Questo sito contribuisce alla audience di

LEGGE 7 novembre 2002, n. 248

untitled LEGGE 7 novembre 2002, n. 248 in Gazzetta Ufficiale N. 261 del 07 Novembre 2002 Modifica degli articoli 45, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale. La Camera dei deputati ed il Senato della[...]

untitled

LEGGE 7 novembre 2002, n. 248

in Gazzetta Ufficiale N. 261 del 07 Novembre 2002

Modifica degli articoli 45, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

1. L’articolo 45 del codice di procedura penale e’ sostituito dal

seguente:

“ART. 45. - (Casi di rimessione). - 1. In ogni stato e grado del

processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare

lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili,

pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano

al processo ovvero la sicurezza o l’incolumita’ pubblica, o

determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su

richiesta motivata del procuratore generale presso la corte di

appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o

dell’imputato, rimette il processo ad altro giudice, designato a

norma dell’articolo 11″.

2. L’articolo 47 del codice di procedura penale e’ sostituito dal

seguente:

“ART. 47. - (Effetti della richiesta). - 1. In seguito alla

presentazione della richiesta di rimessione il giudice puo’ disporre

con ordinanza la sospensione del processo fino a che non sia

intervenuta l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la

richiesta. La Corte di cassazione puo’ sempre disporre con ordinanza

la sospensione del processo.

2. Il giudice deve comunque sospendere il processo prima dello

svolgimento delle conclusioni e della discussione e non possono

essere pronunciati il decreto che dispone il giudizio o la sentenza

quando ha avuto notizia dalla Corte di cassazione che la richiesta di

rimessione e’ stata assegnata alle sezioni unite ovvero a sezione

diversa dall’apposita sezione di cui all’articolo 610, comma 1. Il

giudice non dispone la sospensione quando la richiesta non e’ fondata

su elementi nuovi rispetto a quelli di altra gia’ rigettata o

dichiarata inammissibile.

3. La sospensione del processo ha effetto fino a che non sia

intervenuta l’ordinanza che rigetta o dichiara inammissibile la

richiesta e non impedisce il compimento degli atti urgenti.

4. In caso di sospensione del processo si applica l’articolo 159 del

codice penale e, se la richiesta e’ stata proposta dall’imputato,

sono sospesi i termini di cui all’articolo 303, comma 1. La

prescrizione e i termini di custodia cautelare riprendono il loro

corso dal giorno in cui la Corte di cassazione rigetta o dichiara

inammissibile la richiesta ovvero, in caso di suo accoglimento, dal

giorno in cui il processo dinanzi al giudice designato perviene al

medesimo stato in cui si trovava al momento della sospensione. Si

osservano in quanto compatibili le disposizioni dell’articolo 304″.

3. L’articolo 48 del codice di procedura penale e’ sostituito dal

seguente:

“ART. 48 - (Decisione) - 1. La Corte di cassazione decide in camera

di consiglio a norma dell’articolo 127, dopo aver assunto, se

necessario, le opportune informazioni.

2. Il Presidente della Corte di cassazione, se rileva una causa

d’inammissibilita’ della richiesta, dispone che per essa si proceda a

norma dell’articolo 610, comma 1.

3. L’avvenuta assegnazione della richiesta di rimessione alle sezioni

unite o a sezione diversa dall’apposita sezione prevista

dall’articolo 610, comma 1, e’ immediatamente comunicata al giudice

che procede.

4. L’ordinanza che accoglie la richiesta e’ comunicata senza ritardo

al giudice procedente e a quello designato. Il giudice procedente

trasmette immediatamente gli atti del processo al giudice designato e

dispone che l’ordinanza della Corte di cassazione sia per estratto

comunicata al pubblico ministero e notificata alle parti private.

5. Fermo quanto disposto dall’articolo 190-bis, il giudice designato

dalla Corte di cassazione procede alla rinnovazione degli atti

compiuti anteriormente al provvedimento che ha accolto la richiesta

di rimessione, quando ne e’ richiesto da una delle parti e non si

tratta di atti di cui e’ divenuta impossibile la ripetizione. Nel

processo davanti a tale giudice, le parti esercitano gli stessi

diritti e facolta’ che sarebbero loro spettati davanti al giudice

originariamente competente.

6. Se la Corte rigetta o dichiara inammissibile la richiesta delle

parti private queste con la stessa ordinanza possono essere

condannate al pagamento a favore della cassa delle ammende di una

somma da 1.000 euro a 5.000 euro”.

4. L’articolo 49 del codice di procedura penale e’ sostituito dal

seguente:

“ART. 49. - (Nuova richiesta di rimessione). - 1. Anche quando la

richiesta e’ stata accolta, il pubblico ministero o l’imputato puo’

chiedere un nuovo provvedimento per la revoca di quello precedente o

per la designazione di un altro giudice.

2. L’ordinanza che rigetta o dichiara inammissibile per manifesta

infondatezza la richiesta di rimessione non impedisce che questa sia

nuovamente proposta purche’ fondata su elementi nuovi.

3. E’ inammissibile per manifesta infondatezza anche la richiesta di

rimessione non fondata su elementi nuovi rispetto a quelli gia’

valutati in una ordinanza che ha rigettato o dichiarato inammissibile

una richiesta proposta da altro imputato dello stesso procedimento o

di un procedimento da esso separato.

4. La richiesta dichiarata inammissibile per motivi diversi dalla

manifesta infondatezza puo’ essere sempre riproposta”.

5. La presente legge si applica anche ai processi in corso e le

richieste di rimessione, che risultano gia’ presentate alla data di

entrata in vigore della legge, conservano efficacia. Il Presidente

della Corte di cassazione, salvo che per esse non rilevi una causa

d’inammissibilita’ e non disponga quindi procedersi applicando

l’articolo 610, comma 1, del codice di procedura penale, dispone per

l’immediata comunicazione di cui all’articolo 48, comma 3, del codice

di procedura penale.

6. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.