti rimedi al problema dell’inflazione legislativa
può essere conseguito con l’ utilizzo delle nuove tecnologie .

Il legislatore già si era posto l’ obiettivo della più ampia conoscenza possibile delle norme vigenti
, quando con L.11.12.1984 n. 839 , all’ art. 11 decretò che l’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
doveva assicurare la più ampia e rapida diffusione della G.U. nell’ intero territorio italiano , con l’ausilio
dei mezzi di distribuzione dei giornali e che la pubblicazione nella G.U. delle leggi doveva essere comunicata
attraverso i notiziari radiotelevisivi.

Dal 1984 ad oggi , ben altre strade di diffusione capillare si sono aperte , la principale di queste è Internet
, che consente la diffusione in tempo reale di una infinita quantità di informazioni , a un costo ragionevole.

Altri paesi stanno già avviando progetti in tal senso.

In America sono a disposizione dei cittadini , su Internet , molte leggi , sentenze e atti governativi.

Il governo Francese ha creato il sito ” Legifrance ” contenente le leggi più importanti.

Il governo Inglese ha realizzato un progetto denominato “Civil.Justice : Resolving and Avoiding disputes in
the Information Age ” con l’ intento di incrementare l’efficienza della macchina giudiziaria , con l’ausilio
della Information Technology applicata al diritto .

Su iniziativa di due riviste on-line : Diritto & Diritti e Zaleuco si è sviluppata l’ iniziativa “Leggigratis”
che si propone la raccolta di firme per la pubblicazione gratuita su Internet di tutte le leggi vigenti.

Sulla scia di questa iniziativa , il Senatore Pastore ha presentato il Disegno di Legge n. 3068/1998 ad oggetto
la diffusione della G.U. via Internet , attualmente in stallo alla Commissione Giustizia in Senato.

Anche le istituzioni italiane si stanno dando da fare : la Camera con la Risoluzione approvata il 19.10.99 ha impegnato
il governo ” a promuovere l’operatività di strumenti informatici che consentano la consultazione gratuita
da parte dei cittadini sulla rete Internet del testo della legislazione vigente , aggiornato in tempo reale”
.

Anche il Senato nella seduta del 24.11.99 ha approvato una risoluzione con la quale chiede al governo di “orientare
l’attività di riordino e semplificazione verso concreti risultati di conoscibilità e utilizzabilità
delle norme vigenti , da parte dei destinatari , anche attraverso procedure informatiche” .

In tal senso la L. 150 del 07.06.2000 , G.U. n. 136 del 13.06.2000 ” Disciplina delle attività di informazione
e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni” , all’ art. 1 comma cinque , dispone : “Le attività
di informazione e di comunicazione sono , in particolare , finalizzate a : 1) illustrare e favorire la conoscenza
delle disposizioni normative , al fine di facilitarne l’ applicazione . . . . . ; comma 4 : . . . sono considerate
attività di informazione e di comunicazione istituzionale quelle poste in essere in italia o all’ estero
dai soggetti di cui al comma 2 e volte a conseguire : a) l’ informazione ai mezzi di comunicazione di massa , attraverso
stampa , audiovisivi e STRUMENTI TELEMATICI ; b) la comunicazione esterna rivolta ai cittadini , alle collettività
e ad altri enti ATTRAVERSO OGNI MODALITA’ TECNICA ED ORGANIZZATIVA .

Art. 2 : Le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni sono attuate con
ogni mezzo di trasmissione idoneo ad assicurare la necessaria diffusione di messaggi , anche attraverso la strumentazione
grafico-editoriale , LE STRUTTURE INFORMATICHE , le funzioni di sportello , le reti civiche , le iniziative di
comunicazione integrata e I SISTEMI TELEMATICI MULTIMEDIALI .

Ancora nel senso di una diffusione attraverso Internet delle norme giuridiche è il piano di azione del governo
italiano per l’ e-government , approvato nel Consiglio dei Ministri del 23.06.2000 : . . . A partire dal prototipo
sperimentale “Norme in Rete” , già operativo , verrà realizzato il Portale Unificato delle
Norme PER FACILITARE ED UNIFICARE l’ accesso alla documentazione di interesse normativo e giuridico già
disponibile nei numerosi siti istituzionali . . . il servizio dovrebbe divenire disponibile nel secondo quadrimestre
2001 .

L’ Azione 5.1.3 , relativa alla banca dati della Cassazione dispone : ” La Corte di Cassazione dispone di
una banca dati giuridica centralizzata , che contiene documenti di natura normativa , giurisprudenziale e di dottrina
, fornite da varie fonti. Il sistema di ricerca è molto ricco di funzionalità , ma tecnologicamente
datato.

L’ architettura del sistema sarà adeguata alle tecnologie Internet , per favorire l’ accessibilità
, rendere il servizio gratuito e consentire l’ indicizzazione dei documenti tramite il motore di ricerca del Portale
Unificato delle Norme” .

Dall’esame delle norme risulta che , entro la fine del 2001 , anche in Italia dovremmo avere gratis on-line leggi
, sentenze e Gazzette Ufficiali.

Bruno Tinti , Procuratore Aggiunto -Torino , ” Integrità e riservatezza dei dati : la scomoda opzione
della sicurezza ” ha affermato che ogni organizzazione informatizzata è esposta al rischio di violazione
della integrità e sicurezza dei propri dati. L’ amministrazione delle giustizia è esposta in particolare
modo a questi rischi , in quanto si caratterizza per l’ insofferenza delle regole e dato che l’ informatica è
, per definizione , costituita da regole , si comprende come questo sia l’ ostacolo più difficile da superare
.

In tema di sicurezza si riscontra un generale disinteresse poichè l’ amministrazione della giustizia è
così arretrata dal punto di vista dell’ informatizzazione del lavoro che gli unici dati informatizzati sono
quelli relativi ai Registri , ad eccezione della SIDDA , la banca dati delle Direzioni Distrettuali Antimafia e
della Direzione Nazionale Antimafia.

L’ informatizzazione dunque , riguarda , al momento , un settore considerato marginale e estraneo. Anche tra il
personale amministrativo non si avverte la necessità di garantire misure minime di sicurezza informatica.

I dati per i quali vi è una reale esigenza di sicurezza sono quelli attinenti ai processi , ancora esistenti
sotto forma cartacea.

La conseguenza di questa scarsa sensibilità al problema della sicurezza è un atteggiamento di ostilità
quando si propongono regole che hanno lo scopo di garantirla.

E’ ancora più grande la leggerezza in materia di misure di esclusione di terzi : le password non vengono
previste o , se esistenti , vengono rimosse o addirittura annotate su un foglietto attaccato allo schermo.

Spesso i server vengono collocati dove capita, senza alcun riguardo.

Il Dott. Tinti afferma : ” . . . insomma , la verità è che la questione della sicurezza , nella
nostra amministrazione , è ignorata , se conosciuta è sottovalutata , se gestita è mal tollerata
, quando non anche boicottata”

La politica di sicurezza è l’ insieme delle regole e delle prassi che definiscono come debbano essere gestite
le informazioni e le altre risorse nell’ ambito del sistema informatico dell’ amministrazione.Le figure destinate
a gestire la sicurezza devono essere definite con precisione .Coordinatore di tutte le iniziative volte alla tutela
dei dati è il Responsabile della Sicurezza Informatica , la cui attività principale riguarda la pianificazione
, e cioè il processo di definizione e revisione degli obiettivi di sicurezza , delle politiche di sicurezza
e delle contromisure logiche ed organizzative.

In particolare , le memorie del sistema devono essere trattate allo scopo di impedire la conoscenza del precedente
contenuto , cosa possibile con la cd. attività di disk scavenging . Ad esempio non basta riutilizzare un
floppy disk per essere sicuri di impedire l’accesso al precedente contenuto , ma è necessario procedere
ad una completa formattazione.Tutti i supporti informatici che pervengono agli uffici giudiziari dovrebbero essere
controllati con l’ apposito programma di ricerca virus , fornito dalla struttura di competenza . Non devono essere
utilizzati sui PC supporti informatici il cui contenuto non è pertinente alle attività lavorative
da svolgere.

Il disco fisso del PC deve essere controllato ad intervalli regolari , per individuare con sollecitudine l’ eventuale
presenza di virus. Il Dott. Tinti sostiene che ” questo controllo va effettuato sui posti di lavoro più
critici tutte le mattine , prima di iniziare a lavorare” .

Carlo Paglia