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Regio Decreto 1443/1927

untitled Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443 (in Gazz. Uff., 23 agosto, n. 194). Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel regno. Preambolo Vista la[...]

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Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443

(in Gazz. Uff., 23 agosto, n. 194).

Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel regno.

Preambolo

Vista la legge 14 aprile 1927 - Anno V, n. 571.

Art. 1.

La ricerca e la coltivazione di sostanze minerali, sotto qualsiasi forma o condizione fisica, delle acque termali
e minerali, delle energie del sottosuolo suscettive di utilizzazione industriale, sono regolate dal presente decreto.

Art. 2.

Le lavorazioni indicate nell’art. 1 si distinguono in due categorie: miniere e cave.

Appartengono alla prima categoria:

a) la ricerca e la coltivazione di minerali metalliferi, di minerali di arsenico e di solfo, di grafite, di
combustibili solidi, liquidi e gassosi, di rocce asfaltiche e bituminose, di fosfati, di sali alcalini semplici
e complessi e loro associati, di caolino, di bauxite, di magnesite, di fluorina, di baritina, di talco, di asbesto,
di marna da cemento, di sostanze radioattive;

b) la ricerca e la utilizzazione delle acque minerarie e termali, dei vapori, dei gas e delle energie del sottosuolo
suscettive di uso industriale.

Appartengono alla seconda categoria;

a) la coltivazione di materiali per costruzioni edilizie, stradali ed idrauliche, non compresi nella prima
categoria;

b) la coltivazione delle torbe.

Art. 3.

Sulla appartenenza all’una o all’altra categoria di sostanze non indicate nell’articolo precedente, si provvede
con decreto reale, promosso dal ministro per l’economia nazionale, sentito il consiglio superiore delle miniere.

Art. 4.

Le sostanze minerali non possono essere ricercate senza permesso del ministro per l’economia nazionale.

Art. 5.

Il permesso è accordato a chi ne faccia domanda e abbia, a giudizio insindacabile del ministro per l’economia
nazionale, la capacità tecnica ed economica necessaria.

Per le zone interessanti la difesa, il ministro per l’economia nazionale provvede al rilascio del permesso di
ricerca dopo aver inteso l’amministrazione militare.

Per determinate sostanze minerali, la facoltà di rilasciare il permesso di ricerca può essere
delegata, dallo stesso ministro per l’economia nazionale, all’ingegnere capo del distretto minerario.

Il decreto che accorda il permesso di ricerca è registrato con la tassa fissa di lire 10.

Art. 6.

Il permesso di ricerca non può accordarsi per durata superiore a tre anni. Può essere prorogato,
previa constatazione, da farsi a spese del ricercatore, delle opere eseguite e dei risultati ottenuti.

Art. 7.

Il ricercatore deve corrispondere allo Stato il diritto proporzionale annuo di lire 2 per ogni ettaro di superficie
compreso entro i limiti del permesso.

Art. 8.

Il permesso di ricerca non può essere ceduto senza la preventiva autorizzazione del ministro per l’economia
nazionale.

Ogni trasferimento è soggetto al diritto fisso di lire 1000.

La cessione che non sia stata preventivamente autorizzata è nulla tanto fra le parti quanto in confronto
dell’amministrazione.

Art. 9.

Il ministro per l’economia nazionale può pronunciare la decadenza dal permesso:

1º quando non siasi dato principio ai lavori nei termini stabiliti e, in difetto di un termine specifico,
entro tre mesi dal giorno in cui il permesso fu rilasciato.

2º quando i lavori siano rimasti sospesi per oltre tre mesi;

3º quando non siano osservate le prescrizioni stabilite e si contravvenga alle disposizioni degli art.
8 e 12 del presente decreto;

4º quando non sia pagato il diritto proporzionale indicato nell’art. 7.

In nessun caso il ricercatore ha diritto a compensi o indennità verso lo Stato o verso gli eventuali
successivi ricercatori.

Contro il provvedimento che pronuncia la decadenza dal permesso di ricerca è ammessa opposizione. Questa
è decisa dallo stesso ministro per l’economia nazionale, sentito il consiglio superiore delle miniere.

Contro il provvedimento che pronuncia sulla opposizione non è ammesso alcun gravame nè in via
amministrativa nè in via giudiziaria.

Art. 10.

I possessori dei fondi, compresi nel perimetro al quale si riferisce il permesso, non possono opporsi ai lavori
di ricerca, fermi restando i divieti contenuti nella legge di polizia mineraria 30 marzo 1893, n. 184.

E’ fatto obbligo al ricercatore di risarcire i danni cagionati dai lavori di ricerca.

Il proprietario del terreno soggetto alle ricerche ha facoltà di esigere una cauzione.

Quando le parti non siansi accordate, l’ingegnere capo del distretto minerario, sentito, ove occorra, l’avviso
di un perito, stabilirà d’ufficio, provvisoriamente, l’ammontare del deposito, eseguito il quale il ricercatore
potrà dare esecuzioni ai lavori.

Ogni ulteriore contestazione tra il proprietario del suolo e il ricercatore sarà decisa dall’autorità
giudiziaria.

Art. 11.

Nei limiti dei terreni compresi in un permesso di ricerca o in una concessione, può essere dato altro
permesso di ricerca, ma per sostanze diverse e semprechè i nuovi lavori non siano incompatibili con quelli
della ricerca o della concessione preesistenti.

Nel caso di disaccordo fra gli interessati, il ministro per l’economia nazionale provvede, sentito il consiglio
superiore delle miniere.

Art. 12.

E’ vietato al ricercatore di eseguire lavori di coltivazione.

In nessun caso si può disporre delle sostanze minerali estratte, senza la autorizzazione del ministro
per l’economia nazionale.

La facoltà di autorizzare la utilizzazione suddetta può essere delegata all’ingegnere capo del
distretto minerario.

Art. 13.

Quando lo Stato intenda procedere direttamente a ricerche, la zona di esplorazione è determinata con decreto
del ministro per l’economia nazionale.

Art. 14.

Le miniere possono essere coltivate soltanto da chi ne abbia avuto la concessione.

Possono formare oggetto di concessione i giacimenti dei quali l’amministrazione abbia riconosciuta la esistenza
e la coltivabilità.

Posono essere fatte anche più concessioni nella stessa aerea, ma per sostanze minerali diverse, tenuto
presente quanto è disposto dall’articolo 11.

Art. 15.

La concessione di una miniera può essere fatta a chi abbia, a giudizio insindacabile del ministro per
l’economia nazionale, la idoneità tecnica ed economica a condurre l’impresa.

Possono farsi più concessioni alla stessa persona.

Quando la concessione sia fatta ad una società, tanto i rappresentanti quanto i dirigenti di essa devono
essere di gradimento del ministro per l’economia nazionale.

Per le miniere poste in zone interessanti la difesa, il ministro per l’economia nazionale provvede alla concessione
dopo aver inteso l’amministrazione militare.

Art. 16.

Il ricercatore è preferito ad ogni altro richiedente, purchè il ministro per l’economia nazionale
riconosca che egli possiede la idoneità tecnica ed economica.

Il ricercatore, quando non ottenga la concessione, ha diritto di conseguire, a carico del concessionario,
un premio in relazione all’importanza della scoperta, e un’indennità in ragione delle opere utilizzabili.

Il premio e l’indennità sono provvisoriamente determinati nell’atto di concessione. Ogni controversia
relativa è di competenza dell’autorità giudiziaria.

Art. 17.

Le spese occorrenti per l’istruttoria delle domande di concessione sono a carico del richiedente.

Art. 18.

La concessione è fatta con decreto del ministro per l’economia nazionale, sentito il parere del consiglio
superiore delle miniere. Il decreto di concessione contiene:

a) la indicazione del concessionario e del suo domicilio che deve essere stabilito od eletto nella provincia
in cui trovasi la miniera;

b) la durata della concessione;

c) la natura, la situazione, l’estensione della miniera e la sua delimitazione;

d) l’indicazione del diritto proporzionale da pagarsi dal concessionario ai termini dell’art. 25;

e) l’ammontare del premio e delle indennità eventualmente dovuti al ricercatore a sensi dell’art. 16;

f) tutti gli altri obblighi e le condizioni cui si intenda subordinare la concessione;

g) l’indicazione dell’eventuale partecipazione dello Stato ai profitti dell’azienda, da determinarsi dopo aver
udito il ministro per le finanze.

Al decreto saranno uniti la planimetria e il verbale di delimitazione della concessione.

Il decreto che sarà registrato con la tassa fissa di lire 10, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
del regno, e trascritto all’ufficio delle ipoteche.

Art. 19.

I possessori dei fondi non possono opporsi alle operazioni occorrenti per la delimitazione della concessione,
alla apposizione dei termini relativi ed ai lavori di coltivazione, salvo il diritto alle indennità spettanti
per gli eventuali danni.

Art. 20.

Quando la concessione non sia stata fatta al ricercatore, il concessionario deve, entro il termine di tre mesi
dalla data di comunicazione del decreto di concessione, provare al ministro dell’economia nazionale, mediante la
presentazione della relativa quietanza o certificato, di avere corrisposto al ricercatore la somma stabilita nel
decreto stesso a titolo di premio o di indennità, ovvero di averne effettuato il deposito relativo alla
cassa depositi o prestiti.

L’inadempimento all’obbligo suddetto produce la decadenza della concessione, da pronunciarsi dal ministro per
l’economia nazionale.

Art. 21.

La concessione della miniera è temporanea.

Art. 22.

La miniera e le sue pertinenze sono sottoposte alle disposizioni di diritto che disciplinano gli immobili.

L’iscrizione delle ipoteche è subordinata all’autorizzazione del ministro per l’economia nazionale.

Art. 23.

Sono pertinenza della miniera gli edifici, gli impianti fissi interni o esterni, i pozzi, le gallerie, nonchè
i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le opere e gli impianti destinati
all’arricchimento dei minerali.

Sono considerati come mobili i materiali estratti, le provviste, gli arredi.

Art. 24.

Il concessionario può disporre delle sostanze minerali che sono associate a quelle formanti oggetto della
concessione.

Art. 25.

Il concessionario è tenuto a pagare annualmente allo Stato il diritto proporzionale di lire 5 per ogni
ettaro di superficie compreso entro i limiti della concessione.

Art. 26.

Le miniere date in concessione devono essere tenute in attività tranne che, dal ministro per l’economia
nazionale, sentito il consiglio superiore delle miniere, sia consentita la sospensione dei lavori o la graduale
esecuzione di essi.

Il concessionario deve coltivare la miniera con mezzi tecnici ed economici adeguati all’importanza del giacimento,
e risponde di fronte allo Stato della regolare manutenzione di essa anche durante i periodi di sospensione dei
lavori.

Art. 27.

Qualunque trasferimento, per atto fra vivi, della concessione deve essere preventivamente autorizzato dal ministro
per l’economia nazionale.

Ogni atto, che non abbia riportato la preventiva autorizzazione suddetta, è nullo tanto nei confronti
dell’amministrazione quanto fra le parti.

Indipendentemente dalla nullità suddetta, il ministro per l’economia nazionale può pronunciare
la decadenza dalla concessione, osservate le norme dell’art. 41.

Per le miniere poste in zone interessanti la difesa nazionale, il ministro per l’economia nazionale autorizza
i trasferimenti suddetti, dopo avere inteso l’amministrazione militare.

Il decreto che autorizza il trasferimento è registrato con la tassa fissa di lire 10.

Art. 28.

Il ministro per l’economia nazionale può esigere che l’erede del concessionario sia rappresentato da persona
di gradimento dell’amministrazione.

Gli eredi del concessionario debbono, nel termine di tre mesi dall’aperta successione, nominare, con la maggioranza
indicata nell’art. 678 del codice civile, un solo rappresentante per tutti i rapporti giuridici con lo Stato e
con i terzi.

Trascorso tale termine, il detto rappresentante sarà nominato d’ufficio dal presidente del tribunale,
nella cui giurisdizione trovasi la miniera, su richiesta dell’ingegnere capo del distretto minerario, senza bisogno
di sentire gli interessati.

Art. 29.

I concessionari di miniere debbono fornire all’amministrazione pubblica i dati statistici ed ogni altro elemento
informativo che sia loro chiesto. Debbono inoltre mettere a disposizione dei funzionari delegati tutti i mezzi
necessari per ispezionare i lavori.

In caso di rifiuto, i funzionari suddetti possono chiedere all’autorità pubblica la necessaria assistenza.

Art. 30.

L’espropriazione del diritto del concessionario della miniera può essere promossa soltanto dai creditori
ipotecari.

Tanto il giudizio di espropriazione quanto quello di graduazione si svolgono secondo le norme del codice di
procedura civile. Il precetto immobiliare deve essere notificato anche al ministro per l’economia nazionale.

Il prezzo di aggiudicazione che sopravanza, dopo soddisfatti i creditori, spetta al concessionario.

L’aggiudicatario subentra in tutti i diritti ed obblighi stabiliti a favore e a carico del concessionario
nell’atto di concessione e nel presente decreto, semprechè, a giudizio insindacabile del ministro per l’economia
nazionale, abbia i requisiti stabiliti nell’art. 15.

Art. 31.

Il concessionario è tenuto a risarcire ogni danno derivante dall’esercizio della miniera.

Per quanto riguarda la prestazione di eventuale cauzione, si osservano le norme stabilite nell’art. 10.

Art. 32.

Entro il perimetro della concessione, le opere necessarie per il deposito, il trasporto e la elaborazione dei
materiali, per la produzione e trasmissione dell’energia, ed in genere per la coltivazione del giacimento e per
la sicurezza della miniera, sono considerate di pubblica utilità a tutti gli effetti della legge 25 giugno
1865, n. 2359.

In caso di contestazione circa la necessità e le modalità delle opere anzidette, decide l’ingegnere
capo del distretto minerario.

Quando le opre indicate nel primo comma del presente articolo debbano eseguirsi fuori del perimetro della concessione,
il concessionario può domandare la dichiarazione di pubblica utilità agli effetti della legge suddetta.

Tale dichiarazione è fatta dal ministro per l’economia nazionale, sentito il consiglio superiore delle
miniere.

Su richiesta del concessionario, il ministro per l’economia nazionale può ordinare l’occupazione d’urgenza
determinando provvisoriamente l’indennità e disponendone il deposito.

Art. 33.

La concessione cessa:

a) per scadenza del termine;

b) per rinuncia;

c) per decadenza.

Art. 34.

La concessione scaduta può essere rinnovata, qualora il concessionario abbia ottemperato agli obblighi
impostigli.

Art. 35.

Se la concessione non sia rinnovata, il concessionario deve, alla scadenza del termine, fare consegna della miniera
e delle sue pertinenze all’amministrazione.

Il concessionario ha diritto soltanto di ritenere, con le cautele all’uopo stabilite dall’ingegnere capo del
distretto minerario, gli oggetti destinati alla coltivazione che possano essere separati senza pregiudizio della
miniera.

Art. 36.

Se alla scadenza del termine la miniera sia concessa ad altri, la consegna dall’uno all’altro concessionario
deve farsi con l’intervento dell’ingegnere capo del distretto minerario.

In caso di disaccordo fra le parti, l’ingegnere suddetto determina provvisoriamente l’ammontare della somma
da pagarsi in corrispettivo degli oggetti destinati alla coltivazione, che possano essere separati senza pregiudizio
dalla miniera e che il nuovo concessionario intenda ritenere. La somma deve essere depositata alla cassa depositi
e prestiti. Contro tale liquidazione, gli interessati possono ricorrere all’autorità giudiziaria.

Art. 37.

Le ipoteche iscritte sulla miniera si risolvono sulle cose e sulle somme di spettanza del concessionario. Questi
è tenuto ad avvertire, almeno un mese prima, i creditori ipotecari iscritti del giorno nel quale si procederà
alle operazioni per la consegna della miniera all’amministrazione o al nuovo concessionario.

Art. 38.

Il concessionario che intenda rinunciare alla concessione deve farne dichiarazione al ministro per l’economia
nazionale, senza apporvi condizione alcuna.

Dal giorno in cui è stata presentata la dichiarazione di rinuncia, il concessionario è costituito
custode della miniera ed è tenuto a non farne più lavori di coltivazione mineraria, nè a variarne
in qualsiasi modo lo stato.

L’ingegnere capo del distretto minerario verifica lo stato della miniera e prescrive i provvedimenti di sicurezza
e di conservazione che crede necessari.

In caso di inosservanza ne ordina l’esecuzione d’ufficio, a spese del concessionario.

Art. 39.

Sulla rinuncia provvede il ministro per l’economia nazionale, sentito il parere del consiglio superiore delle
miniere.

Art. 40.

Il ministro per l’economia nazionale può pronunciare la decadenza del concessionario, quando questi:

1º non adempia agli obblighi imposti con l’atto di concessione;

2º non abbia osservato le disposizioni contenute negli art. 25, 26 e 27.

Art. 41.

La decadenza dalla concessione è pronunciata, previa contestazione dei motivi al concessionario, con decreto
del ministro per l’economia nazionale, sentito il consiglio superiore delle miniere.

Contro il decreto che pronuncia la decadenza, è ammesso ricorso al consiglio di Stato, in sede giurisdizionale,
nei casi preveduti dall’art. 26 del testo unico delle leggi sul consiglio di Stato, approvato con Regio Decreto
26 giugno 1924, n. 1054.

Art. 42.

Il decreto di accettazione della rinuncia e quello che pronuncia la decadenza sono pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale del regno e trascritti all’ufficio delle ipoteche.

Dalla data dei decreti predetti, il concessionario è esonerato dal pagamento del diritto proporzionale
e dagli obblighi imposti dall’atto di concessione.

Art. 43.

La miniera che fu oggetto di rinuncia o di decadenza può essere nuovamente concessa.

Il nuovo concessionario ha diritto di servirsi delle opere, degli impianti e delle altre pertinenze necessarie
alla coltivazione della miniera. Può altresì ritenere gli oggetti destinati alla coltivazione, che
possano essere separate senza pregiudizio della miniera, purchè ne corrisponda il prezzo al concessionario
precedente ai termini dell’art. 36.

Art. 44.

Il ministro per l’economia nazionale, sentito il consiglio superiore delle miniere, può procedere a nuova
concessione della miniera che sia stata oggetto di rinuncia o di decadenza, anche se su di essa siano iscritte
ipoteche, ponendo a carico del concessionario l’obbligo della preventiva tacitazione dei creditori iscritti e determinando
le altre garanzie che ravvisasse opportuno di dare nell’interesse dei terzi.

Entro un anno dalla trascrizione del decreto di accettazione della rinuncia o di pronuncia della decadenza,
i creditori ipotecari possono far valere i loro diritti, anche se il termine pattuito non sia scaduto, promuovendo
la vendita all’asta della concessione mineraria per la quale non siasi provveduto ai termini del comma precedente.
In tal caso, il prezzo di aggiudicazione, soddisfatti i creditori ipotecari o privilegiati, spetta allo Stato.

Si applica all’aggiudicatario la disposizione contenuta nell’ultimo comma dell’art. 30.

Decorso l’anno suddetto, nessuna altra azione è proponibile sulla concessione mineraria e il ministro
per l’economia nazionale ha facoltà di procedere liberamente a nuova concessione.

Parimenti, se non si presenta alcun offerente alla vendita all’asta, la miniera rimane libera da ogni peso
e può formare oggetto di nuova concessione.

Art. 45.

Le cave e le torbiere sono lasciate in disponibilità del proprietario del suolo.

Quando il proprietario non intraprenda la coltivazione della cava o torbiera o non dia ad essa sufficiente
sviluppo, il ministro per l’economia nazionale può, sentito il consiglio superiore delle miniere prefiggere
un termine per l’inizio, la ripresa o la intensificazione dei lavori. Trascorso infruttuosamente il termine prefisso,
il ministro può dare la cessione della cava o della torbiera in conformità delle norme contenute
nel titolo II del presente decreto. Quando la concessione abbia per oggetto la coltivazione di torbiere interessanti
la bonifica idraulica, sarà preventivamente inteso il ministro per i lavori pubblici.

Al proprietario è corrisposto il valore degli impianti, dei lavori utilizzabili e del materiale estratto
disponibile presso la cava o la torbiera.

I diritti spettanti ai terzi sulla cava o sulla torbiera si risolvono sulle somme assegnate al proprietario
a termini del comma precedente.

Sono applicabili in ogni caso alle cave e alle torbiere le disposizioni degli art. 29, 31 e 32.

Art. 46.

Quando per effetto di vicinanza o per qualunque altra causa i lavori di miniera, cava, o torbiera cagionino danno
ovvero producano un effetto utile ad altra miniera, cava o torbiera, si fa luogo ad indennizzo o compenso fra gli
interessati.

Art. 47.

Per l’esecuzione, la manutenzione e l’uso di qualunque opera occorrente per l’utile coltivazione in comune di
miniere, cave o torbiere, possono essere costituiti consorzi volontari od obbligatori.

Alla costituzione del consorzio obbligatorio si provvede con decreto del ministro per l’economia nazionale,
sentito il consiglio superiore delle miniere.

Art. 48.

Ai consorzi obbligatori e facoltativi di miniere, cave, o torbiere può essere accordata, con decreto del
ministro per l’economia nazionale, la facoltà di riscuotere con i privilegi e nelle forme fiscali il contributo
dei soci.

Tutti gli atti che si compiono nell’interesse diretto dei consorzi suddetti sono registrati col diritto fisso
di lire dieci.

Sono parimenti soggette al diritto fisso di lire dieci tutte le operazioni ipotecarie fatte nell’interesse
dei consorzi sopraindicati.

L’aumento di reddito proveniente alle miniere, cave o torbiere dai lavori eseguiti dai consorzi, sarà
per venti anni dalla data del compimento di detti lavori, esente dall’imposta fondiaria.

Art. 49.

Qualora, entro i termini fissati, le opere non siano eseguite, il ministro per l’economia nazionale nomina un
commissario il quale, a spese del consorzio, ne assume l’amministrazione.

Il commissario invita ciascuno degli interessati a depositare la rispettiva quota di spesa, avvalendosi, in
caso di inadempimento, della procedura stabilita per la riscossione delle imposte dirette.

Art. 50.

Allorchè il difetto di unità nel sistema di coltivazione di miniere contigue o vicine, appartenenti
a concessionari diversi, comprometta l’esistenza delle miniere o la sicurezza delle persone o la possibilità
di una più conveniente coltivazione, la lavorazione di dette miniere può essere assoggettata ad una
gestione unica.

In tal caso, i concessionari sono invitati ad accordarsi per nominare le persone da proporre all’amministrazione
degli interessi comuni.

Se, trascorso il termine all’uopo prefisso, non siasi adempiuto a quanto sopra, il ministro per l’economia nazionale
delega uno o più commissari incaricati di amministrare gli interessi comuni.

Il commissario provvede, in contraddittorio dei concessionari, alla valutazione dei singoli interessi, e, in
base ai risultati della stima, ordina il riparto delle spese e dei prodotti.

I ricorsi contro le basi del reparto sono decisi dal tribunale nella cui giurisdizione trovansi le miniere.

Tali ricorsi non hanno effetto sospensivo.

Art. 51.

Chiunque intraprenda la ricerca o la coltivazione di minerali senza l’autorizzazione del ministro per l’economia
nazionale è punito con la multa non inferiore a lire 5000, oltre la confisca del materiale scavato.

Alla stessa penalità è soggetto il ricercatore che contravvenga al disposto dell’art. 12.

Art. 52.

Il concessionario che trascuri la regolare manutenzione della miniera è punito con la multa non inferiore
a lire 5000 senza pregiudizio del risarcimento dei danni verso lo Stato.

Alla stessa penalità è soggetto il concessionario che contravvenga al disposto del primo comma
dell’art. 29.

Art. 53.

La concessione e le investiture di miniere date senza limite di tempo, in base alle leggi fino ad ora vigenti,
sono mantenute some concessioni perpetue, quando per esse non siasi incorso in motivi di dacadenza.

Le concessioni temporanee rimangono in vigore fino alla scadenza fissata nei singoli atti di cessione, semprechè
anche per esse non siasi incorso in motivi di decadenza.

Art. 54.

Nei territori nei quali, in virtù delle leggi fino ad ora vigenti, la disponibilità delle sostanze
minerarie era lasciata al proprietario della superficie, le miniere che a giudizio insindacabile del ministro per
l’economia nazionale, risultino in normale coltivazione alla data di pubblicazione del presente decreto, sono date
in concessione perpetua a chi dimostri di esserne il legittimo proprietario.

E’ parimenti trasformata in concessione la proprietà, comunque acquisita ai altri territori, di miniere
in normale coltivazione alla data di pubblicazione del presente decreto.

Art. 55.

I contratti di esercizio minerario in vigore alla data di pubblicazione del presente decreto sono mantenuti per
la durata in essi prevista.

Art. 56.

Nei territori indicati nell’art. 54, le miniere, delle quali la lavorazione sia rimasta per qualsiasi causa sospesa
o abbandonata, sono date in concessione perpetua al proprietario rispettivo che si impegni di riattivarle entro
il termine di un anno dalla data del Decreto di concessione, o nel termine maggiore che potrà essere stabilito
dal ministro per l’economia nazionale, sentito il consiglio superiore delle miniere.

Art. 57.

Le concessioni confermate o accordate in virtù degli art. 53, 54 e 56, sono sottoposte alle norme del
presente decreto, qualunque sia la disposizione vigente al tempo in cui furono conferite e le condizioni o modalità
del conferimento stesso.

Art. 58.

I permessi di ricerca e le indagini minerarie sono conservati per il tempo pel quale furono rilasciati, sotto
l’osservanza delle norme del presente decreto, quando i titolari rispettivi non siano incorsi in alcuno dei casi
di decadenza preveduti dalle disposizioni finora vigenti.

Art. 59.

Nei territori indicati nell’art. 54, chiunque abbia legittimamente acquistata la disponibilità di giacimenti
minerari, dei quali non abbia ancora intrapreso la coltivazione, ha la preferenza di fronte ad altri richiedenti
per ottenere il permesso di ricerca, semprechè ne faccia domanda entro un anno dalla data di pubblicazione
del presente decreto.

Art. 60.

Agli effetti degli articoli precedenti, entro un anno dalla pubblicazione del presente decreto debbono essere
denunciate:

a) le concessioni, siano esse perpetue o temporanee;

b) le miniere in esercizio o abbandonate.

La denuncia deve essere corredata dai titoli comprovanti la disponibilità o proprietà della miniera.

Quando la denuncia non sia fatta entro il detto termine, ogni eventuale diritto si intenderà decaduto
e il ministro per l’economia nazionale potrà liberamente disporre del sottosuolo a sensi delle norme contenute
nel presente decreto.

Art. 61.

Qualora il diritto sopra una stessa miniera sia comune a più persone, queste dovranno nominare, con la
maggioranza indicata nell’articolo 678 del codice civile, un solo rappresentante per tutti i rapporti giuridici
con lo Stato e con i terzi, entro il termine di sei mesi dalla pubblicazione del presente decreto.

Trascorso questo termine, il rappresentante sarà nominato di ufficio dal presidente del tribunale su
richiesta dell’ingegnere capo del distretto minerario ai termini dell’art. 28.

Art. 62.

Ove l’amministrazione riconosca che due o più miniere, vicine o contigue, non rappresentino singolarmente
prese, un conveniente campo di coltivazione, potrà promuovere la loro lavorazione in comune, ai sensi dell’art.
50.

Art. 63.

Le coltivazioni di giacimenti di sostanze, che, per effetto dell’art. 2, entrano a far parte della categoria
delle miniere, sono date in concessione perpetua al proprietario del giacimento e sono sottoposte alle disposizioni
del presente titolo, in quanto applicabili.

Art. 64.

Sono abrogate tutte le disposizioni delle leggi e dei decreti fino ad ora vigenti riguardanti le materie contemplate
dal presente decreto.

Nulla è innovato:

a) alle leggi vigenti in materia di polizia mineraria;

b) alle facoltà conferite al ministro per l’economia nazionale per le ricerche e coltivazioni minerarie
da eseguirsi per conto dello Stato;

c) all’ordinamento giuridico ed al sistema di utilizzazione delle miniere e delle sorgenti termali e minerali
pertinenti allo Stato.

Entro un anno dalla pubblicazione del presente decreto, i comuni di Carrara e di Massa emaneranno un regolamento,
da approvarsi dal ministero per l’economia nazionale, per disciplinare le concessioni dei rispettivi agri marmiferi.

Art. 65.

Il governo del re è autorizzato ad emanare le norme per la esecuzione del presente decreto, il quale entrerà
in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del regno.

Allegato 1

(Si omette l’allegato)