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D. Lgs. 4 settembre 2002, n.198

untitled DECRETO LEGISLATIVO 4 settembre 2002, n.198 in Gazzetta Ufficiale n. 215 del 13 Settembre 2002 Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni[...]

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DECRETO LEGISLATIVO 4 settembre 2002, n.198

in Gazzetta Ufficiale n. 215 del 13 Settembre 2002

Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la
modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443;

Vista la deliberazione CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, pubblicata

nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo

2002, ed in particolare la sintesi del piano degli interventi nel

comparto delle telecomunicazioni;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione del 9 maggio 2002;

Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo

8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 2 agosto 2002;

Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il

Ministro della salute, con il Ministro dell’ambiente e della tutela

del territorio, con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il

Ministro per gli affari regionali e con il Ministro per l’innovazione

e le tecnologie;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Obiettivi

1. Il presente decreto legislativo detta principi fondamentali in

materia di installazione e modifica delle categorie di infrastrutture

di telecomunicazioni, considerate strategiche ai sensi dell’articolo

1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, al fine di:

a) agevolare la liberalizzazione del settore delle

telecomunicazioni, consentendo a tutti gli operatori di installare

proprie infrastrutture celermente, creando cosi’ un mercato

effettivamente concorrenziale;

b) consentire la realizzazione di infrastrutture di nuova

generazione e l’adeguamento di quelle esistenti idonee a soddisfare

le esigenze connesse con lo sviluppo tecnologico;

c) razionalizzare le procedure autorizzatorie per l’installazione

di impianti di telecomunicazioni sul territorio nazionale, secondo

principi di efficienza, pubblicita’, concentrazione e speditezza;

d) assicurare che la realizzazione delle infrastrutture di

telecomunicazioni sia coerente con la tutela dell’ambiente e della

salute per quanto attiene ai limiti di esposizione, ai valori di

attenzione ed agli obiettivi di qualita’, relativamente alle

emissioni elettromagnetiche di cui alla legge 22 febbraio 2001, n.

36, e relativi provvedimenti di attuazione;

e) dare certezza ai termini per la conclusione dei relativi

procedimenti amministrativi, conformemente ad un quadro normativo

omogeneo a livello nazionale anche per quanto attiene ai livelli

delle emissioni elettromagnetiche degli impianti radioelettrici;

f) favorire il raggiungimento degli obiettivi di qualita’

relativamente alle predette emissioni elettromagnetiche nelle aree a

tal fine determinate a livello locale nel rispetto delle competenze

regionali di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36;

g) assicurare condizioni che consentano agli operatori di

offrire, in regime di libero mercato, servizi innovativi ai cittadini

ed agli utenti, incentivando cosi’ il perseguimento degli obiettivi

di qualita’ da parte degli operatori del settore;

h) assicurare l’osservanza dei principi di concorrenza e non

discriminazione con riferimento alle attivita’ di installazione delle

infrastrutture di telecomunicazioni ed all’espletamento del relativo

servizio al pubblico;

i) favorire una adeguata diffusione delle infrastrutture di

telecomunicazione sull’intero territorio nazionale;

j) facilitare la realizzazione delle reti radio per le

comunicazioni relative alle emergenze sanitarie ed alla protezione

civile di cui, rispettivamente, al decreto del Ministro della sanita’

in data 6 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257

del 3 novembre 1998, ed al decreto del Ministro delle comunicazioni

in data 22 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302

del 29 dicembre 1998.

Art. 2.

Definizioni

1. La terminologia tecnica utilizzata nel presente decreto

legislativo deve intendersi nel significato suo proprio desumibile

dalla normativa di riferimento ed, in particolare, dal decreto del

Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, dal decreto del

Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, dalla

direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 1999,

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 1999, nonche’

dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e successive modificazioni.

Art. 3.

Infrastrutture di telecomunicazioni

1. Le categorie di infrastrutture di telecomunicazioni, considerate

strategiche ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 21

dicembre 2001, n. 443, sono opere di interesse nazionale,

realizzabili esclusivamente sulla base delle procedure definite dal

presente decreto, anche in deroga alle disposizioni di cui

all’articolo 8, comma 1, lettera c), della legge 22 febbraio 2001, n.

36.

2. Le infrastrutture di cui all’articolo 4, ad esclusione delle

torri e dei tralicci relativi alle reti di televisione digitale

terrestre, sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e

sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in

deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di

legge o di regolamento.

3. Le infrastrutture di cui agli articoli 7, 8 e 9 sono assimilate

ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui

all’articolo 16, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica

6 giugno 2001, n. 380, pur restando di proprieta’ dei rispettivi

operatori, e ad esse si applica la normativa vigente in materia.

Art. 4.

Infrastrutture di telecomunicazioni per impianti radioelettrici

1. L’installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e

la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi ed,

in specie, l’installazione di torri, di tralicci, di impianti

radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di telecomunicazione, di

stazioni radio base per reti di telecomunicazioni mobili GSM/UMTS,

per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla

televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate

alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonche’ per reti

radio a larga banda puntomultipunto nelle bande di frequenza all’uopo

assegnate, viene autorizzata dagli enti locali, previo accertamento,

da parte delle ARPA ovvero dall’organismo indicato dalla regione,

della compatibilita’ del progetto con i limiti di esposizione, i

valori di attenzione e gli obiettivi di qualita’, stabiliti

uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della

legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di

attuazione.

2. Restano ferme le disposizioni a tutela dei beni ambientali e

culturali contenute nel decreto legislativo 29 settembre 1999, n.

490, nonche’ le disposizioni a tutela delle servitu’ militari di cui

alla legge 24 dicembre 1976, n. 898.

Art. 5.

Procedimenti autorizzatori relativi alle infrastrutture di

telecomunicazioni per impianti radioelettrici

1. L’istanza di autorizzazione alla installazione di infrastrutture

di cui all’articolo 4 e’ presentata all’ente locale dai soggetti a

tale fine abilitati. Al momento della presentazione della domanda,

l’ufficio abilitato a riceverla indica al richiedente il nome del

responsabile del procedimento.

2. L’istanza, conforme al modello di cui all’allegato A, realizzato

al fine della sua acquisizione su supporti informatici e destinato

alla formazione del catasto nazionale delle sorgenti

elettromagnetiche di origine industriale, deve essere corredata della

documentazione atta a comprovare il rispetto dei limiti di

esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita’,

relativi alle emissioni elettromagnetiche, di cui alla legge 22

febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione,

attraverso l’utilizzo di modelli predittivi conformi alle

prescrizioni della CEI, non appena emanate. In caso di pluralita’ di

domande, viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da

piu’ operatori. Nel caso di installazione di impianti, con tecnologia

UMTS o altre, con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20

Watt, fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione, dei

valori di attenzione e degli obiettivi di qualita’ sopra indicati, e’

sufficiente la denuncia di inizio attivita’, conforme ai modelli

predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti, al modello di

cui all’allegato B.

3. Copia dell’istanza ovvero della denuncia viene inoltrata

contestualmente all’ARPA, che si pronuncia entro venti giorni dalla

comunicazione. Lo sportello locale competente provvede a

pubblicizzare l’istanza, pur senza diffondere i dati caratteristici

dell’impianto.

4. Il responsabile del procedimento puo’ richiedere, per una sola

volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell’istanza, il

rilascio di dichiarazioni e l’integrazione della documentazione

prodotta. Il termine di cui all’articolo 6, comma 1, inizia

nuovamente a decorrere dal momento dell’avvenuta integrazione

documentale.

5. Nel caso una amministrazione interessata abbia espresso motivato

dissenso, il responsabile del procedimento convoca, entro trenta

giorni dalla data di ricezione della domanda, una conferenza di

servizi, alla quale prendono parte i rappresentanti delle

Amministrazioni degli enti locali interessati, nonche’ dei soggetti

preposti ai controlli di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio

2001, n. 36, ed un rappresentante dell’Amministrazione dissenziente.

6. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni

dalla prima convocazione. L’approvazione, adottata a maggioranza dei

presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle

singole amministrazioni e vale altresi’ come dichiarazione di

pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dei lavori. Della

convocazione e dell’esito della conferenza viene tempestivamente

informato il Ministero delle comunicazioni.

7. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva

assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da

un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della

salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione

e’ rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in

quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui

agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Art. 6.

Esiti e conseguenze

1. Le istanze di autorizzazione e le denunce di attivita’ di cui

all’articolo 5, nonche’ quelle relative alla modifica delle

caratteristiche di emissione degli impianti gia’ esistenti, si

intendono accolte qualora, entro novanta giorni dalla presentazione

del progetto e della relativa domanda, fatta eccezione per il

dissenso di cui all’articolo 5, comma 7, non sia stato comunicato un

provvedimento di diniego. Gli enti locali possono prevedere termini

piu’ brevi per la conclusione dei relativi procedimenti ovvero

ulteriori forme di semplificazione amministrativa, nel rispetto delle

disposizioni stabilite dal presente comma.

2. Le opere debbono essere realizzate, a pena di decadenza, nel

termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento

autorizzatorio espresso, ovvero dalla formazione del

silenzio-assenso.

Art. 7.

Opere civili, scavi e occupazione di suolo pubblico

1. Qualora l’installazione di infrastrutture di telecomunicazioni

presupponga la realizzazione di opere civili o, comunque,

l’effettuazione di scavi e l’occupazione di suolo pubblico, i

soggetti interessati sono tenuti a presentare apposita istanza

conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non

predisposti, al modello di cui all’allegato C, all’ente locale ovvero

alla figura soggettiva pubblica proprietaria delle aree.

2. Il responsabile del procedimento puo’ richiedere, per una sola

volta, entro dieci giorni dalla data di ricezione dell’istanza, il

rilascio di dichiarazioni e la rettifica e/o integrazione della

documentazione prodotta. Il termine di cui al comma 7 inizia

nuovamente a decorrere dal momento dell’avvenuta integrazione

documentale.

3. Entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione

dell’istanza, il responsabile del procedimento puo’ convocare, con

provvedimento motivato, una conferenza di servizi, alla quale

prendono parte le figure soggettive direttamente interessate

dall’installazione.

4. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni

dalla prima convocazione. L’approvazione, adottata a maggioranza dei

presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle

singole amministrazioni e vale altresi’ come dichiarazione di

pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dei lavori.

5. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva

assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da

un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della

salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione

e’ rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in

quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui

all’articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

6. Il rilascio dell’autorizzazione comporta l’autorizzazione alla

effettuazione degli scavi indicati nel progetto, nonche’ la

concessione del suolo e/o sottosuolo pubblico necessario

all’installazione delle infrastrutture. Il comune puo’ mettere a

disposizione, direttamente o per il tramite di una societa’

controllata, infrastrutture a condizioni eque, trasparenti e non

discriminatorie.

7. Trascorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della

domanda, senza che l’amministrazione abbia concluso il procedimento

con un provvedimento espresso ovvero abbia indetto un’apposita

conferenza di servizi, la medesima si intende in ogni caso accolta.

Nel caso di attraversamenti di strade e comunque di lavori di scavo

di lunghezza inferiore ai duecento metri, il termine e’ ridotto a

trenta giorni.

Art. 8.

Condivisione dello scavo e coubicazione dei cavi per

telecomunicazioni

1. Qualora l’installazione delle infrastrutture di

telecomunicazioni comporti l’effettuazione di scavi all’interno di

centri abitati, gli operatori di telecomunicazione interessati devono

provvedere alla comunicazione del progetto in formato elettronico al

Ministero delle comunicazioni, o ad altro ente delegato, per

consentire il suo inserimento in un apposto archivio telematico,

affinche’ sia agevolata la condivisione dello scavo con altri

operatori e la coubicazione dei cavi di telecomunicazioni conformi

alle norme tecniche UNI e CEI. L’avvenuta comunicazione in forma

elettronica del progetto costituisce un presupposto per il rilascio

delle autorizzazioni di cui all’articolo 7.

2. Entro il termine perentorio di trenta giorni, a decorrere dalla

data di presentazione e pubblicizzazione del progetto di cui al comma

1, gli operatori di telecomunicazione interessati alla condivisione

dello scavo e/o alla coubicazione dei cavi per telecomunicazioni,

possono concordare, con l’operatore che ha gia’ presentato la propria

istanza, l’elaborazione di un piano comune degli scavi e delle opere.

In assenza di accordo tra gli operatori, l’ente pubblico competente

rilascia i provvedimenti abilitativi richiesti, in base al criterio

della priorita’ delle domande.

3. Nei casi di cui al presente articolo si adottano le disposizioni

e le procedure stabilite all’articolo 7.

Art. 9.

Reti dorsali

1. Qualora l’installazione delle infrastrutture di

telecomunicazioni interessi aree di proprieta’ di piu’ enti, pubblici

o privati, l’istanza di autorizzazione, conforme al modello di cui

all’allegato D, viene presentata a tutti i soggetti interessati. Essa

puo’ essere valutata in una conferenza di servizi per ciascun ambito

regionale convocata dal comune di maggiore dimensione demografica. La

conferenza puo’ essere convocata anche su iniziativa del soggetto

interessato.

2. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni

dalla prima convocazione. L’approvazione, adottata a maggioranza dei

presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle

singole amministrazioni e vale altresi’ come dichiarazione di

pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dei lavori, anche ai

sensi degli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della

Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Della convocazione e dell’esito

della conferenza viene tempestivamente informato il Ministero delle

comunicazioni.

3. Qualora il motivato dissenso sia espresso da un’amministrazione

preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla

tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione e’ rimessa al

Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in quanto compatibili

con il presente decreto, le disposizioni di cui all’articolo 14 e

seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

4. Salve le disposizioni di cui al successivo articolo 10, nessuna

altra indennita’ e’ dovuta ai soggetti esercenti pubblici servizi o

proprietari, ovvero concessionari di aree pubbliche, in conseguenza

di scavi ed occupazioni del suolo, pubblico o privato, effettuate al

fine di installare le infrastrutture di telecomunicazioni.

5. Le figure giuridiche soggettive alle quali e’ affidata la cura

di interessi pubblici devono rendere noto, con cadenza semestrale, i

programmi relativi a lavori di manutenzione ordinaria e/o

straordinaria, al fine di consentire ai titolari delle licenze

individuali una corretta pianificazione delle rispettive attivita’

strumentali ed, in specie, delle attivita’ di installazione delle

infrastrutture di telecomunicazioni. I programmi dei lavori di

manutenzione dovranno essere notificati in formato elettronico al

Ministero delle comunicazioni, ovvero ad altro ente all’uopo

delegato, con le stesse modalita’ di cui all’articolo 8, comma 1, per

consentirne l’inserimento in un apposito archivio telematico

consultabile dai titolari delle licenze individuali.

6. Le figure soggettive esercenti pubblici servizi o titolari di

pubbliche funzioni hanno l’obbligo, sulla base di accordi commerciali

a condizioni eque e non discriminatorie, di consentire l’accesso alle

proprie infrastrutture civili disponibili, a condizione che non venga

turbato l’esercizio delle rispettive attivita’ istituzionali.

Art. 10.

Oneri connessi alle attivita’ di installazione, scavo ed occupazione

di suolo pubblico

1. Gli operatori di telecomunicazioni hanno l’obbligo di tenere

indenne l’ente locale, ovvero l’ente proprietario, dalle spese

necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche

specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e

manutenzione e di ripristinare a regola d’arte le aree medesime nei

tempi stabilitidall’ente locale. Nessun altro onere finanziario o

reale puo’ essere imposto, in base all’articolo 4 della legge

31 luglio 1997, n. 249, in conseguenza dell’esecuzione delle opere di

cui al presente decreto, fatta salva l’applicazione della tassa per

l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del

decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per

l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all’articolo 63 del

decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive

modificazioni ed integrazioni, calcolato secondo quanto previsto dal

comma 2, lettera e), del medesimo articolo, ovvero dell’eventuale

contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui

all’articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo 15

novembre 1993, n. 507.

Art. 11.

Limitazioni legali alla proprieta’ privata

1. Al fine di accelerare l’installazione delle infrastrutture di

telecomunicazioni, all’articolo 232 del testo unico delle

disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di

telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della

Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, e’ aggiunto, in fine, il seguente

comma:

“L’operatore di telecomunicazioni incaricato del servizio puo’

agire direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti

e turbative al passaggio ed alla installazione delle

infrastrutture.”.

Art. 12.

Disposizioni finali

1. I diversi titoli gia’ rilasciati per l’installazione delle

infrastrutture di cui al presente decreto si intendono ad ogni

effetto considerati quali autorizzazioni rilasciate ai sensi del

presente decreto.

2. Le istanze presentate alla data di entrata in vigore del

presente decreto in tutto il territorio nazionale in relazione agli

impianti di cui all’articolo 5, comma 2, ultimo periodo, conformi

alle prescrizioni ivi indicate, valgono come denuncia di inizio

attivita’.

3. I gestori delle reti radiomobili di comunicazione pubblica

provvedono ad inviare ai comuni ed ai competenti ispettorati

territoriali del Ministero delle comunicazioni la descrizione di

ciascun impianto installato prima della data di entrata in vigore del

presente decreto legislativo, sulla base dei modelli A e B allegati

al presente decreto, al fine di realizzare il catasto di tali

infrastrutture. Inviano altresi’ i modelli relativi alle successive

installazioni. I soggetti interessati alla realizzazione delle opere

di cui agli articoli 7, 8 e 9 trasmettono al Ministero delle

comunicazioni copie dei modelli C e D. Il Ministero delle

comunicazioni puo’ delegare ad altro ente la tenuta degli archivi

telematici di tutte le comunicazioni trasmessegli.

4. E’ abrogato l’articolo 2-bis della legge 1 luglio 1997, n. 189.

Art. 13.

Legislazione regionale

1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e

di Bolzano provvedono alle finalita’ di cui al presente decreto,

nell’ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi dei

rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, secondo

quanto disposto dai singoli ordinamenti.

Art. 14.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno

successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Allegato A

(previsto dall’art. 5, comma 1)

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE

Il sottoscritto ………………………………………….

nato a…………………………….. il ……………………

residente a ……………… via ……………………. n. …..

nella sua qualità di ………………. della Società …………..

con sede in ………………….. via ………………. n. ……

Chiede

il rilascio dell’autorizzazione alla installazione dell’impianto di

seguito descritto dichiarandone la conformita’ ai limiti di

esposizione ed ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio

2001, n. 36.

Descrizione dell’impianto e delle aree circostanti.

Posizionamento degli apparati.

Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il

posizionamento degli impianti, la loro collocazione e la loro

accessibilita’ da parte del personale incaricato. La posizione dovra’

essere corredata di coordinate geografiche con approssimazione al

secondo di grado o a sue frazioni, nonche’ dell’indirizzo completo di

numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per

l’individuazione del sito.

Descrizione del terreno circostante.

Si descrivano sinteticamente ma in modo esauriente i dintorni

dell’apparato, evidenziando:

edifici posti in vicinanza del sito;

conformazione e morfologia del terreno circostante;

eventuale presenza di altre stazioni emittenti collocate con la

stazione da installare.

(Si vedano in calce gli allegati richiesti per una descrizione

piu’ dettagliata).

Caratteristiche radioelettriche dell’impianto.

Si enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguita’

tutte le caratteristiche radioelettriche dell’impianto trasmittente.

(Si vedano in calce gli allegati richiesti per una descrizione

piu’ dettagliata).

Stime del campo generato.

Presentare i risultati ottenuti con le modalita’ di simulazione

numerica specificate nel punto 2.1. Tali risultati dovranno essere

forniti, alternativamente, in una delle due forme seguenti:

volume di rispetto, ovvero la forma geometrica in grado di

riassumere in modo grafico la conformita’ ai limiti di esposizione ed

ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36.

Allo scopo si raccomanda di utilizzare la definizione di volume di

rispetto, o in alternativa quella di isosuperficie 3D, contenute

nella “Guida alla realizzazione di una Stazione Radio Base per

rispettare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici in alta

frequenza” [Guida CEI 211-10].

Nel caso in cui volumi di rispetto evidenzino punti con

intersezioni critiche (rispetto alle soglie usate) per posizioni

accessibili alla popolazione con tempi di permanenza superiore a 4

ore dovranno essere fornite le curve isocampo rispetto ai punti di

criticita’ per le stesse soglie.

Stima puntuale dei valori di campo nei punti dove si prevede una

maggiore esposizione della popolazione (max. 10 punti/sito). Per

questi ultimi occorre:

evidenziare accuratamente e chiaramente sulle planimetrie a

disposizione le posizioni accessibili alla popolazione (specificando

se i tempi di permanenza siano maggiori o minori di 4 ore);

effettuare una campagna di misure del campo elettromagnetico di

fondo presente (e’ possibile riferirsi alla “Norma CEI 211-7 - Guida

per la misura e per la valutazione dei campi elettromagnetici

nell’intervallo di frequenza 10 kHz - 300 GHz”, con riferimento

all’esposizione umana).

La scelta tra i due formati sopra descritti rimane a discrezione

dell’operatore, secondo quanto riportato nella Guida CEI gia’ citata.

In entrambi i casi (volume di rispetto o calcolo puntuale), le

valutazioni sopra indicate dovranno comprendere la stima del fondo

ambientale, al fine di ottenere il campo elettrico complessivo.

Modalita’ di simulazione numerica.

Specificare l’algoritmo di calcolo con il quale si sono eseguite

le stime di campo; dovra’ essere specificata l’implementazione

dell’algoritmo utilizzato o, qualora il software sia di tipo

commerciale, il nome del programma, nonche’ la versione e la

configurazione utilizzata.

Indicare la conformita’ del programma di calcolo alle

prescrizioni CEI, non appena emanate.

Allega alla presente istanza

Scheda tecnica dell’impianto, con indicati frequenza, marca e

modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno

in dBi, direzione di massimo irraggiamento dell’antenna riferita al

nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).

Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del

sistema irradiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni

grado, l’attenuazione in dB del campo (o deve essere indicato il

campo relativo E/E0).

Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico

o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell’impianto.

Specificare se il nuovo impianto utilizzi un sistema di antenne

gia’ in esercizio per altre emittenti (n-plexing). In questo caso il

parere sanitario sara’ soggetto alla valutazione complessiva di tutto

l’impianto.

Planimetria generale ante opera e post operam del progetto di

impianto, su scala 1:500.

Dichiarazione della potenza fornita a connettore d’antenna del

sistema irradiante.

In caso di piu’ frequenze di emissione tali dati vanno rilasciati

per ogni frequenza.

Mappe del territorio circostante all’impianto.

Stralcio del PRG con scala non superiore a 1:2.000 (con

indicazione delle abitazioni presenti o in costruzione al momento

della domanda, specificando i numeri di piani fuori terra di ognuno,

nonche’ dei luoghi di pubblico accesso);

Mappe catastali con scala non superiore a 1:2.000, con

indicazione del punto di installazione e riportante la zona

circostante con un raggio di almeno 300 metri intorno all’impianto;

Stralcio ubicativo con scala non superiore a 1:2.000 con

indicazione delle curve di livello altimetriche;

Tutte le suddette mappe dovranno contenere l’indicazione del Nord

geografico.

Nel contempo, il sottoscritto,

consapevole delle conseguenze penali cui incorre, ai sensi della

legge 27 gennaio 1968, n. 15, chi presenta dichiarazioni mendaci

ovvero utilizza atti falsi,

Rilascia

la seguente dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’:

“l’impianto, sulla base della stima del campo generato e della

simulazione numerica effettuata, e’ conforme ai limiti di

esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualita’ di

cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36″.

A tal fine, il sottoscritto allega una copia fotostatica non

autenticata del proprio documento di identita’.

Firma.

Allegato B

(previsto dall’art. 5, comma 2)

DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA’

(per impianti con potenza in antenna inferiore a 20 watt)

Il sottoscritto ………………………………………….

nato a…………………………….. il ……………………

residente a ……………… via ……………………. n. …..

nella sua qualità di ………………. della Società …………..

con sede in ………………….. via ………………. n. ……

Descrizione dell’impianto e delle aree circostanti.

Posizionamento degli apparati.

Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il

posizionamento degli impianti, la loro collocazione e la loro

accessibilita’ da parte del personale incaricato. La posizione dovra’

essere corredata di coordinate geografiche con approssimazione al

secondo di grado o a sue frazioni, nonche’ dell’indirizzo completo di

numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per

l’individuazione del sito.

Caratteristiche radioelettriche dell’impianto.

Si enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguita’

tutte le caratteristiche radioelettriche dell’impianto trasmittente.

Allega alla presente istanza

Scheda tecnica dell’impianto, con indicati frequenza, marca e

modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno

in dBi, direzione di massimo irraggiamento dell’antenna riferita al

nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).

Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del

sistema radiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni

grado da 0o a 360o, l’attenuazione in dB del campo (o deve essere

indicato il campo relativo E/E0).

Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico

o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell’impianto.

Allegato C

(previsto dall’art. 7, comma 1)

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE PER OPERE CIVILI, SCAVI E OCCUPAZIONE DI

SUOLO PUBBLICO IN AREE URBANE

Il sottoscritto ………………………………………….

nato a…………………………….. il ……………………

residente a ……………… via ……………………. n. …..

nella sua qualità di ………………. della Società …………..

con sede in ………………….. via ………………. n. ……

Chiede

il rilascio dell’autorizzazione alla installazione dell’impianto di

seguito descritto:

Descrizione dell’impianto.

Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il tracciato di

posa dell’impianto con l’elenco delle strade interessate, in

particolare:

dovranno essere indicate le caratteristiche salienti

dell’impianto con riferimento alle sedi di posa, ai materiali

previsti per la costruzione e alla tecnica di installazione

utilizzata;

dovranno essere indicati i tempi previsti per la realizzazione

dell’impianto;

dovranno essere evidenziate eventuali situazioni di interesse

comune ad altri enti/gestori sul medesimo tracciato note al momento

della presentazione della presente istanza;

dovranno essere evidenziate tratte di infrastruttura esistente

di proprieta/gestione dell’Ente a cui e’ indirizzata la richiesta per

valutarne il possibile utilizzo.

Allega alla presente istanza

Planimetria dettagliata in scala 1:1.000 contenente i riferimenti

stradali necessari all’individuazione del tracciato di posa con

evidenziati i seguenti elementi:

tracciato di posa indicante eventuali tratte di concomitanze

con altri enti/gestori;

manufatti previsti lungo l’impianto con apposita simbologia;

particolari “tipo” delle tubazioni utilizzate e dei manufatti;

sezioni trasversali in scala, complete delle quote relative al

posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;

sezioni relative agli attraversamenti stradali, complete delle

quote relative al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;

vie interessate, lunghezza dell’impianto e tecnica di posa;

Dichiara

di aver comunicato il progetto in formato elettronico.

Data.

Firma.

Allegato D

(previsto dall’art. 9, comma 1)

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE PER OPERE CIVILI, SCAVI E OCCUPAZIONE DI

SUOLO PUBBLICO IN AREE EXTRAURBANE

Il sottoscritto ………………………………………….

nato a…………………………….. il ……………………

residente a ……………… via ……………………. n. …..

nella sua qualità di ………………. della Società …………..

con sede in ………………….. via ………………. n. ……

Chiede

il rilascio dell’autorizzazione alla installazione dell’impianto di

seguito descritto:

Descrizione dell’impianto.

Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il tracciato di

posa dell’impianto con l’elenco delle strade interessate, in

particolare:

dovranno essere indicate le caratteristiche salienti

dell’impianto con riferimento alle sedi di posa, ai materiali

previsti per la costruzione e alla tecnica di installazione

utilizzata;

dovranno essere indicati i tempi previsti per la realizzazione

dell’impianto;

dovranno essere evidenziate eventuali situazioni di interesse

comune ad altri enti/gestori sul medesimo tracciato note al momento

della presentazione della presente istanza;

dovranno essere evidenziate tratte di infrastruttura esistente

di proprieta/gestione dell’Ente a cui e’ indirizzata la richiesta per

valutarne il possibile utilizzo.

Allega alla presente istanza

Per impianti extraurbani:

stralcio planimetrico in scala non superiore a 1:25.000 con

indicazione del tracciato di posa dell’impianto e la lunghezza dello

stesso;

planimetria dettagliata in scala 1:2.000 o 1:1.000 contenente i

riferimenti stradali necessari all’individuazione del tracciato di

posa con evidenziati i seguenti elementi:

tracciato di posa indicante eventuali tratte di concomitanze

con altri enti/gestori;

manufatti previsti lungo l’impianto;

sezioni trasversali in scala, complete delle quote relative

al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;

strade interessate, lunghezza dell’impianto e tecnica di posa

Data.