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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 settembre 2002, n.247

untitled DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 settembre 2002, n.247 in Gazzetta Ufficiale N. 259 del 05 Novembre 2002 Regolamento recante disciplina degli istituti di partecipazione sindacale per il[...]

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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 settembre 2002, n.247

in Gazzetta Ufficiale N. 259 del 05 Novembre 2002

Regolamento recante disciplina degli istituti di partecipazione sindacale per il personale della carriera prefettizia.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed in

particolare l’articolo 70, comma 9, che demanda ad apposito

regolamento la disciplina degli istituti di partecipazione sindacale

per il personale della carriera prefettizia;

Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la legge 28 luglio 1999, n. 266;

Visto il decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

Considerata la necessita’ di uno stabile sistema di relazioni

sindacali, improntato alla prevenzione delle controversie sindacali

che, in considerazione della centralita’ delle funzioni dirigenziali

svolte e della peculiarita’ dell’ordinamento della carriera, assicuri

un ampio e tempestivo coinvolgimento del personale interessato;

Acquisito il parere interlocutorio del Consiglio di Stato, espresso

dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 22

ottobre 2001;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione

consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 25 marzo 2002;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 13 settembre 2002;

Sulla proposta del Ministro dell’interno;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1.

Campo di applicazione

1. Il presente regolamento si applica al personale della carriera

prefettizia di cui al decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139.

Art. 2.

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:

a) amministrazione: il Ministero dell’interno, nelle sue

articolazioni centrali e periferiche;

b) personale: il personale della carriera prefettizia di cui

all’articolo 1 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

c) organizzazioni sindacali: le organizzazioni sindacali

rappresentative del personale della carriera prefettizia;

d) ufficio relazioni sindacali: l’ufficio relazioni sindacali del

Dipartimento degli affari interni e territoriali del Ministero

dell’interno.

Art. 3.

Relazioni sindacali e istituti di partecipazione

1. Le relazioni sindacali si articolano nei seguenti modelli

relazionali:

a) procedimento negoziale, di cui al capo II del decreto

legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

b) concertazione, consultazione, informazione, nonche’ altre

forme di partecipazione.

Art. 4.

Informazione

1. L’amministrazione, allo scopo di rendere trasparente e

costruttivo il confronto tra le parti a tutti i livelli delle

relazioni sindacali, informa periodicamente e tempestivamente le

organizzazioni sindacali sugli atti organizzativi di valenza

generale, anche di carattere finanziario, aventi riflessi sul

rapporto di impiego della carriera prefettizia.

2. Ai fini di una piu’ compiuta informazione, le parti, su

richiesta, si incontrano con cadenza almeno annuale e, in ogni caso,

in presenza di iniziative concernenti le linee di organizzazione

degli uffici ovvero per l’innovazione tecnologica, nonche’ per

eventuali processi di dismissione, esternalizzazione e trasformazione

dei servizi.

3. L’amministrazione fornisce un’informazione preventiva sui

criteri generali inerenti le seguenti materie:

a) sistemi di valutazione dell’attivita’ del personale, ivi

compresi quelli di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto

legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

b) conferimento, revoca e rotazione negli incarichi e nelle

funzioni, ivi compresi quelli indicati all’articolo 12, comma 4, del

decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

c) individuazione dei posti di funzione e graduazione delle

posizioni funzionali;

d) individuazione dei posti disponibili nelle qualifiche e le

relative sedi di servizio, come previsto dall’articolo 13, comma 2,

del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

e) invii in missione e conferimento degli incarichi di cui

all’articolo 24 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

f) iniziative socio-assistenziali in favore del personale;

g) formazione e aggiornamento professionale;

h) misure in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro;

i) ordini del giorno delle riunioni del Consiglio di

amministrazione e delle commissioni previste dal decreto legislativo

19 maggio 2000, n. 139.

4. L’informazione preventiva e’ fornita ai soggetti di cui

all’articolo 2, comma 1, lettera c), nelle materie di cui al comma 3,

almeno cinque giorni prima, inviando contestualmente la

documentazione.

5. Per le materie di cui al comma 1, lettere f) e h),

l’informazione e’ fornita anche a livello periferico.

6. L’amministrazione puo’ individuare modalita’ di informazione

preventiva piu’ articolate, anche in materie non comprese nel comma

3.

7. L’amministrazione fornisce, a livello centrale e periferico,

un’informazione successiva nelle seguenti materie, entro dieci giorni

dall’emanazione dell’atto:

a) provvedimenti e atti di gestione rilevanti ai fini del buon

andamento degli uffici, nonche’ sulla costituzione, modificazione ed

estinzione del rapporto di impiego;

b) verifica sulla applicazione dei criteri generali di cui

all’articolo 5, comma 1, lettere a), b), c), d), e) ed f);

c) attuazione dei programmi di formazione del personale;

d) resoconto delle riunioni del Consiglio di amministrazione.

Art. 5.

Concertazione

1. Le organizzazioni sindacali, ricevuta l’informazione ai sensi

dell’articolo 4, comma 3, possono attivare, mediante richiesta

scritta, la concertazione sui criteri generali inerenti le seguenti

materie:

a) sistemi di valutazione dell’attivita’ del personale, ivi

compresi quelli di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto

legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

b) conferimento, revoca e rotazione negli incarichi e nelle

funzioni, ivi compresi quelli indicati all’articolo 12, comma 4, del

decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

c) individuazione dei posti di funzione e graduazione delle

posizioni funzionali;

d) individuazione dei posti disponibili nelle qualifiche e le

relative sedi di servizio come previsto dall’articolo 13, comma 2,

del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

e) invii in missione e conferimento degli incarichi di cui

all’articolo 24 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;

f) formazione e aggiornamento professionale.

2. La concertazione si svolge in appositi incontri che iniziano

entro il quarto giorno dalla data di ricezione della richiesta;

durante la concertazione le parti si adeguano, nei loro

comportamenti, ai principi di responsabilita’, correttezza e

trasparenza.

3. La concertazione si conclude nel termine massimo di quindici

giorni dalla sua attivazione. Dell’esito della concertazione e’

redatto verbale dal quale risultino le posizioni delle parti e gli

eventuali impegni assunti. Decorso infruttuosamente tale termine, le

parti riassumono le rispettive prerogative e liberta’ di iniziativa e

decisione.

Art. 6.

Consultazione

1. La consultazione delle organizzazioni sindacali prima

dell’adozione degli atti interni di organizzazione aventi riflesso

sul rapporto di impiego e’ facoltativa. Essa si svolge

obbligatoriamente in materia di organizzazione e disciplina di

strutture e uffici, a livello centrale e periferico, nonche’

consistenza e variazione della dotazione organica.

2. Nella suddetta materia, prima di assumere le relative

determinazioni, l’Amministrazione, previa adeguata informazione,

acquisisce senza particolari formalita’ il parere delle

organizzazioni sindacali.

Art. 7.

Comitato pari opportunita’

1. Al fine di consentire una reale parita’ uomini-donne, e’

istituito il Comitato per le pari opportunita’ con il compito di

proporre misure adatte a creare effettive condizioni di pari

opportunita’, secondo i principi definiti dalla legge 10 aprile 1991,

n. 125. Il Comitato, presieduto dal Ministro dell’interno o da un suo

delegato, e’ composto da tre rappresentanti delle organizzazioni

sindacali e da un numero pari di rappresentanti dell’amministrazione.

Per ogni componente effettivo e’ previsto un componente supplente.

2. Il Comitato per le pari opportunita’ rimane in carica per la

durata di un quadriennio e comunque fino alla costituzione del nuovo,

con le scadenze di cui all’articolo 26, comma 3, del decreto

legislativo 19 maggio 2000, n. 139. I componenti del Comitato possono

essere rinnovati nell’incarico per un solo mandato.

Art. 8.

Commissioni

1. Allo scopo di assicurare una migliore partecipazione del

personale alle attivita’ dell’amministrazione, e’ prevista la

possibilita’ di costituire, a richiesta e senza oneri aggiuntivi,

Commissioni bilaterali per l’approfondimento di specifiche

problematiche, in particolare concernenti l’organizzazione del lavoro

in relazione ai processi di riorganizzazione dell’Amministrazione

stessa nonche’ l’ambiente, l’igiene e sicurezza del lavoro e le

attivita’ di formazione. Tali organismi, ivi compreso il Comitato per

le pari opportunita’ per quanto di sua competenza, raccolgono dati

relativi alle predette materie, che l’amministrazione e’ tenuta a

fornire, e formulano proposte in ordine ai medesimi temi. La

composizione dei citati organismi, che non hanno funzioni negoziali,

e’ di norma paritetica e deve comprendere un’adeguata rappresentanza

femminile.

Art. 9.

Diritto di assemblea

1. Il personale ha diritto di partecipare, durante l’orario di

lavoro, ad assemblee sindacali in idonei locali concordati con

l’amministrazione, per dieci ore annue pro capite senza decurtazione

della retribuzione.

2. Le assemblee, che riguardano la generalita’ dei dipendenti o

gruppi di essi, sono indette con specifico ordine del giorno su

materie di interesse per la categoria.

3. La convocazione, la sede, l’orario, l’ordine del giorno, sono

comunicati all’amministrazione con preavviso scritto almeno tre

giorni prima dello svolgimento dell’assemblea. Eventuali condizioni

eccezionali e motivate che comportassero l’esigenza per

l’amministrazione di uno spostamento della data dell’assemblea devono

essere comunicate per iscritto entro 48 ore prima alle rappresentanze

sindacali promotrici.

4. La rilevazione dei partecipanti e delle ore di partecipazione di

ciascuno all’assemblea e’ effettuata, nel rispetto delle garanzie

previste dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675, dai responsabili degli

uffici e comunicata all’ufficio per la gestione del personale.

5. Durante lo svolgimento delle assemblee deve essere garantita la

continuita’ delle prestazioni indispensabili nelle unita’ operative

interessate.

Art. 10.

Diritto di affissione

1. Le organizzazioni sindacali hanno diritto di affiggere, in

appositi spazi che l’amministrazione ha l’obbligo di predisporre in

luoghi accessibili a tutto il personale all’interno delle sedi di

servizio, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di

interesse sindacale e del lavoro, utilizzando, ove disponibili, anche

sistemi di informatica.

Art. 11.

S e d e

1. L’Amministrazione mette a disposizione delle organizzazioni

sindacali idonei locali per lo svolgimento delle loro attivita’.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.