D.P.R. 461/2001

untitled DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 ottobre 2001, n.461 in Gazzetta Ufficiale N. 5 del 07 Gennaio 2002 Regolamento recante semplificazione dei procedimenti per il riconoscimento della[...]

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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 ottobre 2001, n.461

in Gazzetta Ufficiale N. 5 del 07
Gennaio 2002

Regolamento recante semplificazione dei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza delle infermita’ da
causa di servizio, per la concessione della pensione privilegiata ordinaria e dell’equo indennizzo, nonche’ per
il funzionamento e la composizione del comitato per le pensioni privilegiate ordinarie.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,
n. 400; Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, articolo 20, allegato 1, n. 23; Vista la legge 24 novembre 2000, n.
340, allegato A, n. 63; Vista la legge 11 marzo 1926, n. 416; Visto il regio decreto 15 aprile 1928, n. 1024; Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3; Visto il decreto del Presidente della Repubblica
3 maggio 1957, n. 686; Vista la legge 23 dicembre 1970, n. 1094; Visto il decreto del Presidente della Repubblica
29 dicembre 1973, n. 1092; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915; Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834; Vista la legge 2 maggio 1984, n. 111; Visto l’articolo
5-bis del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1987,
n. 472; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994,
n. 349; Visto il decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479; Visto l’articolo 1, comma 121, della legge 23 dicembre
1996, n. 662; Vista la legge 8 marzo 1999, n. 50; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303; Visto il
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 2 marzo 2001; Sentita la Conferenza unificata Stato-regioni citta’ ed autonomie locali nella
seduta del 22 marzo 2001; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti
normativi nelle adunanze del 23 aprile 2001 e del 4 giugno 2001; Acquisito il parere delle competenti commissioni
parlamentari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 ottobre 2001; Sulla
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro della difesa;

E m a n a il seguente regolamento:

Art. 1.

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento
si intende:

a) per “impiegato” o “dipendente”
l’appartenente ad amministrazioni pubbliche, anche di qualifica dirigenziale, di cui all’articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ l’appartenente alle Forze di polizia, anche ad ordinamento militare,
o alle Forze armate od alle altre categorie indicate dall’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica
29 dicembre 1973, n. 1092;

b) per “militare” l’appartenente
a forze armate o a corpi ad ordinamento militare;

c) per “Amministrazione”
la pubblica amministrazione o il Corpo militare, equiparato o di Polizia, di appartenenza del dipendente;

d) per “Commissione” la
Commissione medico-ospedaliera di cui all’articolo 165, comma primo, del decreto del Presidente della Repubblica
29 dicembre 1973, n. 1092;

e) per “Comitato” il Comitato
di verifica per le cause di servizio di cui all’articolo 10.

Art. 2.

Iniziativa a domanda

1. Il dipendente che abbia subito
lesioni o contratto infermita’ o subito aggravamenti di infermita’ o lesioni preesistenti, ovvero l’avente diritto
in caso di morte del dipendente, per fare accertare l’eventuale dipendenza da causa di servizio, presenta domanda
scritta all’ufficio o comando presso il quale presta servizio, indicando specificamente la natura dell’infermita’
o lesione, i fatti di servizio che vi hanno concorso e, ove possibile, le conseguenze sull’integrita’ fisica, psichica
o sensoriale e sull’idoneita’ al servizio, allegando ogni documento utile. Fatto salvo il trattamento pensionistico
di privilegio, la domanda, ai fini della concessione dei benefici previsti da disposizioni vigenti, deve essere
presentata dal dipendente entro sei mesi dalla data in cui si e’ verificato l’evento dannoso o da quella in cui
ha avuto conoscenza dell’infermita’ o della lesione o dell’aggravamento.

2. La disposizione di cui al comma
1 si applica anche quando la menomazione dell’integrita’ fisica si manifesta dopo la cessazione del rapporto d’impiego.

3. La presentazione della richiesta
di equo indennizzo puo’ essere successiva o contestuale alla domanda di riconoscimento di causa di servizio ovvero
puo’ essere prodotta nel corso del procedimento di riconoscimento di causa di servizio, entro il termine di dieci
giorni dalla ricezione della comunicazione di cui agli articoli 7, comma 2, e 8, comma 2; in quest’ultimo caso
il procedimento si estende anche alla definizione della richiesta di equo indennizzo.

4. La richiesta di equo indennizzo
deve riguardare la morte o una menomazione dell’integrita’ fisica o psichica o sensoriale, di seguito denominata
menomazione, ascrivibile ad una delle categorie di cui alla tabella A o alla tabella B annesse al decreto del Presidente
della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modificazioni; la menomazione conseguente ad infermita’
o lesione non prevista in dette tabelle e’ indennizzabile solo nel caso in cui essa sia da ritenersi equivalente
ad alcuna di quelle contemplate nelle tabelle stesse, anche quando la menomazione dell’integrita’ fisica si manifesta
entro cinque anni dalla cessazione del rapporto d’impiego, elevati a dieci anni per invalidita’ derivanti da infermita’
ad eziopatogenesi non definita o idiopatica.

5. La richiesta di equo indennizzo
puo’ essere proposta dagli eredi del dipendente deceduto, anche se pensionato, entro sei mesi dal decesso.

6. La richiesta di equo indennizzo,
fatto salvo quanto disposto dai commi precedenti e dall’articolo 14, comma 4, deve essere presentata non oltre
il termine di sei mesi dalla data di notifica o comunicazione del provvedimento di riconoscimento della dipendenza
da causa di servizio dell’infermita’ o lesione, da cui sia derivata una menomazione ascrivibile alle tabelle di
cui al comma 7, ovvero da quando si e’ verificata la menomazione in conseguenza dell’infermita’ o lesione gia’
riconosciuta dipendente da causa di servizio.

7. Resta ferma la criteriologia medico-legale
in tema di riconoscimento della causa di servizio seguita sulla base della vigente normativa in materia di trattamento
pensionistico di privilegio, nonche’ per l’applicazione della tabella A o della tabella B annesse al decreto del
Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modificazioni, o della tabella F1 annessa al
decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915.

Art. 3.

Avvio d’ufficio

1. L’Amministrazione inizia d’ufficio
il procedimento per il riconoscimento della causa di servizio quando risulta che un proprio dipendente abbia riportato
lesioni per certa o presunta ragione di servizio o abbia contratto infermita’ nell’esporsi per obbligo di servizio
a cause morbigene e dette infermita’ siano tali da poter divenire causa d’invalidita’ o di altra menomazione della
integrita’ fisica, psichica o sensoriale.

2. L’Amministrazione procede d’ufficio
anche in caso di morte del dipendente quando il decesso e’ avvenuto in attivita’ di servizio e per fatto traumatico
ivi riportato.

Art. 4.

Tutela della riservatezza

1. In applicazione dell’articolo
22, comma 3-bis, della legge 31 dicembre 1996, n. 675, il presente regolamento identifica le tipologie di dati
sensibili e di operazioni strettamente pertinenti e necessarie in relazione alle finalita’ perseguite.

2. Gli uffici e gli organismi interessati
all’applicazione del presente regolamento possono trattare, nei casi previsti, i dati personali idonei a rivelare
lo stato di salute dei soggetti interessati.

3. Possono essere effettuate, in
conformita’ agli articoli 3 e 4 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135, operazioni di raccolta, registrazione,
organizzazione, conservazione, modificazione, estrazione, utilizzo, blocco, cancellazione e distruzione dei dati.
Eventuali operazioni di selezione, elaborazione e comunicazione dei dati sono consentite solo previa indicazione
scritta dei motivi. Gli uffici e gli organismi interessati rendono pubblica, con proprio atto, la lista dei soggetti
ai quali i dati sensibili possono essere comunicati in base a vigenti disposizioni normative.

4. Resta fermo quanto previsto dalla
legge 5 giugno 1990, n. 135, in ordine alle misure anche organizzative da adottare per la tutela della riservatezza
in casi di infezione da HIV o di AIDS.

Art. 5.

Istruttoria

1. L’ufficio che riceve la domanda,
cura l’immediato invio, unitamente alla documentazione prodotta dall’interessato, all’ufficio dell’Amministrazione
competente ad emettere il provvedimento finale.

2. L’ufficio competente ad emettere
il provvedimento finale, entro trenta giorni dal ricevimento della domanda, ove rilevi la manifesta inammissibilita’
o irricevibilita’, respinge la domanda stessa con provvedimento motivato da notificare o comunicare, anche in via
amministrativa, al dipendente, entro dieci giorni. Fermo restando il termine di trenta giorni, le competenze di
cui al presente comma e gli adempimenti istruttori di cui ai commi 3 e 4, possono essere decentrate con atto organizzativo
interno dell’Amministrazione.

3. Quando non ricorrano le ipotesi
pregiudiziali indicate al comma 2, l’ufficio che provvede ad adottare il provvedimento finale, nel medesimo termine
di cui al comma 2 e salvo quanto previsto dall’articolo 8, trasmette alla Commissione territorialmente competente
la domanda e la documentazione prodotte dall’interessato, dandone comunicazione allo stesso entro i successivi
dieci giorni.

4. Il responsabile dell’ufficio presso
il quale il dipendente ha prestato servizio nei periodi interessati al verificarsi di fatti attinenti all’insorgenza
od aggravamento di infermita’ o lesioni corrisponde alle richieste istruttorie fornendo gli elementi informativi
entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta stessa.

5. Entro il termine di dieci giorni
dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 3, il dipendente puo’ comunicare l’opposizione alla trattazione
e comunicazione dei dati personali sensibili relativi all’oggetto del procedimento, con effetto sospensivo del
procedimento, salvo che non abbia gia’ dichiarato, nella domanda stessa o in altra comunicazione comunque attinente
al procedimento, il consenso per la trattazione e comunicazione dei dati personali da parte degli uffici competenti.

6. Le disposizioni del presente articolo
si applicano anche in caso di avvio di ufficio del procedimento.

Art. 6.

Commissione

1. La diagnosi dell’infermita’ o
lesione, comprensiva possibilmente anche dell’esplicitazione eziopatogenetica, nonche’ del momento della conoscibilita’
della patologia, e delle conseguenze sull’integrita’ fisica, psichica o sensoriale, e sull’idoneita’ al servizio,
e’ effettuata dalla Commissione territorialmente competente in relazione all’ufficio di ultima assegnazione del
dipendente ovvero, se il dipendente e’ pensionato o deceduto, alla residenza rispettivamente del pensionato o dell’avente
diritto. Per coloro che risiedono all’estero la visita e’ effettuata, per delega della Commissione, da un collegio
di due medici nominati dalla locale autorita’ consolare ovvero dal medico fiduciario dell’autorita’ stessa.

2. La Commissione e’ composta di
tre ufficiali medici, di cui almeno uno, preferibilmente, specialista in medicina legale e delle assicurazioni.
Assume le funzioni di presidente il direttore dell’Ente sanitario militare o l’ufficiale superiore medico da lui
delegato o, in loro assenza, l’ufficiale superiore medico piu’ elevato in grado o, a parita’ di grado, con maggiore
anzianita’ di servizio.

3. La Commissione, quando deve pronunciarsi
su infermita’ o lesioni di militari appartenenti a forze armate diverse o di appartenenti a corpi di polizia, anche
ad ordinamento civile, e’ composta di due ufficiali medici, di cui uno con funzioni di presidente identificato
con le modalita’ indicate al comma 2, e di un ufficiale medico o funzionario medico della forza armata, corpo o
amministrazione di appartenenza.

4. La Commissione, per esigenze legate
alla complessita’ dell’accertamento sanitario, puo’ richiedere la partecipazione alla visita, con voto consultivo,
di un medico specialista.

5. L’interessato puo’ essere assistito
durante la visita, senza oneri per l’amministrazione, da un medico di fiducia, che non integra la composizione
della Commissione.

6. La Commissione, entro trenta giorni
dalla ricezione degli atti dall’Amministrazione, effettua la visita per il tramite di almeno un componente e redige
processo verbale, firmato da tutti i membri. Dal verbale debbono risultare le generalita’ del dipendente, la qualifica
e la firma dei componenti della Commissione, il giudizio diagnostico, gli accertamenti e gli elementi valutati
a fini diagnostici, la determinazione della data di conoscibilita’ o stabilizzazione dell’infermita’ da cui derivi
una menomazione ascrivibile a categoria di compenso, nonche’ l’indicazione della categoria stessa, il giudizio
di idoneita’ al servizio od altre forme di inabilita’, le eventuali dichiarazioni a verbale del medico designato
dall’interessato, i motivi di dissenso del componente eventualmente dissenziente ed il voto consultivo del medico
specialista.

7. Il verbale e’ trasmesso all’Amministrazione
competente entro quindici giorni dalla conclusiva visita. In caso di accertamento conseguente alla trasmissione
di certificazione medica ai sensi dell’articolo 8, comma 1, il verbale e’ inviato direttamente al Comitato dalla
Commissione, che provvede a dare comunicazione all’interessato ai sensi del comma 2 dello stesso articolo 8.

8. In caso di accertamento diagnostico
di infezione da HIV o di AIDS, il Presidente della Commissione interpella l’interessato per il consenso, da sottoscrivere
specificamente a verbale, circa l’ulteriore prosecuzione del procedimento; il Presidente impartisce le necessarie
disposizioni, anche organizzative, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 11 maggio
1999, n. 135, per l’ulteriore utilizzazione e conservazione dei contenuti del verbale, in modo da limitarne la
conoscibilita’.

9. La data di effettuazione della
visita e’ comunicata al dipendente con anticipo non inferiore a dieci giorni. In caso di mancata partecipazione,
per giustificato motivo, del medico designato dal dipendente alla visita, e’ convocata una nuova visita da effettuarsi
entro trenta giorni dalla prima.

10. In caso di giustificata assenza
del dipendente alla visita, la Commissione convoca il dipendente per una nuova visita da effettuarsi entro trenta
giorni dalla prima.

11. In caso di ingiustificata assenza
del dipendente alla visita, la Commissione redige processo verbale e restituisce gli atti all’Amministrazione nel
termine di quindici giorni.

12. Il Presidente della Commissione,
in caso di comprovato e permanente impedimento fisico del dipendente, puo’ disporre l’esecuzione della visita domiciliare
da parte di un componente della Commissione stessa.

13. Con decreto del Ministero dell’economia
e delle finanze, di concerto con i Ministeri della giustizia, della difesa, dell’interno e della salute, da adottarsi
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono definiti i criteri organizzativi
per l’assegnazione delle domande agli organismi di accertamento sanitario di cui all’articolo 9 ed e’ approvato
il modello di verbale utilizzabile, anche per le trasmissioni in via telematica, con le specificazioni sulle tipologie
di accertamenti sanitari eseguiti e sulle modalita’ di svolgimento dei lavori.

Art. 7.

Incombenze dell’Amministrazione

1. Entro trenta giorni dalla ricezione
del verbale della Commissione, l’ufficio competente ad emettere il provvedimento finale invia al Comitato, oltre
al verbale stesso, una relazione nella quale sono riassunti gli elementi informativi disponibili, relativi al nesso
causale tra l’infermita’ o lesione e l’attivita’ di servizio, nonche’ l’eventuale documentazione prodotta dall’interessato.

2. Al dipendente e’ data comunicazione
della trasmissione degli atti al Comitato entro i successivi dieci giorni, con nota nella quale viene indicata
anche la possibilita’ dell’interessato di presentare richiesta di equo indennizzo entro il termine di dieci giorni
dalla ricezione della comunicazione, secondo quanto stabilito dall’articolo 2, comma 3, nonche’ di presentare opposizione
nello stesso termine di dieci giorni, ai sensi dell’articolo 5, comma 5.

3. Nel caso di impossibilita’ di
ulteriore corso del procedimento ai sensi dell’articolo 6, commi 8 e 11, l’ufficio emana il provvedimento di accertamento
negativo della causa di servizio entro trenta giorni dalla ricezione della relativa comunicazione della Commissione
e lo notifica o comunica, anche in via amministrativa, all’interessato nei successivi dieci giorni, restando salva
la possibilita’ di reiterazione della domanda qualora non sia decorso il termine di decadenza previsto dall’articolo
2.

4. L’ufficio respinge la domanda
di equo indennizzo, con provvedimento motivato, nel termine di cui al comma 1, quando riscontra, a seguito degli
accertamenti sanitari della Commissione sulla conoscibilita’ o stabilizzazione dell’infermita’ o lesione, che la
domanda e’ stata presentata oltre i termini di decadenza.

Art. 8.

Presentazione diretta di certificazione medica

1. Al fine dell’accelerazione del
procedimento, il dipendente o l’avente diritto in caso di morte del dipendente puo’ presentare, contestualmente
alla domanda di riconoscimento di causa di servizio o concessione di equo indennizzo, certificazione medica concernente
l’accertamento dell’infermita’ specificamente dichiarata ovvero della causa clinica di morte, con le indicazioni
di cui all’articolo 6, comma 1, rilasciata da una delle commissioni mediche operanti presso le aziende sanitarie
locali, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, della legge 15 ottobre 1990, n. 295, non oltre un mese
prima della data di presentazione della domanda stessa. Il competente ufficio dell’Amministrazione, ove non sussistano
condizioni di inammissibilita’ o irricevibilita’, inoltra la domanda e la certificazione medica alla Commissione
ed al Comitato entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della domanda stessa, allegando per il Comitato
la relazione di cui all’articolo 7, comma 1.

2. Al dipendente e’ data comunicazione
della trasmissione degli atti al Comitato entro i successivi dieci giorni, con nota nella quale viene indicata
anche la possibilita’ dell’interessato di presentare richiesta di equo indennizzo entro il termine di dieci giorni
dalla ricezione della comunicazione, secondo quanto stabilito dall’articolo 2, comma 3, nonche’ di presentare opposizione
nello stesso termine di dieci giorni, ai sensi dell’articolo 5, comma 5.

3. L’effettuazione della visita di
cui al comma 1 e’ disposta, previa richiesta del medico di base, dall’Azienda sanitaria locale, territorialmente
competente secondo i criteri indicati all’articolo 6, comma 1. Alla visita il dipendente puo’ farsi assistere da
un medico di fiducia, senza oneri per l’Amministrazione.

4. La richiesta di cui al comma 3
non ha effetti interruttivi o sospensivi sulla decorrenza dei termini di cui all’articolo 2.

Art. 9.

Ricorso alternativo ad altro organismo di accertamento medico

1. In alternativa all’invio alla
Commissione di cui all’articolo 6, l’Amministrazione, in relazione e compatibilmente con i carichi di lavoro della
Commissione stessa, nonche’ con l’organizzazione anche territoriale della sanita’ militare, puo’ trasmettere la
domanda e la documentazione prodotta dall’interessato all’Azienda sanitaria locale, territorialmente competente
secondo i criteri indicati all’articolo 6, comma 1, per l’accertamento sanitario da parte della Commissione medica
di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 15 ottobre 1990, n. 295, ovvero alla Commissione medica di verifica
di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157; come modificato dall’articolo
5 del decreto legislativo 29 giugno 1998, n. 278, competente secondo i criteri indicati all’articolo 6, comma 1.

2. La Commissione medica procede
all’accertamento sanitario, ai sensi dell’articolo 6, comma 1; si applicano, anche per la procedura seguita da
tale Commissione, le disposizioni di cui all’articolo 6, commi 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13, ed all’articolo
7.

3. Per le visite relative a militari
o appartenenti a corpi di polizia, anche ad ordinamento civile, disposte ai sensi del presente articolo, la Commissione
medica e’ di volta in volta integrata con un ufficiale medico o funzionario medico della forza armata, del corpo
o amministrazione di appartenenza.

Art. 10.

Comitato di verifica per le cause di servizio

1. Il Comitato per le pensioni privilegiate
ordinarie assume, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, la denominazione di Comitato
di verifica per le cause di servizio.

2. Il Comitato e’ formato da un numero
di componenti non superiore a venticinque e non inferiore a quindici, scelti tra esperti della materia, provenienti
dalle diverse magistrature, dall’Avvocatura dello Stato e dal ruolo unico dei dirigenti dello Stato, nonche’ tra
ufficiali medici superiori e qualifiche equiparate della Polizia di Stato e tra funzionari medici delle amministrazioni
dello Stato. Per l’esame delle domande relative a militari o appartenenti a corpi di polizia, anche ad ordinamento
civile, il Comitato e’ di volta in volta integrato da un numero di ufficiali o funzionari dell’arma, corpo o amministrazione
di appartenenza non superiore a due.

3. I componenti, nominati con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze per un periodo di quattro anni, prorogabili per non piu’ di una volta,
possono essere collocati in posizione di comando o fuori ruolo presso il Comitato, previa autorizzazione del relativo
organo di autogoverno, secondo quanto previsto dall’articolo 13, comma 3, del decreto-legge 12 giugno 2001, n.
217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, senza aggravi di oneri e restando a carico
dell’organismo di provenienza la spesa relativa al trattamento economico complessivo.

4. Con decreto del Ministro dell’economia
e delle finanze e’ nominato, tra i componenti magistrati della Corte dei conti, il Presidente del Comitato.

5. Con decreto del Ministro dell’economia
e delle finanze possono essere affidate le funzioni di Vice Presidente a componenti del Comitato provenienti dalle
diverse magistrature.

6. Il Comitato, quando il Presidente
non ravvisa l’utilita’ di riunione plenaria, funziona suddiviso in piu’ sezioni composte dal Presidente, o dal
Vice Presidente, che le presiedono, e da quattro membri, dei quali almeno due scelti tra ufficiali medici superiori
e funzionari medici.

7. Il Presidente del Comitato segnala
al Ministro i casi di inosservanza dei termini procedurali previsti dai commi 2 e 4 dell’articolo 11 per le pronunce
del Comitato, con proposta di eventuale revoca degli incarichi dei componenti responsabili di inadempienze o ritardi.

8. Il Comitato opera presso il Ministero
dell’economia e delle finanze e si avvale di una segreteria, costituita da un contingente di personale, non superiore
alle cinquanta unita’, appartenente all’Amministrazione dell’economia e delle finanze.

9. Con decreto del Ministro dell’economia
e delle finanze sono stabiliti criteri e modalita’ di organizzazione interna della segreteria del Comitato e dei
relativi compiti di supporto, anche in relazione all’individuazione di uffici di livello dirigenziale non superiori
a tre, nell’ambito della dotazione di personale dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze, e sono
definiti modalita’ e termini per la conclusione delle procedure di trasferimento di personale, atti e mezzi della
predetta segreteria dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero dell’economia e delle finanze.

10. Fino alla costituzione del nuovo
Comitato ai sensi del presente regolamento, continua ad operare il Comitato di cui all’articolo 166 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, nella composizione prevista dalla disciplina normativa
previgente alla data di entrata in vigore del presente regolamento.

11. Le domande pendenti alla data
di entrata in vigore del presente regolamento sono trattate dal Comitato entro un termine non superiore a dodici
mesi. Al fine di favorire la sollecita definizione delle domande predette il Presidente adotta gli opportuni provvedimenti
organizzativi e dispone la ripartizione dei carichi di lavoro tra le sezioni costituite a norma del comma 6, fermo
restando quanto previsto dal comma 10.

12. Per l’accelerato smaltimento
delle pratiche arretrate, possono essere costituiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in
aggiunta al Comitato di verifica, speciali Comitati stralcio, composti di non oltre cinque componenti, scelti tra
appartenenti alle categorie indicate al comma 2, alle condizioni di cui al comma 3 e con i criteri di composizione
di cui al comma 6, per la trattazione, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento,
di domande ancora pendenti presso il Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie. Le domande pendenti sono
assegnate secondo criteri di ripartizione definiti negli stessi decreti di costituzione, su proposta del Presidente
del Comitato di verifica in relazione alla specificita’ di materia o analogia di cause di servizio o infermita’.
A supporto dell’attivita’ dei Comitati speciali e’ utilizzato l’ufficio di cui al comma 8, il cui contingente,
a tal fine, e’ elevato a settanta unita’, senza aggravi di oneri.

13. Il Presidente adotta le necessarie
disposizioni per l’attivazione dell’articolo 4.

Art. 11.

Pareri del Comitato

1. Il Comitato accerta la riconducibilita’
ad attivita’ lavorativa delle cause produttive di infermita’ o lesione, in relazione a fatti di servizio ed al
rapporto causale tra i fatti e l’infermita’ o lesione.

2. Entro sessanta giorni dal ricevimento
degli atti, il Comitato, nel giorno fissato dal Presidente, sentito il relatore, si pronuncia sulla dipendenza
dell’infermita’ o lesione da causa di servizio con parere da comunicare entro quindici giorni all’amministrazione.

3. Il parere e’ motivato ed e’ firmato
dal Presidente e dal Segretario.

4. Entro venti giorni dal ricevimento
degli atti, il Comitato puo’ richiedere supplementi di accertamenti sanitari alla Commissione medica prevista dall’articolo
6 o ad una delle Commissioni di cui all’articolo 9, scelta in modo da assicurare la diversita’ dell’organismo rispetto
a quello che ha reso la prima diagnosi; la visita medica e’ effettuata nel rispetto dei termini e delle procedure
di cui ai predetti articoli. Salvi i casi di impossibilita’ di ulteriore corso del procedimento ai sensi dell’articolo
6, commi 8 e 11, il verbale della visita medica e’ trasmesso direttamente al Comitato entro quindici giorni; il
Comitato si pronuncia ai sensi del comma 2 entro trenta giorni dalla ricezione del verbale.

Art. 12.

Unicita’ di accertamento

1. Il riconoscimento della dipendenza
da causa di servizio dell’infermita’ o lesione costituisce accertamento definitivo anche nell’ipotesi di successiva
richiesta di equo indennizzo e di trattamento pensionistico di privilegio.

Art. 13.

Atti per via telematica

1. Le comunicazioni tra uffici previste
dal presente regolamento sono effettuate ordinariamente per via telematica, nel rispetto delle vigenti disposizioni
in materia di validita’ di atti e convalida di firma, ed esclusivamente tra soggetti incaricati dello specifico
trattamento dei dati ai sensi degli articoli 8 e 19 della legge 31 dicembre 1996, n. 675.

2. Eventuali eccezioni alla procedura
di comunicazione per via telematica devono essere debitamente motivate nella nota di trasmissione degli atti stessi.

3. E’ in facolta’ del dipendente
chiedere, in qualunque stato del procedimento, che la comunicazione allo stesso degli atti, da parte dei competenti
uffici, avvenga per via telematica, fornendo a tal fine i dati necessari.

4. In caso di trasmissione in forma
cartacea, il verbale recante diagnosi medica e’ inserito in plico chiuso, da allegarsi alla nota di comunicazione.

Art. 14.

Termini e competenza

1. L’Amministrazione si pronuncia
sul solo riconoscimento di infermita’ o lesione dipendente da causa di servizio, su conforme parere del Comitato,
anche nel caso di intempestivita’ della domanda di equo indennizzo ai sensi dell’articolo 2, entro venti giorni
dalla data di ricezione del parere stesso. Entro lo stesso termine l’amministrazione che, per motivate ragioni,
non ritenga di conformarsi a tale parere, ha l’obbligo di richiedere ulteriore parere al Comitato, che rende il
parere entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta; l’Amministrazione adotta il provvedimento nei successivi
dieci giorni motivandolo conformemente al parere del Comitato.

2. Il provvedimento finale e’ adottato
nel rispetto dei termini procedimentali previsti dal presente regolamento ed e’ notificato o comunicato, anche
per via amministrativa, all’interessato nei successivi quindici giorni.

3. In caso di concorrente richiesta
di equo indennizzo prima della espressione del parere del Comitato, e’ adottato un unico provvedimento di riconoscimento
di dipendenza da causa di servizio e concessione di equo indennizzo; per i procedimenti non concorrenti di concessione
di equo indennizzo si applicano la procedura ed i termini procedimentali previsti dal presente regolamento.

4. Entro cinque anni dalla data di
comunicazione del provvedimento di cui al comma 3, il dipendente, in caso di aggravamento della menomazione della
integrita’ fisica, psichica o sensoriale per la quale e’ stato concesso l’equo indennizzo, puo’ per una sola volta
chiedere all’Amministrazione la revisione dell’equo indennizzo gia’ concesso, secondo le procedure indicate dal
presente regolamento.

5. La competenza in ordine all’adozione
dei provvedimenti finali dell’Amministrazione previsti dal presente regolamento e’ del responsabile dell’ufficio
di livello dirigenziale generale competente in ordine allo stato giuridico del dipendente, salvo delega ad altro
dirigente dello stesso ufficio o, in assenza, della stessa amministrazione.

Art. 15.

Accertamenti di inidoneita’ ed altre forme di inabilita’

1. Ai fini dell’accertamento delle
condizioni di idoneita’ al servizio, l’Amministrazione sottopone il dipendente a visita della Commissione territorialmente
competente, con invio di una relazione recante tutti gli elementi informativi disponibili.

2. Si applicano le disposizioni di
cui all’articolo 6.

3. In conformita’ all’accertamento
sanitario di inidoneita’ assoluta a qualsiasi impiego e mansione, l’Amministrazione procede, entro trenta giorni
dalla ricezione del verbale della Commissione, alla risoluzione del rapporto di lavoro e all’adozione degli atti
necessari per la concessione di trattamenti pensionistici alle condizioni previste dalle vigenti disposizioni in
materia, fatto salvo quanto previsto per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia, anche ad ordinamento
civile.

Art. 16.

Accelerazione di procedure

1. L’Amministrazione non puo’ chiedere
pareri, anche d’ordine tecnico, ulteriori rispetto a quelli previsti espressamente dal presente regolamento ne’
dispone accertamenti o acquisisce atti salvo comprovate necessita’ emergenti nel corso dell’istruttoria. In tal
caso il termine per la definizione del procedimento resta sospeso per trenta giorni.

Art. 17.

Trattamenti pensionistici di privilegio

1. Per i procedimenti di riconoscimento
di causa di servizio, a fini di trattamento pensionistico di privilegio, nonche’ di stati invalidanti al servizio
o di inabilita’ non dipendenti da causa di servizio, sempre per fini pensionistici, dei dipendenti civili e militari
dello Stato, si seguono le procedure indicate dal presente regolamento e dalle disposizioni di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, non abrogate a seguito dell’entrata in vigore del presente
regolamento, fino all’assunzione da parte dell’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione
pubblica (I.N.P.D.A.P.) dei relativi procedimenti, sulla base dei regolamenti da adottare ai sensi dell’articolo
3, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479.

2. Resta fermo quanto disposto dall’articolo
169 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, sul termine di cinque o dieci anni dalla
cessazione del servizio per la presentazione di nuova domanda di trattamento pensionistico di privilegio, in relazione
a quanto previsto dall’articolo 7, comma 3.

Art. 18.

Disposizione transitoria

1. I procedimenti relativi a domande
di riconoscimento di causa di servizio e concessione dell’equo indennizzo, nonche’ di riconoscimento di trattamento
di pensione privilegiata e accertamento di idoneita’ al servizio, gia’ presentate all’Amministrazione alla data
di entrata in vigore del presente regolamento, sono definiti secondo i previgenti termini procedurali, fermo restando
quanto previsto dall’articolo 6, comma 1, e dall’articolo 11, comma 1, sulla natura dei pareri delle Commissioni
mediche e del Comitato. Ai fini del presente comma, le Commissioni mediche si pronunciano nella composizione prevista
dalle disposizioni previgenti al presente regolamento.

2. Gli accertamenti di inabilita’
non dipendente da causa di servizio, di cui al decreto del Ministro del tesoro 8 maggio 1997, n. 187, avviati con
domande pervenute all’Amministrazione prima della data di entrata in vigore del presente regolamento, sono definiti
secondo le procedure di cui al citato decreto ministeriale; per le domande successive si applicano le procedure
previste dal presente regolamento in tema di accertamento di inidoneita’ al servizio.

3. Le procedure di cui ai commi 1
e 2 devono comunque concludersi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento; resta
fermo quanto previsto sulla tutela dei dati personali.

Art. 19.

Norme finali e di coordinamento

1. I richiami contenuti in disposizioni
normative ai procedimenti disciplinati dalle norme abrogate a seguito dell’entrata in vigore del presente regolamento
si intendono riferiti al procedimento come disciplinato dal presente regolamento.

2. Le disposizioni del presente regolamento
si applicano anche ai procedimenti per concessione a qualsiasi titolo di indennita’ collegate al riconoscimento
di causa di servizio, fermo restando il regime di definitivita’ delle pronunce su lesioni traumatiche da causa
violenta secondo le vigenti disposizioni.

3. Il personale militare e delle
Forze di polizia, anche ad ordinamento civile, giudicato permanentemente non idoneo al servizio nella forma parziale,
resta in posizione di aspettativa, ai sensi delle vigenti disposizioni, fino all’adozione del provvedimento di
riconoscimento o meno della dipendenza da causa di servizio.

4. L’articolo 5, commi primo e secondo,
della legge 11 marzo 1926, n. 416, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965,
n. 1485, resta applicabile limitatamente alla procedura di accertamento di idoneita’ al servizio; il termine per
la presentazione del ricorso e’ in tal caso fissato in dieci giorni dalla comunicazione del verbale della Commissione
medica.

5. Le regioni e le province autonome
provvedono alle finalita’ e alla regolamentazione dei procedimenti di riconoscimento della causa di servizio e
di concessione dell’equo indennizzo nell’ambito della propria autonomia legislativa e organizzativa.

Art. 20.

Abrogazioni

1. Sono abrogati:

a) la legge 11 marzo 1926, n. 416,
salvo gli articoli 11, 11-bis, 12, 13 e 14, nonche’ l’articolo 5 per la parte non richiamata dall’articolo 19 del
presente regolamento;

b) il regolamento approvato con regio
decreto 15 aprile 1928, n. 1024, salvo gli articoli 19, 20 e 21;

c) gli articoli 129, commi quarto
e quinto, e 130 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3;

d) gli articoli 39, 40 e 56 del decreto
del Presidente della Repubblica 3 maggio 1957, n. 686;

e) l’articolo 165, commi secondo,
terzo e quarto, l’articolo 172, commi primo, secondo, terzo e quarto, nonche’ gli articoli 166, 170, 171, 174,
175, 176, 177, 178, 179 e 187 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092;

f) l’articolo 5-bis del decreto-legge
21 settembre 1987, n. 387, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1987, n. 472;

g) il decreto del Presidente della
Repubblica 20 aprile 1994, n. 349;

h) l’articolo 1, comma 121, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Commenti dei lettori

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  • Remo Paniccia

    23 Jul 2009 - 10:33 - #1
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    va bene tutto per quanto riguarda le informazioni. manca a mio avviso una cosa importante:”se un dipendente viene riconosciuto dalla C.M.O. affetto da malattia dipendente si da causa di servizio”,viene inviato tutto al comitato di verifica, restando in attesa per lungo tempo. la domanda se il dipendente è affetto da una patologia derivante dal servizio svolto, lo stesso non dovrebbe essere spostato in altro incarico per far si che non aggravi ulteriormente la sua malattia? grazie e scusatemi se magari esiste e io non la conosco

  • Frank 61

    25 Oct 2009 - 21:53 - #2
    0 punti
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    Secondo l’art. 7, comma 1 di questo DPR 461/2001,

  • pluto58

    01 Sep 2010 - 12:39 - #3
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    I rapporti informativi debono essere richiesti a cura dell’Ammnistrazione al personale che aavuto alle dipendenze l’interesato?????
    Anche se si riferiscono a fatti episodi che sono successi 20 anni fà

  • Profilo di hw40

    hw40

    25 Jan 2011 - 16:53 - #4
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    salve sono un dipendente pubblico (sanità)ho riscontrato un problema fisico durante la mia attività lavorativa sono stato operato per ernia lombare LS4 LS5 purtroppo con deficit al piede dx e con la complicanza di fibrosi in zona dell’operazione, fatta domanda di causa di sedrvizio ancor prima di essere operato, nel frattempo ho usufruito di malattia e qui nasce la domanda, sono arrivato al 50% dello stipendio per malattia, mi hanno riconosciuto la causa di servizio tab. A cat. 8, ora, se sono stato riconosciuto per causa di servizio la mia azienda non deve corrispondermi la differenza dello stipendio che non ho percepito per malattia al 50%? e che diritti da al dipendente la causa di servizio? grazie

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