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D.P.R. 362/1994

untitled Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 362 (in Supplemento ordinario n. 91, alla Gazzetta Ufficiale n. 136, del 13 giugno). Regolamento recante disciplina dei procedimenti di[...]

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Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 362

(in Supplemento ordinario n. 91,
alla Gazzetta Ufficiale n. 136, del 13 giugno).

Regolamento recante disciplina dei
procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana.

Preambolo

Il Presidente della Repubblica: Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione; Visto l’art. 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241; Vista la legge 24 dicembre 1993, n. 537,
ed in particolare l’art. 2, commi 7, 8 e 9; Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 91; Vista la preliminare deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 febbraio 1994; Acquisito il parere della competente
commissione della Camera dei deputati; Considerato che il termine per l’emissione del parere della competente commissione
del Senato della Repubblica ai sensi dell’art. 2 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è scaduto in data
30 marzo 1994; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 13 aprile 1994; Vista
la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 14 aprile 1994; Sulla proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro dell’interno e
con il Ministro degli affari esteri; Emana il seguente regolamento:

Art. 1. Presentazione della domanda.

1. L’istanza per l’acquisto o la
concessione della cittadinanza italiana, di cui all’art. 7 ed all’art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, si
presenta al prefetto competente per territorio in relazione alla residenza dell’istante, ovvero, qualora ne ricorrano
i presupposti, all’autorità consolare.

2. Nell’istanza devono essere indicati
i presupposti in base ai quali l’interessato ritiene di aver titolo all’acquisto o alla concessione della cittadinanza.

3. L’istanza dev’essere corredata
della seguente documentazione, in forma autentica:

a) estratto dell’atto di nascita,
o equivalente;

b) stato di famiglia;

c) documentazione relativa alla
cittadinanza dei genitori, limitatamente all’ipotesi in cui trattisi di elemento rilevante per l’acquisto della
cittadinanza;

d) certificazioni dello Stato estero,
o degli Stati esteri, di origine e di residenza, relative ai precedenti penali ed ai carichi penali pendenti;

e) certificato penale dell’autorità
giudiziaria italiana;

f) certificato di residenza;

g) copia dell’atto di matrimonio
o estratto per riassunto del registro dei matrimoni, limitatamente all’ipotesi di acquisto della cittadinanza per
matrimonio.

4. Ai fini della concessione, di
cui all’art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il Ministro dell’interno è autorizzato ad emanare, con
proprio decreto, disposizioni concernenti l’allegazione di ulteriori documenti.

Art. 2. Istruttoria.

1. L’autorità che ha ricevuto l’istanza di cui all’art. 1 ne trasmette in ogni caso immediatamente copia
al Ministero dell’interno, ed entro trenta giorni dalla presentazione, salvo il caso previsto dal comma 2, inoltra
al Ministero stesso la relativa documentazione con le proprie osservazioni.

2. Nel caso di incompletezza o irregolarità
della domanda o della relativa documentazione, entro trenta giorni l’autorità invita il richiedente ad integrarla
e regolarizzarla, dando le opportune indicazioni ed i termini del procedimento restano interrotti fino all’adempimento.

3. Una volta che l’interessato abbia
adempiuto a quanto richiesto, l’autorità procede a norma del comma 1, seconda parte. Qualora l’adempimento
risulti insufficiente, o la nuova documentazione prodotta sia a sua volta irregolare, l’autorità dichiara
inammissibile l’istanza, con provvedimento motivato, dandone comunicazione all’interessato ed al Ministero.

Art. 3. Definizione del procedimento.

1. Per quanto previsto dagli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241, il termine per la definizione
dei procedimenti di cui al presente regolamento è di settecentotrenta giorni dalla data di presentazione
della domanda.

Art. 4. Comunicazioni e notificazioni.

1. Ai fini previsti dall’art. 7 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre
1993, n. 572, il decreto del Ministro è immediatamente trasmesso all’autorità che ha ricevuto la
domanda. Quest’ultima ne cura la notifica all’interessato, entro i successivi quindici giorni.

Art. 5. Disposizioni sul termine.

1. Il Ministro dell’interno, entro quindici giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento, provvede
alla modifica del decreto ministeriale 2 febbraio 1993, n. 284, di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge
7 agosto 1990, n. 241, indicando i termini previsti dal presente regolamento.

2. Resta salva la facoltà del
Ministro, ai sensi dell’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, di stabilire ulteriori riduzioni dei termini.

Art. 6. Verifiche periodiche.

1. Il Ministro dell’interno verifica periodicamente la funzionalità, la trasparenza e la speditezza dei
procedimenti disciplinati dal presente regolamento e adotta tutte le misure di propria competenza per l’adeguamento
della relativa disciplina ai princìpi ed alle disposizioni delle leggi 7 agosto 1990, n. 241, e 24 dicembre
1993, n. 537, e del presente regolamento.

2. I risultati delle verifiche svolte
e le misure adottate in esito ad esse sono illustrate in un’apposita relazione che viene inviata, entro il 31 marzo
di ogni anno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica.

Art. 7. Disposizioni transitorie.

1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, per i procedimenti già in corso, iniziano
a decorre i termini previsti dal regolamento stesso, purchè più favorevoli per l’interessato rispetto
a quelli indicati dalle norme previgenti.

Art. 8. Norme abrogate.

1. Ai sensi dell’art. 2, comma 8, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, a decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento sono abrogate, limitatamente alle parti modificate con il presente regolamento,
le seguenti norme: l’art. 7, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, e gli articoli 4, 7, 14, commi 1, 2 e
4 del decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 1993, n. 572.

Art. 9. Entrata in vigore.

1. Il presente regolamento entra in vigore centottanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica.