D.P.R. 1420/1971

untitled Decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1420 (in Gazzetta Ufficiale, 5 maggio, n. 117). Norme in materia di assicurazione obbligatoria per la invalidità, la vecchiaia ed i[...]

untitled

Decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1420

(in Gazzetta Ufficiale, 5 maggio, n. 117).

Norme in materia di assicurazione obbligatoria per la invalidità, la vecchiaia ed i superstiti gestita
dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo.
Preambolo
Il Presidente della Repubblica: Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione; Visto l’art. 35, lettera
e), della legge 30 aprile 1969, n. 153, che delega il Governo ad emanare norme per la revisione delle disposizioni
sull’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti gestita dall’Ente nazionale
di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo; Udito il parere della Commissione parlamentare
di cui all’art. 35 della legge 30 aprile 1969, n. 153; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del
Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con i Ministri per la grazia e giustizia, per il tesoro
e per il turismo e lo spettacolo; Decreta:

Art. 1.

L’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti nei confronti dei lavoratori
dello spettacolo è gestita dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo
con le norme contenute nel decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, istitutivo
dell’ente stesso, nel testo modificato con integrazioni dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, con le norme che
disciplinano l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti di cui
al regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, e successive modificazioni ed integrazioni, nonchè con le
norme introdotte dal presente decreto.

Art. 2.

I contributi base per l’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti sono dovuti per ogni giornata
di lavoro nella misura stabilita dalla tabella F allegata al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1968, n. 488.

Il contributo a percentuale per il finanziamento del Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo, calcolato
sulla retribuzione imponibile determinata a norma dell’art. 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153, è stabilito
nella misura del 14,70 per cento per i lavoratori appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art.
3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel testo modificato dalla legge
29 novembre 1952, n. 2388, e nella misura del 13,95 per cento per i lavoratori appartenenti alle altre categorie
contemplate nei predetti provvedimenti.

Le aliquote di cui al precedente comma si applicano integralmente sulla retribuzione giornaliera non eccedente
il limite massimo di L. 315.000, corrispondenti alla penultima classe della tabella F allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, maggiorato del 5 per cento, mentre sulla eventuale eccedenza di retribuzione
giornaliera si applica un contributo di solidarietà nella misura del 3 per cento.

I contributi di cui al secondo e terzo comma del presente articolo sono ripartiti fra datori di lavoro e lavoratori
nella misura prevista dal successivo art. 3.

La retribuzione imponibile giornaliera nei confronti dei lavoratori appartenenti alle categorie indicate dal
n. 1 al n. 14 dell’art. 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel
testo modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, si ottiene dividendo il complesso dei compensi corrisposti
per il numero delle giornate di durata del contratto escludendo i riposi settimanali nonchè le festività
nazionali godute.

Per particolari categorie di lavoratori fra quelle indicate nel comma precedente, che effettuano prestazioni
lavorative settimanali inferiori ai 6 giorni, con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentite
le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale
ed il consiglio di amministrazione dell’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo,
potrà essere stabilita una durata contrattuale convenzionale non superiore a 6 giornate lavorative per ogni
singola settimana.

Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro per il tesoro,
le aliquote contributive di cui al secondo comma del presente articolo potranno essere proporzionalmente modificate,
in diminuzione od in aumento, nei limiti dell’aliquota contributiva vigente per l’assicurazione generale obbligatoria,
al fine di assicurare l’equilibrio economico della gestione.

Art. 3.

I contributi a percentuale dovuti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo sono per due terzi a carico
del datore di lavoro e per un terzo a carico del lavoratore; la quota a carico del lavoratore è trattenuta
dal datore di lavoro sulla retribuzione corrisposta al lavoratore stesso alla scadenza del periodo di paga cui
i contributi si riferiscono.

Nei confronti dei lavoratori appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art. 3 del decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel testo modificato dalla legge 29 novembre
1952, n. 2388, i quali percepiscono una retribuzione giornaliera superiore a L. 25.000, le imprese potranno esercitare
rivalsa per la metà dei contributi dovuti sulla parte di retribuzione eccedente il predetto importo.

Il datore di lavoro è responsabile del pagamento dei contributi anche per la parte a carico del lavoratore.

Art. 4.

Per particolari categorie di lavoratori dello spettacolo il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale,
sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano
nazionale, può stabilire, con proprio decreto, apposite tabelle di retribuzioni medie e convenzionali ai
fini del calcolo dei contributi.

Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali interessate,
potrà essere determinata, in misura fissa giornaliera o mensile e per ogni singola casa da gioco, la somma
percepita con il sistema del < > ai fini dell’applicazione dei contributi assicurativi.

Art. 5.

Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, di concerto con il Ministro per la pubblica
istruzione, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative
sul piano nazionale ed il consiglio di amministrazione dell’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i
lavoratori dello spettacolo, potranno essere indicati corsi superiori di istruzione artistica e tecnica, equiparabili
ai corsi di istruzione universitaria, riscattabili secondo le norme e le modalità di cui all’art. 13 della
legge 12 agosto 1962, n. 1338.

Art. 6.

In deroga a quanto previsto dall’art. 34 della legge 4 aprile 1952, n. 218, e nei confronti dei soli lavoratori
dello spettacolo appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art. 3 del decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel testo modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388,
i requisiti contributivi minimi richiesti per il conseguimento del diritto alle pensioni d’invalidità, di
vecchiaia ed ai superstiti, nonchè per la prosecuzione volontaria sono così ridotti:

1) per la pensione di vecchiaia: devono risultare versati o accreditati almeno 900 contributi giornalieri;

2) per la pensione d’invalidità: devono risultare versati o accreditati almeno 300 contributi giornalieri
dei quali 60 nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda;

3) per la pensione ai superstiti: devono risultare soddisfatte le condizioni contributive indicate al precedente
punto 1) o al precedente punto 2);

4) per la prosecuzione volontaria: devono risultare effettivamente versati almeno 60 contributi giornalieri
nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

I requisiti contributivi minimi di cui al precedente comma devono riferirsi, per almeno due terzi, ad effettive
prestazioni lavorative svolte nel settore dello spettacolo.

I lavoratori dello spettacolo appartenenti alle categorie dei tersicorei e ballerini conseguono altresì
il diritto alla pensione al compimento del 45º anno di età per gli uomini e del 40º di età
per le donne quando siano trascorsi almeno venti anni dalla data iniziale dell’assicurazione all’Ente nazionale
di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo e risultino versati o accreditati in loro favore
almeno 2700 contributi giornalieri oppure 900 contributi giornalieri effettivi in costanza di lavoro di cui almeno
200 nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda di pensione.

La contribuzione di cui al comma precedente deve risultare versata per lavoro svolto esclusivamente con la
qualifica di tersicoreo o ballerino.

Per le pensioni liquidate a norma del terzo comma del presente articolo, il Fondo di cui all’art. 2 della legge
21 luglio 1965, n. 903, assume a proprio carico la quota di pensione sociale a partire dal mese successivo a quello
in cui i pensionati raggiungono l’età per il godimento della pensione di vecchiaia o conseguono il diritto
alla pensione di invalidità.

Alle pensioni di cui al comma precedente si applicano le disposizioni previste dall’art. 20 della legge 30 aprile
1969, n. 153, concernenti la disciplina del cumulo della pensione con la retribuzione.

I lavoratori dello spettacolo appartenenti alle categorie indicate al primo comma, possono essere ammessi alla
contribuzione volontaria dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti
gestita dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo a condizione che risultino
effettivamente versati in loro favore, qualunque sia l’epoca del versamento, almeno 300 contributi giornalieri.

Art. 7.

Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione privilegiata prevista dall’art. 12 della legge 21 luglio
1965, n. 903, il requisito contributivo indicato al primo comma, lettera b), dello stesso articolo si intende perfezionato
quando risultino versati a favore dell’assicurato almeno 180 contributi giornalieri.

Nei confronti dei lavoratori appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art. 3 del decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel testo modificato dalla legge 29 novembre
1952, n. 2388, il requisito contributivo previsto dal comma precedente è ridotto a 60 contributi giornalieri.

Art. 8.

Gli iscritti all’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti gestita dall’Ente
nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo hanno diritto alla pensione d’invalidità
specifica alle seguenti condizioni:

a) abbiano raggiunto il trentesimo anno di età;

b) abbiano perduto la capacità di guadagno, nell’esercizio dell’attività professionale abituale
e prevalente, per infermità o difetto fisico o mentale, in modo totale e permanente;

c) siano trascorsi almeno 5 anni dalla data di inizio dell’assicurazione;

d) possano far valere almeno 900 contributi giornalieri versati o accreditati; dei quali almeno 180 nel triennio
precedente la data di presentazione della domanda di pensione;

e) i contributi di cui al precedente punto d) devono risultare versati per lavoro svolto nella sola attività
professionale abituale e prevalente per la quale è richiesto il riconoscimento dell’invalidità specifica.

Per i lavoratori appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art. 3 del decreto legislativo
del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 nel testo modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388,
il requisito contributivo complessivo indicato alla lettera d) del precedente comma è ridotto a 300 contributi
giornalieri e quello richiesto nel triennio precedente la data di presentazione della domanda a 60 contributi giornalieri.

I requisiti contributivi minimi di cui ai precedenti commi debbono riferirsi, per almeno due terzi, ad effettive
prestazioni lavorative svolte nel settore dello spettacolo.

L’ente ha diritto di sottoporre a visita medica gli assicurati richiedenti la pensione d’invalidità
specifica per l’accertamento del requisito previsto alla lettera b) del primo comma. Ha altresì il diritto
di sottoporre a visita medica di revisione i pensionati. In entrambi i casi il rifiuto a presentarsi alle visite
mediche è motivo sufficiente per denegare la pensione o per sospendere il pagamento delle rate di pensione.

La pensione di invalidità specifica decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione
della relativa domanda.

Art. 9.

I lavoratori dello spettacolo hanno diritto alla pensione di anzianità privilegiata alle seguenti condizioni:

a) siano trascorsi 35 anni dalla data di inizio dell’assicurazione, ivi compresi i periodi riconosciuti utili
in favore degli ex combattenti, militari o categorie assimilate, i periodi di cui al quarto comma dell’art. 49
della legge 30 aprile 1969, n. 153, nonchè quelli di cui all’articolo unico del decreto del Presidente della
Repubblica 15 dicembre 1970, n. 1288;

b) possano far valere almeno 6300 contributi giornalieri effettivi in costanza di lavoro, volontari e figurativi
accreditati in favore degli ex combattenti, militari e categorie assimilate, i periodi di cui al quarto comma dell’art.
49 della legge 30 aprile 1969, n. 153, nonchè quelli di cui all’articolo unico del decreto del Presidente
della Repubblica 15 dicembre 1970, n. 1288;

c) non prestino attività lavorativa subordinata alla data di presentazione della domanda di pensione.

Nei confronti dei lavoratori dello spettacolo appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art.
3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 il periodo assicurativo di cui
alla lettera a) del precedente comma è ridotto ad anni 30 ed il numero dei contributi giornalieri a 1800
di cui almeno due terzi riferiti ad effettive prestazioni lavorative svolte nel settore dello spettacolo.

Alle pensioni liquidate a norma del presente articolo si applicano le disposizioni di cui all’art. 22 della
legge 30 aprile 1969, n. 153, concernenti il divieto di cumulo della pensione con la retribuzione.

Art. 10.

Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, su proposta del consiglio di amministrazione
dell’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo, sentite le organizzazioni
sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale, le condizioni
contributive ridotte previste dagli articoli 6, 7, 8 e 9 per il conseguimento del diritto alle prestazioni o per
l’ammissione alla prosecuzione volontaria potranno essere estese a favore di altre categorie di lavoratori, assicurate
all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo per le quali possano risultare
ricorrenti le stesse condizioni di occupazione tipiche dei lavoratori appartenenti alle categorie indicate nei
precitati articoli.

Art. 11.

Agli effetti del diritto alle prestazioni gli assicurati sono considerati appartenenti alla categoria, fra
quelle indicate all’art. 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel
testo modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, nella quale hanno acquisito maggiore anzianità assicurativa.

Art. 12.

L’importo annuo della pensione si determina applicando il due per cento al prodotto ottenuto moltiplicando la
retribuzione giornaliera pensionabile per il numero complessivo dei contributi giornalieri effettivi e figurativi
versati ed accreditati tra la data della prima iscrizione all’assicurazione obbligatoria per l’invalidità,
la vecchiaia ed i superstiti e quella di decorrenza della pensione medesima.

La retribuzione giornaliera pensionabile è costituita dalla media aritmetica delle 540 retribuzioni
giornaliere più elevate tra quelle assoggettate a contribuzione effettiva in costanza di lavoro e quelle
relative alla contribuzione figurativa.

Per il periodo intercorrente tra il 1º gennaio 1957 ed il 1º gennaio del quinto anno anteriore a quello
di decorrenza della pensione, le retribuzioni effettive in costanza di lavoro e figurative sono adeguate applicando
alle singole retribuzioni giornaliere le variazioni medie annue dell’indice del costo della vita, calcolato dall’Istituto
centrale di statistica ai fini della scala mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell’industria, per il periodo
suddetto.

Qualora il numero complessivo delle giornate di contribuzione effettiva in costanza di lavoro e figurativa
che hanno concorso al perfezionamento del diritto a pensione sia inferiore a 540, la retribuzione giornaliera pensionabile
è costituita dalla media aritmetica delle retribuzioni risultanti dall’adeguamento delle retribuzioni corrispondenti
ai contributi giornalieri esistenti, effettuato con i criteri di cui al precedente comma.

Per il periodo dal 1957 al 1969 l’indice annuo del costo della vita, di cui al precedente terzo comma, è
indicato nell’allegata tabella A.

Per la determinazione della misura delle retribuzioni anteriori al 1º gennaio 1957 e negli altri casi
in cui non sia possibile accertare le retribuzioni soggette a contribuzione direttamente dai documenti in possesso
dell’ente, come pure ai fini della determinazione delle retribuzioni corrispondenti ai contributi figurativi, si
fa riferimento ai contributi base giornalieri, desumendo da questi le corrispondenti retribuzioni per mezzo dell’allegata
tabella B, effettuando l’adeguamento per i periodi successivi all’entrata in vigore del presente decreto con i
criteri di cui al precedente terzo comma.

Ai fini del calcolo della retribuzione giornaliera pensionabile non si prendono in considerazione, per la
parte eccedente le retribuzioni giornaliere superiori alla penultima classe della tabella F, allegata al decreto
del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, aumentata del 5 per cento.

A favore dei lavoratori dello spettacolo appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art. 3
del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel testo modificato dalla legge
29 novembre 1952, n. 2388, che possano far valere annualmente almeno 50 contributi giornalieri effettivi in costanza
di lavoro o figurativi, sono accreditati, d’ufficio, 50 contributi giornalieri fino a raggiungere un massimo di
240 contributi giornalieri annui, comprendendo, in quest’ultimo numero, anche le contribuzioni derivanti all’Ente
nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo da altre forme di assicurazioni sociali.

A ogni contributo giornaliero accreditato d’ufficio si attribuisce una retribuzione giornaliera pari a quella
desumibile dalla media delle retribuzioni corrispondenti ai contributi effettivi e figurativi esistenti nell’anno
in considerazione.

Non si procede all’accreditamento d’ufficio previsto nei commi precedenti negli anni in cui la retribuzione
complessiva percepita dal lavoratore, rivalutata secondo i criteri previsti dai commi secondo e terzo del presente
articolo superi la retribuzione che si ottiene moltiplicando per 300 l’importo relativo al limite massimo della
26ª classe della tabella F allegata al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488.

I contributi accreditati d’ufficio a norma dei precedenti commi sono utili anche ai fini della determinazione
del diritto a tutte le prestazioni ad eccezione di quelle previste dall’art. 6, comma terzo, dall’art. 8 e dall’art.
9, comma secondo.

L’importo delle pensioni liquidabili secondo le presenti norme non può essere inferiore a quello dei
trattamenti minimi previsti dalle norme vigenti per l’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti
semprechè siano dovuti, nè superiore all’importo massimo delle pensioni liquidabili dall’assicurazione
medesima in corrispondenza di 40 anni di anzianità contributiva.

Alle pensioni erogate dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo si
applica il disposto della legge 20 marzo 1968, n. 369.

Per le pensioni aventi decorrenza anteriore al 1º gennaio 1976 l’aliquota indicata al primo comma del presente
articolo è ridotta all’1,85 per cento.

Art. 13.

Fermo restando il disposto di cui all’art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, la facoltà di costituire
la rendita vitalizia prevista dall’articolo medesimo è concessa ai soli lavoratori anche per le omissioni
contributive verificatesi nei confronti:

a) della Cassa nazionale di previdenza e di assistenza per orchestrali, bandisti, coristi e tersicorei, di
cui al contratto collettivo 26 settembre 1932;

b) della Cassa nazionale di previdenza e di assistenza degli artisti lirici, drammatici, cinematografici, dell’operetta,
rivista e spettacoli viaggianti, di cui al contratto collettivo 30 novembre 1933.

Art. 14.

Ai fini della determinazione del diritto alle prestazioni e della misura di esse e nei limiti del valore massimo
dei contributi base vigenti, per analoghi periodi, nell’assicurazione generale obbligatoria, sono considerati validi
le marche ed i contributi assicurativi versati:

a) alla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza per gli orchestrali, bandisti, coristi e tersicorei,
di cui al contratto collettivo 26 settembre 1932;

b) alla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza degli artisti lirici drammatici, cinematografici, dell’operetta,
rivista e spettacoli viaggianti, di cui al contratto collettivo 30 novembre 1933;

c) alla Cassa nazionale di assistenza per i lavoratori dello spettacolo, di cui al contratto collettivo 28
agosto 1934;

d) all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo, in base alle particolari
tabelle adottate dal consiglio di amministrazione dell’ente medesimo a seguito dell’entrata in vigore della legge
4 aprile 1952, n. 218.

Art. 15.

Ai fini dell’accertamento dei contributi dovuti dai datori di lavoro all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza
per i lavoratori dello spettacolo sono conferite all’ente stesso ed ai suoi incaricati le facoltà attribuite
per la verifica dei libri paga e matricola e degli altri documenti equipollenti, nonchè dei libri contabili
e altri documenti di lavoro, all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ed ai suoi
incaricati a norma degli articoli 19, 21 e 24 del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali approvato con decreto del Presidente della Repubblica
30 giugno 1965, n. 1124.

Le imprese del pubblico esercizio e gli alberghi non potranno far agire nei propri locali i lavoratori dello
spettacolo appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 di cui all’art. 3 del decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel testo modificato dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388,
costituiti in società semplice o di fatto che non siano in possesso del certificato di agibilità
previsto dalla legge predetta.

Art. 16.

I rapporti intercorrenti tra l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed
i superstiti per i lavoratori dipendenti gestita dall’Istituto nazionale della previdenza sociale e l’assicurazione
obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti gestita dall’Ente nazionale di previdenza e
di assistenza per i lavoratori dello spettacolo ai fini della liquidazione delle prestazioni spettanti a coloro
che possono far valere contributi presso ambedue gli enti, ovvero ai loro superstiti, sono disciplinati come segue:

la domanda di pensione può essere presentata all’uno o all’altro degli enti predetti e dà diritto
alla liquidazione di una sola prestazione previa totalizzazione dei contributi versati ed accreditati presso i
due enti;

la competenza a decidere la domanda di pensione è attribuita a quello dei due enti presso il quale
l’assicurato possa far valere una prevalente contribuzione valutata secondo la normativa prevista per il conseguimento
del diritto alle prestazioni in vigore presso ciascuno dei due enti. La competenza a decidere la domanda di pensione
è comunque attribuita all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo
qualora l’assicurato possa far valere presso l’ente medesimo i requisiti prescritti per il diritto alla prestazione
richiesta.

Quando la competenza a decidere la domanda di pensione, in base al criterio previsto dal presente articolo,
sia attribuita all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo, l’Istituto nazionale
della previdenza sociale trasferisce all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo
i contributi versati nonchè quelli accreditati ai sensi dell’art. 4 della legge 4 aprile 1952, n. 218, nella
assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti per i lavoratori dipendenti
con la maggiorazione degli interessi composti al tasso del 4,50 per cento.

Qualora la competenza a decidere la domanda di pensione, in base al criterio previsto dal presente articolo,
sia attribuita all’Istituto nazionale della previdenza sociale, l’Ente nazionale di previdenza e di assistenza
per i lavoratori dello spettacolo trasferisce all’Istituto nazionale della previdenza sociale i contributi versati
ed accreditati nell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti gestita dall’ente
medesimo secondo le norme dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti
in vigore nei periodi cui i contributi stessi si riferiscono con la maggiorazione degli interessi composti calcolati
nella misura di cui al precedente comma.

La competenza a decidere le domande dirette ad ottenere le prestazioni previste dagli articoli 6, comma terzo,
8 e 9, comma secondo, del presente decreto è attribuita esclusivamente all’Ente nazionale di previdenza
e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo.

Ai fini della determinazione dei requisiti contributivi occorrenti per il conseguimento del diritto alle prestazioni
e della relativa misura, i contributi settimanali trasferiti dall’Istituto nazionale della previdenza sociale sono
ragguagliati dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo a contributi giornalieri
moltiplicandoli per 6, mentre i contributi giornalieri da trasferire all’Istituto nazionale della previdenza sociale
sono ragguagliati dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo a contributi
settimanali dividendoli per 6

. L’onere differenziale tra l’importo dei contributi acquisiti dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza
per i lavoratori dello spettacolo e quello dei contributi da trasferire all’Istituto nazionale della previdenza
sociale è assunto a carico dell’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo.

Art. 17.

Gli assicurati che facciano valere contributi effettivamente versati nell’assicurazione generale obbligatoria
per la invalidità, la vecchiaia ed i superstiti per i lavoratori dipendenti gestita dall’Istituto nazionale
della previdenza sociale e nell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti
gestita dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo possono essere autorizzati
a proseguire volontariamente una sola delle anzidette assicurazioni a condizione che si sia verificata la cessazione
o la interruzione dell’obbligo assicurativo presso entrambi gli enti.

A tal fine l’assicurato può presentare domanda di autorizzazione a contribuire volontariamente all’uno
o all’altro ente.

Qualora i requisiti contributivi richiesti per l’ammissione ai versamenti volontari risultino costituiti presso
ambedue gli enti la competenza a rilasciare la relativa autorizzazione è attribuita sempre all’Ente nazionale
di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo.

Qualora i requisiti contributivi richiesti per l’ammissione ai versamenti volontari risultino costituiti soltanto
presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale, la competenza a rilasciare la relativa autorizzazione è
attribuita a tale istituto.

I requisiti contributivi occorrenti per l’ammissione ai versamenti volontari possono essere perfezionati anche
mediante la totalizzazione virtuale dei contributi effettivamente versati presso i due enti. In tal caso la competenza
a rilasciare l’autorizzazione è attribuita all’ente presso il quale l’assicurato possa far valere una prevalente
contribuzione valutata secondo la normativa prevista in materia presso ciascuno dei due enti. Se presso i due enti
risulti la medesima contribuzione la competenza è demandata all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza
per i lavoratori dello spettacolo.

Disposizioni d’attuazione transitorie e finali.

Art. 18.

Per i titolari di pensione di vecchiaia a carico dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la
vecchiaia ed i superstiti gestita dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo
liquidata o da liquidare in base alle norme vigenti anteriormente al 1º maggio 1968, i quali dalla data di
decorrenza della pensione stessa abbiano continuato ininterrottamente a prestare opera retributiva alle dipendenze
di terzi sino alla data di entrata in vigore della legge 30 aprile 1969, n. 153, il termine per la presentazione
della domanda di opzione prevista dal primo comma dell’art. 13 della legge medesima è riaperto per 180 giorni
a partire dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Nei confronti dei lavoratori dello spettacolo appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell’art.
3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, nel testo modificato dalla legge
29 novembre 1952, n. 2388, la condizione dell’ininterrotta attività lavorativa, prevista dal primo comma
dell’art. 13 della legge 30 aprile 1969, n. 153, si intende perfezionata quando siano state effettuate almeno 60
giornate lavorative annue.

Art. 19.

Le pensioni liquidate con decorrenza successiva al 30 aprile 1968 ed anteriore alla data di entrata in vigore
del presente decreto sono riliquidate con il sistema di calcolo previsto dal precedente art. 12 con effetto dal
primo giorno del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto stesso.

Art. 20.

É abrogata ogni altra disposizione contraria o incompatibile con quelle del presente decreto.

Allegati

Tabella A

INDICE COMPLESSIVO DEL COSTO DELLA VITA

Anni—————————————–Media annua

1957 …………………………………………… 101,64

1958 …………………………………………… 105,53

1959 …………………………………………… 105,10

1960 …………………………………………… 107,75

1961 …………………………………………… 110,55

1962 …………………………………………… 116,92

1963 …………………………………………… 127,08

1964 …………………………………………… 136,15

1965 …………………………………………… 142,58

1966 …………………………………………… 146,33

1967 …………………………………………… 149,49

1968 …………………………………………… 151,94

1969 …………………………………………… 157,02

Tabella B
PRONTUARIO PER IL CALCOLO DELLA RETRIBUZIONE GIORNALIERA PENSIONABILE






























































































































































Importo del contributo giornaliero Retribuzione giornaliera pensionabilecorrispondente Importo del contributo giornaliero Retribuzione giornaliera corrispondente
1,35 835 21,50 19.590
1,65 1.370 23,00 20.990
2,15 1.885 24,65 22.385
2,50 2.310 26,30 23.785
3,00 2.725 28,00 25.260
3,50 3.215 29,65 26.810
4,15 3.800 31,35 28.360
4,85 4.410 33,00 29.915
5,50 5.020 34,65 31.475
6,15 5.620 36,35 33.025
6,85 6.270 38,00 34.575
7,50 6.985 39,65 36.135
8,50 7.700 41,50 37.695
9,15 8.400 43,35 39.245
10,00 9.100 46,75 42.510
10,85 9.800 52,25 47.500
11,50 10.500 68,75 62.500
12,35 11.200 96,25 87.500
13,00 11.940 123,75 112.500
14,00 12.765 151,25 137.500
15,00 13.685 178,75 162.500
16,15 14.695 206,25 187.500
17,30 15.745 247,50 225.000
18,50 16.875 302,50 275.000
20,00 18.185 357,50 315.000

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!