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LEGGE 20 maggio 2003, n. 116

untitled LEGGE 20 maggio 2003, n. 116 in Gazzetta Ufficiale N. 122 del 28 Maggio 2003 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 50, recante disposizioni urgenti[...]

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LEGGE 20 maggio 2003, n. 116

in Gazzetta Ufficiale N. 122 del 28 Maggio 2003

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 50, recante disposizioni urgenti in
materia di bilanci degli enti locali.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

1. Il decreto-legge 31 marzo 2003, n. 50, recante disposizioni

urgenti in materia di bilanci degli enti locali, e’ convertito in

legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a

quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato sara’ inserita

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE

AL DECRETO-LEGGE 31 MARZO 2003, N. 50

Dopo l’articolo 1 sono inseriti i seguenti:

“ART. 1-bis. - 1. Al comma 2 dell’articolo 146 del testo unico

delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la parola: “semestrale” e’

sostituita dalla seguente: “annuale”.

ART. 1-ter. - 1. Dopo l’articolo 268-bis del testo unico delle

leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ inserito il seguente:

“ART. 268-ter. - (Effetti del ricorso alla procedura straordinaria

di cui all’articolo 268-bis). - 1. Per gli enti i quali si avvalgono

della procedura straordinaria prevista nell’articolo 268-bis vanno

presi in conto, nella prosecuzione della gestione del risanamento,

tutti i debiti comunque riferiti ad atti e fatti di gestione avvenuti

entro il 31 dicembre dell’anno antecedente all’ipotesi di bilancio

riequilibrato, anche se accertati successivamente allo svolgimento

della procedura ordinaria di rilevazione della massa passiva. Questi

debiti debbono comunque essere soddisfatti con i mezzi indicati nel

comma 5 dello stesso articolo 268-bis, nella misura che con la stessa

procedura e’ definita.

2. Sempre che l’ente si attenga alle disposizioni impartite ai

sensi dell’articolo 268-bis, comma 5, non e’ consentito procedere

all’assegnazione, a seguito di procedure esecutive, di ulteriori

somme, maggiori per ciascun anno rispetto a quelle che risultano

dall’applicazione del citato comma 5.

3. Fino alla conclusione della procedura prevista nell’articolo

268-bis, comma 5, nelle more della definizione dei provvedimenti

previsti nel predetto articolo, per gli enti che si avvalgono di tale

procedura o che comunque rientrano nella disciplina del comma 2 del

medesimo articolo, non sono ammesse procedure di esecuzione o di

espropriazione forzata, a pena di nullita’, riferite a debiti

risultanti da atti o fatti verificatisi entro il 31 dicembre

dell’anno precedente quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato.

Il divieto vale fino al compimento della procedura di cui al comma 5

del citato articolo 268-bis e comunque entro i limiti indicati nel

decreto del Ministro dell’interno di cui allo stesso articolo

268-bis, compia 5, terzo periodo.

4. E’ consentito in via straordinaria agli enti locali gia’

dissestati, che non abbiano concluso la procedura di risanamento con

la presentazione del rendiconto consuntivo, di accedere alla

procedura di cui all’articolo 268-bis ove risulti l’insorgenza di

maggiori debiti riferiti ad atti o fatti di gestione avvenuti entro

il 31 dicembre dell’anno antecedente a quello del bilancio

riequilibrato, tenuto conto anche di interessi, rivalutazioni e spese

legali. A tal fine i consigli degli enti interessati formulano al

Ministero dell’interno documentata richiesta in cui, su conforme

parere del responsabile del servizio finanziario e dell’organo di

revisione, e’ dato atto del fatto che non sussistono mezzi

sufficienti a far fronte all’evenienza. Si applicano in tal caso agli

enti locali, oltre alle norme di cui all’articolo 268-bis, quelle

contenute nel presente articolo”.

ART. 1-quater. - 1. Le disposizioni recate dall’articolo 1 del

decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2002, n. 75, concernenti l’ipotesi di

scioglimento prevista dall’articolo 141, comma 1, lettera c), del

testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di seguito denominato

“testo unico”, si applicano per l’esercizio finanziario 2003 ai fini

dell’approvazione del bilancio di previsione degli enti locali.

2. La procedura prevista dall’articolo 1, commi 2 e 3, del

decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2002, n. 75, si applica per l’esercizio

finanziario 2003 anche all’ipotesi di scioglimento per mancata

adozione da parte degli enti locali dei provvedimenti di riequilibrio

previsti dall’articolo 193 del testo unico.

3. A favore degli enti locali delle regioni Molise e Puglia

individuati con i decreti del Ministro dell’economia e delle finanze

del 14 e del 15 novembre 2002 nonche’ del 9 gennaio 2003, pubblicati

rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre 2002,

n. 272 del 20 novembre 2002 e n. 16 del 21 gennaio 2003, e’ disposta

l’anticipazione di un importo pari al 50 per cento di quanto riscosso

a titolo di imposta comunale sugli immobili come risultante

dall’ultimo certificato sul rendiconto della gestione acquisito dal

Ministero dell’interno. Le somme anticipate, da erogare entro trenta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, sono portate in detrazione ai trasferimenti

erariali attribuiti per l’anno 2003.

4. Le disposizioni di cui all’articolo 46 della legge 28 dicembre

2001, n. 448, e successive modificazioni, non si applicano agli

stanziamenti del bilancio dello Stato di competenza del Ministero

dell’interno relativi a trasferimenti erariali a favore degli enti

locali.

5. All’articolo 7-bis del testo unico, dopo il comma 1 e’ inserito

il seguente:

“1-bis. La sanzione amministrativa di cui al comma 1 si applica

anche alle violazioni alle ordinanze adottate dal sindaco e dal

presidente della provincia sulla base di disposizioni di legge,

ovvero di specifiche norme regolamentari”.

6. All’articolo 227, comma 6, del testo unico, come sostituito

dall’articolo 28, comma 6, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, al

secondo periodo, dopo le parole: “con decreto di natura non

regolamentare del” sono inserite le seguenti: “Ministro dell’interno,

di concerto con il”.

7. I contributi a favore delle unioni di comuni e delle comunita’

montane svolgenti l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi

comunali previsti dalle vigenti disposizioni di legge, ad eccezione

di quelli di cui al comma 2 dell’articolo 31 della legge 27 dicembre

2002, n. 289, sono utilizzati anche per il finanziamento degli enti

risultanti dalla fusione di comuni.

8. Qualora comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti

facciano parte delle unioni di comuni, i parametri di riparto

previsti dal decreto del Ministro dell’interno adottato ai sensi

dell’articolo 6, comma 8, della legge 3 agosto 1999, n. 265, sono

applicati considerando tali enti come comuni con popolazione sino a

5.000 abitanti. Sono comunque esclusi ai fini dell’applicazione dei

parametri di riparto i comuni con popolazione superiore a 30.000

abitanti.

9. Dall’attuazione dei commi 7 e 8 non devono derivare nuovi o

maggiori oneri per la finanza pubblica.

10. Il secondo periodo del comma 6 dell’articolo 31 della legge 27

dicembre 2002, n. 289, e’ soppresso.

11. Per l’anno 2003, ai fini dell’attribuzione di trasferimenti

erariali ed altre assegnazioni da parte del Ministero dell’interno,

la popolazione delle province e dei comuni e’ calcolata in base ai

dati consuntivi annuali forniti dall’ISTAT aggiornati al 31 gennaio

2003.

12. All’articolo 24, comma 3, della legge 28 dicembre 2001, n.

448, le parole: “del comma 2″ sono sostituite dalle seguenti: “dei

commi 1 e 2″.

13. All’articolo 29 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, al comma

17, il terzo periodo e’ sostituito dal seguente: “A seguito

dell’accertamento del mancato rispetto dell’obiettivo, le province ed

i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti sono tenuti, nel

trimestre successivo, a riassorbire lo scostamento registrato

intervenendo sui pagamenti nella misura necessaria al fine di

garantire il rientro nella determinazione del saldo”.

ART. 1-quinquies. - 1. All’articolo 29 della legge 27 dicembre

2002, n. 289, dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

“6-bis. I comuni di nuova istituzione per i quali non e’ possibile

operare il confronto con l’anno 2001 sono considerati quali comuni

con popolazione inferiore a 5.000 abitanti”.

ART. 1-sexies. - 1. Si intendono esclusi dai vincoli previsti

dall’articolo 34, comma 11, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, i

comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti in quanto esclusi

dal patto di stabilita’ interno.

ART. 1-septies. - 1. Le disposizioni di cui all’articolo 13, comma

1, del decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con

modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, si applicano anche

ai segretari comunali e provinciali per i quali l’Agenzia autonoma

per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali

disponga, o abbia gia’ disposto, l’utilizzo da parte del Ministero

dell’interno in base all’articolo 19 del regolamento di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465″.