Legge 84/1994

untitled Legge 28 gennaio 1994, n. 84 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 28, del 4 febbraio). Riordino della legislazione in materia portuale. Preambolo La Camera dei deputati ed il Senato della[...]

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Legge 28 gennaio 1994, n. 84

(in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff.
n. 28, del 4 febbraio).

Riordino della legislazione in materia
portuale.
Preambolo
La Camera dei deputati ed il Senato
della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente legge:

Art. 1. Finalità della legge.

1. La presente legge disciplina l’ordinamento
e le attività portuali per adeguarli agli obiettivi del piano generale dei trasporti, dettando contestualmente
princìpi direttivi in ordine all’aggiornamento e alla definizione degli strumenti attuativi del piano stesso,
nonchè all’adozione e modifica dei piani regionali dei trasporti.

2. Il comma 4 dell’art. 1 del decreto-legge
17 dicembre 1986, n. 873, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 febbraio 1987, n. 26, è abrogato.

Art. 2. Organizzazioni portuali, autorità portuali e autorità marittime.

1. Ai fini della presente legge sono organizzazioni portuali: a) il Provveditorato al porto di Venezia, di cui
al regio decreto-legge 14 marzo 1929, n. 503, convertito dalla legge 8 luglio 1929, n. 1342 e successive modificazioni
ed integrazioni; b) il Consorzio autonomo del porto di Genova, di cui al testo unico approvato con regio decreto
16 gennaio 1936, n. 801 e successive modificazioni ed integrazioni; c) l’Ente autonomo del porto di Palermo, di
cui alla legge 14 novembre 1961, n. 1268; d) il Consorzio per il porto di Civitavecchia, di cui alla legge 9 febbraio
1963, n. 223; e) l’Ente autonomo del porto di Trieste, di cui alla legge 9 luglio 1967, n. 589 e successive modificazioni
ed integrazioni; f) l’Ente autonomo del porto di Savona, di cui alla legge 1º marzo 1968, n. 173 e successive
modificazioni ed integrazioni; g) il Consorzio autonomo del porto di Napoli, di cui al decreto-legge 11 gennaio
1974, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 1974, n. 46 e successive modificazioni ed integrazioni;
h) le aziende dei mezzi meccanici di cui alla legge 9 ottobre 1967, n. 961 e successive modificazioni ed integrazioni;
i) i consorzi costituitisi nei porti di Bari e di Brindisi.

2. Sono autorità portuali
ai sensi della presente legge gli enti di cui all’art. 6. 3. Sono autorità marittime ai sensi della presente
legge i soggetti di cui all’art. 16 del codice della navigazione.

Art. 3. Costituzione del comando generale del Corpo delle capitanerie.

1. L’Ispettorato generale delle capitanerie di porto è costituito in comando generale del Corpo delle capitanerie
di porto, senza aumento di organico nè di spese complessive, dipende dal Ministero dei trasporti e della
navigazione nei limiti di quanto dispone l’art. 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 31 marzo
1947, n. 396, e svolge le attribuzioni di cui al regio decreto 19 febbraio 1940, n. 194 e successive modificazioni
ed integrazioni. Il Ministero dell’ambiente si avvale delle capitanerie di porto.

Art. 4. Classificazione dei porti.

1. I porti marittimi nazionali sono ripartiti nelle seguenti categorie e classi: a) categoria I: porti, o specifiche
aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; b) categoria II, classe I: porti,
o specifiche aree portuali, di rilevanza economica internazionale; c) categoria II, classe II: porti, o specifiche
aree portuali, di rilevanza economica nazionale; d) categoria II, classe III; porti, o specifiche aree portuali,
di rilevanza economica regionale e interregionale.

2. Il Ministro della difesa, con
proprio decreto, emanato di concerto con i Ministri dei trasporti e della navigazione e dei lavori pubblici, determina
le caratteristiche e procede alla individuazione dei porti o delle specifiche aree portuali di cui alla categoria
I.

3. I porti, o le specifiche aree
portuali di cui alla categoria II, classi I, II e III, hanno le seguenti funzioni: a) commerciale; b) industriale
e petrolifera; c) di servizio passeggeri; d) peschereccia; e) turistica e da diporto.

4. Le caratteristiche dimensionali,
tipologiche e funzionali dei porti di cui alla categoria II, classi I, II e III, e l’appartenenza di ogni scalo
alle classi medesime sono determinate, sentite le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità
marittime, con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, con particolare riferimento all’attuale
e potenziale bacino di utenza internazionale o nazionale, tenendo conto dei seguenti criteri: a) entità
del traffico globale e delle rispettive componenti; b) capacità operativa degli scali derivante dalle caratteristiche
funzionali e dalle condizioni di sicurezza rispetto ai rischi ambientali degli impianti e delle attrezzature, sia
per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri sia per il carico, lo scarico, la manutenzione e il deposito delle merci
nonchè delle attrezzature e dei servizi idonei al rifornimento, alla manutenzione, alla riparazione ed alla
assistenza in genere delle navi e delle imbarcazioni; c) livello ed efficienza dei servizi di collegamento con
l’entroterra.

5. Ai fini di cui al comma 4 il Ministro
dei trasporti e della navigazione predispone, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno schema di decreto, che è trasmesso alle regioni, le quali esprimono parere entro i successivi
novanta giorni. Decorso inutilmente tale termine si intende che il parere sia reso in senso favorevole. Lo schema
di decreto, con le eventuali modificazioni apportate a seguito del parere delle regioni, è successivamente
trasmesso alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica per l’espressione del parere, nei termini previsti
dai rispettivi regolamenti, da parte delle Commissioni permanenti competenti per materia; decorsi i predetti termini
il Ministro dei trasporti e della navigazione adotta il decreto in via definitiva.

6. La revisione delle caratteristiche
dimensionali, tipologiche e funzionali di cui al comma 4, nonchè della classificazione dei singoli scali,
avviene su iniziativa delle autorità portuali o, laddove non istituite, delle autorità marittime,
delle regioni o del Ministro dei trasporti e della navigazione con la procedura di cui al comma 5.

Art. 5. Programmazione e realizzazione delle opere portuali. Piano regolatore portuale.

1. Nei porti di cui alla categoria II, classi I, II e III, con esclusione di quelli aventi le funzioni di cui all’art.
4, comma 3, lettera e), l’ambito e l’assetto complessivo del porto, ivi comprese le aree destinate alla produzione
industriale, all’attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie, sono rispettivamente
delimitati e disegnati dal piano regolatore portuale che individua altresì le caratteristiche e la destinazione
funzionale delle aree interessate.

2. Le previsioni del piano regolatore
portuale non possono contrastare con gli strumenti urbanistici vigenti.

3. Nei porti di cui al comma 1 nei
quali è istituita l’autorità portuale, il piano regolatore è adottato dal comitato portuale,
previa intesa con il comune o i comuni interessati. Nei porti di cui al comma 1 nei quali non è istituita
l’autorità portuale, il piano regolatore è adottato dall’autorità marittima, previa intesa
con il comune o i comuni interessati. Il piano è quindi inviato per il parere al Consiglio superiore dei
lavori pubblici, che si esprime entro quarantacinque giorni dal ricevimento dell’atto. Decorso inutilmente tale
termine, il parere si intende reso in senso favorevole.

4. Il piano regolatore relativo a
porti di cui alla categoria II, classi I, II e III, esaurita la procedura di cui al comma 3, è sottoposto,
ai sensi della normativa vigente in materia, alla procedura per la valutazione dell’impatto ambientale ed è
quindi approvato dalla regione.

5. Al piano regolatore portuale dei
porti aventi le funzioni di cui all’art. 4, comma 3, lettera b), e alle relative varianti, è allegato un
rapporto sulla sicurezza dell’ambito portuale ai fini degli adempimenti previsti dal decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, sui rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali
e dal decreto del Ministro dell’ambiente 20 maggio 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126, del 31 maggio
1991.

6. All’art. 88 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, il n. 1) è sostituito dal seguente: <<1) le opere marittime
relative ai porti di cui alla categoria I e alla categoria II, classe I, e le opere di preminente interesse nazionale
per la sicurezza dello Stato e della navigazione nonchè per la difesa delle coste>>.

7. Sono di competenza regionale le
funzioni amministrative concernenti le opere marittime relative ai porti di cui alla categoria II, classi II e
III.

8. Spetta allo Stato l’onere per
la realizzazione delle opere nei porti di cui alla categoria I e per la realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione
nei porti di cui alla categoria II, classi I e II. Le regioni, il comune interessato o l’autorità portuale
possono comunque intervenire con proprie risorse, in concorso o in sostituzione dello Stato, per la realizzazione
delle opere di grande infrastrutturazione nei porti di cui alla categoria II, classi I e II. Spetta alla regione
o alle regioni interessate l’onere per la realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione nei porti di
cui alla categoria II, classe III. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alle regioni a statuto
speciale nei limiti dei rispettivi statuti. Le autorità portuali, a copertura dei costi sostenuti per le
opere da esse stesse realizzate, possono imporre soprattasse a carico delle merci imbarcate o sbarcate, oppure
aumentare l’entità dei canoni di concessione.

9. Sono considerate opere di grande
infrastrutturazione le costruzioni di canali marittimi, di dighe foranee di difesa, di darsene, di bacini e di
banchine, nonchè l’escavazione e l’approfondimento dei fondali. I relativi progetti sono approvati dal Consiglio
superiore dei lavori pubblici.

10. Il Ministro dei trasporti e della
navigazione, sulla base delle proposte contenute nei piani operativi triennali predisposti dalle autorità
portuali, ai sensi dell’art. 9, comma 3, lettera a), individua annualmente le opere di cui al comma 9 del presente
articolo, da realizzare nei porti di cui alla categoria II, classi I e II.

11. Per gli interventi da attuarsi
dalle regioni, in conformità ai piani regionali dei trasporti o ai piani di sviluppo economico-produttivo,
il Ministro dei trasporti e della navigazione emana direttive di coordinamento.

Art. 6. Autorità portuale.

1. Nei porti di Ancona, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Genova, La Spezia, Livorno, Marina di
Carrara, Messina, Napoli, Palermo, Ravenna, Savona, Taranto, Trieste e Venezia, è istituita l’autorità
portuale con i seguenti compiti, in conformità agli obiettivi di cui all’art. 1: a) indirizzo, programmazione,
coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali, di cui all’art. 16, comma 1, e delle altre attività
esercitate nell’ambito portuale, anche in riferimento alla sicurezza rispetto ai rischi di incidenti connessi a
tali attività; b) manutenzione delle parti comuni dell’ambito portuale, previa convenzione con il Ministero
dei lavori pubblici che preveda l’utilizzazione dei fondi all’uopo disponibili sullo stato di previsione della
medesima Amministrazione; c) affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso
agli utenti portuali di servizi di interesse generale, non coincidenti nè strettamente connessi alle operazioni
portuali di cui all’art. 16, comma 1, individuati con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, da
emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. L’autorità portuale ha
personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia di bilancio e finanziaria nei
limiti previsti dalla presente legge. Ad essa non si applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975,
n. 70 e successive modificazioni.

3. La gestione patrimoniale e finanziaria
dell’autorità portuale è disciplinata da un regolamento di contabilità approvato dal Ministro
dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro del tesoro. Il conto consuntivo delle autorità
portuali è allegato allo stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione per l’esercizio
successivo a quello nel quale il medesimo è approvato.

4. Il controllo di legittimità
sulla gestione dell’autorità portuale è esercitato dalla Corte dei conti con le modalità previste
dagli articoli 4, 7, 8, 9 e 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259.

5. L’esercizio delle attività
di cui al comma 1, lettere b) e c), è affidato in concessione dall’autorità portuale mediante gara
pubblica.

6. Le autorità portuali non
possono in alcun caso, nè direttamente nè attraverso la costituzione o la partecipazione in società,
esercitare la gestione delle operazioni portuali di cui all’art. 16, comma 1, e di ogni altra attività strettamente
connessa.

7. Il Ministro dei trasporti e della
navigazione, con proprio decreto, individua entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge i limiti della circoscrizione territoriale di ciascuna autorità portuale.

8. Nei limiti delle disponibilità
finanziarie di cui all’art. 13, decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto
del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dei trasporti e della navigazione, ai sensi della legge
23 agosto 1988, n. 400, possono essere istituite ulteriori autorità in porti di categoria II, classi I e
II, non compresi tra quelli di cui al comma 1, che nell’ultimo triennio abbiano registrato un volume di traffico
di merci non inferiore a tre milioni di tonnellate annue al netto delle rinfuse liquide o a 200.000 Twenty Feet
Equivalent Unit (TEU). A decorrere dal 1º gennaio 1995 può essere disposta l’istituzione, previa verifica
dei requisiti, di autorità portuali nei porti di Olbia, Piombino e Salerno.

9. Il Ministro dei trasporti e della
navigazione può formulare la proposta di cui al comma 8 anche su richiesta di regioni, comuni o Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura.

10. Le autorità portuali di
cui al comma 8 sono soppresse, con la procedura di cui al medesimo comma, quando, in relazione al mutato andamento
dei traffici, vengano meno i requisiti previsti nel suddetto comma. Con la medesima procedura, decorsi dieci anni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le autorità portuali di cui al comma
1 quando risulti che le stesse non corrispondono ai requisiti di cui al comma 8.

11. In sede di prima applicazione
della presente legge, le autorità sprovviste di sede propria possono essere ubicate presso le sedi delle
locali autorità marittime.

12. E’ fatta salva la disciplina
vigente per i punti franchi compresi nella zona del porto franco di Trieste. Il Ministro dei trasporti e della
navigazione, sentita l’autorità portuale di Trieste, con proprio decreto stabilisce l’organizzazione amministrativa
per la gestione di detti punti franchi.

Art. 7. Organi dell’autorità portuale.

1. Sono organi dell’autorità
portuale: a) il presidente; b) il comitato portuale; c) il segretariato generale; d) il collegio dei revisori dei
conti.

2. Gli emolumenti del presidente
e dei componenti del collegio dei revisori dei conti, nonchè i gettoni di presenza dei componenti del comitato
portuale, sono a carico del bilancio dell’autorità e vengono determinati dal comitato entro i limiti massimi
stabiliti, per ciascuna delle categorie e classi di cui all’art. 4, con decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Con decreto del Ministro dei trasporti
e della navigazione vengono disposti la revoca del mandato del presidente e lo scioglimento del comitato portuale
qualora: a) decorso il termine di cui all’art. 9, comma 3, lettera a), il piano operativo triennale non sia approvato
nel successivo termine di trenta giorni; b) non risultino conseguiti gli obiettivi del piano di cui allo stesso
art. 9, comma 3, lettera a); c) il conto consuntivo evidenzi un disavanzo.

4. Con il decreto di cui al comma
3, il Ministro dei trasporti e della navigazione nomina altresì un commissario che esercita, per un periodo
massimo di sei mesi, le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso. Nel caso di cui al comma 3, lettera c),
il commissario deve comunque adottare, entro sessanta giorni dalla nomina, un piano di risanamento. A tal fine
il commissario può imporre oneri aggiuntivi a carico delle merci sbarcate e imbarcate nel porto.

Art. 8. Presidente dell’autorità portuale.

1. Il presidente è nominato, previa intesa con la regione interessata, con decreto del Ministro dei trasporti
e della navigazione, nell’ambito di una terna di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei
settori dell’economia dei trasporti e portuale designati rispettivamente dalla provincia, dai comuni e dalle Camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura, la cui competenza territoriale coincide, in tutto o in parte,
con la circoscrizione di cui all’art. 6, comma 7. La terna è comunicata al Ministro dei trasporti e della
navigazione tre mesi prima della scadenza del mandato. Il Ministro, con atto motivato, può chiedere di comunicare
entro trenta giorni dalla richiesta una seconda terna di candidati nell’ambito della quale effettuare la nomina.
Qualora non pervenga nei termini alcuna designazione, il Ministro nomina il presidente, previa intesa con la regione
interessata, comunque tra personalità che risultano esperte e di massima e comprovata qualificazione professionale
nei settori dell’economia dei trasporti e portuale.

2. Il presidente ha la rappresentanza
dell’autorità portuale, resta in carica quattro anni e può essere riconfermato una sola volta. In
sede di prima applicazione della presente legge la terna di cui al comma 1 è comunicata al Ministro dei
trasporti e della navigazione entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Si applicano le disposizioni di cui al comma 1, terzo e quarto periodo.

3. Il presidente dell’autorità
portuale: a) presiede il comitato portuale; b) sottopone al comitato portuale, per l’approvazione, il piano operativo
triennale; c) sottopone al comitato portuale, per l’adozione, il piano regolatore portuale; d) sottopone al comitato
portuale gli schemi di delibere riguardanti il bilancio preventivo e le relative variazioni, il conto consuntivo
e il trattamento del segretario generale, nonchè il recepimento degli accordi contrattuali relativi al personale
della segreteria tecnico-operativa; e) propone al comitato portuale gli schemi di delibere riguardanti le concessioni
di cui all’art. 6, comma 5; f) provvede al coordinamento delle attività svolte nel porto dalle pubbliche
amministrazioni, nonchè al coordinamento e al controllo delle attività soggette ad autorizzazione
e concessione, e dei servizi portuali; g) esprime parere al capo del compartimento marittimo sugli adeguamenti
delle tariffe relative al servizio di rimorchio marittimo; h) amministra le aree e i beni del demanio marittimo
compresi nell’ambito della circoscrizione territoriale di cui all’art. 6, comma 7, sulla base delle disposizioni
di legge in materia, esercitando, sentito il comitato portuale, le attribuzioni stabilite negli articoli da 36
a 55 del codice della navigazione e nelle relative norme di attuazione; i) esercita le competenze attribuite all’autorità
portuale dagli articoli 16 e 18 e rilascia, sentito il comitato portuale, le autorizzazioni e le concessioni di
cui agli stessi articoli quando queste abbiano durata non superiore a quattro anni, determinando l’ammontare dei
relativi canoni, nel rispetto delle disposizioni contenute nei decreti del Ministro dei trasporti e della navigazione
di cui, rispettivamente, all’art. 16, comma 4, e all’art. 18, commi 1 e 3; l) promuove l’istituzione dell’associazione
del lavoro portuale di cui all’art. 17; m) assicura la navigabilità nell’ambito portuale, e provvede, con
le modalità di cui all’art. 6, comma 5, al mantenimento dei fondali sulla base di progetti sottoposti al
visto del competente ufficio speciale del genio civile per le opere marittime, nel rispetto della normativa sulla
tutela ambientale anche adottando, nei casi indifferibili di necessità ed urgenza, provvedimenti di carattere
coattivo; n) esercita i compiti di proposta in materia di delimitazione delle zone franche, sentite l’autorità
marittima e le amministrazioni locali interessate.

Art. 9. Comitato portuale.

1. Il comitato portuale è composto: a) dal presidente dell’autorità portuale, che lo presiede; b)
dal comandante del porto sede dell’autorità portuale, con funzione di vice presidente; c) da un dirigente
dei servizi doganali della circoscrizione doganale competente, in rappresentanza del Ministero delle finanze; d)
da un dirigente del competente ufficio speciale del genio civile per le opere marittime, in rappresentanza del
Ministero dei lavori pubblici; e) dal presidente della Giunta regionale o da un suo delegato; f) dal presidente
della provincia o da un suo delegato; g) dal sindaco del comune in cui è ubicato il porto, qualora la circoscrizione
territoriale dell’autorità portuale comprenda il territorio di un solo comune, o dai sindaci dei comuni
ricompresi nella circoscrizione medesima, ovvero da loro delegati; h) dal presidente della Camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura competente per territorio o, in sua vece, da un membro della Giunta da lui
delegato; i) da tre rappresentanti degli armatori, degli imprenditori di cui agli articoli 16 e 18, degli spedizionieri,
degli agenti marittimi e raccomandatari e degli autotrasportatori operanti nell’ambito del porto, unitariamente
designati dalle organizzazioni di categoria; l) da tre rappresentanti dei lavoratori delle imprese che operano
nel porto, designati, con elezione a scrutinio segreto con voto singolo, dai lavoratori stessi.

2. I componenti di cui alle lettere
i) e l) del comma 1 sono nominati dal presidente e restano in carica per un quadriennio. La loro designazione deve
pervenire al presidente tre mesi prima della scadenza del mandato. Qualora le designazioni non pervengano entro
il suddetto termine, non si procede alla nomina dei relativi componenti. In tale caso, il comitato è comunque
regolarmente costituito. In sede di prima applicazione, la designazione dei componenti di cui al presente comma
deve pervenire entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Il comitato portuale: a) approva,
entro novanta giorni dal suo insediamento, su proposta del presidente, il piano operativo triennale, soggetto a
revisione annuale, concernente le strategie di sviluppo delle attività portuali e gli interventi volti a
garantire il rispetto degli obiettivi prefissati; b) adotta il piano regolatore portuale; c) approva la relazione
annuale sull’attività promozionale, organizzativa ed operativa del porto, nonchè sull’amministrazione
delle aree e dei beni del demanio marittimo ricadenti nella circoscrizione territoriale dell’autorità portuale,
da inviare entro il 30 aprile dell’anno successivo ai Ministeri dei trasporti e della navigazione, del tesoro e
delle finanze ed alla Corte dei conti; d) approva il bilancio preventivo, obbligatoriamente in pareggio o in avanzo,
le note di variazione e il conto consuntivo; e) delibera in ordine alle concessioni di cui all’art. 6, comma 5;
f) esprime i pareri di cui all’art. 8, comma 3, lettere h) ed i); g) delibera, su proposta del presidente, in ordine
alle autorizzazioni e alle concessioni di cui agli articoli 16 e 18 di durata superiore ai quattro anni, determinando
l’ammontare dei relativi canoni, nel rispetto delle disposizioni contenute nei decreti del Ministro dei trasporti
e della navigazione di cui, rispettivamente, all’art. 16, comma 4, e all’art. 18, commi 1 e 3; h) delibera, su
proposta del presidente, la nomina e l’eventuale revoca del segretario generale; i) delibera, su proposta del presidente,
sentito il segretario generale, l’organico della segreteria tecnico-operativa di cui all’art. 10, allegando una
relazione illustrativa delle esigenze di funzionalità che lo giustificano; l) delibera in materia di recepimento
degli accordi contrattuali relativi al personale della segreteria tecnico-operativa di cui all’art. 10; m) delibera
in ordine agli accordi sostitutivi di cui all’art. 18, comma 4; n) promuove e sovrintende all’attuazione delle
norme di cui all’art. 23.

4. Il comitato portuale si riunisce,
su convocazione del presidente, di norma una volta al mese, e ogni qualvolta lo richieda un terzo dei componenti.
Per la validità delle sedute è richiesta la presenza della metà più uno dei componenti
in prima convocazione e di un terzo dei medesimi in seconda convocazione. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza
dei presenti. Il comitato adotta un regolamento per disciplinare lo svolgimento delle sue attività.

5. Fatto salvo quanto previsto per
l’approvazione del piano regolatore portuale, le deliberazioni del comitato portuale, adottate con il voto favorevole
dei rappresentanti delle amministrazioni pubbliche competenti, a norma delle vigenti leggi, ad adottare intese,
concerti e pareri nelle materie oggetto delle deliberazioni medesime, tengono luogo dei predetti atti.

Art. 10. Segretariato generale.

1. Il segretariato generale è composto dal segretario generale e dalla segreteria tecnico-operativa.

2. Il segretario generale è
nominato dal comitato portuale, su proposta del presidente, tra esperti di comprovata qualificazione professionale
nel settore disciplinato dalla presente legge.

3. Il segretario generale è
assunto con contratto di diritto privato di durata quadriennale, rinnovabile per una sola volta. Il segretario
generale può essere rimosso in qualsiasi momento dall’incarico su proposta del presidente, con delibera
del comitato portuale.

4. Il segretario generale: a) è
preposto alla segreteria tecnico-operativa; b) provvede agli adempimenti necessari al funzionamento dell’autorità
portuale; c) cura l’istruttoria degli atti di competenza del presidente e del comitato portuale; d) cura i rapporti,
ai fini del coordinamento delle rispettive attività, con le amministrazioni statali, regionali e degli enti
locali; e) cura l’attuazione delle direttive del presidente e del comitato portuale; f) elabora il piano regolatore
portuale, avvalendosi della segreteria tecnico-operativa; g) riferisce al comitato portuale sullo stato di attuazione
dei piani di intervento e di sviluppo delle strutture portuali e sull’organizzazione economico-produttiva delle
attività portuali; h) provvede alla tenuta dei registri di cui all’art. 24, comma 2.

5. Per lo svolgimento dei compiti
istituzionali dell’autorità, il segretario generale si avvale di una segreteria tecnico-operativa, composta
in sede di prima applicazione della presente legge, da personale proveniente dalle organizzazioni portuali, in
un contingente e in una composizione qualitativa determinata ai sensi dell’art. 9 in relazione alle specifiche
esigenze di ciascun scalo.

6. Il rapporto di lavoro del personale
della segreteria tecnico-operativa è di diritto privato ed è regolato da contratti collettivi nazionali
di lavoro, sulla base di criteri generali determinati con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione.

Art. 11. Collegio dei revisori dei conti.

1. Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri effettivi e tre supplenti, nominati con decreto
del Ministro dei trasporti e della navigazione, nell’ambito degli iscritti all’albo dei revisori ufficiali dei
conti. Un membro effettivo, con funzioni di presidente, ed un membro supplente sono nominati su designazione del
Ministro del tesoro.

2. Il collegio dei revisori dei conti
dura in carica quattro anni.

3. Il collegio dei revisori dei conti:
a) provvede al riscontro degli atti di gestione, accerta la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili
ed effettua trimestralmente le verifiche di cassa; b) redige una relazione sul conto consuntivo e riferisce periodicamente
al Ministro dei trasporti e della navigazione; c) assiste alle riunioni del comitato portuale con almeno uno dei
suoi membri.

Art. 12. Vigilanza sull’autorità portuale.

1. L’autorità portuale è sottoposta alla vigilanza del Ministro dei trasporti e della navigazione.

2. Sono sottoposte all’approvazione
dell’autorità di vigilanza le delibere del presidente e del comitato portuale relative: a) all’approvazione
del bilancio di previsione, delle eventuali note di variazione e del conto consuntivo; b) alla determinazione dell’organico
della segreteria tecnico-operativa; c) alle concessioni di cui all’art. 6, comma 5.

3. La vigilanza sulle delibere di
cui al comma 2, lettera a), è esercitata dal Ministro dei trasporti e della navigazione di concerto con
il Ministro del tesoro.

4. Qualora l’approvazione dell’autorità
di vigilanza non intervenga entro quarantacinque giorni dalla data di ricevimento delle delibere, esse sono esecutive.

Art. 13. Risorse finanziarie delle autorità portuali.

1. Le entrate delle autorità portuali sono costituite: a) dai canoni di concessione delle aree demaniali
e delle banchine comprese nell’ambito portuale, di cui all’art. 18, e delle aree demaniali comprese nelle circoscrizioni
territoriali di cui all’art. 6, comma 7, nonchè dai proventi di autorizzazione per operazioni portuali di
cui all’art. 16. Le autorità portuali non possono determinare canoni di concessione demaniale marittima
per scopi turistico-ricreativi, fatta eccezione per i canoni di concessione di aree destinate a porti turistici,
in misura più elevata di quanto stabilito dalle autorità marittime per aree contigue e concesse allo
stesso fine; b) dagli eventuali proventi derivanti dalle cessioni di impianti di cui all’art. 18, comma 1, lettere
a) e b); c) salvo quanto previsto all’art. 28, comma 6, dal gettito delle tasse sulle merci sbarcate ed imbarcate
di cui al capo III del titolo II della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e all’art. 1 della legge 5 maggio 1976, n.
355 e successive modificazioni e integrazioni; d) dai contributi delle regioni, degli enti locali e di altri enti
ed organismi pubblici; e) da entrate diverse.

2. Dal 1º gennaio 1994 cessano
di essere erogati i contributi alle organizzazioni portuali previsti dalle rispettive leggi istitutive, nonchè
gli stanziamenti per le spese per l’installazione e l’acquisto di impianti portuali nei porti di Ancona, Cagliari,
La Spezia, Livorno e Messina.

Art. 14. Competenze dell’autorità marittima.

1. Ferme restando le competenze attribuite dalla presente legge alle autorità portuali e, per i soli compiti
di programmazione, coordinamento e promozione, alle aziende speciali delle Camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura, istituite ai sensi dell’art. 32 del testo unico approvato con regio decreto 20 settembre 1934, n.
2011, spettano all’autorità marittima le funzioni di polizia e di sicurezza previste dal codice della navigazione
e dalle leggi speciali, e le rimanenti funzioni amministrative.

Art. 15. Commissioni consultive.

1. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, è istituita in ogni porto una commissione
consultiva composta, nei porti sede di autorità portuale, dai soggetti di cui all’art. 9, comma 1, lettere
i) e l), e, negli altri porti, da tre rappresentanti unitariamente designati dalle organizzazioni delle imprese
di cui agli articoli 16 e 18, nonchè da tre rappresentanti eletti dai lavoratori delle imprese operanti
in porto; la commissione è presieduta dal presidente dell’autorità portuale, ovvero, laddove non
istituita, dal comandante del porto.

2. La commissione di cui al comma
1 ha funzioni consultive in ordine al rilascio, alla sospensione o alla revoca delle autorizzazioni e delle concessioni
di cui rispettivamente agli articoli 16 e 18, nonchè in ordine all’organizzazione del lavoro in porto, agli
organici delle imprese, all’avviamento della manodopera e alla formazione professionale dei lavoratori.

3. Con decreto del Ministro dei trasporti
e della navigazione è istituita la commissione consultiva centrale, composta dal direttore generale del
lavoro marittimo e portuale del Ministero dei trasporti e della navigazione, che la presiede, da tre rappresentanti
delle associazioni nazionali imprenditoriali aderenti al comitato nazionale di coordinamento degli utenti e degli
operatori portuali, da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative
a livello nazionale, da tre rappresentanti delle regioni marittime designati dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da un dirigente del Ministero
dei trasporti e della navigazione e dal presidente dell’Associazione porti italiani. La commissione di cui al presente
comma ha compiti consultivi sulle questioni attinenti all’organizzazione portuale, ad essa sottoposte dal Ministro
dei trasporti e della navigazione.

Art. 16. Operazioni portuali.

1. Sono operazioni portuali il carico, lo scarico, il trasbordo, il deposito, il movimento in genere delle merci
e di ogni altro materiale, svolti nell’ambito portuale.

2. Le autorità portuali o,
laddove non istituite, le autorità marittime disciplinano e vigilano sull’espletamento delle operazioni
portuali, nonchè sull’applicazione delle tariffe indicate da ciascuna impresa ai sensi del comma 5.

3. L’esercizio delle attività
di cui al comma 1, espletate per conto proprio o di terzi, è soggetto ad autorizzazione dell’autorità
portuale o, laddove non istituita, dell’autorità marittima. Le imprese autorizzate sono iscritte in apposito
registro tenuto dall’autorità portuale o, laddove non istituita, dall’autorità marittima e sono soggette
al pagamento di un canone annuo e alla prestazione di una cauzione determinati dalle medesime autorità.

4. Ai fini del rilascio delle autorizzazioni
di cui al comma 3 da parte dell’autorità competente, il Ministro dei trasporti e della navigazione, con
proprio decreto, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, determina:
a) i requisiti di carattere personale e tecnico-organizzativo, di capacità finanziaria, di professionalità
degli operatori e delle imprese richiedenti, adeguati alle attività da espletare, tra i quali la presentazione
di un programma operativo e la determinazione di un organico di lavoratori alle dirette dipendenze comprendente
anche i quadri dirigenziali; b) i criteri, le modalità e i termini in ordine al rilascio, alla sospensione
ed alla revoca dell’atto autorizzatorio, nonchè ai relativi controlli; c) i parametri per definire i limiti
minimi e massimi dei canoni annui e della cauzione in relazione alla durata ed alla specificità dell’autorizzazione,
tenuti presenti il volume degli investimenti e le attività da espletare; d) i criteri inerenti il rilascio
di autorizzazioni specifiche per l’esercizio di operazioni portuali, da effettuarsi all’arrivo o alla partenza
di navi dotate di propri mezzi meccanici e di proprio personale adeguato alle operazioni da svolgere, nonchè
per la determinazione di un corrispettivo e di idonea cauzione. Tali autorizzazioni non rientrano nel numero massimo
di cui al comma 7.

5. Le tariffe delle operazioni portuali
di cui al comma 1 sono rese pubbliche. Le imprese autorizzate ai sensi del comma 3 devono comunicare all’autorità
portuale o, laddove non istituita, all’autorità marittima, le tariffe che intendono praticare nei confronti
degli utenti, nonchè ogni successiva variazione.

6. L’autorizzazione ha durata rapportata
al programma operativo proposto dall’impresa ovvero, qualora l’impresa autorizzata sia anche titolare di concessione
ai sensi dell’art. 18, durata identica a quella della concessione medesima; l’autorizzazione può essere
rinnovata in relazione a nuovi programmi operativi o a seguito del rinnovo della concessione. L’autorità
portuale o, laddove non istituita, l’autorità marittima sono tenute a verificare, con cadenza almeno annuale,
il rispetto delle condizioni previste nel programma operativo.

7. L’autorità portuale o,
laddove, non istituita, l’autorità marittima, sentita la commissione consultiva locale, determina il numero
massimo di autorizzazioni che possono essere rilasciate ai sensi del comma 3, in relazione alle esigenze di funzionamento
del porto e del traffico, assicurando, comunque, il massimo della concorrenza nel settore.

Art. 17. Fornitura di prestazioni di lavoro e associazione del lavoro portuale.

1. Qualora il personale alle dipendenze delle imprese di cui all’art. 16, ivi compreso il personale impiegato in
regime di mobilità temporanea, ai sensi dell’art. 23, comma 3, non sia sufficiente a far fronte alle esigenze
operative, le imprese stesse possono richiedere, in deroga all’art. 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, alle
società o alle cooperative di cui all’art. 21, comma 1, lettera b), della presente legge, il personale necessario
per la fornitura di mere prestazioni di lavoro.

2. In ogni porto ove non siano costituite
le società o le cooperative di cui all’art. 21, comma 1, lettera b), le autorità portuali o, laddove
non istituite, le autorità marittime, sentite le commissioni consultive locali, possono promuovere l’istituzione,
in deroga all’art. 1, della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, di una associazione del lavoro portuale per far fronte
alle fluttuazioni del traffico, garantendo una maggiore efficienza all’attività del porto.

3. Le associazioni di cui al comma
2 acquistano personalità giuridica ai sensi dell’art. 12 del codice civile; ad esse si applicano le disposizioni
di cui al libro primo, titolo II, capo II, del codice civile per le associazioni riconosciute, ad eccezione dell’art.
17 del medesimo codice. Possono essere soci delle associazioni esclusivamente le imprese operanti nel porto. Le
associazioni perseguono lo scopo di impiegare propri dipendenti per prestazioni temporanee da svolgere presso le
imprese di cui all’art. 16, nonchè di svolgere attività di formazione e riqualificazione professionale
nell’ambito portuale. Le associazioni sono soggette al controllo delle commissioni regionali per l’impiego anche
avvalendosi dei poteri dell’Ispettorato del lavoro, sull’osservanza, nella fornitura di mere prestazioni di lavoro
svolte in deroga all’art. 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, delle condizioni previste dalla presente legge
e dai contratti ed accordi collettivi applicabili, nonchè sulle condizioni igieniche e di sicurezza in cui
operano i lavoratori in tal modo impiegati.

4. Sono organi delle associazioni
di cui al comma 2 e, a norma dello statuto, ne regolano l’attività: a) l’assemblea dei soci; b) il comitato,
eletto dall’assemblea dei soci; c) il direttore, nominato dal comitato.

5. Le associazioni hanno alle proprie
dipendenze un contingente di lavoratori portuali determinato quantitativamente e qualitativamente dall’assemblea
dei soci, dando priorità nelle assunzioni a personale che dovesse risultare comunque in esubero a seguito
dell’applicazione degli articoli 20 e 21. Ai dipendenti dell’associazione si applicano il contratto di lavoro vigente
per i lavoratori delle imprese di cui all’art. 16, nonchè i relativi trattamenti previdenziali e assistenziali.
In sede di contrattazione integrativa aziendale, sono stabilite le clausole relative al trattamento dei dipendenti
durante le giornate in cui non sono impiegati presso imprese.

Art.
18 e ss.

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