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D. Lgs .490/1999 - Art. 63 e seguenti

untitled Articolo 63 Attestati di autenticità e di provenienza (Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 2) 1. Chiunque esercita l’attività di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio[...]

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Articolo 63

Attestati di autenticità e di provenienza

(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 2)

1. Chiunque esercita l’attività di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di opere di
pittura, di cultura, di grafica, di oggetti di antichità o di interesse storico od archeologico ha l’obbligo
di porre a disposizione dell’acquirente gli attestati di autenticità e di provenienza delle opere e degli
oggetti medesimi, che comunque si trovino nell’esercizio o nell’esposizione.

2. All’atto della vendita i soggetti indicati al comma 1 sono tenuti a rilasciare all’acquirente copia fotografica
dell’opera o dell’oggetto con retroscritta dichiarazione di autenticità e indicazione della provenienza,
recanti la sua firma.

Articolo 64

Commercio di documenti

(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 37, commi 3,4 e 5)

1. I titolari di case di vendita ed i pubblici ufficiali preposti alle vendite mobiliari hanno l’obbligo di comunicare
al soprintendente archivistico l’elenco dei beni archivistici posti in vendita.

2. Entro tre mesi dalle comunicazioni previste dal comma 1 il Ministero può provvedere a norma dell’articolo
6, comma 2.

Capo IV

Circolazione in ambito internazionale

Sezione I

Uscita e ingresso nel territorio nazionale

Articolo 65

Divieto di uscita dal territorio nazionale

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 35, sostituito dal decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, art. 1, convertito
con modificazioni nella legge 8 agosto 1972, n. 487 e dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 17; decreto legge
5 luglio 1972, n. 288, art. 2, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1972, n. 487)

1. È vietata, se costituisce danno per il patrimonio storico e culturale nazionale, l’uscita dal territorio
della Repubblica dei beni indicati nell’articolo 2 e di quelli indicati nell’articolo 3, comma 1, lettere d), e)
ed f), salvo quanto previsto all’articolo 69, comma 9.

2. E’ comunque vietata l’uscita:

a) dei beni dichiarati a norma dell’articolo 6;

b) di determinate categorie di beni indicati nel comma 1 in relazione alle loro caratteristiche oggettive, alla
loro provenienza od appartenenza, quando l’esportazione di singoli beni, rientranti in dette categorie, costituisce
danno per il patrimonio nazionale tutelato da questo Titolo. Il divieto di uscita è disposto, in via preventiva
e per periodi definiti, dal Ministro, sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali.

Articolo 66

Attestato di libera circolazione

(Legge l giugno 1939, n. 1089, art. 36, sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 18)

Chi intenda far uscire dal territorio della Repubblica beni culturali indicati nell’articolo 65 deve farne denuncia
e presentarli ai competenti uffici di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di essi, il valore
venale, al fine di ottenere l’attestato di libera circolazione.

2. L’ufficio di esportazione, entro tre giorni dall’avvenuta presentazione del bene, ne da notizia al competente
ufficio dell’amministrazione centrale, che può, entro i successivi dieci giorni, inibire il rilascio dell’attestato
di libera circolazione.

3. L’ufficio di esportazione, accertata la congruità del valore indicato, rilascia o nega, con motivato
giudizio, l’attestato di libera circolazione.

4. L’attestato di libera circolazione è rilasciato dall’ufficio di esportazione non prima di quindici giorni
e comunque non oltre quaranta giorni dalla presentazione del bene.

5. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dell’attestato di libera circolazione gli uffici di esportazione
si attengono a indirizzi di carattere generale stabiliti dal competente comitato di settore del Consiglio nazionale
per i beni culturali e ambientali.

6. L’attestato di libera circolazione ha validità triennale ed è redatto in tre originali dei quali:

a) uno è depositato agli atti d’ufficio;

b) un secondo è consegnato all’interessato e deve accompagnare la circolazione del bene;

c) un terzo è trasmesso all’ufficio centrale del Ministero per la formazione del registro ufficiale degli
attestati.

7. In caso di diniego, i beni sono sottoposti al regime previsto dall’articolo 6.

8. Per i beni culturali di proprietà della Regione o di enti sottoposti alla sua vigilanza, l’ufficio di
esportazione sente la Regione, il cui parere è reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di
ricezione della richiesta e, se negativo, è vincolante.

9. Restano ferme le competenze delegate alle regioni in materia di esportazione dei beni indicati all’articolo
2, comma 2, lettera c).

Articolo 67

Ricorso

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 37, sostituito dal decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, art. 6, convertito
nella legge 8 agosto 1972, n. 487 e dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 19; decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, art. 16, sostituito dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, art. 11; decreto legislativo 20 ottobre
1998, n. 368, art. 4)

1. Avverso il diniego dell’attestato, l’interessato può presentare, entro i successivi trenta giorni, ricorso
al direttore generale.

2. Copia del ricorso è contestualmente inviata all’ufficio di esportazione interessato.

3. Il direttore generale, sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali
e ambientali, decide sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.

4. Qualora il direttore generale accolga il ricorso, l’ufficio di esportazione, nei venti giorni successivi, rilascia
l’attestato di libera circolazione.

Articolo 68

Acquisto coattivo

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39, sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 20)

1. L’ufficio di esportazione può proporre al Ministero e alla Regione l’acquisto coattivo del bene per il
quale è richiesto l’attestato di libera circolazione, dandone contestuale comunicazione all’interessato.
In tal caso il termine per il rilascio dell’attestato è prorogato di sessanta giorni.

2. Entro il termine di novanta giorni dalla denuncia, il Ministero o la Regione nel cui territorio si trova l’ufficio
di esportazione hanno la facoltà di acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia.

Articolo 69

Uscita temporanea

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 40, sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 22; legge 2 aprile 1950,
n. 328, artt. 2, 3, 4 e 5; legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 2)

1. I beni culturali per i quali operi il divieto previsto dall’articolo 65, commi 1 e 2 possono uscire temporaneamente
dal territorio nazionale per manifestazioni, mostre o esposizioni d’arte o di alto interesse culturale, sempre
che ne siano garantite l’integrità e la sicurezza.

2. Non possono comunque uscire:

a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli;

b) i beni che costituiscano il fondo principale o una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca,
galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica.

3. Al fine dell’uscita disciplinata dal comma 1, l’interessato chiede l’assenso del Ministero, indicando il responsabile
della custodia del bene all’estero.

4. Il Ministero rilascia o nega l’assenso, dettando le prescrizioni necessarie. Il provvedimento di assenso indica
il termine massimo per il rientro del bene, comunque non superiore a un anno dall’uscita dal territorio nazionale.
Il termine indicato nel provvedimento è prorogabile su richiesta dell’interessato, fermo restando il termine
massimo di cui sopra.

5. L’assenso è sempre subordinato all’assicurazione delle opere da parte dell’interessato, per il valore
stabilito dal Ministero.

6. Per le mostre e le manifestazioni promosse all’estero dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti
pubblici, dagli istituti italiani di cultura all’estero, o da organismi sovranazionali, l’assicurazione può
essere sostituita dall’assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.

7. Il rilascio della garanzia statale avviene con decreto del Ministero, adottato di concerto con il Ministero
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

8. L’uscita del bene è garantita mediante cauzione, costituita anche da polizza fideiussoria, per un importo
superiore del dieci per cento al valore stimato del bene, rilasciata da un istituto bancario o da una società
di assicurazione. La cauzione è incamerata dall’amministrazione ove gli oggetti ammessi alla temporanea
esportazione non rientrino nel territorio nazionale nel termine stabilito. Non si applica la cauzione per i beni
appartenenti allo Stato e alle amministrazioni pubbliche. Il Ministero può esonerare dall’obbligo della
cauzione istituzioni di particolare importanza culturale.

9. I mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni possono uscire temporaneamente dal territorio
nazionale per partecipare a mostre e raduni internazionali. Ad essi non si applicano i commi precedenti, salvo
che presentino l’interesse previsto dall’articolo 2.

Articolo 70

Ingresso nel territorio nazionale

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39-bis, aggiunto dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 21)

1. La spedizione in Italia da uno Stato membro dell’Unione europea o l’importazione da un Paese terzo dei beni
indicati nell’articolo 65 è certificata, a domanda, dall’ufficio di esportazione.

2. Il certificato di avvenuta importazione è rilasciato osservando le procedure e modalità stabilite
dal regolamento.

3. Il certificato di avvenuta spedizione è rilasciato in base a documentazione idonea alla identificazione
della cosa e a comprovarne la provenienza, fornita o autenticata da una autorità dello Stato membro di spedizione.

Sezione II

Esportazione dal territorio dell’Unione europea

Articolo 71

Denominazioni

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 1)

1. Nella presente sezione e nelle sezioni III di questo Capo e II del Capo VII si intendono:

a) per “regolamento CEE” e “direttiva CEE”, rispettivamente il regolamento (CEE) n. 3911/92
del Consiglio, del 9 dicembre 1992, come modificato dal regolamento (CE) n. 2469/96 del Consiglio, del 16 dicembre
1996, e la direttiva 93/7/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, come modificata dalla direttiva 96/100/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 17 febbraio 1997;

b) per “Stato richiedente”, lo Stato membro dell’Unione europea che promuova l’azione di restituzione
a norma della sezione III.

Articolo 72

Esportazione di beni culturali dal territorio dell’Unione europea

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 11)

1. L ‘esportazione al di fuori del territorio dell’Unione europea dei beni culturali indicati nell’allegato A di
questo Testo Unico è disciplinata dal regolamento CEE e dal presente articolo.

2. La licenza di esportazione prevista dall’articolo 2 del regolamento CEE è rilasciata dall’ufficio di
esportazione contestualmente all’attestato di libera circolazione previsto dall’articolo 66, comma 3, ed è
valida per sei mesi. La licenza di esportazione è altresì rilasciata dal medesimo ufficio che ha
emesso l’attestato di libera circolazione in data non anteriore a trenta mesi.

3. Nel caso di esportazione temporanea di un bene elencato nell’allegato A di questo Testo Unico, l’ufficio di
esportazione rilascia la licenza di esportazione temporanea in conformità all’assenso espresso dal Ministero
a norma dell’articolo 69, comma 4.

4. Le disposizioni della sezione I di questo Capo e dell’articolo 134 non si applicano ai beni culturali entrati
nel territorio dello Stato e accompagnati da licenza di esportazione rilasciata da altro Stato membro dell’Unione
europea a norma dell’articolo 2 del regolamento CEE, per la durata di validità della licenza medesima.

5. Ai fini del regolamento CEE gli uffici di esportazione del Ministero sono autorità competenti per il
rilascio delle licenze di esportazione di beni culturali. Il Ministero ne forma e conserva l’elenco, comunicando
alla Commissione delle Comunità europee eventuali aggiornamenti entro due mesi dalla loro effettuazione.

Sezione III

Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro dell’Unione europea

Articolo 73

Restituzione

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 2)

1. I beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro dell’Unione europea dopo il 31 dicembre
1992 sono restituiti a norma delle disposizioni della presente sezione.

2. Sono considerati beni culturali quelli qualificati, anche dopo la loro uscita dal territorio dello Stato richiedente,
in base alle norme ivi vigenti, come appartenenti al patrimonio culturale nazionale, secondo quanto stabilito dall’articolo
30 del Trattato istitutivo della Comunità economica europea, ratificato e reso esecutivo con legge 14 ottobre
1957, n. 1203, sostituito dall’articolo 6 del Trattato di Amsterdam, ratificato e reso esecutivo con legge 16 giugno
1998, n. 209.

3. La restituzione è ammessa per i beni culturali ricompresi in una delle seguenti categorie:

a) beni indicati nell’allegato A;

b) beni facenti parte di collezioni pubbliche, inventariate in musei, archivi e fondi di conservazione di biblioteche;
si intendono pubbliche le collezioni di proprietà dello Stato, di altre autorità territoriali, di
enti qualificati pubblici in conformità alla legislazione nazionale, nonché le collezioni finanziate
in modo significativo dallo Stato o da altri enti pubblici territoriali;

c) beni inclusi in inventari ecclesiastici.

4. È illecita l’uscita dei beni culturali avvenuta in violazione del regolamento CEE o della legislazione
dello Stato richiedente in materia di protezione del patrimonio culturale nazionale, ovvero determinata dal mancato
rientro alla scadenza del termine di uscita o di esportazione temporanea.

5. Si considerano altresì illecitamente usciti i beni dati in uscita o esportazione temporanea qualora siano
violate le prescrizioni stabilite con il provvedimento previsto nell’articolo 69, comma 4.

6. La restituzione è ammessa se le condizioni indicate nei commi 4 e 5 sussistono al momento della proposizione
della domanda.

Articolo 74

Assistenza e collaborazione a favore degli Stati U.E.

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 3)

1. L ‘autorità centrale prevista dall’articolo 3 della direttiva CEE è, per l’Italia, il Ministero.
Esso si avvale, per i vari compiti indicati nella direttiva, dei suoi organi centrali e periferici, nonché
della cooperazione degli altri Ministeri, degli altri organi dello Stato, delle regioni e degli altri enti territoriali
e locali.

2. Per il ritrovamento e la restituzione dei beni culturali appartenenti al patrimonio di altro Stato membro, il
Ministero:

a) assicura la propria collaborazione alle autorità competenti degli altri Stati membri dell’Unione europea;

b) fa eseguire ricerche sul territorio nazionale, rivolte alla localizzazione del bene culturale e alla identificazione
di chi lo possieda o comunque lo detenga; le ricerche sono disposte su domanda dello Stato richiedente, corredata
di ogni notizia e documento utili per agevolare le indagini, con particolare riguardo alla localizzazione del bene;

c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio nazionale di un bene culturale la cui
illecita uscita da uno Stato membro possa presumersi per indizi precisi e concordanti;

d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue, per verificare la sussistenza dei presupposti
indicati all’articolo 73, sul bene del quale sia stata effettuata la notifica di uscita illecita presunta a norma
della lettera c), purché tali operazioni vengano effettuate entro tre mesi dalla notifica stessa; qualora
la verifica non sia eseguita entro il prescritto termine non sono applicabili le disposizioni contenute nella lettera
e);

e) dispone, ove necessario, la rimozione e la temporanea custodia presso istituti pubblici, nonché ogni
altra misura necessaria per la conservazione del bene;

f) favorisce l’amichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore o detentore del bene culturale, di ogni
controversia concernente la restituzione; a tal fine, tenuto conto della qualità dei soggetti e della natura
del bene, il Ministero può proporre allo Stato richiedente e ai soggetti possessori o detentori la definizione
della controversia mediante arbitrato da svolgersi secondo la legislazione italiana e raccogliere, per l’effetto,
il formale accordo di entrambe le parti.

Articolo 75

Azione di restituzione

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 4)

1. Gli Stati membri dell’Unione europea possono esercitare l’azione di restituzione davanti all’autorità
giudiziaria ordinaria per i beni culturali usciti illecitamente dal loro territorio secondo quanto previsto dall’articolo
73.

2. L’azione è proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene si trova.

3. Oltre ai requisiti previsti nell’articolo 163 del codice di procedura civile, l’atto di citazione deve contenere:

a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la qualità di bene culturale;

b) la dichiarazione delle autorità competenti dello Stato richiedente relativa all’uscita illecita del bene
dal territorio nazionale.

4. L’atto di citazione è notificato altresì al Ministero per essere annotato nello speciale registro
di trascrizione delle domande giudiziali di restituzione.

5. Il Ministero notifica immediatamente l’intervenuta trascrizione alle autorità centrali degli altri Stati
membri.

Articolo 76

Prescrizione dell’azione

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 5)

1. L’azione di restituzione è promossa nel termine perentorio di un anno a decorrere dal giorno in cui lo
Stato richiedente ha avuto conoscenza che il bene uscito illecitamente si trova in un determinato luogo e ne ha
identificato il possessore o detentore.

2. L’azione di restituzione si prescrive in ogni caso entro il termine di trenta anni dal giorno dell’uscita illecita
del bene dal territorio dello Stato richiedente.

3. L’azione di restituzione non si prescrive per i beni indicati nell’articolo 73, comma 3, lettere b) e c).

Articolo 77

Indennizzo

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 6)

1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, può, su domanda della parte interessata, liquidare
un indennizzo determinato in base a criteri equitativi.

2. Per ottenere l’indennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato è tenuto a dimostrare di aver
acquisito in buona fede il possesso del bene.

3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione eredità o legato non può beneficiare
di una posizione più favorevole di quella del proprio dante causa.

4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dell’indennizzo può rivalersi nei confronti del soggetto
responsabile dell’illecita circolazione residente in Italia.

Articolo 78

Pagamento dell’indennizzo

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 7)

1. L’indennizzo è corrisposto da parte dello Stato richiedente contestualmente alla restituzione del bene.

2. Del pagamento e della consegna del bene è redatto, a cura di un notaio, di un ufficiale giudiziario,
ovvero di funzionari all’uopo designati dal Ministero, processo verbale, che viene rimesso in copia al Ministero
stesso.

3. Il processo verbale indicato nel comma 2 costituisce titolo idoneo per la cancellazione della trascrizione della
domanda giudiziale.

Articolo 79

Custodia temporanea dei beni ed altri adempimenti

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 8)

1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca, rimozione o custodia temporanea del bene
da restituire, le altre comunque conseguenti all’applicazione dell’articolo 74, nonché quelle inerenti all’esecuzione
della sentenza che dispone la restituzione.

Articolo 80

Azione di restituzione a favore dell’Italia

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 9)

1. L’azione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio italiano è esercitata
dal Ministero, d’intesa con il Ministero degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro dell’Unione
europea in cui si trova il bene culturale.

2. Il Ministero si avvale dell’assistenza dell’Avvocatura generale dello Stato.

Articolo 81

Destinazione del bene restituito

(Legge 30 marzo 1998. n. 88, art. 10)

1. Qualora il bene culturale restituito non appartenga allo Stato, il Ministero provvede alla sua custodia fino
alla consegna all’avente diritto.

2. La consegna del bene è subordinata al rimborso allo Stato delle spese sostenute per il procedimento di
restituzione e per la custodia del bene.

3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene, il Ministero da notizia del provvedimento
di restituzione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e con altra forma
di pubblicità.

4. Qualora l’avente diritto non ne richieda la consegna entro cinque anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale dell’avviso previsto dal comma 3, il bene è acquisito al demanio dello Stato. Il competente Ufficio
dell’amministrazione centrale, sentiti il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali
e ambientali e le regioni interessate, dispone che il bene sia assegnato ad un museo, biblioteca o archivio dello
Stato, di una Regione o di altro ente pubblico al fine di assicurarne la migliore tutela e il pubblico godimento
nel contesto culturale più opportuno.

Articolo 82

Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 14)

1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunità europee delle misure adottate dall’Italia per assicurare
l’esecuzione del regolamento CEE e acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse alla Commissione dagli altri
Stati membri.

2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero,
una relazione sull’attuazione del presente Capo, nonché sull’attuazione della direttiva CEE e del regolamento
CEE in Italia e negli altri Stati membri.

3. Il Ministro, sentito il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, predispone ogni tre anni la relazione
alla Commissione indicata al comma 1 sull’applicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE. La relazione
è trasmessa al Parlamento.

Articolo 83

Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 15)

1. Presso il Ministero è istituita la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.

2. Le modalità di attuazione della banca dati sono determinate dal regolamento.

Articolo 84

Accordi con gli altri Stati membri dell’Unione europea

(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 16)

1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca maggiore conoscenza del patrimonio culturale nonché della
legislazione e dell’organizzazione di tutela dei diversi Stati membri dell’Unione europea, il Ministero promuove
gli opportuni accordi con le corrispondenti autorità degli altri Stati.

Capo V

Ritrovamenti e scoperte

Articolo 85

Ricerca di beni culturali

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 43)

1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento di beni culturali indicati all’articolo
2, in qualunque parte del territorio nazionale, sono riservate allo Stato.

2. Ai fini del comma 1, il Ministero può con suo decreto ordinare l’occupazione temporanea degli immobili
ove devono eseguirsi i lavori.

3. Il proprietario dell’immobile ha diritto ad un indennizzo per i danni subiti, che, in caso di disaccordo, è
determinato con le norme stabilite dagli articoli 65 e seguenti della legge 25 giugno 1865, n. 2359. Il Ministero
può rilasciare al proprietario, che ne faccia richiesta, i beni ritrovati, o parte di essi, quando non interessino
le raccolte dello Stato.

Articolo 86

Concessione di ricerca

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 45 e 47)

1. Il Ministero può dare in concessione ad enti o privati l’esecuzione di ricerche e di opere indicate nell’articolo
85 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.

2. Il concessionario deve osservare, oltre alle norme imposte nell’atto di concessione, tutte le altre che l’amministrazione
ritenga di prescrivere.

3. In caso di inosservanza, la concessione è revocata.

4. La concessione può altresì essere revocata quando il Ministero intenda sostituirsi nell’esecuzione
o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate dallo Stato le spese occorse per le opere già eseguite
ed il relativo importo è fissato dal Ministero.

5. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, l’importo è stabilito
da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.

6. La concessione prevista al comma 1 può essere data anche al proprietario degli immobili ove devono eseguirsi
i lavori.

Articolo 87

Scoperta fortuita

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 48)

1. Chiunque scopra fortuitamente beni mobili o immobili indicati nell’articolo 2 ne fa denuncia entro ventiquattro
ore al soprintendente o al sindaco, ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione
temporanea di essi, lasciandoli nelle condizioni e nel luogo in cui sono stati rinvenuti.

2. Ove si tratti di beni mobili dei quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facoltà
di rimuoverli per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell’autorità competente,
e, ove occorra, di chiedere l’ausilio della forza pubblica.

3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 è soggetto ogni detentore dei beni
scoperti fortuitamente.

4. Le eventuali spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.

Articolo 88

Appartenenza e qualificazione dei beni ritrovati

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47 e 49)

1. I beni indicati nell’articolo 2, da chiunque e in qualunque modo ritrovati, appartengono allo Stato. A seconda
che siano beni immobili o mobili essi fanno parte, rispettivamente, del demanio pubblico o del patrimonio indisponibile
dello Stato a norma degli articoli 822 e 826 del codice civile.

Articolo 89

Premio per i ritrovamenti

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47, 49 e 50)

1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:

a) al proprietario dell’immobile dove è avvenuto il ritrovamento;

b) al concessionario indicato nell’articolo 86;

c) allo scopritore che ha ottemperato gli obblighi previsti dall’articolo 87.

2. Qualora il proprietario dell’immobile abbia ottenuto la concessione prevista dall’articolo 86 ovvero sia scopritore
del bene ha diritto ad un premio non superiore alla metà del valore delle cose ritrovate.

3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso
del proprietario o del possessore.

4. Il premio può essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate.

Articolo 90

Determinazione del premio

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47, 49 e 50)

1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo a norma dell’articolo 89,
previa stima delle cose ritrovate. A richiesta degli aventi titolo che non accettano la stima del Ministero, il
valore delle cose ritrovate è determinato da una commissione costituita da tre membri da nominarsi uno dal
Ministero, l’altro dal richiedente e il terzo dal presidente del tribunale. Le spese della perizia sono anticipate
dal richiedente.

2. La determinazione della commissione è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità.

Capo VI

Valorizzazione e godimento pubblico

Sezione I

Espropriazione

Articolo 91

Espropriazione di beni culturali

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 54; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art.
45; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9. comma 1. lettera e)

1. I beni culturali mobili e immobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilità,
quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini del godimento
pubblico dei beni medesimi.

2. L ‘espropriazione può essere disposta a favore delle regioni, delle province, dei comuni, di altro ente
pubblico o di persona giuridica privata senza fine di lucro.

Articolo 92

Espropriazione per fini strumentali

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 55)

1. Possono essere espropriate per causa di pubblica utilità aree ed edifici quando ciò sia necessario
per isolare o restaurare monumenti, assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o
il godimento da parte del pubblico, facilitarne l’accesso.

Articolo 93

Espropriazione per interesse archeologico

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 56)

1. Il Ministero può procedere all’espropriazione di immobili al fine di eseguire interventi di interesse
archeologico o per il ritrovamento di beni culturali.

Articolo 94

Dichiarazione di pubblica utilità

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 57; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art.
45. comma 2; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 152, comma 3, lett. a e b)

1. La dichiarazione di pubblica utilità è fatta con provvedimento del Ministero o, nel caso dell’articolo
92, anche con atto della Regione.

2. Nei casi previsti dagli articoli 92 e 93 l’approvazione del progetto equivale a dichiarazione di pubblica utilità.

Articolo 95

Indennità di esproprio per i beni culturali

(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 70; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, art. 45, comma 1)

1. Nel caso dell’articolo 91 l’indennità consiste nel giusto prezzo che il bene avrebbe in una libera contrattazione
di compravendita all’interno dello Stato.

2. Il decreto di esproprio è emesso dal prefetto dopo il deposito dell’indennità offerta dall’espropriante
ed accettata dall’espropriato, oppure determinata dal perito nominato dal presidente del tribunale.

Articolo 96

Rinvio a norme generali

(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 68)

1. Nei casi disciplinati dagli articoli 92 e 93 l’indennità e la procedura di esproprio sono regolate dalle
disposizioni generali in materia di espropriazione per opere pubbliche.

Articolo 97

Interventi di valorizzazione

1. Gli interventi di valorizzazione sono comunque soggetti alle disposizioni del Capo II del presente Titolo in
quanto applicabili.

Sezione II

Fruizione

Articolo 98

Beni demaniali

(Codice civile, art.822)

1. I beni culturali indicati nell’articolo 54 sono destinati al godimento pubblico.

Articolo 99

Apertura al pubblico di musei, monumenti, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche

(Legge 23 luglio 1980, n. 502, art. 1, sostituito dalla legge 27 giugno 1985, n. 332, art. 1; decreto del Presidente
della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art. 27; decreto ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507, art. 5, comma 1)

1. L ‘apertura al pubblico dei musei, dei monumenti, delle aree e dei parchi archeologici statali, degli archivi
di Stato e delle biblioteche pubbliche statali è disposta e regolamentata dal Ministero.

2. Ai fini del comma 1 si intende per:

a) museo: struttura comunque denominata organizzata per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione pubblica
di raccolte di beni culturali;

b) area archeologica: sito su cui insistono i resti di un insieme edilizio originariamente concluso per funzione
e destinazione d’uso complessiva.

c) parco archeologico: ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza
di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto in modo da facilitarne la lettura
attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici.

Articolo 100

Biglietto d’ingresso

(Legge 25 marzo 1997, n. 78, art.1, commi 2, 3 e 4)

1. L’accesso ai luoghi indicati nell’articolo 99, comma 1, è consentito, di regola, dietro pagamento di
un biglietto.

2. Sono stabiliti dal regolamento:

a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito;

b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del relativo prezzo. Il prezzo del biglietto include
gli oneri derivanti dalla stipula delle convenzioni previste alla lettera c);

c) le modalità di emissione, di distribuzione, di vendita del biglietto d’ingresso e di riscossione del
corrispettivo, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti d’ingresso
possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilità di prevendita e vendita presso terzi
convenzionati;

d) la percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare all’Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori,
scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici.

3. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d’ingresso sono destinati all’adeguamento strutturale e funzionale
dei locali adibiti a sedi di musei, gallerie, archivi e biblioteche dello Stato, alle misure di prevenzione degli
incendi, alla installazione dei sistemi antifurto e di ogni altra misura di prevenzione nei locali stessi, nonché
all’espropriazione e all’acquisto, anche mediante l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato di
beni di interesse artistico e storico. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è
autorizzato a riassegnare, con propri decreti, alle competenti unità previsionali di base dello stato di
previsione del Ministero le somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato a norma del presente comma.

Articolo 101

Ricerche e letture negli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche statali

(Decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art. 47; decreto del Presidente della Repubblica
30 settembre 1963, n. 1409, art. 28)

1. Le ricerche e letture per ragioni di studio effettuate negli archivi di Stato e nelle biblioteche pubbliche
statali sono gratuite.

Articolo 102

Mostre o esposizioni

(Legge 2 aprile 1950, n. 328, artt. 6 e 7; decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, art.
13-bis, lett. h)

1. Il Ministero dichiara, a richiesta dell’interessato, il rilevante interesse scientifico o culturale delle mostre
o esposizioni di opere d’arte ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali.

2. E’ soggetto ad autorizzazione ministeriale il prestito alla mostra o all’esposizione:

a) di opere d’arte di proprietà dello Stato, assentito dall’ufficio competente;

b) di opere d’arte costituenti beni culturali a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera a), di proprietà
di enti pubblici e di persone giuridiche private senza fine di lucro, o dichiarati a norma dell’articolo 6;

c) di beni archivistici.

3. La richiesta di autorizzazione è presentata almeno quattro mesi prima dell’inizio della manifestazione
ed indica il responsabile della custodia delle opere in prestito.

4. Il regolamento individua i criteri per il rilascio dell’autorizzazione, in relazione alle esigenze di integrità
e fruizione pubblica delle opere.

5. L’autorizzazione può essere subordinata all’adozione delle misure necessarie alla salvaguardia delle
opere.

6. L ‘autorizzazione prevista dal comma 2 produce gli effetti di quella prevista dall’articolo 22.

7. I provvedimenti indicati dal presente articolo sono adottati dalle regioni nelle ipotesi previste dal decreto
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.

Articolo 103

Vigilanza

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 7)

1. Il Ministero, con il concorso delle regioni, vigila affinché siano rispettati i diritti di uso e godimento
che il pubblico abbia acquisito, sui beni soggetti alle disposizioni di questo Titolo.

Articolo 104

Cooperazione con le regioni e gli enti locali

(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, art. 152)

1. Il Ministero, le regioni e gli enti locali cooperano alla promozione e allo sviluppo della fruizione dei beni
culturali nelle forme previste dall’articolo 152 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Articolo 105

Accordi per la promozione della fruizione

(legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 8)

1. Al fine di promuovere e sviluppare la fruizione dei beni culturali il Ministero, oltre a concludere accordi
con amministrazioni pubbliche ed altri soggetti privati, può stipulare apposite convenzioni con le associazioni
di volontariato che svolgono attività per la salvaguardia e la diffusione della conoscenza dei beni culturali.

Articolo 106

Visita pubblica di beni culturali

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 53)

1. Sono soggette a visita da parte del pubblico per scopi culturali:

a) i beni culturali immobili indicati all’articolo 2, comma 1, lettere a) e b) già dichiarati a norma dell’articolo
6 che rivestano altresì un interesse eccezionale;

b) le collezioni dichiarate a norma dell’articolo 6.

2. L’interesse eccezionale degli immobili indicati alla lettera a) del comma 1 è dichiarato con atto del
Ministero, sentito il proprietario.

3. Le modalità di visita sono concordate con il proprietario; in caso di mancato accordo possono essere
disposte dal Ministero, tenuto conto delle esigenze del domicilio e della proprietà.

4. Sono fatte salve le disposizioni dell’articolo 45.

Articolo 107

Accesso agli archivi di Stato

(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 21; decreto del Presidente della Repubblica
30 dicembre 1975, n. 854; artt. 1 e 6)

1. I documenti conservati negli archivi di Stato sono liberamente consultabili, ad eccezione di quelli dichiarati
di carattere riservato a norma dell’articolo 110 relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano
consultabili cinquanta anni dopo la loro data, e di quelli i riservati relativi a situazioni puramente private
di persone, che lo diventano dopo settanta anni. I documenti dei processi penali sono consultabili settanta anni
dopo la data della conclusione del procedimento.

2. Il Ministero dell’interno, d’intesa con il Ministero, può permettere, per motivi di studio, la consultazione
di documenti di carattere riservato anche prima della scadenza dei termini previsti nel comma 1. Ai fini di tale
autorizzazione, il Ministero dell’interno ha facoltà di avvalersi del parere del competente comitato di
settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, in relazione al valore storico-culturale dei
documenti riservati dei quali sia stata richiesta la consultazione.

3. I documenti di proprietà dei privati, e da questi depositati negli archivi di Stato o agli archivi medesimi
donati o venduti o lasciati in eredità o legato, sono assoggettati alla disciplina stabilita dai commi 1
e 2.

4. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredità o legato documenti agli archivi di
Stato possono tuttavia porre la condizione della non consultabilità di tutti o di parte dei documenti dell’ultimo
settantennio. Tale limitazione, come pure quella generale stabilita dal comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti,
dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata. La limitazione è altresì
inoperante nei confronti degli aventi causa dei depositanti, dei donanti, dei venditori, quando si tratti di documenti
concernenti oggetti patrimoniali, ai quali siano interessati per il titolo di acquisto.

Articolo 108

Accesso agli archivi storici degli Enti pubblici

(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 22; decreto del Presidente della Repubblica
30 dicembre 1975, n. 854; artt. 1 e 6)

1. Le disposizioni dell’articolo 107 si applicano agli archivi storici degli enti pubblici.

2. Salvo quanto disposto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione,
è disciplinata con regolamento la consultazione a scopi storici degli archivi correnti e di deposito delle
amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici.

Articolo 109

Accesso agli archivi privati

(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lett. b)

1. I privati proprietari, possessori o detentori degli archivi o dei singoli documenti dichiarati a norma dell’articolo
6, comma 2, hanno l’obbligo di permettere agli studiosi, che ne facciano motivata richiesta tramite il soprintendente
archivistico, la consultazione dei documenti che, d’intesa con lo stesso soprintendente, non siano riconosciuti
di carattere riservato.

2. Le modalità di consultazione sono concordate tra il privato e il soprintendente. Le spese sono a carico
dello studioso.

Articolo 110

Declaratoria di riservatezza

(Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854; artt. 3 e 4)

1. L’accertamento dell’esistenza e della natura degli atti non liberamente consultabili a norma degli articoli
107, 108 e 109 è effettuato dal Ministero dell’interno, d’intesa con il Ministero.

Articolo 111

Fruizione da parte delle scuole

(Legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 7 e 8)

1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti territoriali favoriscono la fruizione del patrimonio culturale e scientifico
da parte degli studenti, stipulando con le scuole di ogni ordine e grado apposite convenzioni nelle quali sono
fissate, tra l’altro, le modalità per la predisposizione di materiali, sussidi e percorsi didattici.

2. Gli oneri derivanti dalle convenzioni sono ripartiti tra la scuola richiedente ed il Ministero o l’ente interessato.

Articolo 112

Servizi di assistenza culturale e di ospitalità

(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4,
comma 1; decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito con modificazioni nella legge 22 marzo 1995, n. 85,
art. 47-quater; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, artt. 31-60; decreto ministeriale
24 marzo 1997, n.139, art. 2, comma 1)

1. Nei luoghi indicati all’articolo 99, comma 1, possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di
ospitalità per il pubblico.

2. I servizi riguardano in particolare:

a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici,
ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;

b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito
bibliotecario;

c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;

d) la gestione dei punti vendita e l’utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;

e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l’infanzia, i servizi di
informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;

f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;

g) l’organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di iniziative promozionali.

Articolo 113

Concessione dei servizi

(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4,
commi 3 e 4; legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 3; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 2, comma 1
e art. 3, comma 6)

1. I servizi indicati all’articolo 112 possono essere affidati in concessione a privati, qualora risulti finanziariamente
conveniente e i servizi medesimi non possano essere assicurati mediante le risorse umane e finanziarie dell’amministrazione.

2. Le concessioni per i servizi previste al comma 1 possono essere integrate, ai fini di una gestione comune, con
l’affidamento dei servizi di pulizia e di vigilanza e biglietteria.

3. I funzionari preposti agli istituti di cui all’articolo 99, comma 1, d’ora in poi indicati come “capo dell’istituto”,
provvedono all’affidamento in concessione a norma delle vigenti disposizioni in materia di appalti di servizi.

4. La concessione ha durata quadriennale e può essere rinnovata, esclusa la rinnovazione tacita, per non
più di due volte.

5. Al fine di garantire il coordinamento ovvero l’integrazione dei servizi, possono essere stipulate apposite convenzioni
con regioni, province, comuni ed altri enti pubblici e soggetti privati titolari di istituti corrispondenti a quelli
indicati nell’articolo 99, comma 1.

Sezione III

Uso individuale

Articolo 114

Uso dei beni culturali

(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4,
comma 5-ter)

1. Il Ministero può concedere l’uso dei beni dello Stato che abbia in consegna per finalità compatibili
con la loro destinazione culturale.

2. Il capo dell’istituto determina il canone dovuto e adotta il relativo provvedimento.

Articolo 115

Uso strumentale e precario - riproduzione dei beni culturali

(Legge 30 marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 2; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, artt.
31-60; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 8)

1. Il capo dell’istituto può concedere l’uso strumentale e precario nonché la riproduzione dei beni
in consegna al Ministero, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di diritto d’autore.

2. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dal
capo dell’istituto tenendo anche conto:

a) del carattere delle attività cui si riferiscono le concessioni d’uso;

b) dei mezzi e delle modalità di esecuzione delle riproduzioni;

c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;

d) delle utilizzazioni e destinazioni delle riproduzioni medesime, anche in riferimento al beneficio economico
del destinatario.

3. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti in via anticipata.

4. Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste per uso personale o per motivi di studio. I richiedenti
sono comunque tenuti al rimborso delle spese eventualmente sostenute dal Ministero.

5. Nei casi in cui dall’attività in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, il capo
dell’istituto determina l’importo della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa.
Per gli stessi motivi, la cauzione è dovuta anche nei casi di esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.

6. La cauzione è restituita, con l’assenso del capo dell’istituto, quando sia stato accertato che i beni
in concessione non hanno subito danni e le spese sostenute dall’amministrazione sono state rimborsate.

7. Con decreto del Ministro sono fissati gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per l’uso e la riproduzione
dei beni.

Articolo 116

Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali

(Legge 30 marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 4; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 9)

1. Il capo dell’istituto, all’atto della concessione, per fini di raccolta e catalogo di immagini fotografiche
e di riprese in genere di beni culturali, prescrive:

a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa fotografia;

b) la restituzione, dopo l’uso, del fotocolor originale con relativo codice.

Articolo 117

Pagamento di canoni e corrispettivi

(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4,
comma 5; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art. 61; decreto ministeriale 24 marzo
1997, n. 139, art. 11)

1. I canoni ed i proventi derivanti dall’applicazione delle norme dettate nella sezione II, articoli 112 e 113,
e nella sezione III di questo Capo sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche mediante
versamento in conto corrente postale intestato alla tesoreria medesima, ovvero sul conto corrente bancario aperto
da ciascun capo di istituto presso un istituto di credito. In tale ultima ipotesi l’istituto bancario provvede,
non oltre cinque giorni dalla riscossione, al versamento delle somme affluite alla sezione di tesoreria provinciale
dello Stato.

2. I canoni ed i proventi indicati al comma I affluiscono ad apposita unità previsionale di base dello stato
di previsione dell’entrata per essere riassegnati alle competenti unità previsionali di base dello stato
di previsione della spesa del Ministero e destinati, in misura non inferiore al cinquanta per cento del loro ammontare,
agli istituti di provenienza.

Capo VII

Sanzioni

Sezione I

Sanzioni penali

Articolo 118

Opere illecite

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 16)

1. E’ punito con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l’ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000:

a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero, senza approvazione, esegue opere
di qualunque genere sui beni culturali indicati nell’articolo 2, dichiarati, se appartenenti a privati, a norma
dell’articolo 6;

b) chiunque procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici,
esposti o non alla pubblica vista, senza l’autorizzazione del soprintendente, anche se non vi sia stata la dichiarazione
prevista dall’articolo 6;

c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai
beni indicati nell’articolo 2, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza, inviare, nel
più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l’approvazione.

2. La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di inosservanza dell’ordine di sospensione dei lavori
impartito dal soprintendente a norma dell’articolo 28.

Articolo 119

Uso illecito

(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 16)

1. E’ punito con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l’ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque destina
i beni culturali indicati nell’articolo 2 ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico pregiudizievole
per la loro conservazione o integrità.

Articoli 120 e seguenti