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DECRETO-LEGGE 3 marzo 2003, n. 32

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DECRETO-LEGGE 3 marzo 2003, n. 32 - Disposizioni urgenti per contrastare gli illeciti nel settore sanitario.

DECRETO-LEGGE 3 marzo 2003, n. 32

in Gazzetta Ufficiale N. 52 del 04 Marzo 2003

Disposizioni urgenti per contrastare gli illeciti nel settore sanitario.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare

disposizioni per una piu’ incisiva repressione degli illeciti nel

settore sanitario, la cui recente recrudescenza ha causato grave

turbamento e giustificate preoccupazioni nei cittadini;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 28 febbraio 2003;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del

Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell’economia e

delle finanze, della giustizia e per gli affari regionali;

E m a n a

il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Inosservanza di doveri in materia sanitaria

1. L’Autorita’ amministrativa competente, salvo che il fatto

costituisca reato, commina, sulla base anche della sola colpa grave,

una sanzione amministrativa pecuniaria, non inferiore nel minimo a

50.000 euro e non superiore nel massimo ad un ammontare pari a venti

volte il prodotto, il profitto o il prezzo della violazione commessa,

ai professionisti sanitari dipendenti dal Servizio sanitario

nazionale o con esso convenzionati, ovvero ai responsabili di

strutture sanitarie accreditate per l’erogazione di prestazioni

clinico-diagnostiche i quali, nello svolgimento delle funzioni o del

servizio, effettuano prescrizioni, farmaceutiche o diagno-stiche, non

pertinenti per tipologia o quantita’ con la patologia di riferimento

ovvero in violazione di norme di legge o di regolamento richiedono

rimborsi inappropriati, determinano ingiustificati ricoveri

ospedalieri o assumono impegni contrattuali e obbligazioni,

cagionando danno alle aziende unita’ sanitarie locali e ospedaliere.

Nei casi previsti dal presente articolo non e’ ammesso il pagamento

in misura ridotta. E’ inoltre disposta la confisca amministrativa dei

beni e delle cose che servirono o furono destinate a commettere la

violazione e di quelli che ne costituiscono il prodotto, il profitto

o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea alla

violazione.

2. Con regolamento del Ministro della salute, da adottare entro 120

giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge ai

sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,

sono individuati gli uffici gestionali competenti alla irrogazione

delle sanzioni, nonche’ le concrete modalita’ di accertamento delle

violazioni, ivi compreso l’eventuale ricorso ad accertamenti tecnici.

Le somme incassate a titolo di sanzione affluiscono in apposito

capitolo di entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate,

nei limiti dell’ottanta per cento, alle regioni nel cui territorio e’

stato commesso l’illecito, con obbligo di destinare dette somme alla

riduzione delle liste d’attesa.

3. Il provvedimento che conclude il procedimento deve essere

comunicato al competente ordine o collegio professionale di

appartenenza, che, valutati gli atti, puo’ disporre la sospensione

dall’esercizio della professione o la radiazione dall’Albo.

Art. 2.

Modifiche al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265

e al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541

1. Il quinto comma dell’articolo 201 del testo unico delle leggi

sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e’

sostituito dal seguente: “Il contravventore alle disposizioni

contenute nel primo e terzo comma e’ punito con la sanzione

amministrativa pecuniaria da euro 5.000 ad euro 30.000.”.

2. La violazione delle disposizioni previste dall’articolo 15 del

decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, sulla pubblicita’

presso gli operatori sanitari, comporta la irrogazione delle sanzioni

amministrative pecuniarie previste dall’articolo 201 del testo unico

delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n.

1265, come modificato dal comma 1.

Art. 3.

Modifiche all’articolo 640 del codice penale

1. All’articolo 640 del codice penale dopo il secondo comma e’,

inserito il seguente:

“Se il fatto e’ commesso a danno del Servizio sanitario nazionale

da professionisti sanitari dipendenti dal medesimo Servizio o con

esso convenzionati, ovvero responsabili di strutture sanitarie

accreditate per l’erogazione di prestazioni clinico-diagnostiche, la

pena pecuniaria di cui al secondo comma e’ decuplicata. E’ sempre

ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a

commettere il reato o delle cose che ne sono il prodotto o il

profitto. Il provvedimento che definisce il giudizio deve essere

comunicato al competente ordine o collegio professionale di

appartenenza che, valutati gli atti, dispone la radiazione dalla

professione del responsabile.”.

Art. 4.

Attivita’ ispettive

1. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 8 del decreto

legislativo 30 giugno 1993, n. 266, con decreto del Ministro della

salute, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e con il

Ministro dell’economia e delle finanze, e’ individuato presso il

Ministero della salute, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio

dello Stato, un corpo di specialisti appartenenti ai ruoli del

medesimo Ministero che, anche su segnalazione delle regioni, possono

coadiuvare i carabinieri del Comando carabinieri per la sanita’ nello

svolgimento dell’attivita’ di controllo finalizzata al rispetto dei

Livelli Essenziali di Assistenza ed il Corpo della guardia di finanza

nella prevenzione e nell’accertamento delle violazioni economiche e

finanziarie a danno del Servizio sanitario nazionale, nonche’ nella

verifica della corretta rappresentazione dei DRG (Diagnosis Related

Groups) alle regioni da parte degli ospedali pubblici, accreditati o

comunque finanziati dal Servizio sanitario nazionale.

Art. 5.

Norme procedimentali in materia disciplinare

1. Entro il termine di 180 giorni dalla data di entrata in vigore

del presente decreto, gli ordini e i collegi professionali sanitari

provvedono alla modifica dei rispettivi regolamenti stabilendo che,

ai sensi dell’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, la durata

del procedimento disciplinare non puo’ superare i giorni 60.

Art. 6.

Sanzioni per la violazione del divieto di fumo

1. All’articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, come

sostituito dal comma 20 dell’articolo 52 della legge 28 dicembre

2001, n. 448, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: “da euro 25 a euro 250″ sono sostituite

dalle seguenti: “da euro 50 a euro 500″;

b) al comma 2, le parole: “da euro 200 a euro 2000″ sono

sostituite dalle seguenti: “da euro 300 a euro 3000″.

Art. 7.

Entrata in vigore

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.