Legge 88/1989

untitled Legge 9 marzo 1989, n. 88 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., n. 60, del 13 marzo). Ristrutturazione dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’Istituto nazionale per[...]

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Legge 9 marzo 1989, n. 88

(in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., n. 60, del 13 marzo).

Ristrutturazione dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro.

Preambolo

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga
la seguente legge:

Art. 1. Funzioni e finalità dell’Istituto nazionale della previdenza sociale - INPS.

1. L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), ente pubblico erogatore di servizi, è sottoposto
alla vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero del tesoro.

2. L’INPS, nel quadro della politica economica generale, adempie alle funzioni attribuitegli con criteri di
economicità e di imprenditorialità, adeguando autonomamente la propria organizzazione all’esigenza
di efficiente e tempestiva acquisizione dei contributi ed erogazione delle prestazioni. Alle medesime finalità
deve conformarsi l’azione di controllo e di vigilanza sull’attività dell’Istituto.

3. Tra gli scopi istituzionali dell’Istituto rientra anche la gestione di forme di previdenza integrativa nell’ambito
delle disposizioni generali derivanti da leggi o regolamenti.

4. L’esercizio delle attività relative alla gestione di forme di previdenza integrativa deve essere effettuato
dall’INPS sulla base di un bilancio annuale di previsione separato da quello afferente agli altri fondi amministrati.
Alla gestione finanziaria dei fondi integrativi non si applica l’art. 16 della legge 12 agosto 1974, n. 370.

Art. 2. Organi dell’INPS.

1. Il primo comma dell’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è sostituito
dal seguente: < esecutivo; 4) i comitati amministratori delle gestioni, fondi e casse; 5) i comitati regionali; 6) i comitati provinciali;
7) il collegio dei sindaci; 8) il direttore generale>>.

Art. 3. Presidente.

1. I numeri 2 e 3 del secondo comma dell’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n.
639, sono sostituiti dai seguenti:

<<2) convoca e presiede il consiglio di amministrazione, il comitato esecutivo ed i comitati per i quali
non sia diversamente previsto dalla legge e può delegare ad un componente del consiglio di amministrazione
la presidenza dei comitati anzidetti;

3) predispone l'ordine del giorno degli argomenti da sottoporre agli organi suddetti, ad eccezione dei comitati
per i quali sia diversamente previsto dalla legge, ne promuove l'eventuale istruttoria e vigila sull'esecuzione
delle deliberazioni di tutti gli organi collegiali dell'Istituto>>.

2. Il quinto comma dell’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è
sostituito dal seguente:

< le disposizioni di cui al decreto-legge 11 gennaio 1985, n. 2, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge
8 marzo 1985, n. 72, e successive modificazioni ed integrazioni, può delegare la rappresentanza legale dell'ente
al direttore generale, ai dirigenti preposti alle unità centrali e, nell'ambito delle circoscrizioni periferiche,
ai dirigenti periferici. In caso di assenza o impedimento dei titolari dei poteri di rappresentanza, l'esercizio
dei poteri medesimi è assunto dai funzionari designati a farne le veci, salvo diversa disposizione di regolamento>>.

3. Il sesto comma dell’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è abrogato.

Art. 4. Composizione del consiglio di amministrazione.

1. L’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è sostituito dal seguente:

<

1. Il consiglio di amministrazione è composto, oltre che dal presidente dell'Istituto, che lo presiede,
da venti rappresentanti dei lavoratori dipendenti, di cui uno in rappresentanza dei dirigenti di azienda, da quattro
rappresentanti dei lavoratori autonomi, da nove rappresentanti dei datori di lavoro, dal presidente dell'Istituto
nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e da quattro funzionari dell'Amministrazione
dello Stato, in rappresentanza rispettivamente del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, del Ministero
del tesoro, del Ministero del bilancio e della programmazione economica e del Ministero per la funzione pubblica.

2. I rappresentanti dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro sono designati
dalle rispettive organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale.

3. I membri del consiglio di amministrazione sopra elencati sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica
su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro>>.

2. Il consiglio di amministrazione in carica alla data di entrata in vigore della presente legge prosegue la
sua attività sino alla scadenza del mandato.

Art. 5. Competenze del consiglio di amministrazione.

1. Spetta al consiglio di amministrazione:

a) proporre al Ministro del lavoro e della previdenza sociale una terna di nomi per la nomina del presidente
dell’Istituto;

b) nominare due vice presidenti, da scegliersi uno tra i consiglieri rappresentanti dei lavoratori dipendenti
ed uno tra i consiglieri rappresentanti dei datori di lavoro;

c) nominare i membri non di diritto del comitato esecutivo;

d) proporre al Ministro del lavoro e della previdenza sociale la nomina ed il trattamento economico del direttore
generale, anche in deroga alla legge 20 marzo 1975, n. 70, e la nomina dei dirigenti generali; designare inoltre
il dirigente generale che svolge le funzioni vicarie;

e) deliberare i bilanci consuntivi e preventivi e le eventuali variazioni a questi ultimi;

f) deliberare, sulla base di un programma pluriennale, gli obiettivi e le direttive generali dell’attività
dell’Istituto e vigilare sulla loro attuazione;

g) deliberare i regolamenti di cui all’art. 10 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito in legge,
con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48, e, con i criteri di cui all’art. 1, comma 2, gli altri
regolamenti dell’Istituto compresi il regolamento organico e di fine servizio del personale e quello di amministrazione
e contabilità, anche in deroga alle disposizioni della legge 20 marzo 1975, n. 70;

h) deliberare l’eventuale costituzione di commissioni consiliari, nominarne i membri e fissarne le norme di
funzionamento;

i) deliberare la costituzione di fondi pensionistici integrativi ed i criteri generali per l’impiego dei capitali
secondo quanto previsto all’art. 1;

l) deliberare sulla dotazione organica;

m) deliberare il riordino delle funzioni in materia di contabilità anche in deroga al decreto del Presidente
della Repubblica 18 dicembre 1979, n. 696.

2. L’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è abrogato.

Art. 6. Composizione del comitato esecutivo.

1. Il primo comma dell’art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è sostituito
dal seguente:

< dal presidente e dai due vice presidenti, dai seguenti membri eletti dal consiglio di amministrazione nel proprio
seno:

1) sei consiglieri scelti tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti;

2) due consiglieri scelti tra i rappresentanti dei datori di lavoro;

3) due consiglieri scelti per turni biennali tra i rappresentanti dei lavoratori autonomi;

4) i rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero del tesoro in seno al
consiglio di amministrazione>>.

Art. 7. Competenze del comitato esecutivo.

1. Il comitato esecutivo esercita i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria, assumendo i provvedimenti
di carattere generale attinenti all’organizzazione ed al personale dell’Istituto.

2. Non è consentita l’attribuzione di specifiche deleghe ai singoli componenti del comitato esecutivo.

3. Il comitato esecutivo può delegare particolari funzioni ed attribuzioni ad altri organi centrali e
periferici, nonchè a dirigenti dell’Istituto.

4. Il comitato esecutivo esercita inoltre tutte le attribuzioni ad esso demandate da leggi e regolamenti e le
funzioni che non siano comprese nella sfera di competenza degli altri organi di amministrazione dell’Istituto.

Art. 8. Procedure di controllo.

1. L’art. 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è sostituito dal seguente:

<

1. L'Istituto è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero
del tesoro, che esercitano le relative funzioni secondo le vigenti disposizioni e nel rispetto dell'autonomia e
delle finalità dell'Istituto.

2. I regolamenti e le delibere contenenti criteri direttivi generali adottati dal consiglio di amministrazione,
nonchè gli atti non espressamente soggetti per legge ad approvazione ministeriale, sono immediatamente esecutivi
e vengono trasmessi, ai sensi del comma 1, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e al Ministro del
tesoro.

3. Le delibere con cui il consiglio di amministrazione definisce o modifica la dotazione organica del personale
o quella dei dirigenti sono trasmesse per l'approvazione al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, il
quale entro sessanta giorni dalla data di ricezione delle delibere stesse le approva o le restituisce, con motivati
rilievi, per il riesame del consiglio di amministrazione. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale provvede
all'approvazione di concerto con il Ministro per la funzione pubblica.

4. Per i rilievi riguardanti i vizi di legittimità devono essere espressamente indicate le norme di legge
che si ritengono violate.

5. Trascorso il termine di sessanta giorni, le delibere non restituite diventano esecutive. In caso di motivata
richiesta di chiarimenti, il decorso del termine è sospeso fino alla data in cui sono forniti i chiarimenti
richiesti.

6. Le delibere diventano comunque esecutive qualora, nonostante i rilievi, siano motivatamente confermate con
nuova deliberazione del consiglio di amministrazione, semprechè i rilievi mossi non attengano a vizi di
legittimità.

7. I controlli di cui al presente articolo sostituiscono quelli previsti dall'art. 29 della legge 20 marzo 1975,
n. 70, e successive modificazioni ed integrazioni.

8. La Corte dei conti esercita il controllo continuativo sulla gestione dell'Istituto con le modalità
previste dall'art. 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259, in quanto compatibili, e riferisce al Parlamento sulla
efficienza economica e finanziaria dell'attività svolta nell'esercizio esaminato>>.

Art. 9. Controllo sui bilanci.

1. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, può formulare
motivati rilievi sui bilanci preventivi e su quelli consuntivi nonchè sulle note di variazione al bilancio
di previsione, rinviando i bilanci medesimi e le note di variazione a nuovo esame da parte del consiglio di amministrazione
per le motivate decisioni definitive.

2. I suddetti rilievi devono essere formulati, per i bilanci, entro sessanta giorni e, per le note di variazione,
entro trenta giorni dalla data di ricezione. Trascorsi detti termini il bilancio di previsione e le note di variazione
diventano esecutivi.

Art. 10. Collegio dei sindaci.

1. Il collegio dei sindaci vigila sulla legittimità e regolarità contabile di tutte le gestioni amministrate
dall’Istituto e, nell’ambito di tale attribuzione, esercita il controllo sugli atti relativi alla gestione del
patrimonio e sul bilancio dell’ente e redige le relazioni sui bilanci di previsione, sui conti consuntivi e sugli
stati patrimoniali riferendone al consiglio di amministrazione.

2. Il collegio sindacale è composto da:

a) quattro rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, con qualifica non inferiore a
dirigente generale, di cui uno con funzioni di presidente;

b) tre rappresentanti del Ministero del tesoro, con qualifica non inferiore a dirigente generale, di cui uno
con funzioni di vice presidente.

3. Per ciascuno dei componenti del collegio è nominato un membro supplente.

4. I componenti del collegio sindacale intervengono alle sedute del consiglio di amministrazione, del comitato
esecutivo e dei comitati previsti per le varie gestioni.

5. Su designazione del presidente del collegio assistono normalmente alle adunanze degli altri organi centrali
almeno due sindaci, uno dei quali può essere scelto anche tra quelli supplenti.

6. I sindaci non possono far parte di commissioni e comitati comunque istituiti nell’ambito dell’Istituto, nè
ricevere incarichi di studio o di consulenza.

7. Il collegio dei sindaci è costituito con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale
di concerto con il Ministro del tesoro.

8. Il presidente del collegio è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti
il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e il Ministro del tesoro. Con lo stesso decreto è designato,
tra i rappresentanti del Ministero del tesoro, il vice presidente del collegio.

9. I componenti effettivi del collegio dei sindaci ed il magistrato della Corte dei conti delegato al controllo
dell’Istituto sono collocati fuori ruolo ai sensi dell’art. 58 del testo unico delle disposizioni concernenti lo
statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957,
n. 3, e successive modificazioni e integrazioni.

10. Sono abrogati gli articoli 29, 30, 31 e 32 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n.
639, ed ogni altra disposizione in contrasto o incompatibile con il presente articolo.

Art. 11. Responsabilità degli amministratori.

1. Il diritto al risarcimento dei danni arrecati all’Amministrazione da parte dei componenti degli organi dell’Istituto,
nell’esercizio delle loro funzioni, si estingue con il decorso del termine di prescrizione ordinaria prevista dal
codice civile, che inizia a decorrere dal giorno in cui si è verificato il fatto causativo del danno.

Art. 12. Direttore generale.

1. L’art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è sostituito dal seguente:

<

1. Il direttore generale dell'INPS: sovraintende all'organizzazione, all'attività e al personale dell'Istituto,
assicurandone l'unità operativa e di indirizzo tecnico-amministrativo, nel rispetto dei criteri generali
e delle direttive stabilite dal consiglio di amministrazione; partecipa con voto consultivo alle sedute del consiglio
di amministrazione, del comitato esecutivo e dei comitati amministratori delle gestioni, fondi o casse con facoltà
di iniziativa e proposta e dispone l'esecuzione delle deliberazioni dagli stessi adottate.

2. Il direttore generale formula proposte in materia di ristrutturazione operativa dell'Istituto, consistenza
degli organici e promozione dei dirigenti ed esercita ogni altro potere attribuitogli dal presidente, dal consiglio
di amministrazione, dal comitato esecutivo o dai comitati di gestione, speciali o di vigilanza.

3. Il direttore generale è scelto tra i dirigenti generali dell'Istituto ovvero tra esperti delle discipline
attinenti ai compiti dell'Istituto stesso ed è nominato con decreto del Presidente della Repubblica promosso
dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, su proposta del consiglio di amministrazione, per un periodo
di cinque anni rinnovabile.

4. Il trattamento economico del direttore generale è determinato con decreto del Ministro del lavoro
e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, su proposta del consiglio di amministrazione
dell'Istituto.

5. In caso di assenza o di impedimento, il direttore generale è sostituito dal dirigente generale che
esplica le funzioni di vicario, che ne assume tutte le funzioni comprese quelle delegate, salvo diversa determinazione
dell'organo delegante.

6. In caso di vacanza dell'ufficio di direttore generale, il presidente convoca il consiglio di amministrazione
entro il termine di trenta giorni per la proposta di competenza. Fino alla nomina del nuovo direttore generale,
le funzioni sono assunte dal dirigente generale che esplica le funzioni di vicario>>.

2. Al direttore generale si applicano le norme sull’incompatibilità, nonchè quelle sul limite
massimo di età per la permanenza in servizio stabilite per il personale dell’Istituto.

Art. 13. Competenze dei dirigenti.

1. I dirigenti dell’Istituto esercitano le attribuzioni loro conferite dalla legge, dai regolamenti e dagli organi,
o che, comunque, non siano dalla legge attribuite alla competenza degli organi dell’Istituto e del direttore generale,
ed assicurano, per quanto di competenza, il conseguimento degli obiettivi fissati nei programmi approvati dal consiglio
di amministrazione. Lo stato giuridico ed il trattamento economico sono disciplinati dal decreto-legge 11 gennaio
1985, n. 2, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 8 marzo 1985, n. 72, e successive modificazioni
ed integrazioni.

2. I dirigenti garantiscono l’imparzialità e il buon andamento dell’amministrazione attenendosi ai princìpi
della legalità, della tempestività e della economicità della gestione; rispondono agli organi
di amministrazione dei risultati dell’attività svolta dagli apparati cui sono preposti e della gestione
delle risorse ad essi demandate.

3. L’attribuzione della qualifica di dirigente superiore è deliberata dal comitato esecutivo, su proposta
del direttore generale, sulla base di criteri stabiliti dal consiglio di amministrazione che tengano conto delle
capacità professionali, della cultura e delle attitudini individuali del dirigente; sono scrutinabili i
primi dirigenti con un’anzianità minima di tre anni nella qualifica.

4. Il comitato esecutivo delibera la concessione di una indennità di funzione, in presenza dell’effettivo
esercizio della funzione stessa, determinandola sulla base dell’importanza della funzione e delle connesse responsabilità,
nonchè dei disagi derivanti dalla mobilità, e stabilisce i criteri generali per l’utilizzo temporaneo
di dirigenti in funzioni diverse da quelle della qualifica rivestita.

5. I posti vacanti nella qualifica di dirigente sono coperti per la metà con il sistema del concorso
pubblico di cui alla legge 10 luglio 1984, n. 301, e per l’altra metà mediante concorso riservato o scrutinio
per merito comparativo tra i funzionari del nono livello funzionale. I criteri e le modalità del concorso
riservato o dello scrutinio sono stabiliti dal comitato esecutivo.

6. L’attività di formazione per l’accesso alla dirigenza e quella di perfezionamento, specializzazione
e aggiornamento professionale dei dirigenti e del restante personale sono svolte da apposite strutture dell’Istituto
anche in collaborazione con analoghe strutture dello Stato e degli altri enti pubblici.

7. La preposizione dei dirigenti generali alle relative funzioni, nell’ambito dell’amministrazione di appartenenza,
è effettuata per gli enti di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70, dai rispettivi consigli di amministrazione,
che ne danno notizia alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Art. 14. Mobilità dei dirigenti.

1. L’indennità di trasferta prevista per i dirigenti degli enti pubblici non economici, comandati in missione,
viene liquidata in misura ridotta qualora gli stessi chiedano il rimborso delle spese effettivamente sostenute
per il vitto e per l’alloggio.

2. Nel caso di trasferimento d’ufficio in altra città, al personale di cui al comma 1 spetta il rimborso,
per i primi due anni di permanenza nella nuova destinazione, delle spese sostenute per la locazione di un alloggio
adeguato alle esigenze familiari.

Art. 15. Funzionari direttivi.

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, al personale degli enti pubblici disciplinati
dalla legge 20 marzo 1975, n. 70, in possesso della qualifica di direttore o consigliere capo ed equiparate ovvero
delle qualifiche inferiori alla ex-categoria direttiva, alla data degli inquadramenti operati in attuazione delle
norme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1976, n. 411, è esteso ad personam, e
sulla base delle anzianità di servizio a ciascuno già riconosciute e non riassorbibili, rispettivamente
il trattamento giuridico ed economico degli ispettori generali e dei direttori di divisione di cui all’art. 61
del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, e successive modifiche e integrazioni.

2. In sede di contrattazione articolata sono individuate posizioni funzionali di particolare rilievo da attribuire
ai funzionari della categoria direttiva della ottava e nona qualifica e vengono determinate le indennità
per l’effettivo espletamento delle funzioni medesime da attribuire al personale in questione in aggiunta a quelle
previste dagli accordi di categoria. Le funzioni indennizzabili e l’ammontare delle predette indennità sono
definite sulla scorta di criteri che tengano conto del grado di autonomia e del livello di responsabilità
e di preparazione professionale richiesti per la preposizione a strutture organizzative, a compiti di studio, di
ricerca e progettazione, a funzioni di elevata specializzazione dell’area informatica, ad attività ispettive
di particolare complessità, nonchè a funzioni vicarie. I dirigenti preposti alle strutture rispondono
della corretta attribuzione delle indennità di cui al presente comma.

Art. 16. Difesa legale.

1. La difesa degli amministratori e dei dipendenti dell’Istituto convenuti in giudizio civile o sottoposti ad azione
penale per fatti connessi all’esercizio delle loro attribuzioni può essere assunta anche dai legali del
ruolo professionale dell’amministrazione, ed a carico di questa, previa autorizzazione del comitato esecutivo.

Art. 17. Emanazione dei regolamenti.

1. I regolamenti previsti dal presente capo, ad eccezione di quelli concernenti i procedimenti di delegificazione,
sono adottati entro il limite massimo di otto mesi dall’entrata in vigore della presente legge.

2. In attesa dell’emanazione dei regolamenti di cui al comma 1, l’organizzazione e la gestione dell’ente restano
disciplinate dal preesistente ordinamento.

Art. 18. Progetti speciali.

1. In relazione ad impegni derivanti dall’attuazione di disposizioni legislative sull’erogazione delle prestazioni
e sulla riscossione ed accreditamento dei contributi ovvero per particolari esigenze organizzative connesse a tali
settori, l’Istituto elabora progetti a termine finalizzati a tali scopi da realizzare anche attraverso la selezione
ed assunzione di personale, su base regionale, mediante contratti di formazione e lavoro e contratti a termine.

2. Con la contrattazione articolata di ente sono stabiliti i criteri per la corresponsione, al personale e ai
dirigenti che partecipano alla elaborazione e realizzazione dei progetti di cui al comma 1, di compensi incentivanti
la produttività.

3. Al finanziamento di quanto previsto dai commi precedenti si provvede mediante una quota non superiore allo
0,10 per cento delle entrate indicate nel bilancio di previsione dell’Istituto.

Art. 19. Conferimento di incarichi professionali.

1. Per le esigenze connesse alla progettazione e realizzazione di sistemi informativi complessi, alla revisione
e riordinamento delle funzioni di contabilità ed agli investimenti delle risorse finanziarie dei fondi integrativi
di cui all’art. 1, l’Istituto può deliberare il conferimento di incarichi di consulenza professionale ad
esperti altamente specializzati. Il relativo compenso è stabilito dal comitato esecutivo.

2. E’ fatto divieto di assumere con il contratto di cui al comma 1 personale già alle dipendenze dello
stesso Istituto.

3. Il numero massimo degli incarichi di cui al comma 1 non può superare le venticinque unità.

Art. 20. Gestione finanziaria e patrimoniale.

1. La gestione finanziaria e patrimoniale dell’Istituto, ad eccezione di quanto previsto all’art. 1, comma 4, è
unica per tutte le attività istituzionali relative alle gestioni previdenziali e assistenziali ad esso affidate
come è unico il relativo bilancio. Tali gestioni hanno propria autonomia economico-patrimoniale nell’ambito
della gestione complessiva dell’Istituto.

2. L’Istituto è autorizzato a costituire o partecipare a società cui affidare la gestione del
patrimonio immobiliare nel rispetto di criteri di economicità ed efficienza. L’autorizzazione è concessa
dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro su proposta del consiglio
di amministrazione dell’Istituto. Trascorso il termine di sessanta giorni dalla data in cui la deliberazione del
consiglio di amministrazione risulta pervenuta ai ministri competenti, questa diventa esecutiva. La costituzione
o la partecipazione alle società non rientrano nell’ambito degli impieghi dei fondi disponibili ai sensi
dell’art. 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153.

3. Per ogni esercizio finanziario l’Istituto è tenuto a compilare il bilancio preventivo finanziario
generale di competenza e di cassa, secondo criteri generali di classificazione, ai fini del consolidamento delle
operazioni interessanti il settore pubblico che, anche in deroga all’art. 30 della legge 20 marzo 1975, n. 70,
tengano conto delle esigenze funzionali dell’Istituto.

4. Deve altresì compilare il conto consuntivo generale e, per ciascuna delle gestioni amministrate, il
bilancio preventivo e il conto consuntivo. I bilanci preventivi devono essere deliberati entro il 30 novembre dell’anno
precedente l’esercizio al quale si riferiscono. I bilanci consuntivi devono essere deliberati entro il 31 luglio
successivo alla chiusura dell’esercizio. Per le spese consentite dai fini istituzionali dell’Istituto, che non
abbiano carattere obbligatorio, deve essere assicurata la necessaria copertura finanziaria nel bilancio preventivo
e nelle note di variazione.

5. Le modalità di formazione e deliberazione dei bilanci e delle note di variazione sono disciplinate
dagli articoli 49 e 51 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639.

6. I bilanci preventivi e consuntivi devono essere trasmessi al Ministro del lavoro e della previdenza sociale
e al Ministro del tesoro entro dieci giorni dalla deliberazione del consiglio di amministrazione.

7. Fino a quando non sia scaduto il termine per la formulazione dei rilievi da parte del Ministro del lavoro
e della previdenza sociale e del Ministro del tesoro, per gli stanziamenti che hanno formato oggetto di rilievo
da parte di detti Ministri, prima delle motivate decisioni definitive del consiglio di amministrazione, per le
sole spese non obbligatorie, l’Istituto adotta la gestione provvisoria del bilancio deliberato dal consiglio di
amministrazione, nei limiti di un dodicesimo di ogni mese, per la spesa prevista da ciascun capitolo, ovvero, nei
limiti della maggiore spesa necessaria, ove si tratti di spese non frazionabili e non differibili. Gli articoli
48, 50 e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, sono abrogati.

8. Il costo dei servizi non rientranti nelle competenze istituzionali dell’Istituto, ma ad esso affidati per
disposizione di legge o di regolamento, è a carico del bilancio dello Stato o dell’amministrazione committente.

Art. 21. Fondi dei lavoratori dipendenti.

1. Nell’ambito del comparto riguardante la gestione dei lavoratori dipendenti, oltre al fondo di cui all’art. 12
del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è istituita la gestione di cui al successivo
art. 24. In tale ambito il consiglio di amministrazione può deliberare l’utilizzazione, senza corresponsione
di interessi, degli eventuali avanzi di gestione.

Art. 22. Composizione del comitato amministratore del fondo pensioni lavoratori dipendenti.

1. Il comitato amministratore del fondo pensioni lavoratori dipendenti di cui all’art. 12 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è presieduto dal vice presidente dell’Istituto rappresentante dei
lavoratori dipendenti ed è composto, oltre che dal vice presidente medesimo, da cinque rappresentanti dei
lavoratori dipendenti e da tre rappresentanti dei datori di lavoro in seno al consiglio di amministrazione, nominati
dal consiglio medesimo, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta dei voti dei componenti, nonchè dai
rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero del tesoro in seno al consiglio
di amministrazione.

2. In caso di assenza o impedimento del presidente, le funzioni vicarie sono assunte dal membro del comitato
delegato dal presidente stesso.

Art. 23. Competenze del comitato amministratore del fondo pensioni lavoratori dipendenti.

1. Il comitato amministratore del fondo pensioni lavoratori dipendenti ha i seguenti compiti:

a) predisporre, in conformità ai criteri stabiliti dal consiglio di amministrazione dell’Istituto, i
bilanci annuali preventivo e consuntivo della gestione, corredati da una propria relazione e deliberare sui bilanci
tecnici relativi alla gestione stessa;

b) deliberare le modalità di erogazione delle prestazioni e di riscossione dei contributi;

c) fare proposte in materia di contributi e prestazioni al consiglio di amministrazione, che le trasmette, con
proprio motivato parere, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale;

d) vigilare sull’affluenza dei contributi, sull’erogazione delle prestazioni nonchè sull’andamento della
gestione, proponendo i provvedimenti necessari per assicurarne l’equilibrio;

e) decidere, in unica istanza, i ricorsi in materia di contributi dovuti alla gestione, compresi quelli che
riguardano anche contributi dovuti alla gestione di cui al successivo art. 24; si applicano le norme sui termini
di cui all’art. 47, commi 3 e 4;

f) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o regolamenti o che gli sia affidato dal
consiglio di amministrazione o dal comitato esecutivo.

2. L’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, è abrogato.

Art. 24. Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.

1. A decorrere dal 1º gennaio 1989, le gestioni per l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria,
ivi compreso il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto e per l’assicurazione contro la tubercolosi,
la cassa per l’integrazione guadagni degli operai dell’industria, la cassa per l’integrazione guadagni dei lavoratori
dell’edilizia, la cassa per l’integrazione salariale ai lavoratori agricoli, la cassa unica per gli assegni familiari,
la cassa per il trattamento di richiamo alle armi degli impiegati ed operai privati, la gestione per i trattamenti
economici di malattia di cui all’art. 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, il Fondo per il rimpatrio dei lavoratori
extra-comunitari istituito dall’art. 13 della legge 30 dicembre 1986, n. 943, ed ogni altra forma di previdenza
a carattere temporaneo diversa dalle pensioni, sono fuse in una unica gestione che assume la denominazione di < prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti>>.

2. La predetta gestione, alla quale affluiscono i contributi afferenti ai preesistenti fondi, casse e gestioni,
ne assume le attività e le passività ed eroga le relative prestazioni.

3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge è soppresso il Fondo per gli assuntori dei servizi
delle ferrovie, tranvie, filovie e linee di navigazione interna di cui agli accordi economici collettivi dell’8
luglio 1941 e dell’11 dicembre 1942. La residua attività patrimoniale, come da bilancio consuntivo della
gestione del predetto fondo, è contabilizzata nella gestione dei trattamenti familiari di cui al comma 1.

4. Il bilancio della gestione è unico ed evidenzia per ciascuna forma di previdenza le prestazioni e
il correlativo gettito contributivo.

Art. 25. Composizione del comitato amministratore della gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.

1. Alla gestione istituita ai sensi dell’art. 24 sovraintende un comitato amministratore presieduto dal vice
presidente dell’Istituto scelto tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti e composto oltre che dal vice presidente
medesimo, da cinque rappresentanti dei lavoratori dipendenti e da tre rappresentanti dei datori di lavoro in seno
al consiglio di amministrazione, nominati dal consiglio medesimo, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta
dei voti, nonchè da un rappresentante rispettivamente del Ministero del lavoro e della previdenza sociale
e del Ministero del tesoro, con qualifica non inferiore a primo dirigente.

2. In caso di assenza o impedimento del presidente le funzioni vicarie sono assunte dal membro del comitato
delegato dal presidente stesso.

Art. 26. Competenze del comitato amministratore della gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.

1. Il comitato amministratore di cui all’art. 25 ha i seguenti compiti:

a) predisporre, in conformità ai criteri stabiliti dal consiglio di amministrazione dell’Istituto, i
bilanci annuali preventivo e consuntivo della gestione, corredati da una propria relazione, e deliberare sui bilanci
tecnici relativi alla gestione stessa;

b) deliberare le modalità di erogazione delle prestazioni e di riscossione dei contributi;

c) fare proposte in materia di contributi e prestazioni al consiglio di amministrazione, che le trasmette, con
proprio motivato parere, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale;

d) vigilare sull’affluenza dei contributi, sull’erogazione delle prestazioni nonchè sull’andamento della
gestione, proponendo, con le modalità di cui alla lettera c), i provvedimenti necessari per assicurarne
l’equilibrio;

e) decidere in unica istanza sui ricorsi in materia di contributi dovuti alla gestione; si applicano le norme
sui termini di cui all’art. 47, commi 3 e 4;

f) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o regolamenti o che gli sia affidato dal
consiglio di amministrazione o dal comitato esecutivo.

2. Tutte le competenze già attribuite ai preesistenti comitati preposti alle gestioni di cui all’art.
24 sono trasferite al comitato amministratore della gestione per le prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.

3. I ricorsi avverso i provvedimenti delle commissioni provinciali in materia di prestazioni di integrazione
salariale sono attribuiti al comitato amministratore della gestione di cui all’art. 24. Le autorizzazioni alle
proroghe di cui all’art. 6 della legge 20 maggio 1975, n. 164, per i periodi successivi alla data di entrata in
vigore della presente legge, sono concesse dalle commissioni di cui all’art. 8 della medesima legge.

Art. 27 e ss.

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