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D.P.R. 359/1991

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Decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 1991, n. 359

(in Gazzetta Ufficiale, 11 novembre, n. 264).

Regolamento che stabilisce i criteri per la determinazione dell’armamento in dotazione all’Amministrazione
della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia.
Preambolo
Il Presidente della Repubblica: Visto l’art. 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l’art. 30, primo comma,
della legge 1º aprile 1981, n. 121; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1986, n. 135,
recante approvazione del regolamento che stabilisce i criteri per la determinazione dell’armamento in dotazione
all’Amministrazione della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia;
Ritenuto necessario aggiornare le disposizioni del predetto regolamento; Acquisito il parere del Comitato nazionale
dell’ordine e della sicurezza pubblica, espresso nella seduta del 12 febbraio 1991; Udito il parere del Consiglio
di Stato, espresso nella adunanza generale del 22 aprile 1991; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 13 settembre 1991; Sulla proposta del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri
della difesa e delle finanze; Emana il seguente regolamento, che stabilisce i criteri per la determinazione dell’armamento
in dotazione all’Amministrazione della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni
di polizia:

Art. 1. Generalità.

1. L’armamento in dotazione all’Amministrazione della pubblica sicurezza ed al personale della Polizia di Stato
che espleta funzioni di polizia è adeguato e proporzionato alle esigenze della tutela dell’ordine e della
sicurezza pubblica, della prevenzione e della repressione dei reati e degli altri compiti istituzionali.

Art. 2. Tipi di armamento.

1. L’armamento in dotazione all’Amministrazione della pubblica sicurezza ed al personale della Polizia di Stato
che espleta funzioni di polizia è individuale o di reparto.

2. L’armamento di reparto si distingue in ordinario o speciale.

Art. 3. Armamento individuale - Definizione.

1. L’armamento individuale è costituito dalle armi assegnate nominativamente al personale della Polizia
di Stato che espleta funzioni di polizia, appartenente agli specifici ruoli il cui ordinamento è disciplinato
dal decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, ed a quello appartenente ai ruoli ad esaurimento
del disciolto Corpo delle guardie di pubblica sicurezza di cui all’art. 19 del decreto del Presidente della Repubblica
24 aprile 1982, n. 336, nonchè al personale, appartenente ai ruoli dei sanitari della Polizia di Stato ed
a quelli del personale della Polizia di Stato che espleta attività tecnico-scientifica e tecnica, al quale
siano attribuite, in virtù dei rispettivi ordinamenti, le qualità di ufficiale o agente di pubblica
sicurezza, ovvero di ufficiale o agente di polizia giudiziaria.

2. L’armamento individuale consta di una pistola, corrispondente alle caratteristiche di cui all’art. 10 specificatamente
individuata per il tipo e modello con decreto del Capo della Polizia. Essa è assegnata al personale di cui
al comma 1 in dotazione personale per tutta la durata del rapporto di servizio.

Art. 4. Armamento di reparto - Definizione.

1. Costituiscono armamento di reparto le armi in carico agli uffici o reparti e istituti d’istruzione. Tali armi
sono distribuite al personale di cui all’art. 3, comandato in operazioni di servizio, secondo le esigenze o ai
fini dell’addestramento e delle esercitazioni.

Art. 5. Assegnazione e consegna delle armi.

1. Il Dipartimento della pubblica sicurezza - Direzione centrale dei servizi tecnico-logistici e della gestione
patrimoniale assegna agli istituti di istruzione e, direttamente o tramite i centri territoriali di supporto, agli
uffici e reparti della Polizia di Stato: a) l’armamento individuale occorrente, per la successiva assegnazione
al personale di cui all’art. 3; b) l’armamento di reparto occorrente in considerazione delle caratteristiche dei
servizi, del personale da impiegare e degli obiettivi da conseguire, sentite, ove occorra, le Direzioni centrali
competenti.

2. Con l’ordine di servizio di cui all’art. 42 del regolamento di servizio dell’Amministrazione della pubblica
sicurezza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1985, n. 782, il dirigente dell’ufficio,
il comandante del reparto o il direttore dell’istituto di istruzione determina l’armamento di reparto che deve
essere consegnato al personale comandato in operazioni di servizio oppure ai fini delle esercitazioni e dell’addestramento
e provvede per la consegna.

3. La consegna dell’armamento al personale della Polizia di Stato diverso da quello indicato dall’art. 3 può
essere disposta solo per motivi di addestramento o per motivi di assoluta necessità, allorchè detto
personale è impiegato in operazioni di polizia o soccorso pubblico. In quest’ultimo caso, si osservano le
disposizioni dell’art. 9, comma 2.

Art. 6. Doveri dell’assegnatario.

1. L’assegnatario deve: a) custodire diligentemente l’arma e curarne responsabilmente ed in modo costante la manutenzione;
b) applicare sempre e ovunque le misure di sicurezza previste per il maneggio dell’arma; c) mantenere l’addestramento
ricevuto, curando attivamente l’esercizio delle tecniche apprese e partecipando alle esercitazioni di tiro a tale
scopo organizzate dall’Amministrazione.

2. L’armamento individuale deve essere immediatamente versato all’ufficio o al reparto di appartenenza all’atto
della cessazione o sospensione del rapporto di impiego, nonchè in ogni altro caso in cui l’Amministrazione
lo disponga con provvedimento motivato.

3. L’armamento di reparto deve essere immediatamente riconsegnato all’armeria dell’ufficio, reparto o istituto
di appartenenza al termine del servizio o a cessate esigenze del servizio.

Art. 7. Gestione e custodia dell’armamento.

1. L’armamento, ad esclusione di quello assegnato in dotazione individuale, è gestito dall’ufficio consegnatario
di livello provinciale che ne cura la custodia in un’armeria di reparto o in una o più armerie sussidiarie,
in relazione alle esigenze operative.

2. Analogamente devono provvedere gli istituti di istruzione ed i reparti mobili.

3. Le armerie devono essere sistemate in locali possibilmente interni all’edificio, ubicati in modo da consentire
il controllo degli accessi, con porte e vani luce blindati o dotati di inferriate e grate; devono altresdisporre
di idonee serrature e di congegni d’allarme.

4. Presso gli altri uffici o comandi della Polizia di Stato il quantitativo di armi di reparto strettamente
indispensabili all’espletamento dei compiti giornalieri deve essere custodito in strutture metalliche tecnicamente
idonee e ambienti adeguati.

Art. 8. Armamento ordinario di reparto.

1. L’armamento ordinario di reparto è costituito dalle armi per l’uso delle quali è impartito l’addestramento
obbligatorio di base a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato che espletano funzioni di polizia.

2. Esse sono lo sfollagente, gli artifici, nonchè il fucile ad anima liscia, il fucile o carabina ad
anima rigata, la pistola mitragliatrice, il fucile mitragliatore ed i dispositivi di lancio corrispondenti alle
caratteristiche di cui agli articoli da 11 a 18, specificamente individuate per tipo e modello con decreto del
Capo della Polizia.

Art. 9. Armamento speciale di reparto.

1. L’armamento speciale di reparto è costituito dalle armi individuali o collettive il cui uso, al di fuori
dell’addestramento, è consentito al personale che abbia conseguito un’attestazione specifica di abilità.

2. In situazioni di grave necessità ed urgenza il questore, ovvero il funzionario presente con qualifica
più elevata, può disporre l’impiego delle predette armi anche da parte di personale non munito dell’apposita
abilitazione che dia adeguata garanzia nell’uso delle medesime.

3. L’armamento speciale di reparto è costituito dalle armi di cui all’art. 8 di tipo o modello diverso
da quello in dotazione ordinaria di reparto, ovvero munite degli accessori di cui all’art. 27, e dalle armi portatili,
dalle armi collettive, dalle bombe, dal munizionamento autopropulso, dai dispositivi di lancio e dagli esplosivi
corrispondenti alle caratteristiche di cui agli articoli da 19 a 26.

4. Con decreto del Capo della Polizia sono specificamente individuati tipo e modello delle armi in dotazione
speciale di reparto e delle altre dotazioni di cui agli articoli da 26 a 31.

Art. 10. Pistola semiautomatica.

1. La pistola semiautomatica in dotazione individuale deve avere le seguenti caratteristiche: calibro: 9 mm NATO;
chiusura: stabile; ripetizione: semiautomatica; alimentazione: serbatoio mobile; capacità caricatore: non
inferiore a 8 cartucce; azione: singola ovvero singola e doppia; sicura o sicure: ordinaria, prima monta del cane
automatica mediante blocco del percussore; tacca di mira: fissa; lunghezza canna: da 100 a 140 mm; peso in ordine
di impiego: non superiore a 1,3 kg.

Art. 11. Sfollagente.

1. Lo sfollagente in dotazione ordinaria di reparto deve essere in gomma o materiale sintetico, cilindrico, internamente
cavo, con impugnatura scanalata, anello in lamierino con doppia campanella, moschettone e cinturino di cuoio fissato
all’attacco o alla base dell’impugnatura, diametro di cm 3 e lunghezza compresa tra cm 40 e cm 60.

Art. 12. Artifici.

1. Gli artifici illuminanti e da segnalazione sono costituiti da un involucro contenente una miscela in grado di
emettere luci o segnali bianchi o colorati e sono impiegabili con apposito dispositivo di lancio o con arma lunga.

2. Gli artifici sfollagente si distinguono in artifici per lancio a mano e artifici per lancio con idoneo dispositivo
o con arma lunga. Entrambi sono costituiti da un involucro contenente una miscela di CS o agenti similari, ad effetto
neutralizzante reversibile.

Art. 13. Fucile ad anima liscia.

1. Il fucile ad anima liscia in dotazione di reparto deve avere le seguenti caratteristiche: calibro: non inferiore
a 12; caricamento: singolo o multiplo; ripetizione: manuale o semiautomatica; alimentazione: serbatoio mobile o
fisso; capacità: non inferiore a 4 cartucce; sicura o sicure: ordinaria e/o d’impugnatura; mire: fisse o
registrabili in direzione ed elevazione; lunghezza canna: non inferiore a 35 cm; peso in ordine di impiego: non
superiore a 4 kg.

Art. 14. Fucile o carabina ad anima rigata.

1. Il fucile o carabina ad anima rigata in dotazione di reparto deve avere le seguenti caratteristiche: calibro:
5,56 mm NATO o 7,62 mm NATO; chiusura: stabile o metastabile o a massa; ripetizione: semiautomatica e automatica;
alimentazione: serbatoio mobile; capacità caricatore: non inferiore a 5 cartucce; sicura o sicure: ordinaria
o d’impugnatura; mire: registrabili, ottiche o notturne; lunghezza canna: non inferiore a 30 cm; peso in ordine
di impiego: non superiore a 5 kg; eventuali accessori esclusi.

Art. 15. Pistola mitragliatrice.

1. La pistola mitragliatrice in dotazione di reparto deve avere le seguenti caratteristiche: calibro: 9 mm NATO;
chiusura: stabile o a massa; ripetizione: semiautomatica e automatica; alimentazione: serbatoio mobile; capacità:
da 10 a 40 cartucce; sicura o sicure: ordinaria o d’impugnatura; mire: fisse, registrabili, ottiche o notturne;
lunghezza canna: da 100 a 250 mm; peso in ordine di impiego: non superiore a 4 kg, eventuali accessori esclusi.

Art. 16. Fucile mitragliatore.

1. Il fucile mitragliatore in dotazione di reparto deve avere le seguenti caratteristiche: calibro: 5,56 mm NATO
o 7,62 mm NATO; chiusura: stabile o metastabile; ripetizione: semiautomatica ed automatica; alimentazione: serbatoio
mobile o a nastro; capacità: minimo 20 cartucce; sicura o sicure: ordinaria o d’impugnatura; mire: registrabili,
ottiche o notturne; lunghezza canna: non inferiore a 45 cm; peso in ordine di impiego: non superiore a 12 kg.

Art. 17. Arma da addestramento.

1. L’arma corta da addestramento in dotazione ordinaria di reparto deve avere le seguenti caratteristiche: calibro:
dal 22 al 45; chiusura: stabile o a massa; ripetizione: ordinaria o semiautomatica, con azione singola o doppia;
capacità serbatoio o tamburo: non inferiore a 5 cartucce; sicura o sicure: ordinaria, percussore lanciato,
prima monta o cane rimbalzante; mire: fisse o registrabili in direzione ed elevazione; lunghezza canna: non superiore
a 6” o 152,4 mm; peso in ordine di impiego: non superiore a 1,4 kg.

Art. 18. Accessori di lancio.

1. I fucili ad anima liscia ed i fucili o carabine ad anima rigata in dotazione ordinaria di reparto possono essere
dotati di apposito dispositivo accessorio per il lancio di bombe o artifici.

Art. 19. Pistola semiautomatica.

1. La pistola semiautomatica in dotazione speciale di reparto, deve avere le seguenti caratteristiche: calibro:
9 mm; chiusura: stabile o metastabile o a massa; ripetizione: semiautomatica; alimentazione: serbatoio mobile.

Art. 20. Pistola a tamburo.

1. La pistola a tamburo in dotazione speciale di reparto deve avere le seguenti caratteristiche: calibro: 38 o
357 o 9 NATO; capacità tamburo: non inferiore a 5 cartucce; azione: singola e doppia; sicura: cane rimbalzante;
mire: fisse o registrabili; lunghezza canna: compresa tra 2” e 6” (da 5 a 15 cm); peso in ordine di impiego:
non superiore a 1,4 Kg, eventuali accessori esclusi.

Art. 21. Arma collettiva automatica.

1. L’arma collettiva automatica in dotazione speciale di reparto deve avere le seguenti caratteristiche: calibro:
5,56 mm NATO, 7,62 mm NATO o 12,7”; chiusura: stabile o metastabile; ripetizione: semiautomatica ed automatica;
alimentazione: serbatoio mobile o a nastro; capacità: non inferiore a 20 cartucce; sicura o sicure: ordinaria
o d’impugnatura; mire: registrabili o ottiche; lunghezza canna: non inferiore a 45 cm; lunghezza totale: non superiore
a 165 cm; peso in ordine di impiego: non superiore a 60 kg compreso l’affusto.

Art. 22. Arma collettiva a tiro curvo.

1. L’arma collettiva a tiro curvo in dotazione speciale di reparto deve essere idonea allo svolgimento di azione
di accompagnamento, di arresto o nebbiogena; deve avere un calibro non superiore a mm 81 nominali e peso in ordine
di impiego non superiore a kg 60.

Art. 23. Munizionamento autopropulso.

1. Il munizionamento autopropulso in dotazione speciale di reparto deve essere idoneo allo svolgimento di azioni
nebbiogene o contro opere resistenti; deve avere un calibro non superiore a mm 90 e peso in ordine di impiego non
superiore a kg 20.

Art. 24. Bombe a mano o da fucile.

1. Le bombe in dotazione speciale di reparto possono essere del tipo a percussione o a tempo, lanciabili a mano,
con appositi dispositivi o con arma lunga, atte all’impiego contro bersagli animati o bersagli dotati di modesta
blindatura.

Art. 25. Dispositivi di lancio.

1. L’amministrazione può dotarsi, oltre che degli accessori di lancio di cui all’art. 18, anche di idonei
dispositivi per il lancio di bombe, artifici, proiettili neutralizzanti, munizionamento autopropulso, come dotazione
speciale di reparto.

Art. 26. Esplosivi.

1. Gli esplosivi in dotazione speciale di reparto possono essere da scoppio, da mina o innescanti.

Art. 27. Accessori.

1. La pistola mitragliatrice, i fucili ad anima liscia ed i fucili o carabine ad anima rigata in dotazione di reparto
possono essere dotati di congegni di puntamento ottico, luminoso o elettronico.

2. Le armi da fuoco portatili in dotazione di reparto possono essere dotate di moderatori di suono.

3. Le armi dotate degli accessori di cui ai commi 1 e 2 sono usate osservando la disciplina dell’armamento speciale
di reparto.

Art. 28. Installazioni mobili.

1. Le armi di cui agli articoli 14, 16, 21, 22 e 23 possono essere installate, con le necessarie dotazioni di servizio,
su automezzi ordinari o blindati, su mezzi cingolati, aeromobili e imbarcazioni della Polizia di Stato.

Art. 29. Armi ad aria o gas compressi.

1. Ai fini addestrativi l’Amministrazione può dotarsi di armi corte e lunghe ad aria compressa o gas compresso
in calibro 4,5 mm.

Art. 30. Armi bianche.

1. L’Amministrazione della pubblica sicurezza può dotarsi di armi bianche per impieghi operativi o di rappresentanza.

2. Il personale dirigente e direttivo porta la sciabola con la divisa di rappresentanza; la sciabola è
altresarmamento ordinario di reparto per il personale impiegato nei servizi di onore e di rappresentanza, nonchè
per i reparti di servizio a cavallo.

3. Il coltello-pugnale è armamento ordinario di reparto per il personale in servizio di sicurezza aereo,
subacqueo e di montagna.

Art. 31. Armi ad esclusivo uso sportivo.

1. L’Amministrazione della pubblica sicurezza può dotarsi di armi corte e lunghe ad esclusivo uso sportivo.

Art. 32.

1. L’amministrazione della pubblica sicurezza può dotarsi di armi per proiettili narcotizzanti, come dotazione
speciale di reparto.

Art. 33. Previsione di sostituzione pistole M. 34 e M. 35.

1. Le pistole M. 34 e M. 35 restano in distribuzione e servizio fino alla completa sostituzione con le armi in
calibro 9 mm.

Art. 34. Previsione sostituzione moschetti M. 91 e MAB.

1. I moschetti M. 91 calibro 6,5, ed i moschetti automatici MAB, calibro 9, restano in distribuzione e in servizio
fino alla completa sostituzione con le armi in calibro 5,56 mm NATO, 7,62 mm NATO, 9 mm NATO e 120 superiore.

Art. 35. Previsione sostituzione mitragliatrici M. 35, M. 37 e M. 38.

1. Le mitragliatrici M. 35, M. 37 e M. 38 in calibro 8 mm Breda restano in distribuzione e servizio fino alla completa
sostituzione con le armi in calibro 5,56 mm NATO, 7,62 mm NATO e 12,7 NATO.

Art. 36. Radiazione dal servizio.

1. Oltre a quanto disposto per la dichiarazione di fuori uso delle armi e delle munizioni inefficienti, le armi
e le munizioni di tipo, modello o altre caratteristiche tecniche obsolete o comunque non più utilizzabili
per i servizi di polizia sono radiate dal servizio con decreto del Capo della Polizia, su proposta della direzione
centrale dei servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale, sentite le direzioni centrali competenti
per gli affari relativi allo specifico settore d’impiego operativo.

2. Il Capo della Polizia può altresdisporre l’alienazione delle armi e delle munizioni radiate o dichiarate
fuori uso secondo le disposizioni in materia, ovvero la cessione delle stesse armi alle Forze armate anche per
la rottamazione.

Art. 37. Sperimentazione di armi diverse e aggiornamento tecnologico.

1. L’Amministrazione della pubblica sicurezza può essere autorizzata, con decreto del Ministro dell’interno,
a sperimentare, per le esigenze dei propri compiti istituzionali, armi dalle caratteristiche diverse da quelle
previste nel presente regolamento.

2. Nel decreto di cui al comma 1 sono indicate le armi da sperimentare, le modalità ed i termini della
sperimentazione.

3. In caso di grave necessità e urgenza, con decreto del Ministro dell’interno, il personale della Polizia
di Stato all’uopo addestrato può essere autorizzato ad impiegare per i propri compiti istituzionali armi
diverse da quelle in dotazione, che siano state adeguatamente sperimentate, purchè rispondenti alle caratteristiche
d’impiego in servizio di polizia stabilite nel presente regolamento e comunque non eccedenti le potenzialità
offensive delle armi in dotazione alle Forze di polizia.