D.Lgs. 507/1993

untitled Decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 288, del 9 dicembre). Revisione ed armonizzazione dell’imposta comunale sulla pubblicità e del diritto[...]

untitled

Decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507

(in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 288, del 9 dicembre).

Revisione ed armonizzazione dell’imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni,
della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonchè della tassa
per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell’art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente
il riordino della finanza territoriale.
Preambolo
Il Presidente della Repubblica: Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l’art. 4, comma 4, lettere
a), b), c), d) ed e), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza degli enti territoriali;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 settembre 1993; Acquisito
il parere delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 novembre 1993; Sulla proposta del Presidente del Consiglio
dei Ministri e dei Ministri delle finanze e dell’interno, di concerto con il Ministro del tesoro; Emana il seguente
decreto legislativo:

Art. 1. Ambito di applicazione.

1. La pubblicità esterna e le pubbliche affissioni sono soggette, secondo le disposizioni degli articoli
seguenti, rispettivamente ad una imposta ovvero ad un diritto a favore del comune nel cui territorio sono effettuate.

Art. 2. Classificazione dei comuni.

1. Ai fini del presente capo i comuni sono ripartiti, in base alla popolazione residente al 31 dicembre del penultimo
anno precedente a quello in corso, quale risulta dai dati pubblicati annualmente dall’Istituto nazionale di statistica,
nelle seguenti cinque classi:

Classe I: comuni con oltre 500.000 abitanti;

Classe II: comuni da oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti;

Classe III: comuni da oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti;

Classe IV: comuni da oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti;

Classe V: comuni fino a 10.000 abitanti.

2. I comuni capoluogo di provincia non possono comunque essere collocati in una classe inferiore alla III.

Art. 3. Regolamento e tariffe.

1. Il comune è tenuto ad adottare apposito regolamento per l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità
e per l’effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni.

2. Con il regolamento il comune disciplina le modalità di effettuazione della pubblicità e può
stabilire limitazioni e divieti per particolari forme pubblicitarie in relazione ad esigenze di pubblico interesse.

3. Il regolamento deve in ogni caso determinare la tipologia e la quantità degli impianti pubblicitari,
le modalità per ottenere il provvedimento per l’installazione, nonchè i criteri per la realizzazione
del piano generale degli impianti. Deve altresì stabilire la ripartizione della superficie degli impianti
pubblici da destinare alle affissioni di natura istituzionale, sociale o comunque prive di rilevanza economica
e quella da destinare alle affissioni di natura commerciale, nonchè la superficie degli impianti da attribuire
a soggetti privati, comunque diversi dal concessionario del pubblico servizio, per l’effettuazione di affissioni
dirette.

4. Il regolamento entra in vigore dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la relativa deliberazione
è divenuta esecutiva a norma di legge.

5. Le tariffe dell’imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni sono deliberate
entro il 31 ottobre di ogni anno ed entrano in vigore il primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la
deliberazione è divenuta esecutiva a norma di legge e, qualora non modificate entro il suddetto termine,
si intendono prorogate di anno in anno; in caso di mancata adozione della deliberazione in questione, si applicano
le tariffe di cui al presente capo.

6. Il comune, in relazione a rilevanti flussi turistici desumibili da oggettivi indici di ricettività,
può applicare, per un periodo complessivo nel corso dell’anno non superiore a quattro mesi, una maggiorazione
fino al 50 per cento delle tariffe per la pubblicità di cui agli articoli 12, comma 2, 14, commi 2, 3, 4
e 5, e all’art. 15, nonchè, limitativamente a quelle di carattere commerciale, della tariffa per le pubbliche
affissioni di cui all’art. 19.

Art. 4. Categoria delle località.

1. Agli effetti dell’applicazione dell’imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni,
limitatamente alle affissioni di carattere commerciale, i comuni delle prime tre classi possono suddividere le
località del proprio territorio in due categorie in relazione alla loro importanza, applicando alla categoria
speciale una maggiorazione fino al 150 per cento della tariffa normale.

2. Il regolamento comunale deve specificare le località comprese nella categoria speciale, la cui superficie
complessiva non può superare il 35 per cento di quella del centro abitato, come delimitato ai sensi dell’art.
4 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285; in ogni caso la superficie degli impianti per pubbliche affissioni
installati in categoria speciale non potrà essere superiore alla metà di quella complessiva.

Art. 5. Presupposto dell’imposta.

1. La diffusione di messaggi pubblicitari effettuata attraverso forme di comunicazione visive o acustiche, diverse
da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o che sia
da tali luoghi percepibile è soggetta all’imposta sulla pubblicità prevista nel presente decreto.

2. Ai fini dell’imposizione si considerano rilevanti i messaggi diffusi nell’esercizio di una attività
economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l’immagine del
soggetto pubblicizzato.

Art. 6. Soggetto passivo.

1. Soggetto passivo dell’imposta sulla pubblicità, tenuto al pagamento in via principale, è colui
che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso.

2. E’ solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi
oggetto della pubblicità.

Art. 7. Modalità di applicazione dell’imposta.

1. L’imposta sulla pubblicità si determina in base alla superficie della minima figura piana geometrica
in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti.

2. Le superfici inferiori ad un metro quadrato si arrotondano per eccesso al metro quadrato e le frazioni di
esso, oltre il primo, a mezzo metro quadrato; non si fa luogo ad applicazione di imposta per superfici inferiori
a trecento centimetri quadrati.

3. Per i mezzi pubblicitari polifacciali l’imposta è calcolata in base alla superficie complessiva adibita
alla pubblicità.

4. Per i mezzi pubblicitari aventi dimensioni volumetriche l’imposta è calcolata in base alla superficie
complessiva risultante dallo sviluppo del minimo solido geometrico in cui può essere circoscritto il mezzo
stesso.

5. I festoni di bandierine e simili nonchè i mezzi di identico contenuto, ovvero riferibili al medesimo
soggetto passivo, collocati in connessione tra loro si considerano, agli effetti del calcolo della superficie imponibile,
come un unico mezzo pubblicitario.

6. Le maggiorazioni di imposta a qualunque titolo previste sono cumulabili e devono essere applicate alla tariffa
base; le riduzioni non sono cumulabili.

7. Qualora la pubblicità di cui agli articoli 12 e 13 venga effettuata in forma luminosa o illuminata
la relativa tariffa di imposta è maggiorata del 100 per cento.

Art. 8. Dichiarazione.

1. Il soggetto passivo di cui all’art. 6 è tenuto, prima di iniziare la pubblicità, a presentare
al comune apposita dichiarazione anche cumulativa, nella quale devono essere indicate le caratteristiche, la durata
della pubblicità e l’ubicazione dei mezzi pubblicitari utilizzati. Il relativo modello di dichiarazione
deve essere predisposto dal comune e messo a disposizione degli interessati.

2. La dichiarazione deve essere presentata anche nei casi di variazione della pubblicità, che comportino
la modificazione della superficie esposta o del tipo di pubblicità effettuata, con conseguente nuova imposizione;
è fatto obbligo al comune di procedere al conguaglio fra l’importo dovuto in seguito alla nuova dichiarazione
e quello pagato per lo stesso periodo.

3. La dichiarazione della pubblicità annuale ha effetto anche per gli anni successivi, purchè
non si verifichino modificazioni degli elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta;
tale pubblicità si intende prorogata con il pagamento della relativa imposta effettuato entro il 31 gennaio
dell’anno di riferimento, sempre che non venga presentata denuncia di cessazione entro il medesimo termine.

4. Qualora venga omessa la presentazione della dichiarazione, la pubblicità di cui agli articoli 12,
13 e 14, commi 1, 2 e 3, si presume effettuata in ogni caso con decorrenza dal primo gennaio dell’anno in cui è
stata accertata; per le altre fattispecie la presunzione opera dal primo giorno del mese in cui è stato
effettuato l’accertamento.

Art. 9. Pagamento dell’imposta.

1. L’imposta è dovuta per le fattispecie previste dagli articoli 12, commi 1 e 3, 13 e 14, commi 1 e 3,
per anno solare di riferimento cui corrisponde una autonoma obbligazione tributaria; per le altre fattispecie il
periodo di imposta è quello specificato nelle relative disposizioni.

2. Il pagamento dell’imposta deve essere effettuato mediante versamento a mezzo di conto corrente postale intestato
al comune ovvero, in caso di affidamento in concessione, al suo concessionario, con arrotondamento a mille lire
per difetto se la frazione non è superiore a lire cinquecento o per eccesso se è superiore. L’attestazione
dell’avvenuto pagamento deve essere allegata alla prescritta dichiarazione. Con decreto del Ministro delle finanze,
di concerto con il Ministro delle poste e telecomunicazioni, sono determinate le caratteristiche del modello di
versamento.

3. Il comune, per particolari esigenze organizzative, può consentire il pagamento diretto del diritto
relativo ad affissioni non aventi carattere commerciale.

4. Per la pubblicità relativa a periodi inferiori all’anno solare l’imposta deve essere corrisposta in
unica soluzione; per la pubblicità annuale l’imposta può essere corrisposta in rate trimestrali anticipate
qualora sia di importo superiore a lire tre milioni.

5. La riscossione coattiva dell’imposta si effettua secondo le disposizioni del decreto del Presidente della
Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43 e successive modificazioni: il relativo ruolo deve essere formato e reso esecutivo
entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’avviso di accertamento o di rettifica è
stato notificato ovvero, in caso di sospensione della riscossione, entro il 31 dicembre all’anno successivo a quello
di scadenza del periodo di sospensione. Si applica l’art. 2752, comma 4, del codice civile.

6. Entro il termine di due anni decorrente dal giorno in cui è stato effettuato il pagamento, ovvero
da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto al rimborso, il contribuente può chiedere
la restituzione di somme versate e non dovute mediante apposita istanza. Il comune è tenuto a provvedere
nel termine di novanta giorni.

7. Qualora la pubblicità sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti o dati in godimento
al comune, l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l’occupazione
di spazi ed aree pubbliche, nonchè il pagamento di canoni di locazione o di concessione.

Art. 10. Rettifica ed accertamento d’ufficio.

1. Il comune, entro due anni dalla data in cui la dichiarazione è stata o avrebbe dovuto essere presentata,
procede a rettifica o ad accertamento d’ufficio, notificando al contribuente, anche a mezzo posta mediante raccomandata
con avviso di ricevimento, apposito avviso motivato.

2. Nell’avviso devono essere indicati il soggetto passivo, le caratteristiche e l’ubicazione del mezzo pubblicitario,
l’importo dell’imposta o della maggiore imposta accertata, delle soprattasse dovute e dei relativi interessi, nonchè
il termine di sessanta giorni entro cui effettuare il relativo pagamento.

3. Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato dal comune per l’organizzazione e
la gestione dell’imposta, ovvero, nel caso di gestione in concessione, da un rappresentante del concessionario.

Art. 11. Funzionario responsabile.

1. Nel caso di gestione diretta, il comune designa un funzionario cui sono attribuiti la funzione ed i poteri per
l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale dell’imposta sulla pubblicità e del diritto
sulle pubbliche affissioni; il predetto funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi, i provvedimenti
relativi e dispone i rimborsi.

2. Il comune è tenuto a comunicare alla direzione centrale per la fiscalità locale del Ministero
delle finanze il nominativo del funzionario responsabile entro sessanta giorni dalla sua nomina.

3. Nel caso di gestione in concessione, le attribuzioni di cui al comma 1 spettano al concessionario.

Art. 12. Pubblicità ordinaria.

1. Per la pubblicità effettuata mediante insegne, cartelli, locandine, targhe, stendardi o qualsiasi altro
mezzo non previsto dai successivi articoli, la tariffa dell’imposta per ogni metro quadrato di superficie e per
anno solare è la seguente:

comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . L. 32.000

comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . >> 28.000

comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . >> 24.000

comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . >> 20.000

comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . >> 16.000

2. Per le fattispecie pubblicitarie di cui al comma 1 che abbiano durata non superiore a tre mesi si applica
per ogni mese o frazione una tariffa pari ad un decimo di quella ivi prevista.

3. Per la pubblicità effettuata mediante affissioni dirette, anche per conto altrui, di manifesti e
simili su apposite strutture adibite alla esposizione di tali mezzi si applica l’imposta in base alla superficie
complessiva degli impianti nella misura e con le modalità previste dal comma 1.

4. Per la pubblicità di cui ai commi precedenti che abbia superficie compresa tra metri quadrati 5,5
e 8,5 la tariffa dell’imposta è maggiorata del 50 per cento; per quella di superficie superiore a metri
quadrati 8,5 la maggiorazione è del 100 per cento.

Art. 13. Pubblicità effettuata con veicoli.

1. Per la pubblicità visiva effettuata per conto proprio o altrui all’interno e all’esterno di veicoli in
genere, di vetture autofilotranviarie, battelli, barche e simili, di uso pubblico o privato, è dovuta l’imposta
sulla pubblicità in base alla superficie complessiva dei mezzi pubblicitari installati su ciascun veicolo
nella misura e con le modalità previste dall’art. 12, comma 1; per la pubblicità effettuata all’esterno
dei veicoli suddetti sono dovute le maggiorazioni di cui all’art. 12, comma 4.

2. Per i veicoli adibiti ad uso pubblico l’imposta è dovuta al comune che ha rilasciato la licenza di
esercizio; per i veicoli adibiti a servizi di linea interurbana l’imposta è dovuta nella misura della metà
a ciascuno dei comuni in cui ha inizio e fine la corsa; per i veicoli adibiti ad uso privato l’imposta è
dovuta al comune in cui il proprietario del veicolo ha la residenza anagrafica o la sede.

3. Per la pubblicità effettuata per conto proprio su veicoli di proprietà dell’impresa o adibiti
ai trasporti per suo conto, l’imposta è dovuta per anno solare al comune ove ha sede l’impresa stessa o
qualsiasi altra sua dipendenza, ovvero al comune ove sono domiciliati i suoi agenti o mandatari che alla data del
primo gennaio di ciascun anno, o a quella successiva di immatricolazione, hanno in dotazione detti veicoli, secondo
la seguente tariffa:

a) per autoveicoli con portata superiore a 3.000 kg .. …………………………………….L. 144.000

b) per autoveicoli con portata inferiore a 3.000 kg ………………………………………….. 96.000

c) per motoveicoli e veicoli non ricompresi nelle due precedenti categorie …………… 48.000

Per i veicoli circolanti con rimorchio la tariffa di cui al presente comma è raddoppiata.

4. Per i veicoli di cui al comma 3 non è dovuta l’imposta per l’indicazione del marchio, della ragione
sociale e dell’indirizzo dell’impresa, purchè sia apposta non più di due volte e ciascuna iscrizione
non sia di superficie superiore a mezzo metro quadrato.

5. E’ fatto obbligo di conservare l’attestazione dell’avvenuto pagamento dell’imposta e di esibirla a richiesta
degli agenti autorizzati.

Art. 14. Pubblicità effettuata con pannelli luminosi e proiezioni.

1. Per la pubblicità effettuata per conto altrui con insegne, pannelli o altre analoghe strutture caratterizzate
dall’impiego di diodi luminosi, lampadine e simili mediante controllo elettronico, elettromeccanico o comunque
programmato in modo da garantire la variabilità del messaggio o la sua visione in forma intermittente, lampeggiante
o similare, si applica l’imposta indipendentemente dal numero dei messaggi, per metro quadrato di superficie e
per anno solare in base alla seguente tariffa:

comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 128.000

comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 112.000

comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 96.000

comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 80.000

comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 64.000

2. Per la pubblicità di cui al comma 1 di durata non superiore a tre mesi si applica, per ogni mese o
frazione, una tariffa pari a un decimo di quella ivi prevista.

3. Per la pubblicità prevista dai commi 1 e 2 effettuata per conto proprio dall’impresa si applica l’imposta
in misura pari alla metà delle rispettive tariffe.

4. Per la pubblicità realizzata in luoghi pubblici o aperti al pubblico attraverso diapositive, proiezioni
luminose o cinematografiche effettuate su schermi o pareti riflettenti, si applica l’imposta per ogni giorno, indipendentemente
dal numero dei messaggi e dalla superficie adibita alla proiezione, in base alla seguente tariffa:

comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 8.000

comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 7.000

comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 6.000

comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 5.000

comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 4.000

5. Qualora la pubblicità di cui al comma 4 abbia durata superiore a trenta giorni, dopo tale periodo
si applica una tariffa giornaliera pari alla metà di quella ivi prevista.

Art. 15. Pubblicità varia.

1. Per la pubblicità effettuata con striscioni o altri mezzi similari, che attraversano strade o piazze
la tariffa dell’imposta, per ciascun metro quadrato e per ogni periodo di esposizione di quindici giorni o frazione,
è pari a quella prevista dall’art. 12, comma 1.

2. Per la pubblicità effettuata da aeromobili mediante scritte, striscioni, disegni fumogeni, lancio
di oggetti o manifestini, ivi compresa quella eseguita su specchi d’acqua e fasce marittime limitrofi al territorio
comunale, per ogni giorno o frazione, indipendentemente dai soggetti pubblicizzati, è dovuta l’imposta a
ciascun comune sul cui territorio la pubblicità stessa viene eseguita, nella seguente misura:

comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 192.000

comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 168.000

comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 144.000

comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 120.000

comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 96.000

3. Per la pubblicità eseguita con palloni frenati e simili, si applica l’imposta in base alla tariffa
pari alla metà di quella prevista dal comma 2.

4. Per la pubblicità effettuata mediante distribuzione, anche con veicoli, di manifestini o di altro
materiale pubblicitario, oppure mediante persone circolanti con cartelli o altri mezzi pubblicitari, è dovuta
l’imposta per ciascuna persona impiegata nella distribuzione od effettuazione e per ogni giorno o frazione, indipendentemente
dalla misura dei mezzi pubblicitari o dalla quantità di materiale distribuito, in base alla seguente tariffa:

comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 8.000

comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 7.000

comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 6.000

comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 5.000

comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 4.000

5. Per la pubblicità effettuata a mezzo di apparecchi amplificatori e simili, la tariffa dell’imposta
dovuta per ciascun punto di pubblicità e per ciascun giorno o frazione è la seguente:

comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 24.000

comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 21.000

comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 18.000

comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 15.000

comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 12.000

Art. 16. Riduzioni dell’imposta.

1. La tariffa dell’imposta è ridotta alla metà: a) per la pubblicità effettuata da comitati,
associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; b) per la pubblicità relativa
a manifestazioni politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque
realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; c) per la pubblicità
relativa a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficienza.

Art. 17. Esenzioni dall’imposta.

1. Sono esenti dall’imposta:

a) la pubblicità realizzata all’interno dei locali adibiti alla vendita di beni o alla prestazione di
servizi quando si riferisca all’attività negli stessi esercitata, nonchè i mezzi pubblicitari, ad
eccezione delle insegne, esposti nelle vetrine e sulle pareti di ingresso dei locali medesimi purchè siano
attinenti all’attività in essi esercitata e non superino, nel loro insieme, la superficie complessiva di
mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso;

b) gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle immediate
adiacenze del punto di vendita, relativi all’attività svolta, nonchè quelli riguardanti la localizzazione
e l’utilizzazione dei servizi di pubblica utilità, che non superino la superficie di mezzo metro quadrato
e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili sui quali sono affissi, di superficie non superiore
ad un quarto di metro quadrato;

c) la pubblicità comunque effettuata all’interno, sulle facciate esterne o sulle recinzioni dei locali
di pubblico spettacolo qualora si riferisca alle rappresentazioni in programmazione;

d) la pubblicità, escluse le insegne, relativa ai giornali ed alle pubblicazioni periodiche, se esposta
sulle sole facciate esterne delle edicole o nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei negozi ove si effettua
la vendita;

e) la pubblicità esposta all’interno delle stazioni dei servizi di trasporto pubblico di ogni genere
inerente l’attività esercitata dall’impresa di trasporto, nonchè le tabelle esposte all’esterno delle
stazioni stesse o lungo l’itinerario di viaggio, per la parte in cui contengano informazioni relative alle modalità
di effettuazione del servizio;

f) la pubblicità esposta all’interno delle vetture ferroviarie, degli aerei e delle navi, ad eccezione
dei battelli di cui all’art. 13;

g) la pubblicità comunque effettuata in via esclusiva dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali;

h) le insegne, le targhe e simili apposte per l’individuazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni
ed ogni altro ente che non persegua scopo di lucro;

i) le insegne, le targhe e simili la cui esposizione sia obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento
sempre che le dimensioni del mezzo usato, qualora non espressamente stabilite, non superino il mezzo metro quadrato
di superficie.

Art. 18. Servizio delle pubbliche affissioni.

1. Il servizio delle pubbliche affissioni è inteso a garantire specificatamente l’affissione, a cura del
comune, in appositi impianti a ciò destinati, di manifesti di qualunque materiale costituiti, contenenti
comunicazioni aventi finalità istituzionali, sociali o comunque prive di rilevanza economica, ovvero, ove
previsto, e nella misura stabilita nelle disposizioni regolamentari di cui all’art. 3, di messaggi diffusi nell’esercizio
di attività economiche.

2. Il servizio deve essere obbligatoriamente istituito nei comuni che abbiano una popolazione residente, al
31 dicembre del penultimo anno precedente a quello in corso, superiore a tremila abitanti; negli altri comuni il
servizio è facoltativo.

3. La superficie degli impianti da adibire alle pubbliche affissioni deve essere stabilita nel regolamento comunale
in misura proporzionale al numero degli abitanti e comunque non inferiore a 18 metri quadrati per ogni mille abitanti
nei comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti, e a 12 metri quadrati negli altri comuni.

Art. 19. Diritto sulle pubbliche affissioni.

1. Per l’effettuazione delle pubbliche affissioni è dovuto in solido, da chi richiede il servizio e da colui
nell’interesse del quale il servizio stesso è richiesto, un diritto, comprensivo dell’imposta sulla pubblicità,
a favore del comune che provvede alla loro esecuzione.

2. La misura del diritto sulle pubbliche affissioni per ciascun foglio di dimensione fino a cm 70 x 100 e per
i periodi di seguito indicati è la seguente:
































Per i primi10 giorni Per ogni periodo successivo di 5 giorni o frazione
comuni di classe I L. 2.800 L. 840
comuni di classe II 2.600 780
comuni di classe III 2.400 720
comuni di classe IV 2.200 660
comuni di classe V 2.000 600

3. Per ogni commissione inferiore a cinquanta fogli il diritto di cui al comma 2 è maggiorato del 50
per cento.

4. Per i manifesti costituiti da otto fino a dodici fogli il diritto è maggiorato del 50 per cento; per
quelli costituiti da più di dodici fogli è maggiorato del 100 per cento.

5. Nei comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti, qualora il committente richieda espressamente
che l’affissione venga eseguita in determinati spazi da lui prescelti, è dovuta una maggiorazione del 100
per cento del diritto.

6. Le disposizioni previste per l’imposta sulla pubblicità si applicano, per quanto compatibili, anche
al diritto sulle pubbliche affissioni.

7. Il pagamento del diritto sulle pubbliche affissioni deve essere effettuato contestualmente alla richiesta
del servizio secondo le modalità di cui all’art. 9; per il recupero di somme comunque dovute a tale titolo
e non corrisposte si osservano le disposizioni dello stesso articolo.

Art. 20. Riduzioni del diritto.

1. La tariffa per il servizio delle pubbliche affissioni è ridotta alla metà: a) per i manifesti
riguardanti in via esclusiva lo Stato e gli enti pubblici territoriali e che non rientrano nei casi per i quali
è prevista l’esenzione ai sensi dell’art. 21; b) per i manifesti di comitati, associazioni, fondazioni ed
ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; c) per i manifesti relativi ad attività politiche, sindacali
e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la
partecipazione degli enti pubblici territoriali; d) per i manifesti relativi a festeggiamenti patriottici, religiosi,
a spettacoli viaggianti e di beneficienza; e) per gli annunci mortuari.

Art. 21. Esenzioni dal diritto.

1. Sono esenti dal diritto sulle pubbliche affissioni: a) i manifesti riguardanti le attività istituzionali
del comune da esso svolte in via esclusiva, esposti nell’ambito del proprio territorio; b) i manifesti delle autorità
militari relativi alle iscrizioni nelle liste di leva, alla chiamata ed ai richiami alle armi; c) i manifesti dello
Stato, delle regioni e delle province in materia di tributi; d) i manifesti delle autorità di polizia in
materia di pubblica sicurezza; e) i manifesti relativi ad adempimenti di legge in materia di referendum, elezioni
politiche, per il parlamento europeo, regionali, amministrative; f) ogni altro manifesto la cui affissione sia
obbligatoria per legge; g) i manifesti concernenti corsi scolastici e professionali gratuiti regolarmente autorizzati.

Art. 22. Modalità per le pubbliche affissioni.

1. Il regolamento comunale stabilisce criteri e modalità per l’espletamento del servizio delle pubbliche
affissioni per quanto non disciplinato nei commi seguenti.

2. Le pubbliche affissioni devono essere effettuate secondo l’ordine di precedenza risultante dal ricevimento
della commissione, che deve essere annotata in apposito registro cronologico.

3. La durata dell’affissione decorre dal giorno in cui è stata eseguita al completo; nello stesso giorno,
su richiesta del committente, il comune deve mettere a sua disposizione l’elenco delle posizioni utilizzate con
l’indicazione dei quantitativi affissi.

4. Il ritardo nell’effettuazione delle affissioni causato dalle avverse condizioni atmosferiche si considera
caso di forza maggiore. In ogni caso, qualora il ritardo sia superiore a dieci giorni dalla data richiesta, il
comune deve darne tempestiva comunicazione per iscritto al committente.

5. La mancanza di spazi disponibili deve essere comunicata al committente per iscritto entro dieci giorni dalla
richiesta di affissione.

6. Nei casi di cui ai commi 4 e 5 il committente può annullare la commissione senza alcun onere a suo
carico ed il comune è tenuto al rimborso delle somme versate entro novanta giorni.

7. Il committente ha facoltà di annullare la richiesta di affissione prima che venga eseguita, con l’obbligo
di corrispondere in ogni caso la metà del diritto dovuto.

8. Il comune ha l’obbligo di sostituire gratuitamente i manifesti strappati o comunque deteriorati e, qualora
non disponga di altri esemplari dei manifesti da sostituire, deve darne tempestiva comunicazione al richiedente
mantenendo, nel frattempo, a sua disposizione i relativi spazi.

9. Per le affissioni richieste per il giorno in cui è stato consegnato il materiale da affiggere od
entro i due giorni successivi, se trattasi di affissioni di contenuto commerciale, ovvero per le ore notturne dalle
20 alle 7 o nei giorni festivi, è dovuta la maggiorazione del 10 per cento del diritto, con un minimo di
L. 50.000 per ciascuna commissione; tale maggiorazione può con apposita previsione del capitolato d’oneri
di cui all’art. 28, essere attribuita in tutto o in parte al concessionario del servizio.

10. Nell’ufficio del servizio delle pubbliche affissioni devono essere esposti, per la pubblica consultazione,
le tariffe del servizio, l’elenco degli spazi destinati alle pubbliche affissioni con l’indicazione delle categorie
alle quali detti spazi appartengono ed il registro cronologico delle commissioni.

Art. 23. Sanzioni tributarie ed interessi.

1. Per l’omessa, tardiva o infedele presentazione della dichiarazione di cui all’art. 8, si applica, oltre al pagamento
dell’imposta o del diritto dovuti, una soprattassa pari all’ammontare dell’imposta o del diritto evasi.

2. Per l’omesso o tardivo pagamento dell’imposta o delle singole rate di essa o del diritto è dovuta,
indipendentemente da quella di cui al comma 1, una soprattassa pari al 20 per cento dell’imposta o del diritto
il cui pagamento è stato omesso o ritardato.

3. Le soprattasse previste dai precedenti commi sono ridotte ad un quarto se la dichiarazione è prodotta
o il pagamento viene eseguito non oltre trenta giorni dalla data in cui avrebbero dovuto essere effettuati, ovvero
alla metà se il pagamento viene eseguito entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento.

4. Sulle somme dovute per l’imposta sulla pubblicità, per il diritto sulle pubbliche affissioni e per
le relative soprattasse si applicano interessi di mora nella misura del 7 per cento per ogni semestre compiuto,
a decorrere dal giorno in cui detti importi sono divenuti esigibili; interessi nella stessa misura spettano al
contribuente per le somme ad esso dovute a qualsiasi titolo a decorrere dalla data dell’eseguito pagamento.

Art. 24. Sanzioni amministrative.

1. Il comune è tenuto a vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari
riguardanti l’effettuazione della pubblicità. Alle violazioni di dette disposizioni conseguono sanzioni
amministrative per la cui applicazione si osservano le norme contenute nelle sezioni I e II del capo I della legge
24 novembre 1981, n. 689, salvo quanto previsto nei successivi commi.

2. Per le violazioni delle norme regolamentari stabilite dal comune in esecuzione del presente capo nonchè
di quelle contenute nei provvedimenti relativi all’installazione degli impianti, si applica la sanzione da lire
duecentomila a lire due milioni con notificazione agli interessati, entro centocinquanta giorni dall’accertamento,
degli estremi delle violazioni riportati in apposito verbale. Il comune dispone altresì la rimozione degli
impianti pubblicitari abusivi facendone menzione nel suddetto verbale; in caso di inottemperanza all’ordine di
rimozione entro il termine stabilito, il comune provvede d’ufficio, addebitando ai responsabili le spese sostenute.

3. Il comune, o il concessionario del servizio, può effettuare, indipendentemente dalla procedura di
rimozione degli impianti e dall’applicazione delle sanzioni di cui al comma 2, la immediata copertura della pubblicità
abusiva, in modo che sia privata di efficacia pubblicitaria, ovvero la rimozione delle affissioni abusive, con
successiva notifica di apposito avviso secondo le modalità previste dall’art. 10.

4. I mezzi pubblicitari esposti abusivamente possono, con ordinanza del sindaco, essere sequestrati a garanzia
del pagamento delle spese di rimozione e di custodia, nonchè dell’imposta e dell’ammontare delle relative
soprattasse ed interessi; nella medesima ordinanza deve essere stabilito un termine entro il quale gli interessati
possono chiedere la restituzione del materiale sequestrato previo versamento di una congrua cauzione stabilita
nella ordinanza stessa.

5. I proventi delle sanzioni amministrative sono devoluti al comune e destinati al potenziamento ed al miglioramento
del servizio e dell’impiantistica comunale, nonchè alla redazione ed all’aggiornamento del piano generale
degli impianti pubblicitari di cui all’art. 3.

Art. 25. Gestione del servizio.

1. La gestione del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta sulla pubblicità e delle pubbliche
affissioni è effettuata in forma diretta dal comune.

2. Il comune, qualora lo ritenga più conveniente sotto il profilo economico e funzionale, può
affidare in concessione il servizio ad apposita azienda speciale di cui all’art. 22, comma 3, lettera c), della
legge 8 giugno 1990, n. 142, ovvero ai soggetti iscritti nell’albo previsto dall’art. 32.

3. Il concessionario subentra al comune in tutti i diritti ed obblighi inerenti la gestione del servizio ed
è tenuto a provvedere a tutte le spese occorrenti, ivi comprese quelle per il personale impiegato. In ogni
caso, è fatto divieto al concessionario di emettere atti o effettuare riscossioni successivamente alla scadenza
della concessione.

Art. 26. Corrispettivo del servizio.

1. Per la gestione del servizio il concessionario è compensato ad aggio sulla riscossione complessiva a
qualsiasi titolo conseguita con esclusione di ogni altro corrispettivo; per i comuni appartenenti all’ultima classe
il servizio può essere affidato dietro corresponsione di un canone fisso da versare al comune.

2. L’aggio va rapportato in misura unica all’ammontare lordo complessivamente riscosso a titolo di imposta e
del diritto sulle pubbliche affissioni e relativi accessori, con facoltà di stabilire in favore del comune
un minimo garantito al netto dell’aggio per ciascun anno della concessione.

3. L’ammontare delle riscossioni effettuate al netto dell’aggio, ovvero il canone convenuto, deve essere versato
alla tesoreria comunale a scadenze trimestrali posticipate, fermo restando che l’importo del versamento non può
essere inferiore alla quota del minimo garantito corrispondente ad ogni rata, salvo il conguaglio nei versamenti
successivi, qualora le riscossioni superino la rata stessa.

4. Per il ritardato versamento delle somme dovute dal concessionario si applica una indennità di mora
del 7 per cento semestrale sugli importi non versati, che può essere riscossa dal comune utilizzando il
procedimento esecutivo previsto dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.

5. Nel caso di variazione di tariffe superiore al 10 per cento, deliberata dal comune o stabilita per legge
nel corso della concessione, l’aggio o il canone fisso ed il minimo garantito convenuto devono essere ragguagliati
in misura proporzionale al maggiore o minore ammontare delle riscossioni.

Art. 27. Durata della concessione.

1. La concessione del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta sulla pubblicità e del diritto
sulle pubbliche affissioni ha durata massima di sei anni.

2. Qualora la concessione sia di durata inferiore a sei anni, si può procedere al suo rinnovo fino al
raggiungimento di tale limite, purchè le condizioni contrattuali proposte siano più favorevoli per
il comune; a tal fine il concessionario deve presentare apposita istanza almeno sei mesi prima della data di scadenza
della concessione indicando le condizioni per il rinnovo.

Art. 28. Conferimento della concessione.

1. Il conferimento della concessione ai soggetti iscritti nell’albo di cui all’art. 32 viene effettuato in conformità
all’art. 56 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e previa adozione di apposito capitolato d’oneri, mediante licitazione
privata ai sensi dell’art. 89 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, integrato dalle disposizioni, ove compatibili,
della legge 2 febbraio 1973, n. 14, e dell’art. 2-bis del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 65, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 aprile 1989, n. 155.

2. La licitazione deve essere indetta tra non meno di tre soggetti iscritti nell’albo di cui all’art. 32 che
abbiano capacità tecnica e finanziaria adeguata alla classe di appartenenza del comune concedente secondo
la suddivisione in categorie prevista dall’art. 33. L’oggetto della licitazione è costituito dalla misura
percentuale dell’aggio e, se richiesto, dall’ammontare del minimo garantito, ovvero dall’importo del canone fisso.

3. L’iscrizione nell’albo è comprovata esclusivamente mediante presentazione di certificato rilasciato
dalla direzione centrale per la fiscalità locale del Ministero delle finanze in data non anteriore a novanta
giorni da quella in cui si svolge la gara.

4. I soggetti partecipanti alla licitazione debbono fornire apposita dichiarazione resa ai sensi degli articoli
4, 20 e 26 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, attestante che loro stessi ed i soci della società che rappresentano
non detengono, a qualsiasi titolo, direttamente od indirettamente, interessi in altre società partecipanti
alla licitazione stessa; la omissione della dichiarazione o la sua falsa attestazione comportano la nullità
della concessione, ove non sia iniziata la gestione, o la decadenza dalla stessa a norma dell’art. 30, comma 1,
lettera d).

5. Quando almeno due licitazioni risultino infruttuose la concessione può essere conferita mediante trattativa
privata; in tal caso la durata della concessione non può essere superiore a tre anni, con esclusione della
possibilità di rinnovo.

6. Nell’ipotesi di affidamento in concessione del servizio ad azienda speciale, l’aggio, il minimo garantito
ovvero il canone fisso sono determinati dal comune con apposita convenzione.

Art. 29 - 52

Peeplo Engine

Un motore di ricerca nuovo, ricco e approfondito.

Inizia ora le tue ricerche su Peeplo.