Legge 53/1989

untitled Legge 1º febbraio 1989, n. 53 (in Gazz. Uff., 21 febbraio, n. 43). Modifiche alle norme sullo stato giuridico e sull’avanzamento dei vicebrigadieri, dei graduati e militari di truppa[...]

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Legge 1º febbraio 1989, n. 53

(in Gazz. Uff., 21 febbraio, n. 43).

Modifiche alle norme sullo stato giuridico e sull’avanzamento dei vicebrigadieri, dei graduati e militari di
truppa dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza nonchè disposizioni relative alla
Polizia di Stato, al Corpo degli agenti di custodia e al Corpo forestale dello Stato.

Preambolo

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga
la seguente legge:

Art. 1.

1. I vicebrigadieri dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza si distinguono in:

a) vicebrigadieri in servizio permanente;

b) vicebrigadieri in ferma volontaria;

c) vicebrigadieri in congedo;

d) vicebrigadieri in congedo assoluto.

2. I vicebrigadieri in congedo sono ripartiti nelle categorie dell’ausiliaria, del complemento e della riserva.

3. Ai vicebrigadieri che cessano dal servizio permanente per il raggiungimento del limite d’eta sono estese
le norme di cui al titolo IV della legge 10 maggio 1983, n. 212, e successive modificazioni.

Art. 2.

1. I graduati, i carabinieri e i finanzieri si distinguono in:

a) appuntati scelti, appuntati, carabinieri scelti, finanzieri scelti, carabinieri e finanzieri in servizio
permanente;

b) appuntati, carabinieri e finanzieri in ferma volontaria;

c) carabinieri ausiliari in ferma volontaria;

d) appuntati scelti, appuntati, carabinieri scelti, finanzieri scelti, carabinieri e finanzieri in congedo illimitato,
nell’ausiliaria, nella riserva ed in congedo assoluto.

2. Occupano i posti in organico i militari di cui alle lettere a) e b) del comma 1.

3. Il personale di cui al comma 1 non può esercitare alcuna professione, mestiere, industria o commercio,
nè comunque attendere ad occupazioni o assumere incarichi incompatibili con l’adempimento dei suoi doveri.

4. Gli articoli 2 e 3 della legge 18 ottobre 1961, n. 1168, e l’art. 6 della legge 3 agosto 1961, n. 833, sono
abrogati.

5. In tutte le norme in vigore, le espressioni <> e <>
riferite all’Arma dei carabinieri e al Corpo della guardia di finanza, sono sostituite rispettivamente con le dizioni
< > oppure < al ruolo finanzieri ed appuntati>> e <>.

Art. 3.

1. Gli allievi carabinieri e finanzieri e gli allievi sottufficiali dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della
guardia di finanza, all’atto dell’arruolamento, contraggono una ferma volontaria della durata di anni quattro,
salvo quanto disposto dal successivo art. 5.

Art. 4.

1. Al termine della ferma volontaria i carabinieri, i finanzieri e gli appuntati dell’Arma dei carabinieri e
del Corpo della guardia di finanza, che conservino l’idoneità psico-fisica al servizio incondizionato e
siano meritevoli per qualità morali e culturali, buona condotta, attitudini e rendimento, di continuare
a prestare servizio nell’Arma e nel Corpo, sono ammessi, salvo esplicita rinunzia, in servizio permanente con determinazione
del comandante generale che può delegare tale facoltà ai comandanti di Corpo.

2. Possono ottenere altresì l’ammissione al servizio permanente, con le modalità di cui al comma
1, i vicebrigadieri che abbiano un’anzianità di servizio di almeno quattro anni.

3. La domanda di rinunzia al passaggio in servizio permanente va presentata, almeno sessanta giorni prima della
scadenza della ferma volontaria, al comando cui è in forza il militare.

4. L’ufficiale diretto da cui dipende il militare, qualora ritenga che il medesimo non sia meritevole di essere
ammesso in servizio permanente, inoltra, per via gerarchica, motivata proposta di proscioglimento al comandante
generale, che decide, sentito il parere della Commissione di avanzamento per i sottufficiali, integrata da tre
appuntati da lui designati. Avverso la decisione l’interessato può esperire le impugnative di legge.

5. I militari che non siano ammessi in servizio permanente cessano dalla ferma volontaria e sono collocati in
congedo. Il periodo di tempo eventualmente trascorso in servizio oltre la scadenza della ferma volontaria è
considerato come servizio prestato in ferma volontaria.

6. All’atto del congedo è corrisposto un premio pari all’ultimo stipendio mensile percepito per ogni
anno o frazione superiore a sei mesi di servizio prestato. Tale premio non è comunque cumulabile con la
indennità di anzianità di servizio, che dovesse essere corrisposta per effetto di altra normativa.

Art. 5.

1. Il militare che alla scadenza della ferma volontaria non possa essere ammesso in servizio permanente per
temporanea inidoneità fisica al servizio incondizionato o perchè imputato in un procedimento penale
per delitto non colposo o sottoposto a procedimento disciplinare, anche se sospeso dal servizio, può ottenere,
a domanda, di continuare a permanere in ferma volontaria.

2. La durata complessiva del prolungamento della ferma:

a) per il militare temporaneamente non idoneo al servizio incondizionato, non può essere superiore al
periodo massimo previsto per l’aspettativa;

b) per il militare sottoposto a procedimento penale o disciplinare, non può protrarsi oltre la data in
cui viene definito il procedimento stesso.

3. Il militare che abbia riacquistato l’idoneità fisica incondizionata e quello nei cui confronti il
procedimento penale o disciplinare si sia concluso favorevolmente possono ottenere, a domanda, l’ammissione in
servizio permanente con decorrenza dal giorno successivo alla scadenza della ferma volontaria precedentemente contratta.

4. La domanda di cui al comma 3 deve essere presentata entro sessanta giorni dalla data di comunicazione del
giudizio di idoneità fisica o della notificazione dell’esito del procedimento penale o disciplinare.

5. Il militare che, allo scadere del periodo massimo di cui al comma 2, lettera a), non abbia riacquistato l’idoneità
fisica incondizionata o che venga riconosciuto temporaneamente non idoneo, viene collocato in congedo con decorrenza
dal giorno successivo a quello della data di comunicazione del relativo giudizio.

Art. 6.

1. La partecipazione a corsi di particolare livello tecnico dei carabinieri, dei finanzieri, dei graduati e
dei vicebrigadieri dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza è subordinata al vincolo
di una ulteriore ferma proporzionale alla durata del corso, fino ad un massimo di cinque anni, dalla quale possono
essere prosciolti, a domanda, per gravi e comprovati motivi. Il programma e la durata dei corsi e del vincolo di
ferma obbligatoria che essi comportano sono determinati con decreto, rispettivamente, del Ministro della difesa
e del Ministro delle finanze.

2. Il vincolo della ferma obbligatoria di cui al comma 1 vale anche per i militari in servizio permanente.

Art. 7.

1. Il militare in servizio permanente dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza stabilisce
una detrazione di anzianità quando sia stato detenuto per condanna a pene restrittive della libertà
personale, o sia stato sospeso dal servizio per motivi disciplinari.

2. La detrazione di anzianità è pari al tempo trascorso in una delle suddette posizioni.

3. Il militare subisce una detrazione di anzianità anche quando sia stato in aspettativa per motivi privati.

4. L’art. 5 della legge 18 ottobre 1961, n. 1168, e l’art. 9 della legge 3 agosto 1961, n. 833, sono abrogati.

Art. 8.

1. I carabinieri e finanzieri in servizio permanente, i carabinieri scelti e finanzieri scelti, gli appuntati,
appuntati scelti e vicebrigadieri dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza possono essere
collocati in aspettativa per infermità e per motivi privati. Sono altresì collocati di diritto in
aspettativa per prigionia di guerra.

2. L’aspettativa non può superare due anni in un quinquennio, tranne che per prigionia di guerra, e termina
col cessare della causa che l’ha determinata.

3. Prima del collocamento in aspettativa per infermità ai militari di cui al comma 1 sono concessi i
periodi di licenza non ancora fruiti.

4. L’aspettativa per motivi privati è disposta a domanda; i motivi devono essere provati dall’interessato
e la sua concessione è subordinata alle esigenze di servizio.

5. Fermo il disposto del precedente comma 2, l’aspettativa per motivi privati non può eccedere il periodo
continuativo di un anno. L’interessato che sia già stato in aspettativa per motivi privati non può
esservi ricollocato se non siano trascorsi almeno due anni dal rientro in servizio.

6. L’aspettativa è disposta con determinazione del comandante generale dell’Arma o della Guardia di finanza,
secondo le rispettive competenze, con facoltà di delega, e decorre dalle date fissate nella determinazione
stessa. Nell’aspettativa per prigionia di guerra tale data corrisponde a quella della cattura.

7. Al militare in aspettativa per prigionia di guerra o per infermità dipendente da causa di servizio
compete l’intero trattamento economico goduto dal pari grado in attività di servizio.

8. Durante l’aspettativa per infermità non dipendente da causa di servizio è corrisposto il trattamento
economico di cui all’art. 26 della legge 5 maggio 1976, n. 187.

9. Agli effetti della pensione, il tempo trascorso dal militare in aspettativa per prigionia di guerra o per
infermità proveniente o non proveniente da causa di servizio è computato per intero.

10. I militari di cui al comma 1 in aspettativa per infermità, che debbano frequentare corsi o sostenere
esami prescritti ai fini dell’avanzamento o per la nomina a sottufficiale, qualora ne facciano domanda, sono sottoposti
ad accertamenti sanitari e se riconosciuti idonei sono richiamati in servizio.

11. Gli stessi militari in aspettativa per motivi privati, che debbano essere valutati per l’avanzamento o che
debbano sostenere esami prescritti ai fini dell’avanzamento o per la nomina a sottufficiale, qualora ne facciano
domanda, sono richiamati in servizio.

12. Ai medesimi militari in aspettativa per motivi privati non compete lo stipendio od altro assegno. Agli effetti
del trattamento di quiescenza e della indennità di fine servizio, il tempo trascorso in aspettativa per
motivi privati non è computato.

13. Gli articoli 7 ed 8 della legge 18 ottobre 1961, n. 1168, e gli articoli 11 e 12 della legge 3 agosto 1961,
n. 833, sono abrogati.

Art. 9.

1. Al secondo comma dell’art. 12 della legge 18 ottobre 1961, n. 1168, come modificato dall’art. 3 della legge
11 dicembre 1971, n. 1090, e dalla legge 11 maggio 1981, n. 192, e al primo comma dell’art. 15 della legge 3 agosto
1961, n. 833, alla lettera c) le parole <> sono sostituite dalle seguenti: < rendimento, nonchè gravi reiterate mancanze disciplinari che siano state oggetto di consegna di rigore>>.

2. Alle lettere b) dell’art. 20 della legge 18 ottobre 1961, n. 1168, e dell’art. 17 della legge 3 agosto 1961,
n. 833, sono aggiunte in fine le seguenti parole: <>.

Art. 10.

1. I militari indicati negli articoli 1 e 2 della presente legge cessano dal servizio permanente al compimento
del cinquantaseiesimo anno di età e, purchè in possesso dell’idoneità al servizio militare
incondizionato, sono collocati nella categoria dell’ausiliaria. Essi permangono in tale posizione fino al compimento
del sessantunesimo anno di età; successivamente sono collocati nella riserva o in congedo assoluto a seconda
dell’idoneità fisica.

2. Gli interessati, tre mesi prima del compimento del cinquantaseiesimo anno di età, possono, a domanda,
rinunciare al passaggio nella categoria dell’ausiliaria. In tal caso essi sono collocati direttamente nella categoria
della riserva.

3. I predetti militari in ausiliaria possono essere collocati nella riserva per motivi di salute, previ accertamenti
sanitari.

4. La categoria dell’ausiliaria comprende i militari che, essendo cessati dal servizio permanente a norma del
comma 1, sono costantemente a disposizione per essere richiamati in servizio in caso di necessità. Il loro
richiamo in temporaneo servizio è disposto, secondo le rispettive competenze, con decreto del Ministro della
difesa o del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro.

5. Il militare in ausiliaria non può assumere cariche ed impieghi retribuiti. L’inosservanza di tale
divieto comporta l’immediato passaggio nella categoria della riserva, con la perdita del trattamento economico
previsto per la categoria dell’ausiliaria.

6. Il militare che, all’atto della cessazione dal servizio permanente per raggiunti limiti di età, sia
collocato nella riserva perchè non idoneo ai servizi dell’ausiliaria, qualora riacquisti l’idoneità,
può, a domanda, essere iscritto in tale categoria. Il periodo trascorso nella riserva non è computato
ai fini del trattamento economico previsto per la categoria dell’ausiliaria che, comunque, non può superare
il sessantunesimo anno di età.

Art. 11.

1. La categoria della riserva comprende i militari di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge che, cessati
dal servizio permanente o dall’ausiliaria, hanno obblighi di servizio soltanto in tempo di guerra.

2. Essi cessano di appartenere alla riserva e sono collocati in congedo assoluto al compimento del sessantacinquesimo
anno di età. In tale ultima posizione non hanno obblighi di servizio, conservano il grado e l’onore dell’uniforme
e sono soggetti alle disposizioni di legge riflettenti il grado e la disciplina.

Art. 12.

1. Al personale di cui alla presente legge collocato in ausiliaria compete, in aggiunta al trattamento di quiescenza,
una indennità annua lorda, non reversibile, pari all’80 per cento della differenza tra il trattamento di
quiescenza percepito ed il trattamento economico spettante nel tempo al militare in attività di servizio
di pari grado, e con anzianità di servizio corrispondente a quella posseduta all’atto del collocamento nell’ausiliaria.
Per il calcolo della predetta differenza non si tiene conto dell’indennità integrativa speciale e delle
quote di aggiunta di famiglia.

2. Ai fini di quanto stabilito nel comma 1 si applicano le disposizioni di cui all’art. 46 della legge 10 maggio
1983, n. 212. A tal fine al primo comma dell’art. 46 della legge 10 maggio 1983, n. 212, dopo la parole: <>,
sono aggiunte le seguenti: <>.

Art. 13.

1. Ai carabinieri e finanzieri, che abbiano compiuto cinque anni di servizio, è conferita la qualifica
di scelto.

2. Ai carabinieri scelti e finanzieri scelti, che abbiano compiuto dieci anni di servizio, è conferito
il grado di appuntato, a ruolo aperto.

3. Agli appuntati dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, che abbiano cinque anni di
anzianità di grado o quindici anni di servizio, è conferito il grado di appuntato scelto.

4. La qualifica ed i gradi di cui ai commi precedenti sono conferiti con determinazione dei rispettivi comandanti
generali, o dell’autorità da essi delegata, previo giudizio di idoneità all’avanzamento espresso
dall’autorità competente, sentito il parere della Commissione di cui al precedente art. 4.

5. Agli appuntati scelti dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, con almeno un anno
di anzianità nel grado, è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, previo superamento
di apposito corso di qualificazione della durata prevista, di norma, in trenta giorni, a cui possono accedere a
domanda. I programmi e le modalità di svolgimento del corso, che può essere ripetuto una sola volta,
sono stabiliti con determinazione dei rispettivi comandanti generali.

6. Nei periodi di servizio di cui ai commi precedenti non vanno computati gli anni per i quali gli interessati
sono stati giudicati non idonei all’avanzamento, nonchè i periodi di detrazione di anzianità subiti
per effetto di condanne penali o di sospensioni dal servizio per motivi disciplinari.

7. I carabinieri scelti, i finanzieri scelti e gli appuntati che, alla data di entrata in vigore della presente
legge, abbiano maturato titolo per la promozione al grado superiore, sono promossi, previa valutazione di idoneità
delle autorità competenti ad esprimere i giudizi di avanzamento, con decorrenza dalla stessa data di entrata
in vigore della legge.

8. La data in cui è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria è quella del 1º
gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è concluso il corso. Dalla medesima data, al personale che
supera il corso di cui al comma 5 spetta un aumento stipendiale nella misura pari al 2,50 per cento dello stipendio
tabellare iniziale di livello. Tale beneficio è riassorbito in caso di promozione al grado superiore e non
costituisce presupposto per l’applicazione del quinto comma dell’art. 140 della legge 11 luglio 1980, n. 312.

Art. 14.

1. Al primo comma dell’art. 1 della legge 28 marzo 1968, n. 397, come modificato dall’art. 2 della legge 8 agosto
1980, n. 435, il n. 2) è sostituito dal seguente:

<<2) per i rimanenti tre decimi dei posti disponibili, mendiante corso-concorso per titoli ed esami, indetto
con decreto del Ministro della difesa, dagli appuntati ed appuntati scelti che abbiano compiuto trentacinque anni
di età o quindici anni di servizio da carabiniere ed abbiano riportato nell'ultimo triennio la qualifica
di almeno <>. Le modalità ed i programmi della durata prevista di norma
in tre mesi sono indicati con determinazione del comandante generale. Il corso può essere ripetuto, a domanda,
per una sola volta. I vincitori del corso-concorso sono nominati vicebrigadieri secondo l’ordine di graduatoria
e nel limite massimo dei posti disponibili, con decorrenza dal giorno successivo alla data di nomina dell’ultimo
vicebrigadiere proveniente dal corso della scuola sottufficiali concluso nell’anno. I posti rimasti scoperti sono
devoluti in aumento ai corsi di reclutamento ordinario dello stesso anno>>.

2. I numeri 1) e 2) dell’art. 1 della legge 11 dicembre 1975, n. 627, sono sostituiti dai seguenti:

<<1) per sette decimi dei posti disponibili nell'organico, dagli allievi della scuola sottufficiali della
Guardia di finanza che abbiano superato apposito corso della durata di due anni;

2) per i rimanenti tre decimi dei posti disponibili nell'organico mediante concorso per titoli ed esami indetto
con decreto del Ministro delle finanze, dagli appuntati e appuntati scelti della Guardia di finanza. Per la partecipazione
al concorso gli appuntati e gli appuntati scelti debbono aver riportato la qualifica di < media>> nell’ultimo triennio di servizio. La partecipazione al concorso non è consentita agli appuntati
e appuntati scelti che abbiano riportato il giudizio di non idoneità in due precedenti concorsi. I posti
eventualmente rimasti scoperti possono essere devoluti in aumento a quelli assegnati al concorso di cui al successivo
art. 2>>.

3. L’art. 15 della legge 11 dicembre 1975, n. 627, è sostituito dal seguente:

<

1. La composizione della commissione esaminatrice, l'indicazione dei titoli da valutare, le prove d'esame e
le norme di svolgimento degli esami del concorso di cui al n. 2) dell'art. 1 della presente legge sono stabiliti
con decreto del Ministro delle finanze.

2. I requisiti ed i titoli debbono essere posseduti alla data indicata nel bando di concorso.

3. La commissione esaminatrice valuta i titoli degli appuntati in possesso dei requisiti necessari per partecipare
al concorso per titoli ed esami ed attribuisce a ciascun concorrente un punto complessivo espresso in ventesimi.

4. I graduati che superano gli esami di concorso, i cui voti sono espressi in ventesimi, sono iscritti in graduatorie,
distinte per contingente, formate in base alla media dei voti riportati negli esami stessi ed al punto attribuito
ai titoli posseduti.

5. Sono giudicati idonei i concorrenti che nelle prove di esame riportanoo almeno 10/20.

6. I medesimi sono nominati vicebrigadieri secondo l'ordine delle graduatorie e nel limite massimo dei posti
loro spettanti in applicazione dell'art. 1 e solo dopo aver frequentato, con esito favorevole, un corso speciale
della durata non inferiore a sei mesi>>.

Art. 15.

1. I titoli da valutare, le prove e le norme di svolgimento degli esami dei corsi-concorsi di cui al comma 1
dell’art. 14, nonchè la composizione e la nomina della commissione esaminatrice sono stabiliti con decreto
del Ministro della difesa.

2. I requisiti ed i titoli debbono essere posseduti alle date indicate nel bando di concorso.

3. La commissione esaminatrice valuta i titoli ed i requisiti necessari per partecipare ai concorsi, nonchè
le prove degli esami, attribuendo a ciascuno un punteggio complessivo espresso in ventesimi ed in decimi di punto
ai fini della formazione della graduatoria.

Art. 16.

1. Ai vicebrigadieri dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, si applicano, rispettivamente,
le disposizioni di cui alla legge 18 ottobre 1961, n. 1168, ed alla legge 3 agosto 1961, n. 833, nonchè
quelle della legge 31 luglio 1954, n. 599, in quanto compatibili con la presente legge.

Art. 17.

1. I carabinieri ed i finanzieri, gli appuntati, i vicebrigadieri e i brigadieri possono contrarre matrimonio
dopo aver compiuto quattro anni di servizio.

2. La disposizione del comma 1 non si applica a coloro che abbiano compiuto il venticinquesimo anno di età.

Art. 18.

1. I procedimenti relativi ad infrazioni alle disposizioni sul matrimonio previste dalla preesistente normativa
sono estinti qualora, alla data di entrata in vigore della presente legge, non siano stati ancora emanati i provvedimenti
di cessazione dal servizio.

2. I militari di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge, che sono stati congedati per infrazioni sul matrimonio
previste dalla preesistente normativa, possono essere riammessi in servizio a domanda, purchè non abbiano
superato il trentesimo anno di età e conservino i prescritti requisiti di idoneità.

Art. 19.

1. Il comma settimo dell’art. 1 della legge 12 agosto 1982, n. 569, è sostituito dal seguente:

< senza demerito dopo 10 anni di servizio complessivo>>.

2. L’art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, così come modificato
dall’art. 3, comma 2, del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito con modificazioni dalla legge 20
novembre 1987, n. 472, è sostituito dal seguente:

<

1. La promozione alla qualifica di assistente capo si consegue a ruolo aperto mediante scrutinio per merito
assoluto al quale è ammesso il personale che, alla data dello scrutinio, abbia compiuto 15 anni di servizio
ovvero abbia compiuto 5 anni di servizio nella qualifica di assistente>>.

3. L’art. 13, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, così come
modificato dall’art. 3, comma 3, del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito con modificazioni dalla
legge 20 novembre 1987, n. 472, è sostituito dal seguente: <<1. Sono ammessi a domanda al corso di
cui all'art. 9 gli assistenti capo, con almeno un anno di anzianità nella qualifica. Il corso può
essere ripetuto una sola volta>>.

4. L’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 337, così come modificato
dall’art. 3, comma 7, del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito con modificazioni dalla legge 20
novembre 1987, n. 472, è sostituito dal seguente:

<

1. La promozione a collaboratore tecnico capo si consegue a ruolo aperto mediante scrutinio per merito assoluto
al quale è ammesso il personale che alla data dello scrutinio abbia compiuto 15 anni di servizio ovvero
che abbia compiuto 5 anni di servizio nella qualifica di collaboratore tecnico>>.

5. L’art. 29 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, è sostituito dal seguente:

<

1. La promozione alla qualifica di ispettore principale si consegue, nei limiti dei posti disponibili, mediante
scrutinio per merito comparativo al quale è ammesso il personale con qualifica di ispettore che abbia compiuto
almeno 5 anni di effettivo servizio nella qualifica stessa alla data dello scrutinio>>.

Art. 20.

1. L’art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, è sostituito dal seguente:

<

1. La nomina alla qualifica iniziale del ruolo dei sovrintendenti si consegue:

a) nel limite del 50 per cento dei posti disponibili al 31 dicembre di ciascun anno mediante concorso interno
per esame teorico pratico e superamento di un successivo corso di formazione tecnico professionale. Al concorso
sono ammessi gli appartenenti al ruolo degli agenti ed assistenti che abbiano compiuto almeno quattro anni di servizio
effettivo alla data di pubblicazione del bando di concorso;

b) mediante corso-concorso per titoli di servizio ed esami, nel limite del 50 per cento dei posti disponibili
al 31 dicembre di ciascun anno, di cui il 30 per cento riservato al personale che alla data di pubblicazione del
bando riveste la qualifica di assistente capo e il rimanente 20 per cento riservato al personale che alla stessa
data riveste la qualifica di assistente da almeno due anni. é consentita la ripetizione del corso a domanda
e per una sola volta. Fermo restando quanto stabilito in attuazione dell'art. 59 della legge 1º aprile 1981,
n. 121, l'individuazione delle categorie dei titoli di servizio, ed il punteggio massimo da attribuire a ciascuna
di esse, nonchè la determinazione della prova di esame e delle modalità di svolgimento di questa
e la composizione della Commissione, i programmi e le modalità di svolgimento del corso, della durata di
tre mesi, e quelle di svolgimento degli esami di fine corso sono fissati con decreto del Ministro dell'interno.
La nomina a vice sovrintendente è conferita secondo l'ordine di graduatoria dell'esame di fine corso tenendo
conto che il personale con la qualifica di assistente capo precede il personale con la qualifica di assistente.

2. I vincitori del concorso di cui alla lettera a) precedono nel ruolo i vincitori del concorso di cui alla
lettera b).

3. L'art. 35 della legge 10 ottobre 1986, n. 668, è abrogato>>.

Art. 21.

1. Gli agenti scelti e gli assistenti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, hanno maturato
titolo per il conseguimento della qualifica superiore, sono promossi a decorrere dalla stessa data previo scrutinio
per merito assoluto.

2. Al personale che riveste la qualifica di assistente capo al 1º gennaio 1988 è attribuita la qualità
di ufficiale di polizia giudiziaria previo superamento di un corso di aggiornamento di durata non inferiore a 30
giorni cui è ammesso a domanda secondo l’ordine di ruolo. Le modalità di attuazione e di partecipazione
al corso, nonchè la durata ed i programmi del medesimo sono stabiliti con decreto del Ministro dell’interno.

3. Al predetto personale che supera il corso di aggiornamento è attribuita, a decorrere dal 1º gennaio
dell’anno successivo al superamento del corso, la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria e un aumento stipendiale
pari al 2,50 per cento dello stipendio tabellare iniziale di livello. Tale beneficio è riassorbito in caso
di promozione a qualifica superiore e non costituisce presupposto per l’applicazione delle disposizioni contenute
nel quinto comma dell’art. 140 della legge 11 luglio 1980, n. 312.

4. I posti di vice ispettore non attribuiti nel concorso interno per titoli di servizio e colloquio per il conferimento
di 3.480 posti nelle varie qualifiche del ruolo degli ispettori della polizia di Stato, indetto con decreto del
Ministro dell’interno in data 18 maggio 1987, ai sensi dell’art. 38 della legge 10 ottobre 1986, n. 668, sono portati
in aumento al concorso interno per titoli di servizio e colloquio per il conferimento di 400 posti nella qualifica
di vice ispettore del ruolo degli ispettori della polizia di Stato, indetto con decreto del Ministro dell’interno
in data 4 settembre 1987 ai sensi dell’art. 40 della legge 10 ottobre 1986, n. 668, da modificarsi avendo riguardo
all’anzianità di servizio e alla validità delle domande presentate. La nomina a vice ispettore decorre
dalla data di approvazione della graduatoria.

Art. 22.

1. Alle guardie del Corpo degli agenti di custodia, che abbiano compiuto cinque anni di servizio, è conferita
la qualifica di scelto.

2. Alle guardie scelte del Corpo degli agenti di custodia, che abbiano compiuto dieci anni di servizio, è
conferito il grado di appuntato.

3. Agli appuntati del Corpo degli agenti di custodia che abbiano cinque anni di anzianità di grado o
quindici anni di servizio, è conferito il grado di appuntato scelto, secondo l’allegata tabella A di equiparazione
alle qualifiche del personale della polizia di Stato.

4. Gli avanzamenti di cui ai commi precedenti si conseguono a ruolo aperto, previo giudizio di idoneità
della commissione prevista dall’art. 3 del regio decreto 30 dicembre 1937, n. 2584.

5. Agli appuntati scelti del Corpo degli agenti di custodia con almeno un anno di anzianità nel grado,
è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, previo superamento di apposito corso di qualificazione
della durata non inferiore a trenta giorni, a cui possono accedere a domanda. I programmi e le modalità
di svolgimento del corso, che può essere ripetuto una sola volta, sono stabiliti con determinazione del
direttore generale degli istituti di prevenzione e di pena.

6. Nei periodi di servizio di cui ai commi precedenti non vanno computati gli anni per i quali gli interessati
sono stati giudicati non idonei all’avanzamento, nonchè i periodi di detrazione di anzianità subiti
per effetto di condanne penali o di sospensioni dal servizio per motivi disciplinari.

7. Le guardie scelte del Corpo degli agenti di custodia e gli appuntati, che alla data di entrata in vigore
della presente legge abbiano maturato titolo per la promozione al grado superiore, sono promossi, previa valutazione
di idoneità delle autorità competenti ad esprimere i giudizi di avanzamento, con decorrenza dalla
stessa data di entrata in vigore della legge.

8. La data in cui è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria è quella del 1º
gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è concluso il corso. Dalla medesima data al personale che
supera il corso di cui al comma 5 spetta un aumento stipendiale nella misura pari al 2,50 per cento dello stipendio
tabellare iniziale di livello. Tale beneficio è riassorbito in caso di promozione al grado superiore e non
costituisce presupposto per l’applicazione del quinto comma dell’art. 140 della legge 11 luglio 1980, n. 312.

Art. 23.

1. Le dotazioni organiche di allievo guardia, guardia e guardia scelta del Corpo forestale dello Stato sono
unificate. Il contingente unico di 4.061 unità comprende allievo guardia, guardia, guardia scelta, appuntato
e appuntato scelto, secondo l’allegata tabella A di equiparazione alle qualifiche del personale della polizia di
Stato. L’avanzamento si consegue a ruolo aperto, previo il giudizio di idoneità di cui all’art. 7 della
legge 18 febbraio 1963, n. 301, dopo una permanenza di anni 5 in ogni grado, da guardia in poi.

2. Il personale che, alla data di entrata in vigore della presente legge, riveste il grado di guardia scelta,
è inquadrato in quello di appuntato o, se in possesso di una anzianità nel grado di 5 anni o di servizio
di anni 15, in quello di appuntato scelto. Le guardie con 5 anni di anzianità a detta data sono inquadrate
nel grado di guardia scelta. Negli inquadramenti, disposti secondo l’ordine di ruolo, l’anzianità eccedente
è considerata sia ai fini giuridici che economici.

3. I richiami al grado di guardia scelta, contenuti nelle disposizioni anteriormente vigenti, si intendono riferiti
al grado di appuntato.

4. Agli appuntati e appuntati scelti che al 1º gennaio 1988 rivestano il grado di guardia scelta con anzianità
di grado di anni 10 o di servizio di anni 24 è estesa la normativa di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 21, secondo
le modalità di cui al comma 16 dell’art. 3 del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito con modificazioni
nella legge 20 novembre 1987, n. 472.

5. Le stesse norme di cui al comma 16 dell’art. 3 del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito con
modificazioni nella legge 20 novembre 1987, n. 472, si applicano agli appuntati scelti del Corpo forestale dello
Stato.

Art. 24.

1. L’appartenente ai ruoli della polizia di Stato che espleta funzioni di polizia il quale partecipi a concorsi,
interni o pubblici con riserva di posti, per il passaggio o l’accesso ai ruoli superiori della polizia di Stato
non è sottoposto alla ripetizione degli accertamenti psico-attitudinali per la parte già effettuata
all’atto dell’ingresso in carriera, nè agli accertamenti medici previsti dai regolamenti approvati con i
decreti del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1983, numeri 903 e 904.

2. Devono in ogni caso essere effettuati gli accertamenti medici e psico-attitudinali specificamente previsti
per l’accesso ai ruoli superiori, per il conseguimento di particolari abilitazioni professionali o di servizio
e per impieghi speciali.

Art. 25.

1. Il secondo comma dell’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 338, come modificato
dall’art. 3 della legge 10 ottobre 1986, n. 668, è sostituito dal seguente:

< dirigenti superiori e generali e qualifiche equiparate del ruolo di cui all'art. 21, e limitatamente alle funzioni
esercitate, hanno la qualità di ufficiale di polizia giudiziaria>>.

Art. 26.

1. Per l’accesso ai ruoli del personale della polizia di Stato e delle altre forze di polizia indicate dall’art.
16 della legge 1º aprile 1981, n. 121, è richiesto il possesso delle qualità morali e di condotta
stabilite per l’ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria.

Art. 27.

1. In sede di prima applicazione della presente legge:

a) i vicebrigadieri, i carabinieri e i finanzieri in ferma o in prima rafferma triennale permangono nella rispettiva
posizione di stato sino al compimento del quarto anno di servizio, data in cui transitano in servizio permanente;

b) i vicebrigadieri, i carabinieri e i finanzieri che abbiano compiuto un anno di servizio in prima rafferma
triennale transitano in servizio permanente;

c) i militari che siano stati ammessi alla seconda rafferma triennale transitano in servizio permanente;

d) i vicebrigadieri, i carabinieri e i finanzieri vincolati con rafferma annuale di esperimento permangono in
tale posizione di stato. I medesimi possono ottenere a domanda, da presentare sessanta giorni prima della scadenza
del vincolo, l’ammissione in servizio permanente;

e) i vicebrigadieri, i carabinieri e i finanzieri vincolati con rafferma provvisoria, che abbiano riacquistato
l’idoneità fisica al servizio incondizionato o nei cui confronti si sia concluso favorevolmente il procedimento
penale o disciplinare, possono ottenere, a domanda, l’ammissione in servizio permanente se hanno compiuto quattro
anni di servizio ovvero permanere in rafferma provvisoria fino al compimento di tale periodo di servizio.

Art. 28.

1. Sono abrogate tutte le disposizioni in contrasto o, comunque, incompatibili con la presente legge.

2. Al personale dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza non si applica la legge 31 maggio
1975, n. 205.

Art. 29.

1. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 14 entrano in vigore il 1º gennaio 1990.

Art. 30.

1. Gli effetti giuridici delle disposizioni contenute nella presente legge decorrono dal 1º gennaio 1989;
quelli economici dal 1º luglio 1989.

2. Alla copertura finanziaria si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini
del bilancio triennale 1989-1991 al capitolo n. 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro, all’uopo
utilizzando lo specifico accantonamento concernente modifiche alle norme sull’avanzamento dei vicebrigadieri, dei
graduati e dei militari dell’Arma dei carabinieri e dei corrispondenti gradi degli altri corpi di polizia di lire
54 miliardi per l’anno 1989, di lire 111 miliardi per l’anno 1990 e di lire 118 miliardi per il 1991.

3. Il Ministro del tesoro è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle occorrenti variazioni
di bilancio.

Allegato

Tabella A

Tabella di equiparazione tra le qualifiche del ruolo degli agenti e assistenti della Polizia di Stato ed i corrispondenti
gradi del personale delle forze di polizia di cui all’art. 16 della legge 1º aprile 1981, n. 121:

Agente: carabiniere, finanziere, guardia;

Agente scelto: carabiniere scelto, finanziere scelto, guardia scelta;

Assistente: appuntato;

Assistente capo: appuntato scelto.

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