D.P.R. 435/2001

untitled DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 dicembre 2001, n. 435 Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nonche’ disposizioni per la[...]

untitled

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 dicembre 2001, n. 435

Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nonche’ disposizioni
per la semplificazione e razionalizzazione di adempimenti tributari.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;

Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l’articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n.

662, il quale stabilisce che la semplificazione e la

razionalizzazione delle procedure di attuazione delle norme

tributarie, gli adempimenti contabili e formali dei contribuenti sono

disciplinati con regolamenti da emanare ai sensi dell’articolo 17,

comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, tenuto conto

dell’adozione di nuove tecnologie per il trattamento e la

conservazione delle informazioni e del progressivo sviluppo degli

studi di settore;

Visto l’articolo 16 del decreto legislativo 23 dicembre 1999, n.

505, il quale prevede che per gli adempimenti previsti dai decreti

legislativi emanati in attuazione dell’articolo 3 della legge 23

dicembre 1996, n. 662, resta ferma la disposizione di cui

all’articolo 3, comma 136, della medesima legge 23 dicembre 1996, n.

662;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,

n. 633, e successive modificazioni, concernente l’istituzione e la

disciplina dell’imposta sul valore aggiunto;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,

n. 600, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente

disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui

redditi;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,

n. 602, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente

disposizioni sulla riscossione delle imposte sui redditi;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 dicembre 1986,

n. 917, recante l’approvazione del testo unico delle imposte sui

redditi;

Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive

modificazioni, concernente norme di semplificazione degli adempimenti

dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta

sul valore aggiunto, nonche’ di modernizzazione del sistema di

gestione delle dichiarazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997,

n. 443, che disciplina la possibilita’ di computare un credito I.V.A.

in detrazione in un periodo di imposta successivo, a seguito di

provvedimento di diniego del rimborso I.V.A. con contestuale

riconoscimento del relativo credito;

Visto il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, recante il

riordino della disciplina tributaria dei redditi di capitale e di

redditi diversi;

Visto il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive

modificazioni, concernente, tra l’altro, l’istituzione e la

disciplina dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive;

Visto l’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.

471, il quale stabilisce le disposizioni tributarie non penali

relative alle violazioni in materia di imposte dirette e di imposta

sul valore aggiunto;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n.

100, recante norme per la semplificazione e la razionalizzazione di

alcuni adempimenti contabili in materia di imposta sul valore

aggiunto;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.

322, e successive modificazioni, recante modalita’ per la

presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi,

all’imposta regionale sulle attivita’ produttive e all’imposta sul

valore aggiunto;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999,

n. 542, recante modificazioni alle disposizioni relative alla

presentazione delle dichiarazioni dei redditi, dell’imposta regionale

sulle attivita’ produttive e dell’imposta sul valore aggiunto;

Visto l’articolo 15, comma 2, primo periodo, della legge 15 marzo

1997, n. 59, il quale stabilisce che gli atti, dati e documenti

formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con strumenti

informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme,

nonche’ la loro archiviazione e trasmissione con strumenti

informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge;

Visto l’articolo 57 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,

che prevede l’istituzione delle agenzie fiscali e dispone, tra

l’altro, che all’Agenzia delle entrate sono trasferiti i rapporti

giuridici, i poteri e le competenze gia’ attribuite al Dipartimento

delle entrate del Ministero delle finanze, nonche’ l’articolo 62 del

medesimo decreto n. 300 del 1999, in base al quale e’ stabilito, tra

l’altro, che all’Agenzia delle entrate sono attribuite tutte le

funzioni concernenti le entrate tributarie erariali non assegnate

alla competenza di altre agenzie, enti od organi;

Visto, inoltre, l’articolo 68, comma 1, del citato decreto n. 300

del 1999, il quale prevede che il direttore dell’Agenzia rappresenta

e dirige la medesima, emanando tutti i provvedimenti che non siano

attribuiti ad altri organi, nonche’ l’articolo 73 del medesimo

decreto, il quale prevede, tra l’altro, che con decreto del Ministro

delle finanze sono stabilite le date a decorrere dalle quali le

funzioni svolte dal Ministero secondo l’ordinamento vigente vengono

esercitate dalle Agenzie;

Visto il decreto del Ministro delle finanze in data 28 dicembre

2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2001,

con il quale sono state disciplinate, tra l’altro, le modalita’ di

avvio delle agenzie fiscali ai sensi degli articoli 73 e 74 del

predetto decreto legislativo n. 300 del 1999;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,

n. 445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia di documentazione amministrativa;

Visti gli articoli 2 e 23 del citato decreto legislativo 30 luglio

1999, n. 300, concernenti l’istituzione del Ministero dell’economia e

delle finanze;

Vista la legge 27 luglio 2000, n. 212, recante disposizioni in

materia di statuto dei diritti del contribuente;

Atteso che occorre proseguire nell’opera di semplificazione e

razionalizzazione delle procedure di attuazione delle norme

tributarie, degli adempimenti contabili e formali del contribuente;

Attesa l’esigenza di conoscere anticipatamente rispetto alla data

di presentazione della dichiarazione annuale I.V.A., e cioe’ entro

febbraio di ciascun anno, i dati relativi all’applicazione

dell’imposta sul valore aggiunto nell’anno precedente al fine di

ottemperare alle previsioni della normativa comunitaria;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione

consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 16 luglio 2001 e

19 novembre 2001;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 6 dicembre 2001;

Sulla proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di

concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie;

E m a n a

il seguente regolamento:

Capo I

DISPOSIZIONI MODIFICATIVE DEL DECRETO DEL

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 LUGLIO 1998, N. 322

Art. 1.

Modalita’ e termini di presentazione delle dichiarazioni

1. Nell’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 22

luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, di seguito

denominato decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998, i

commi 1, 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:

“1. Ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale

sulle attivita’ produttive le dichiarazioni sono redatte, a pena di

nullita’, su modelli conformi a quelli approvati entro il 15 febbraio

con provvedimento amministrativo, da pubblicare nella Gazzetta

Ufficiale e da utilizzare per le dichiarazioni dei redditi e del

valore della produzione relative all’anno precedente ovvero, in caso

di periodo di imposta non coincidente con l’anno solare, per le

dichiarazioni relative al periodo di imposta in corso alla data del

31 dicembre dell’anno precedente a quello di approvazione. I

provvedimenti di approvazione dei modelli di dichiarazione dei

sostituti d’imposta di cui all’articolo 4, comma 1, e i modelli di

dichiarazione di cui agli articoli 34, comma 4, e 37, del decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,

recante norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti

in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore

aggiunto, nonche’ di modernizzazione del sistema di gestione delle

dichiarazioni, sono emanati entro il 15 gennaio dell’anno in cui i

modelli stessi devono essere utilizzati e sono pubblicati nella

Gazzetta Ufficiale.

2. I modelli di dichiarazione sono resi disponibili in formato

elettronico dall’Agenzia delle entrate in via telematica. I modelli

cartacei necessari per la redazione delle dichiarazioni presentate

dalle persone fisiche non obbligate alla tenuta delle scritture

contabili possono essere gratuitamente ritirati presso gli uffici

comunali. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate

possono essere stabilite altre modalita’ di distribuzione o di invio

al contribuente dei modelli di dichiarazione e di altri stampati.

3. La dichiarazione e’ sottoscritta, a pena di nullita’, dal

contribuente o da chi ne ha la rappresentanza legale o negoziale. La

nullita’ e’ sanata se il contribuente provvede alla sottoscrizione

entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito da parte del

competente ufficio dell’Agenzia delle entrate.

4. La dichiarazione dei soggetti diversi dalle persone fisiche e’

sottoscritta, a pena di nullita’, dal rappresentante legale, e in

mancanza da chi ne ha l’amministrazione anche di fatto, o da un

rappresentante negoziale. La nullita’ e’ sanata se il soggetto tenuto

a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro trenta giorni dal

ricevimento dell’invito da parte del competente ufficio dell’Agenzia

delle entrate.”.

Art. 2.

Termine per la presentazione della dichiarazione

in materia di imposte sui redditi e di I.R.A.P.

1. All’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n.

322 del 1998 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

“1. Le persone fisiche e le societa’ o le associazioni di cui

all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, presentano la dichiarazione secondo le

disposizioni di cui all’articolo 3, per il tramite di una banca o di

un ufficio della Poste italiane S.p.a. tra il 1 maggio ed il 31

luglio ovvero in via telematica entro il 31 ottobre dell’anno

successivo a quello di chiusura del periodo di imposta.

2. I soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche,

presentano la dichiarazione secondo le disposizioni di cui

all’articolo 3:

a) per il tramite di una banca o di un ufficio della Poste

italiane S.p.a., ad eccezione dei soggetti di cui all’articolo 3,

comma 2, entro l’ultimo giorno del settimo mese successivo a quello

di chiusura del periodo di imposta;

b) in via telematica, entro l’ultimo giorno del decimo mese

successivo a quello di chiusura del periodo di imposta.

3. I soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione dei

redditi presentano la dichiarazione ai fini dell’imposta regionale

sulle attivita’ produttive entro i termini previsti dal comma 2 e

secondo le disposizioni di cui all’articolo 3.”;

b) i commi 4, 4-bis e 5 sono abrogati;

c) il comma 8 e’ sostituito dal seguente:

“8. Salva l’applicazione delle sanzioni, le dichiarazioni dei

redditi, dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e dei

sostituti d’imposta possono essere integrate per correggere errori od

omissioni mediante successiva dichiarazione da presentare, secondo le

disposizioni di cui all’articolo 3, utilizzando modelli conformi a

quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la

dichiarazione, non oltre i termini stabiliti dall’articolo 43 del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e

successive modificazioni.”;

d) dopo il comma 8 e’ inserito il seguente:

“8-bis. Le dichiarazioni dei redditi, dell’imposta regionale sulle

attivita’ produttive e dei sostituti di imposta possono essere

integrate dai contribuenti per correggere errori od omissioni che

abbiano determinato l’indicazione di un maggior reddito o, comunque,

di un maggior debito d’imposta o di un minor credito, mediante

dichiarazione da presentare, secondo le disposizioni di cui

all’articolo 3, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per

il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, non oltre il

termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa

al periodo d’imposta successivo. L’eventuale credito risultante dalle

predette dichiarazioni puo’ essere utilizzato in compensazione ai

sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997.”;

e) il comma 9 e’ sostituito dal seguente:

“9. I termini di presentazione della dichiarazione che scadono di

sabato sono prorogati d’ufficio al primo giorno feriale successivo.”.

Art. 3.

Presentazione delle dichiarazioni in materia

di imposte sui redditi e di I.R.A.P.

1. L’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 322

del 1998 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 3 (Modalita’ di presentazione ed obblighi di conservazione

delle dichiarazioni).

1. Le dichiarazioni sono presentate

all’Agenzia delle entrate in via telematica ovvero per il tramite di

una banca convenzionata o di un ufficio della Poste italiane S.p.a.

secondo le disposizioni di cui ai commi successivi. I contribuenti

con periodo di imposta coincidente con l’anno solare obbligati alla

presentazione della dichiarazione dei redditi, dell’imposta regionale

sulle attivita’ produttive e della dichiarazione annuale ai fini

dell’imposta sul valore aggiunto, presentano la dichiarazione

unificata annuale. La dichiarazione dei sostituti di imposta,

comprese le Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento

autonomo, di cui all’articolo 4 puo’ essere inclusa nella

dichiarazione unificata. E’ esclusa dalla dichiarazione unificata la

dichiarazione annuale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto degli

enti e delle societa’ che si sono avvalsi della procedura di

liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto di gruppo di cui

all’articolo 73, ultimo comma, del decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.

2. Le dichiarazioni previste dal presente decreto, compresa quella

unificata, sono presentate in via telematica all’Agenzia delle

entrate, direttamente o tramite gli incaricati di cui ai commi 2-bis

e 3, dai soggetti tenuti per il periodo d’imposta cui si riferiscono

le predette dichiarazioni alla presentazione della dichiarazione

relativa all’imposta sul valore aggiunto con esclusione delle persone

fisiche che hanno realizzato nel medesimo periodo un volume di affari

inferiore o uguale a lire 50 milioni, dai soggetti tenuti alla

presentazione della dichiarazione dei sostituti di imposta di cui

all’articolo 4 e dai soggetti di cui all’articolo 87, comma 1,

lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato

con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,

dai soggetti tenuti alla presentazione del modello per la

comunicazione dei dati relativi alla applicazione degli studi di

settore. Le predette dichiarazioni sono trasmesse avvalendosi del

servizio telematico Entratel; il collegamento telematico con

l’Agenzia delle entrate e’ gratuito per gli utenti. I soggetti di cui

al primo periodo obbligati alla presentazione della dichiarazione dei

sostituti d’imposta, anche in forma unificata, in relazione ad un

numero di soggetti non superiore a venti, si avvalgono per la

presentazione in via telematica del servizio telematico Internet

ovvero di un incaricato di cui al comma 3.

2-bis. Nell’ambito dei gruppi in cui almeno una societa’ o ente

rientra tra i soggetti di cui al comma precedente, la presentazione

in via telematica delle dichiarazioni di soggetti appartenenti al

gruppo puo’ essere effettuata da uno o piu’ soggetti dello stesso

gruppo avvalendosi del servizio telematico Entratel. Si considerano

appartenenti al gruppo l’ente o la societa’ controllante e le

societa’ da questi controllate come definite dall’articolo 43-ter,

quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 602.

2-ter. I soggetti diversi da quelli indicati nei commi 2 e 2-bis,

non obbligati alla presentazione delle dichiarazioni in via

telematica, possono presentare le dichiarazioni in via telematica

direttamente avvalendosi del servizio telematico Internet ovvero

tramite un incaricato di cui al comma 3.

3. Ai soli fini della presentazione delle dichiarazioni in via

telematica mediante il servizio telematico Entratel si considerano

soggetti incaricati della trasmissione delle stesse:

a) gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei

ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro;

b) i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli

di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria,

artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso

di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o

equipollenti o diploma di ragioneria;

c) le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori

indicate nell’articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonche’ quelle che associano

soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;

d) i centri di assistenza fiscale per le imprese e per i

lavoratori dipendenti e pensionati;

e) gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro

dell’economia e delle finanze.

3-bis. I soggetti di cui al comma 3, incaricati della

predisposizione delle dichiarazioni previste dal presente decreto,

sono obbligati alla trasmissione in via telematica delle stesse.

4. I soggetti di cui ai commi 2, 2-bis e 3 sono abilitati

dall’Agenzia delle entrate alla trasmissione dei dati contenuti nelle

dichiarazioni. L’abilitazione e’ revocata quando nello svolgimento

dell’attivita’ di trasmissione delle dichiarazioni vengono commesse

gravi o ripetute irregolarita’, ovvero in presenza di provvedimenti

di sospensione irrogati dall’ordine di appartenenza del

professionista o in caso di revoca dell’autorizzazione all’esercizio

dell’attivita’ da parte dei centri di assistenza fiscale.

5. Salvo quanto previsto dal comma 2 per i soggetti obbligati alla

presentazione in via telematica, la dichiarazione puo’ essere

presentata all’Agenzia delle entrate anche mediante spedizione

effettuata dall’estero, utilizzando il mezzo della raccomandata o

altro equivalente dal quale risulti con certezza la data di

spedizione ovvero avvalendosi del servizio telematico Internet.

6. Le banche e gli uffici postali rilasciano, anche se non

richiesta, ricevuta di presentazione della dichiarazione. I soggetti

di cui ai commi 2-bis e 3 rilasciano al contribuente o al sostituto

di imposta, anche se non richiesto, l’impegno a trasmettere in via

telematica all’Agenzia delle entrate i dati contenuti nella

dichiarazione, contestualmente alla ricezione della stessa o

dell’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione nonche’,

entro trenta giorni dal termine previsto per la presentazione in via

telematica, la dichiarazione trasmessa, redatta su modello conforme a

quello approvato con il provvedimento di cui all’articolo 1, comma 1

e copia della comunicazione dell’Agenzia delle entrate di ricezione

della dichiarazione.

7. Le banche e la Poste italiane S.p.a. trasmettono in via

telematica le dichiarazioni all’Agenzia delle entrate entro cinque

mesi dalla data di scadenza del termine di presentazione ovvero, per

le dichiarazioni presentate oltre tale termine, entro cinque mesi

dalla data di presentazione delle dichiarazioni stesse, ove non

diversamente previsto dalle convenzioni di cui al comma 11.

7-bis. I soggetti di cui ai commi 2, 2-bis, 2-ter e 3, presentano

in via telematica le dichiarazioni per le quali non e’ previsto un

apposito termine entro un mese dalla scadenza del termine previsto

per la presentazione alle banche e agli uffici postali.

7-ter. Le dichiarazioni consegnate ai soggetti incaricati di cui ai

commi 2-bis e 3, successivamente al termine previsto per la

presentazione in via telematica delle stesse, sono trasmesse entro un

mese dalla data contenuta nell’impegno alla trasmissione rilasciato

dai medesimi soggetti al contribuente ai sensi del comma 6.

8. La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui e’

consegnata dal contribuente alla banca o all’ufficio postale ovvero

e’ trasmessa all’Agenzia delle entrate mediante procedure telematiche

direttamente o tramite uno dei soggetti di cui ai commi 2-bis e 3.

9. I contribuenti e i sostituti di imposta che presentano la

dichiarazione in via telematica, direttamente o tramite i soggetti di

cui ai commi 2-bis e 3, conservano, per il periodo previsto

dall’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, la dichiarazione debitamente sottoscritta e

redatta su modello conforme a quello approvato con il provvedimento

di cui all’articolo 1, comma 1, nonche’ i documenti rilasciati dal

soggetto incaricato di predisporre la dichiarazione.

L’Amministrazione finanziaria puo’ chiedere l’esibizione della

dichiarazione e dei suddetti documenti.

9-bis. I soggetti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni

conservano, anche su supporti informatici, per il periodo previsto

dall’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, copia delle dichiarazioni trasmesse, delle

quali l’Amministrazione finanziaria puo’ chiedere l’esibizione previa

riproduzione su modello conforme a quello approvato con il

provvedimento di cui all’articolo 1, comma 1.

10. La prova della presentazione della dichiarazione e’ data dalla

comunicazione dell’Agenzia delle entrate attestante l’avvenuto

ricevimento della dichiarazione presentata in via telematica

direttamente o tramite i soggetti di cui ai commi 2-bis e 3, ovvero

dalla ricevuta della banca, dell’ufficio postale o dalla ricevuta di

invio della raccomandata di cui al comma 5.

11. Le modalita’ tecniche di trasmissione delle dichiarazioni sono

stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate

da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Le modalita’ di svolgimento

del servizio di ricezione delle dichiarazioni da parte delle banche e

della Poste italiane S.p.a., comprese la misura del compenso

spettante e le conseguenze derivanti dalle irregolarita’ commesse

nello svolgimento del servizio, sono stabilite mediante distinte

convenzioni, approvate con provvedimento del direttore dell’Agenzia

delle entrate. La misura del compenso e’ determinata tenendo conto

dei costi del servizio e del numero complessivo delle dichiarazioni

ricevute.

12. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla

presentazione delle dichiarazioni riguardanti imposte sostitutive

delle imposte sui redditi.

13. Ai soggetti incaricati della trasmissione telematica si applica

l’articolo 12-bis, comma 1, del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e per le convenzioni e i

decreti ivi previsti si intendono, rispettivamente, le convenzioni e

i provvedimenti di cui al comma 11 del presente articolo.”.

Art. 4.

Dichiarazione dei sostituti d’imposta

1. All’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n.

322 del 1998 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

“1. Salvo quanto previsto per la dichiarazione unificata

dall’articolo 3, comma 1, i soggetti indicati nel titolo III del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,

obbligati ad operare ritenute alla fonte, che corrispondono compensi,

sotto qualsiasi forma, soggetti a ritenute alla fonte secondo le

disposizioni dello stesso titolo, nonche’ gli intermediari e gli

altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti

tenuti alla comunicazione di dati ai sensi di specifiche disposizioni

normative, presentano annualmente una dichiarazione unica, anche ai

fini dei contributi dovuti all’Istituto nazionale per la previdenza

sociale (I.N.P.S.) e dei premi dovuti all’Istituto nazionale per le

assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro (I.N.A.I.L.), relativa

a tutti i percipienti, redatta in conformita’ ai modelli approvati

con i provvedimenti di cui all’articolo 1, comma 1.

2. La dichiarazione indica i dati e gli elementi necessari per

l’individuazione del sostituto d’imposta, dell’intermediario e degli

altri soggetti di cui al precedente comma, per la determinazione

dell’ammontare dei compensi e proventi, sotto qualsiasi forma

corrisposti, delle ritenute, dei contributi e dei premi, nonche’ per

l’effettuazione dei controlli e gli altri elementi richiesti nel

modello di dichiarazione, esclusi quelli che l’Agenzia delle entrate,

l’I.N.P.S. e l’I.N.A.I.L. sono in grado di acquisire direttamente e

sostituisce le dichiarazioni previste ai fini contributivi e

assicurativi.”;

b) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:

“3-bis. I sostituti d’imposta, comprese le Amministrazioni dello

Stato, anche con ordinamento autonomo, di cui al primo comma

dell’articolo 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, che effettuano le ritenute sui redditi a

norma degli articoli 23, 24, 25, 25-bis e 29 del citato decreto n.

600 del 1973, tenuti al rilascio della certificazione di cui

all’articolo 7-bis del medesimo decreto, trasmettono in via

telematica, direttamente o tramite gli incaricati di cui all’articolo

3, commi 2-bis e 3, all’Agenzia delle entrate i dati fiscali e

contributivi contenuti nella predetta certificazione, nonche’ gli

ulteriori dati necessari per l’attivita’ di liquidazione e controllo

dell’Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e

assicurativi, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di

erogazione. Entro la stessa data sono, altresi’, trasmessi in via

telematica i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai soli

fini contributivi e assicurativi nonche’ quelli relativi alle

operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale

prestata ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e

successive modificazioni. Le trasmissioni in via telematica

effettuate ai sensi del presente comma sono equiparate, a tutti gli

effetti, alla esposizione dei medesimi dati nella dichiarazione di

cui al comma 1.”;

c) dopo il comma 4 e’ inserito seguente:

“4-bis. Salvo quanto previsto dal comma 3-bis, i sostituti di

imposta, comprese le Amministrazioni dello Stato, anche con

ordinamento autonomo, gli intermediari e gli altri soggetti di cui al

comma 1 presentano in via telematica, secondo le disposizioni di cui

all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter e 3, la dichiarazione di cui al

comma 1, relativa all’anno solare precedente, entro il 31 ottobre di

ciascun anno.”;

d) il comma 6 e’ soppresso;

e) il comma 6-bis e’ sostituito dal seguente:

“6-bis. I soggetti indicati nell’articolo 29, terzo comma, del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,

che corrispondono compensi, sotto qualsiasi forma, soggetti a

ritenuta alla fonte comunicano all’Agenzia delle entrate mediante

appositi elenchi i dati fiscali dei percipienti. Con provvedimento

del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabiliti il contenuto,

i termini e le modalita’ delle comunicazioni, previa intesa con le

rispettive Presidenze delle Camere e della Corte costituzionale, con

il segretario generale della Presidenza della Repubblica, e, nel caso

delle regioni a statuto speciale, con i Presidenti dei rispettivi

organi legislativi. Nel medesimo provvedimento puo’ essere previsto

anche l’obbligo di indicare i dati relativi ai contributi dovuti agli

enti e casse previdenziali.”.

Art. 5.

Dichiarazione nei casi di liquidazione

1. All’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n.

322 del 1998 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:

“1. In caso di liquidazione di societa’ o enti soggetti all’imposta

sul reddito delle persone giuridiche, di societa’ o associazioni di

cui all’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi,

approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre

1986, n. 917, e di imprese individuali, il liquidatore o, in

mancanza, il rappresentante legale, presenta, secondo le disposizioni

di cui all’articolo 3, la dichiarazione relativa al periodo compreso

tra l’inizio del periodo d’imposta e la data in cui ha effetto la

deliberazione di messa in liquidazione entro l’ultimo giorno del

settimo mese successivo a tale data, per il tramite di una banca o un

ufficio postale, ovvero entro l’ultimo giorno del decimo mese

successivo in via telematica. Lo stesso liquidatore presenta la

dichiarazione relativa al risultato finale delle operazioni di

liquidazione entro sette mesi successivi alla chiusura della

liquidazione stessa o al deposito del bilancio finale, se prescritto,

per il tramite di una banca o di un ufficio postale ovvero entro

l’ultimo giorno del decimo mese successivo, in via telematica.”;

b) il comma 2 e’ abrogato;

c) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:

“4. Nei casi di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa,

le dichiarazioni di cui al comma 1 sono presentate, anche se si

tratta di imprese individuali, dal curatore o dal commissario

liquidatore, in via telematica, avvalendosi del servizio telematico

Entratel, direttamente o tramite i soggetti incaricati di cui

all’articolo 3, comma 3, entro l’ultimo giorno del decimo mese

successivo a quello, rispettivamente, della nomina del curatore e del

commissario liquidatore, e della chiusura del fallimento e della

liquidazione; le dichiarazioni di cui al comma 3 sono presentate, con

le medesime modalita’, esclusivamente ai fini dell’imposta regionale

sulle attivita’ produttive e soltanto se vi e’ stato esercizio

provvisorio.”.

Art. 6.

Dichiarazione nei casi di trasformazione

di fusione e di scissione

1. Dopo l’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n.

322 del 1998 e’ inserito il seguente:

“Art. 5-bis (Dichiarazione nei casi di trasformazione, di fusione e

di scissione).

1. In caso di trasformazione di una societa’ non

soggetta all’imposta sul reddito delle persone giuridiche in societa’

soggetta a tale imposta, o viceversa, deliberata nel corso del

periodo d’imposta, deve essere presentata, secondo le disposizioni di

cui all’articolo 3, la dichiarazione relativa alla frazione di

esercizio compresa tra l’inizio del periodo d’imposta e la data in

cui ha effetto la trasformazione, entro l’ultimo giorno del settimo

mese successivo a tale data, per il tramite di una banca o un ufficio

postale, ovvero entro l’ultimo giorno del decimo mese in via

telematica.

2. In caso di fusione di piu’ societa’ deve essere presentata dalla

societa’ risultante dalla fusione o incorporante, la dichiarazione

relativa alla frazione di esercizio delle societa’ fuse o incorporate

compresa tra l’inizio del periodo d’imposta e la data in cui ha

effetto la fusione entro l’ultimo giorno del settimo mese successivo

a tale data, per il tramite di una banca o un ufficio postale, ovvero

entro l’ultimo giorno del decimo mese in via telematica.

3. In caso di scissione totale la societa’ designata a norma del

comma 14 dell’articolo 123-bis del testo unico delle imposte sui

redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, deve presentare la dichiarazione relativa alla

frazione di periodo della societa’ scissa, con le modalita’ e i

termini di cui al comma 1 decorrenti dalla data in cui e’ stata

eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte dall’articolo 2504 del

codice civile, indipendentemente da eventuali effetti retroattivi.

4. Le disposizioni del presente articolo, in quanto applicabili,

valgono anche nei casi di trasformazione e di fusione di enti diversi

dalle societa’.”.

Art. 7.

Dichiarazione congiunta in materia

di imposte sui redditi

1. Gli articoli 6 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica

n. 322 del 1998 sono abrogati.

Art. 8.

Dichiarazione annuale in materia

di imposta sul valore aggiunto

1. All’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n.

322 del 1998 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

“1. Salvo quanto previsto relativamente alla dichiarazione

unificata, il contribuente presenta, secondo le disposizioni di cui

all’articolo 3, tra il 1 febbraio e il 31 luglio ovvero, in caso di

presentazione in via telematica, entro il 31 ottobre di ciascun anno,

la dichiarazione relativa all’imposta sul valore aggiunto dovuta per

l’anno solare precedente, redatta in conformita’ al modello approvato

entro il 15 gennaio dell’anno in cui e’ utilizzato con provvedimento

amministrativo da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. La

trasmissione della dichiarazione in via telematica e’ effettuata

entro il mese di novembre da parte dei soggetti indicati nel comma 11

del medesimo articolo 3. La dichiarazione annuale e’ presentata anche

dai contribuenti che non hanno effettuato operazioni imponibili. Sono

esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione i

contribuenti che nell’anno solare precedente hanno registrato

esclusivamente operazioni esenti dall’imposta di cui all’articolo 10

del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,

e successive modificazioni, salvo che siano tenuti alle rettifiche

delle detrazioni di cui all’articolo 19-bis2 del medesimo decreto,

ovvero abbiano registrato operazioni intracomunitarie, nonche’ i

contribuenti esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative.

2. Nella dichiarazione sono indicati i dati e gli elementi

necessari per l’individuazione del contribuente, per la

determinazione dell’ammontare delle operazioni e dell’imposta e per

l’effettuazione dei controlli, nonche’ gli altri elementi richiesti

nel modello di dichiarazione, esclusi quelli che l’Agenzia delle

entrate e’ in grado di acquisire direttamente.”.

b) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:

“4. In caso di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa,

la dichiarazione relativa all’imposta dovuta per l’anno solare

precedente, sempreche’ i relativi termini di presentazione non siano

ancora scaduti, e’ presentata dai curatori o dai commissari

liquidatori con le modalita’ e i termini ordinari di cui al comma 1

ovvero entro quattro mesi dalla nomina se quest’ultimo termine scade

successivamente al termine ordinario. Con le medesime modalita’ e nei

termini ordinari, i curatori o i commissari liquidatori presentano la

dichiarazione per le operazioni registrate nell’anno solare in cui e’

dichiarato il fallimento ovvero la liquidazione coatta

amministrativa. Per le operazioni registrate nella parte dell’anno

solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione

coatta amministrativa e’ anche presentata, entro quattro mesi dalla

nomina, apposita dichiarazione al competente ufficio dell’Agenzia

delle entrate ai fini della eventuale insinuazione al passivo della

procedura concorsuale.”;

c) il comma 6 e’ sostituito dal seguente:

“6. Per la sottoscrizione, la presentazione e la conservazione

della dichiarazione relativa all’imposta sul valore aggiunto si

applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 2, 3 e 4,

all’articolo 2, commi 7, 8, 8-bis e 9, e all’articolo 3.”.

Art. 9.

Comunicazione dati I.V.A.

1. Nel decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.

322, dopo l’articolo 8 e’ inserito il seguente:

“Art. 8-bis (Comunicazione dati I.V.A.).

1. Fermi restando gli

obblighi previsti dall’articolo 3 relativamente alla dichiarazione

unificata e dall’articolo 8 relativamente alla dichiarazione I.V.A.

annuale e ferma restando la rilevanza attribuita alle suddette

dichiarazioni anche ai fini sanzionatori, il contribuente presenta in

via telematica, direttamente o tramite gli incaricati di cui

all’articolo 3, commi 2-bis e 3, entro il mese di febbraio di ciascun

anno, una comunicazione dei dati relativi all’imposta sul valore

aggiunto riferita all’anno solare precedente, redatta in conformita’

al modello approvato con provvedimento amministrativo da pubblicare

nella Gazzetta Ufficiale. La comunicazione e’ presentata anche dai

contribuenti che non hanno effettuato operazioni imponibili.

2. Sono esonerati dall’obbligo di comunicazione i contribuenti che

per l’anno solare precedente hanno registrato esclusivamente

operazioni esenti dall’imposta di cui all’articolo 10 del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive

modificazioni, salvo che abbiano registrato operazioni

intracomunitarie, i contribuenti esonerati ai sensi di specifiche

disposizioni normative dall’obbligo di presentazione della

dichiarazione annuale di cui all’articolo 8, i soggetti di cui

all’articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato

con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,

i soggetti sottoposti a procedure concorsuali, nonche’ le persone

fisiche che hanno realizzato nel periodo di riferimento un volume

d’affari inferiore o uguale a lire 50 milioni.

3. Gli enti o le societa’ partecipanti che si sono avvalsi per

l’anno di riferimento della procedura di liquidazione dell’I.V.A. di

gruppo di cui all’ultimo comma dell’articolo 73 del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, inviano

singolarmente la comunicazione dei dati relativamente alla propria

attivita’.

4. Nella comunicazione sono indicati l’ammontare delle operazioni

attive e passive al netto dell’I.V.A., l’ammontare delle operazioni

intracomunitarie, l’ammontare delle operazioni esenti e non

imponibili, l’imponibile e l’imposta relativa alle importazioni di

oro e argento effettuate senza pagamento dell’I.V.A. in dogana,

l’imposta esigibile e l’imposta detratta, risultanti dalle

liquidazioni periodiche senza tener conto delle operazioni di

rettifica e di conguaglio.

5. I termini di presentazione della comunicazione che scadono di

sabato sono prorogati d’ufficio al primo giorno feriale successivo.

6. Per l’omissione della comunicazione o l’invio di tale

comunicazione con dati incompleti o non veritieri restano applicabili

le disposizioni previste dall’articolo 11 del decreto legislativo 18

dicembre 1997, n. 471.”.

Capo II

ALTRE DISPOSIZIONI RECANTI SEMPLIFICAZIONI

IN MATERIA DI ADEMPIMENTI AI FINI

DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

E DI SCRITTURE CONTABILI FISCALI

Art. 10.

Semplificazione delle registrazioni

relative al plafond

1. I contribuenti che si avvalgono della facolta’ di acquistare o

importare beni e servizi senza pagamento dell’imposta ai sensi

dell’articolo 1, primo comma, del decreto-legge 29 dicembre 1983, n.

746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n.

17, indicano in un apposito prospetto della dichiarazione annuale

relativa all’imposta sul valore aggiunto, distintamente per mese,

l’ammontare delle esportazioni, di cui alle lettere a) e b), comma

primo, dell’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n.

633 del 1972, delle operazioni assimilate e delle operazioni

comunitarie effettuate e quello degli acquisti e delle importazioni

fatti senza pagamento dell’imposta ai sensi della lettera c) del

medesimo comma primo dell’articolo 8 del decreto del Presidente della

Repubblica n. 633 del 1972, risultante dalle relative fatture e

bollette doganali. I medesimi contribuenti forniscono agli organi

dell’Amministrazione finanziaria, se ne viene fatta richiesta,

l’ammontare di riferimento delle esportazioni, delle operazioni

assimilate e delle operazioni comunitarie utilizzabile all’inizio di

ciascun mese, fino al secondo mese precedente a quello della

richiesta, e quello degli acquisti e delle importazioni effettuate in

ciascun mese, fino al secondo mese precedente alla richiesta, senza

pagamento dell’imposta.

Art. 11.

Abolizione delle annotazioni relative alle liquidazioni periodiche I.V.A.,

soppressione dell’obbligo delle dichiarazioni periodiche I.V.A.

1. Nell’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica

23 marzo 1998, n. 100, e successive modificazioni, riguardante il

regolamento recante norme per la semplificazione e la

razionalizzazione di alcuni adempimenti contabili in materia di

imposta sul valore aggiunto, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) il comma 1 e’ sostituito dai seguenti:

“1. Entro il giorno 16 di ciascun mese, il contribuente determina

la differenza tra l’ammontare complessivo dell’imposta sul valore

aggiunto esigibile nel mese precedente, risultante dalle annotazioni

eseguite o da eseguire nei registri relativi alle fatture emesse o ai

corrispettivi delle operazioni imponibili, e quello dell’imposta,

risultante dalle annotazioni eseguite, nei registri relativi ai beni

ed ai servizi acquistati, sulla base dei documenti di acquisto di cui

e’ in possesso e per i quali il diritto alla detrazione viene

esercitato nello stesso mese ai sensi dell’articolo 19 del decreto

del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Il

contribuente, qualora richiesto dagli organi dell’Amministrazione

finanziaria, fornisce gli elementi in base ai quali ha operato la

liquidazione periodica.

1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, ultimo periodo, si

applicano anche ai soggetti di cui all’articolo 7 del decreto del

Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542.

1-ter. Resta ferma la possibilita’ per gli aventi diritto di

presentare istanza di rimborso infrannuale.”;

b) i commi 2, 2-bis e 2-ter sono abrogati;

c) al comma 4 sono soppresse le seguenti parole: “, e annota sul

registro gli estremi della relativa attestazione”.

2. Nell’articolo 30, secondo comma, del decreto del Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono soppresse le parole:

“annotandolo nel registro indicato nell’articolo 25″.

3. Nell’articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della

Repubblica 10 novembre 1997, n. 443, sono soppresse le parole: “,

previa annotazione nel registro di cui all’articolo 25 del citato

decreto n. 633 del 1972.”.

4. Al decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n.

542, e successive modificazioni, l’articolo 7 e’ sostituito dal

seguente:

“Art. 7 (Semplificazioni per i contribuenti minori relative alle

liquidazioni e ai versamenti in materia di imposta sul valore

aggiunto).

1. I contribuenti che nell’anno solare precedente hanno

realizzato un volume d’affari non superiore a lire 600 milioni per le

imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi e per gli esercenti

arti o professioni, ovvero lire un miliardo per le imprese aventi per

oggetto altre attivita’, possono optare, per:

a) l’effettuazione delle liquidazioni periodiche, di cui

all’articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica

23 marzo 1998, n. 100, e dei relativi versamenti dell’imposta entro

il 16 del secondo mese successivo a ciascuno dei primi tre trimestri

solari; qualora l’imposta non superi il limite di lire 50.000 il

versamento e’ effettuato insieme a quello dovuto per il trimestre

successivo;

b) il versamento dell’imposta dovuta entro il 16 di marzo di

ciascun anno, ovvero entro il termine previsto per il pagamento delle

somme dovute in base alla dichiarazione unificata annuale,

maggiorando le somme da versare degli interessi nella misura dello

0.40 per cento per ogni mese o frazione di mese successivo alla

predetta data.

2. Nei confronti dei contribuenti che esercitano contemporaneamente

prestazioni di servizi ed altre attivita’ e non provvedono alla

distinta annotazione dei corrispettivi resta applicabile il limite di

lire un miliardo relativamente a tutte le attivita’ esercitate.

3. Per i soggetti che esercitano l’opzione di cui al comma 1 le

somme devono essere maggiorate degli interessi nella misura dell’1

per cento.”.

5. Nel decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n.

542, e successive modificazioni, i commi 2 e 3 dell’articolo 8 sono

sostituiti dai seguenti:

“2. Il rimborso di cui al secondo comma dell’articolo 38-bis del

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e’

richiesto presentando all’ufficio competente entro l’ultimo giorno

del mese successivo al trimestre di riferimento l’apposita istanza

prevista dal decreto del Ministro delle finanze, pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 luglio 1975, unitamente alla

dichiarazione di cui alla lettera c) del settimo comma del predetto

articolo 38-bis, se ricorrono le condizioni per l’esonero dalla

prestazione delle garanzie.

3. I contribuenti in possesso dei requisiti indicati dal secondo

comma dell’articolo 38-bis del decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la richiesta di rimborsi di

imposta relativi a periodi inferiori all’anno, possono, in

alternativa, effettuare la compensazione prevista dall’articolo 17

del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per l’ammontare

massimo corrispondente all’eccedenza detraibile del trimestre di

riferimento, presentando all’ufficio competente una dichiarazione

contenente i dati richiesti per l’istanza di cui al comma 2. Gli enti

e le societa’ controllanti che si avvalgono delle disposizioni di cui

all’articolo 73, ultimo comma, del decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, possono, in alternativa alla

richiesta di rimborso infrannuale delle eccedenze detraibili

risultanti dalle annotazioni periodiche riepilogative di gruppo,

effettuare la compensazione prevista dal citato articolo 17 del

decreto legislativo n. 241 del 1997.”.

Art. 12.

Semplificazione in materia di tenuta

di registri contabili

1. I soggetti di cui all’articolo 13, comma primo, del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, che tengono i

libri di cui all’articolo 2214, primo comma, del codice civile, hanno

facolta’ di non tenere i registri prescritti ai fini dell’imposta sul

valore aggiunto di cui al decreto del Presidente della Repubblica

26 ottobre 1972, n. 633, ed il registro dei beni ammortizzabili di

cui all’articolo 16 del medesimo decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, a condizione che:

a) le registrazioni siano effettuate nel libro giornale nei

termini previsti dalla disciplina dell’imposta sul valore aggiunto

per i relativi registri e nel termine stabilito per la presentazione

della dichiarazione per il registro dei beni ammortizzabili;

b) su richiesta dell’Amministrazione finanziaria, siano forniti,

in forma sistematica, gli stessi dati che sarebbe stato necessario

annotare nei registri per i quali ci si avvale della facolta’ di cui

al presente articolo.

2. Le annotazioni nei registri contabili di cui all’articolo 2214

del codice civile sono equiparate a tutti gli effetti a quelle

previste nei registri prescritti ai fini dell’imposta sul valore

aggiunto e nel registro dei beni ammortizzabili.

Art. 13.

Semplificazioni in materia di registrazione dei beni ammortizzabili per i soggetti

in regime di contabilita’ semplificata.

1. I soggetti di cui all’articolo 18 del decreto del Presidente

della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, possono non tenere il

registro dei beni ammortizzabili qualora, a seguito di richiesta

dell’Amministrazione finanziaria, forniscano, ordinati in forma

sistematica, gli stessi dati previsti dall’articolo 16 del predetto

decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973.

2. La fornitura di tali dati e’ equiparata, a tutti gli effetti,

alla annotazione dei medesimi nel registro dei beni ammortizzabili.

Art. 14.

Semplificazioni in materia di tenuta

di registri contabili degli esercenti arti e professioni

1. I soggetti di cui all’articolo 19 del decreto del Presidente

della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, possono non tenere il

registro dei beni ammortizzabili qualora, a seguito di richiesta

dell’Amministrazione finanziaria, forniscano, ordinati in forma

sistematica, gli stessi dati previsti dall’articolo 16, primo,

secondo e terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n.

600 del 1973.

2. La fornitura di tali dati e’ equiparata, a tutti gli effetti,

all’annotazione dei medesimi nel registro dei beni ammortizzabili.

3. I soggetti di cui al comma 1 che abbiano optato per il regime di

contabilita’ ordinaria prevista dall’articolo 3, comma 2, decreto del

Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, hanno facolta’

di non tenere i registri prescritti ai fini dell’imposta sul valore

aggiunto di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre

1972, n. 633, ed il registro dei beni ammortizzabili di cui

all’articolo 16 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica

29 settembre 1973, n. 600, a condizione che:

a) le registrazioni siano effettuate nel registro cronologico di

cui all’articolo 3, comma 2, lettera a), del decreto Presidente della

Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, nei termini previsti dalla

disciplina dell’imposta sul valore aggiunto per i relativi registri e

nel termine stabilito per la presentazione della dichiarazione per il

registro dei beni ammortizzabili;

b) su richiesta dell’Amministrazione finanziaria, siano forniti,

in forma sistematica, gli stessi dati che sarebbe stato necessario

annotare nei registri per i quali ci si avvale della facolta’ di cui

al presente articolo.

4. Le annotazioni nel registro cronologico sono equiparate a tutti

gli effetti a quelle previste nei registri prescritti ai fini

dell’imposta sul valore aggiunto e nel registro dei beni

ammortizzabili.

Art. 15.

Termine di registrazione dei corrispettivi

e abolizione dell’obbligo di allegare gli scontrini

1. Nell’articolo 6, del decreto del Presidente della Repubblica

9 dicembre 1996, n. 695, il comma 4 e’ sostituito dal seguente:

“4. Le operazioni per le quali e’ rilasciato lo scontrino fiscale o

la ricevuta fiscale, effettuate in ciascun mese solare, possono

essere annotate, anche con unica registrazione, nel registro previsto

dall’articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica

26 ottobre 1972, n. 633, entro il giorno 15 del mese successivo.”.

Art. 16.

Perdite involontarie di beni

1. Nell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica

10 novembre 1997, n. 441, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

“3. La perdita dei beni dovuta ad eventi fortuiti, accidentali o

comunque indipendenti dalla volonta’ del soggetto e’ provata da

idonea documentazione fornita da un organo della pubblica

amministrazione o, in mancanza, da dichiarazione sostitutiva

dell’atto di notorieta’ ai sensi dell’articolo 47 del decreto del

Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, resa entro

trenta giorni dal verificarsi dell’evento o dalla data in cui se ne

ha conoscenza, dalle quali risulti il valore complessivo dei beni

perduti, salvo l’obbligo di fornire, a richiesta dell’Amministrazione

finanziaria, i criteri e gli elementi in base ai quali detto valore

e’ stato determinato.”.

Capo III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TERMINI

DI VERSAMENTO E DISPOSIZIONI FINALI

Art. 17.

Razionalizzazione dei termini di versamento

1. Il versamento del saldo dovuto con riferimento alla

dichiarazione dei redditi ed a quella del valore della produzione

delle persone fisiche e delle societa’ o associazioni di cui

all’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato

con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1987, n. 917,

e’ effettuato entro il 31 maggio dell’anno di presentazione della

dichiarazione stessa. Il versamento del saldo dovuto in base alla

dichiarazione relativa all’imposta sul reddito delle persone

giuridiche e’ effettuato entro l’ultimo giorno del settimo mese

successivo a quello di chiusura dell’esercizio o del periodo di

gestione.

2. I versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone

fisiche e dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuti ai

sensi della legge 23 marzo 1977, n. 97, e successive modificazioni,

nonche’ quelli relativi all’imposta regionale sulle attivita’

produttive, si effettuano in due rate salvo che il versamento da

effettuare alla scadenza della prima rata non superi L. 200.000. Il

quaranta per cento dell’acconto dovuto e’ versato alla scadenza della

prima rata e il residuo importo alla scadenza della seconda. Il

versamento dell’acconto e’ effettuato, rispettivamente:

a) per la prima rata, nel termine previsto per il versamento del

saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta

precedente;

b) per la seconda rata, nel mese di novembre, ad eccezione di

quella dovuta dai soggetti all’imposta sul reddito delle persone

giuridiche il cui esercizio o periodo di gestione non coincide con

l’anno solare, che effettuano il versamento di tale rata entro

l’ultimo giorno dell’undicesimo mese dello stesso esercizio o periodo

di gestione.

Art. 18.

Disposizioni modificative di termini

per adempimenti fiscali

1. Nell’articolo 7-bis, comma 2, del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, la

parola: “febbraio” e’ sostituita dalla seguente: “marzo”.

Art. 19.

Disposizioni finali e transitorie

1. Le disposizioni degli articoli da 1 a 8 hanno effetto a

decorrere dal 1 gennaio 2002.

2. Dalla stessa data di cui al comma 1, ai sensi dell’articolo 17,

comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si intende abrogato

l’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica

29 settembre 1973, n. 600.

3. I riferimenti alle disposizioni indicate nell’articolo 11 del

decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 contenuti in

ogni altro atto normativo si intendono fatti alle disposizioni

dell’articolo 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica

22 luglio 1998, n. 322, come introdotto dal presente regolamento.

4. Gli effetti delle disposizioni di cui all’articolo 11 decorrono

dalle liquidazioni relative al 2002. Gli effetti delle disposizioni

di cui all’articolo 9 decorrono dal 1 gennaio 2003.

5. Le disposizioni di cui all’articolo 17 hanno effetto a decorrere

dal 1 gennaio 2002.

6. Ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,

n. 400, dal 1 gennaio 2002 si intendono abrogati:

a) il primo comma dell’articolo 2 della legge 23 marzo 1977, n.

97;

b) il comma 1 dell’articolo 4 del decreto-legge 2 marzo 1989, n.

69, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n.

154.

7. Ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,

n. 400, si intende abrogato l’articolo 1, comma 3, del decreto-legge

29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge

27 febbraio 1984, n. 17.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!