Questo sito contribuisce alla audience di

Legge 231/1990

untitled Legge 8 agosto 1990, n. 231 (in Gazz. Uff., 11 agosto, n. 187). Disposizioni in materia di trattamento economico del personale militare. Art. 1. Nuovi stipendi. 1. I valori stipendiali annui[...]

untitled

Legge 8 agosto 1990, n. 231

(in Gazz. Uff., 11 agosto, n. 187).

Disposizioni in materia di trattamento economico del personale militare.

Art. 1. Nuovi stipendi.

1. I valori stipendiali annui lordi di cui all’art. 1 del decreto-legge 16 settembre 1987, n. 379, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1987, n. 468, comprensivi del conglobamento di lire 1.081.000 di cui
all’art. 1, comma 11, dello stesso decreto, per il personale militare dell’Esercito, esclusa l’Arma dei carabinieri,
della Marina e dell’Aeronautica, sino al grado di tenente colonnello compreso, a regime sono:

a) livello quinto …………………………… L. 10.081.000;

b) livello sesto ……………………………. >> 11.331.000;

c) livello sesto-bis ………………………… >> 12.331.000;

d) livello settimo ………………………….. >> 13.331.000;

e) livello ottavo …………………………… >> 15.531.000;

f) livello ottavo-bis ……………………….. >> 17.084.000.

2. Gli aumenti stipendiali annui lordi derivanti dall’applicazione dei nuovi trattamenti di cui al comma 1 sono
attribuiti con decorrenza 1º luglio 1990.

3. Dal 1º luglio 1988 al 30 settembre 1989 competono i seguenti aumenti stipendiali annui lordi:

a) livello quinto …………………………… L. 354.600;

b) livello sesto ……………………………. >> 385.600;

c) livello sesto-bis ………………………… >> 436.100;

d) livello settimo ………………………….. >> 486.600;

e) livello ottavo …………………………… >> 512.000;

f) livello ottavo-bis ……………………….. >> 563.200.

4. Dal 1º ottobre 1989 al 30 giugno 1990 competono i seguenti aumenti stipendiali annui lordi:

a) livello quinto …………………………… L. 1.668.600;

b) livello sesto ……………………………. >> 1.815.200;

c) livello sesto-bis ………………………… >> 2.052.850;

d) livello settimo ………………………….. >> 2.290.500;

e) livello ottavo …………………………… >> 2.410.000;

f) livello ottavo-bis ……………………….. >> 2.715.500.

5. Dal 1º luglio 1990 al 31 dicembre 1990 competono i seguenti aumenti stipendiali annui lordi:

a) livello quinto …………………………… L. 2.800.000;

b) livello sesto ……………………………. >> 3.050.000;

c) livello sesto-bis ………………………… >> 3.450.000;

d) livello settimo ………………………….. >> 3.850.000;

e) livello ottavo …………………………… >> 4.050.000;

f) livello ottavo-bis ……………………….. >> 4.563.000.

6. Ciascuno degli aumenti di cui ai commi 3 e 4 ha effetto fino alla data del conseguimento di quello successivo.

Art. 2. Retribuzione individuale di anzianità.

1. A decorrere dal 1º gennaio 1989, a tutto il personale di cui all’art. 1, che abbia prestato servizio nel
periodo 1º gennaio 1987-31 dicembre 1988, la retribuzione individuale di anzianità è incrementata
dei seguenti importi annui lordi:

a) livello quinto …………………………… L. 288.000;

b) livello sesto ……………………………. >> 330.000;

c) livello sesto-bis ………………………… >> 357.000;

d) livello settimo ………………………….. >> 384.000;

e) livello ottavo …………………………… >> 462.000;

f) livello ottavo-bis ……………………….. >> 508.200.

2. Al personale assunto in data intermedia tra il 1º gennaio 1987 ed il 31 dicembre 1988 l’importo di cui
al comma 1 è corrisposto in proporzione ai mesi di servizio prestato.

3. Gli importi di cui ai commi 1 e 2 riassorbono, a far data dal 1º gennaio 1989, le anticipazioni corrisposte
al medesimo titolo, liquidate ai sensi dell’art. 1, comma 4, del decreto-legge 16 settembre 1987, n. 379, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1987, n. 468.

Art. 3. Effetto dei nuovi stipendi.

1. Le nuove misure degli stipendi hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario
di quiescenza, normale e privilegiato, sulle indennità di buonuscita e di licenziamento, sull’assegno alimentare
previsto dall’art. 82 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, o da disposizioni analoghe, sull’equo
indennizzo, sulle ritenute previdenziali ed assistenziali e relativi contributi, comprese le ritenute in conto
entrata tesoro, o altre analoghe, ed i contributi di riscatto, nonchè sulla determinazione degli importi
dell’indennità integrativa speciale.

2. I benefici economici risultanti dall’applicazione della presente legge sono corrisposti integralmente alle
scadenze e nelle percentuali previste dalla medesima legge, al personale comunque cessato dal servizio con diritto
a pensione, nel triennio 1º gennaio 1988-31 dicembre 1990.

3. Ai fini della corresponsione dei nuovi stipendi derivanti dall’applicazione della presente legge si applica
l’art. 172 della legge 11 luglio 1980, n. 312.

Art. 4. Assegno funzionale.

1. Le misure sull’assegno funzionale pensionabile di cui all’art. 1, comma 9, del decreto legge 16 settembre
1987, n. 379, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1987, n. 468, sono rideterminate dal 1º
gennaio 1990 nei seguenti importi annui lordi:

a) lire 1.700.000 per i sottufficiali che abbiano compiuto 19 anni di servizio;

b) lire 2.500.000 per i sottufficiali che abbiano compiuto 29 anni di servizio.

2. Gli importi di cui al comma 1 non sono cumulabili tra loro, nè con gli importi ed i benefici previsti
dall’art. 5 e si aggiungono alla retribuzione individuale di anzianità.

Art. 5. Omogeneizzazione stipendiale.

1. Agli ufficiali dei seguenti gradi, che abbiano prestato 15 o 25 anni di servizio dalla nomina a tenente,
le misure dell’assegno di parziale omogeneizzazione di cui all’art. 1, comma 8, del decreto-legge 16 settembre
1987, n. 379, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1987, n. 468, sono rideterminate, dal 1º
gennaio 1990, nei seguenti importi annui lordi:



























15 anni di servizio 25 anni di servizio
a) capitano 2.100.000 4.500.000
b) maggiore 2.800.000 4.500.000
c) tenente colonnello 3.200.000 4.500.000
d) colonnello
-
4.500.000.

2. Gli importi previsti dall’art. 1, comma 8, del decreto-legge 16 settembre 1987, n. 379, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 novembre 1987, n. 468, per gli ufficiali provenienti da carriere e ruoli diversi al compimento del
19º e 29º anno di servizio militare comunque prestato, i quali rivestano il grado di tenente, capitano,
maggiore e tenente colonnello, sono rideterminati, dal 1º gennaio 1990, nei seguenti importi annui lordi:



























19 anni di servizio 29 anni di servizio
a) tenente 2.100.000 2.700.000
b) capitano 2.100.000 2.700.000
c) maggiore 2.800.000 4.500.000
d) tenente colonnello
3.200.000
4.500.000

3. A decorrere dal 1º settembre 1990, quale ulteriore omogeneizzazione stipendiale con le forze militari
di polizia: a) ai tenenti colonnelli e gradi corrispondenti che abbiano prestato servizio militare senza demerito
per 15 anni dalla nomina a tenente, è attribuito lo stipendio spettante al colonnello con relative modalità
di determinazione e progressione economica; b) ai colonnelli e gradi corrispondenti che abbiano prestato servizio
militare senza demerito per 25 anni dalla nomina a tenente, è attribuito lo stipendio spettante al generale
di brigata con relative modalità di determinazione e progressione economica. Tale beneficio, quando entra
nel computo della liquidazione della pensione e dell’indennità di buonuscita, esclude quello previsto all’art.
32, comma 9, della legge 19 maggio 1986, n. 224.

4. Ai colonnelli, all’atto della cessazione dal servizio, si applicano, se più favorevoli ai fini del
trattamento pensionistico e dell’indennità di buonuscita, le condizioni previste dalla normativa precedentemente
in vigore.

5. Per i generali di brigata e gradi corrispondenti delle Forze armate, cessati dal servizio dopo il 1º
gennaio 1985, il trattamento di quiescenza e di ausiliaria è determinato, se più favorevole per gli
interessati, sulla base dello stipendio, maggiorato di sei scatti, e degli altri assegni pensionabili spettanti
in relazione al grado immediatamente inferiore a quello rivestito all’atto della cessazione dal servizio.

6. Gli importi di cui ai commi 1 e 2 non sono in alcun caso cumulabili tra loro, nè con il beneficio
di cui al comma 3 del presente articolo, nè con gli importi di cui all’art. 4 e si aggiungono alla retribuzione
individuale di anzianità per il personale fino al grado di tenente colonnello. Per i tenenti colonneli i
rispettivi importi di cui ai commi 1 e 2 sono riassorbiti in caso di promozione al grado superiore. Per i colonnelli
il rispettivo importo previsto al comma 1 non costituisce base per l’applicazione della progressione economica
per classi e scatti ed è riassorbito in caso di promozione al grado superiore.

Art. 6. Rivalutazione indennità operative.

1. Le indennità operative di cui alla legge 23 marzo 1983, n. 78, così come rivalutate dalla legge
5 luglio 1986, n. 342, sono incrementate, rispetto alle misure vigenti al 30 giugno 1988, del 5 per cento a decorrere
dal 1º luglio 1989; del 9 per cento, ivi compreso il precedente incremento, a decorrere dal 1º gennaio
1990; del 15 per cento, ivi compresi i precedenti incrementi, a decorrere dal 1º maggio 1990; del 20 per cento,
ivi compresi i precedenti incrementi, a decorrere dal 1º luglio 1990.

Art. 7. Indennità di rischio da radiazioni.

1. Al personale militare medico e tecnico, sottoposto in continuità all’azione di sostanze ionizzanti
o adibito ad apparecchiature radiologiche in maniera permanente, è corrisposta un’indennità di rischio
da radiazioni nella misura unica mensile lorda di lire duecentomila.

2. L’indennità spetta al personale di cui al comma 1 tenuto a prestare la propria opera in zone controllate,
ai sensi della circolare del Ministro della sanità n. 144 del 4 agosto 1971, e semprechè il rischio
da radiazioni abbia carattere professionale, nel senso che non sia possibile esercitare l’attività senza
sottoporsi al relativo rischio.

3. Al personale non compreso nel comma 1, che sia esposto a rischio in modo discontinuo, temporaneo o a rotazione,
in quanto adibito normalmente o prevalentemente a funzioni diverse da quelle svolte dal personale indicato nello
stesso comma 1, è corrisposta un’indennità di rischio nella misura unica mensile lorda di lire cinquantamila.
L’individuazione del predetto personale va effettuata da apposita commissione, composta da almeno tre esperti qualificati
della materia, anche esterni all’amministrazione, nominata dal capo del personale dell’amministrazione interessata;
tale commissione, ove necessario per corrispondere a particolari esigenze, può essere articolata anche territorialmente.

4. L’indennità di rischio da radiazioni di cui ai commi 1 e 3 non è cumulabile con l’indennità
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 maggio 1975, n. 146, e con altre eventualmente previste a titolo
di lavoro nocivo, rischioso o per profilassi.

Art. 8. Indennità integrativa speciale nella 13ª mensilità.

1. A decorrere dall’anno 1990 l’indennità integrativa speciale mensile corrisposta al personale in servizio
indicato all’art. 1, comma 1, con esclusione degli ufficiali di cui all’art. 5, comma 3, in aggiunta alla tredicesima
mensilità, è incrementata di un importo lordo pari a L. 48.400. Il beneficio è proporzionalmente
ridotto nei casi in cui la tredicesima mensilità non compete in misura intera.

Art. 9. Indennità militare.

1. A decorrere dal 1º luglio 1990 è corrisposta al personale di cui all’art. 2, comma 1, del decreto-legge
16 settembre 1987, n. 379, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1987, n. 468, un’indennità
militare non pensionabile determinata nelle seguenti misure mensili lorde:

a) ufficiali e sottufficiali …………………….. L. 75.000;

b) sergenti ……………………………………. >> 30.000.

2. A decorrere dal 1º luglio 1990 è soppressa l’indennità militare forfettaria prevista dall’art.
2, comma 1, del decreto-legge 16 settembre 1987, n. 379, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre
1987, n. 468.

3. A seguito di quanto disposto dai commi 1 e 2, limitatamente all’ultimo trimestre del 1990 sono attribuiti
i seguenti importi lordi:

a) maresciallo capo, maresciallo maggiore e maresciallo maggiore aiutante o scelto: L. 250.000;

b) tenente e capitano provenienti da carriere diverse con almeno 25 anni di servizio: L. 250.000;

c) capitani e maggiori con più di 15 anni di servizio da tenente: L. 250.000.

Art. 10. Orario delle attività giornaliere.

1. Ferma restando la totale disponibilità al servizio, con decorrenza dal 1º luglio 1990 l’orario
delle attività giornaliere del personale militare delle Forze armate di cui all’art. 1, comma 1, nonchè
dei colonnelli e generali e gradi corrispondenti, valido in condizioni normali, è fissato in trentasei ore
settimanali. Tutto il personale militare è tenuto a prestare ulteriori due ore settimanali obbligatorie,
retribuite ai sensi dell’art. 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile 1987, n. 150.

2. Entro il 1º settembre 1990, con decreto del Ministro della difesa, saranno disciplinate le articolazioni
dell’orario normale delle attività giornaliere, in relazione alle esigenze di servizio; con lo stesso decreto
saranno indicati i metodi di rilevazione oggettiva delle presenze.

3. Per la eventuale corresponsione di compensi per prestazioni straordinarie, in aggiunta alle due ore obbligatorie
settimanali di cui al comma 1, vengono istituiti appositi fondi negli stati di previsione del Ministero della difesa
e del Ministero della marina mercantile, le cui dotazioni non potranno superare, rispettivamente, l’importo in
ragione d’anno di lire 228 miliardi e 2 miliardi per ciascuno degli anni 1990, 1991 e 1992. Con decreti dei Ministri
competenti, di concerto con il Ministro del tesoro, saranno stabiliti i limiti orari individuali, che dovranno
tener conto specificamente delle particolari situazioni delle Forze di superficie e subacquee in navigazione, di
quelle impegnate in specifiche attività che abbiano carattere di continuità o che comunque impediscano
recuperi orari, in relazione agli impegni connessi alle funzioni realmente svolte, nonchè alle particolari
situazioni delle Forze al di fuori del territorio nazionale.

4. Nel triennio 1991-1993 non potranno essere incrementati gli attuali volumi organici del personale militare
a carico della Difesa e i numeri massimi di cui all’art. 3 della legge 10 dicembre 1973, n. 804, e successive modificazioni
ed integrazioni.

5. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge sarà emanato, su proposta del
Ministro della difesa, di concerto con i Ministri del tesoro e per la funzione pubblica, apposito decreto del Presidente
della Repubblica concernente le norme relative alle licenze del personale militare.

6. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in lire 230 miliardi in ragione d’anno,
si provvede mediante riduzione, rispettivamente per lire 87 miliardi, per lire 54 miliardi e per lire 87 miliardi,
degli stanziamenti iscritti ai capitoli 4011, 1832 e 4051 dello stato di previsione del Ministero della difesa
per l’anno 1990 e corrispondenti capitoli per gli esercizi successivi, e, per lire 2 miliardi, al capitolo 3032
dello stato di previsione del Ministero della marina mercantile per l’anno 1990 e corrispondenti capitoli per gli
esercizi successivi.

7. Per gli esercizi 1991 e 1992 gli stanziamenti dei capitoli di cui al comma 6, detratte le somme utilizzate
come copertura, potranno essere incrementati in misura non superiore al tasso di inflazione programmato in sede
di relazione previsionale e programmatica.

8. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni
di bilancio.

Art. 11. Scatti stipendiali.

1. Il comma 15-bis dell’art. 1 del decreto-legge 16 settembre 1987, n. 379, convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 novembre 1987, n. 468, è sostituito dal seguente:

<<15-bis. Ai sottufficiali delle Forze armate, compresi quelli dell'Arma dei carabinieri e del Corpo
della guardia di finanza sino al grado di maresciallo capo e gradi corrispondenti, promossi ai sensi della legge
22 luglio 1971, n. 536, ed ai marescialli maggiori e marescialli maggiori aiutanti ed appuntati, che cessano dal
servizio per età o perchè divenuti permanentemente inabili al servizio incondizionato o perché
deceduti, sono attribuiti, ai soli fini pensionistici e della liquidazione dell'indennità di buonuscita,
sei scatti calcolati sull'ultimo stipendio, ivi compresi la retribuzione individuale di anzianità e gli
scatti gerarchici, in aggiunta a qualsiasi altro beneficio spettante. Detto beneficio si estende anche ai sottufficiali
provenienti dagli appuntati che cessano dal servizio per gli stessi motivi sopra specificati a condizione che abbiano
compiuto trenta anni di servizio effettivamente prestato. Del predetto beneficio non si tiene conto per il calcolo
dell'indennità di ausiliaria di cui all'art. 46 della legge 10 maggio 1983, n. 212>>.

Art. 12. Norme transitorie.

1. Per il personale di cui all’art. 1 l’adeguamento della corrispondenza dei livelli retributivi con le attribuzioni
dei singoli gradi sarà effettuato con apposito provvedimento legislativo, con decorrenza dal 1º gennaio
1991, contestualmente ed in correlazione con l’analogo provvedimento previsto per le Forze di polizia.

2. Ai fini della predisposizione dell’atto di iniziativa del Governo, il Ministro della difesa acquisirà
il parere di un’apposita commissione, comprendente anche funzionari del Ministero del tesoro e del Dipartimento
della funzione pubblica, istituita con decreto ministeriale, che provvederà a formulare specifiche proposte,
avuto riguardo anche a quello che sarà proposto per le Forze di polizia.

3. Il provvedimento legislativo di cui al comma 1 non dovrà determinare disallineamenti con quanto stabilito
per gli altri pubblici dipendenti e dovrà tener conto delle peculiari progressioni di carriera e dei benefici
economici aggiuntivi attribuiti alle Forze armate.

Art. 13. Copertura finanziaria.

1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato in lire 744 miliardi per l’anno 1990, ivi
compreso l’onere relativo agli anni 1988 e 1989 e al netto dell’importo di lire 222 miliardi quale acconto sui
miglioramenti economici autorizzato dal decreto-legge 25 maggio 1990, n. 123, ed in lire 874 miliardi a decorrere
dall’anno 1991, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 6868 dello
stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno finanziario 1990 e corrispondenti capitoli per gli anni
successivi.

2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.